domenica, 13 settembre 2009




Quest'estate non ho fatto giorni di vacanza continuativi in altri posti, ma ho fatto lo stesso una serie di gite in bei posti: oltre a Bardonecchia, sono stata a Courmayeur per Celtica e ad Aosta a vedere alcune mostre, a Briançon e poi sono riuscita a tornare dopo anni a Santa Margherita ligure e a Camogli, due posti di mare dove andavo da bambina e dove non ero mai più stata. Di sicuro non lascerò più passare tutto questo tempo senza andarci, e non solo per nostalgia: preferisco mille volte essere adulta che ragazzina, perché sono libera di vivere la mia vita, e anche di apprezzare a pieno cosa questi posti hanno da offrirmi, che sia mangiare seduta sui gradini seicenteschi un pezzo di focaccia di Recco, o mettermi in piedi sul molo con il mare che mi sferza addosso. Certo che pensando che a 7 anni alla mia prima lezione di nuoto ero arrivata fino alla boa ad oltre un chilometro dalla riva vorrei ritrovare un po' di quello spirito, per non affogare nel grigiore e nella banalità di una vita dove bisogna essere tutti conformi a certi schemi e accettare palettate di cacca in faccia per sopravvivere.

Comunque non ho ancora finito con le gite: ai primi di settembre sono andata a Genova alla scoperta dei suoi splendidi palazzi (Palazzo Principe, Palazzo Reale, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco), ieri sono andata finalmente a Masino ed Aglié, domenica prossima farò un giro a Susa, in attesa degli eventi autunnali. A volte è importante saper ripartire, o anche solo saper partire e basta, con il gusto degli splendidi posti, anche solo dietro l'angolo, che ti aspettano.




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categoria:viaggi, vita
giovedì, 10 settembre 2009
Leggevo l'altro giorno su La Stampa la storia di una zingara con un problema reale di invalidità (a volte, lo riconosco, sono ottimi attori) che chiedendo l'elemosina ad un incrocio di via Stradella arriverebbe a prendere fino a 12 mila euro al mese. Mi pare eccessivo: non ho mai avuto, lo confesso, molta simpatia per gli zingari, ma c'è da dire che ora come ora mi sembrano comunque molto più dignitosi di tutti quegli italiani del cavolo che fanno i postulanti telefonici nei call center, i venditori porta a porta del Folletto e di altre fregnacce, i fund raiser di inesistenti associazioni benefiche, i promoter nei supermercati o per strada, pronti a tutto pur di estorcerti una firma con cui ti obbligano ad un acquisto inutile e truffaldino.

Non penso che chiedere l'elemosina sia il massimo a cui una persona possa aspirare, ma mi pare comunque più nobile che fregare il prossimo, soprattutto i suoi elementi più fragili, con offerte truffaldine e vendite insulse, e guai a chi mi viene a dire che sta gente lavora, sta gente truffa, andare in giro a vessare il prossimo non è e non può essere definito un lavoro, e non vale il discorso e ma non trovano altro, perché è certo più dignitoso fare i disoccupati o le casalinghe che truffare il prossimo, o andare a fare magari quei lavori pesanti che fanno gli extracomunitari (ma già, a una troietta interessata solo alla discoteca e alle magliette di H & M non fa piacere spaccarsi la schiena facendo le pulizie, meglio rompere le scatole agli anziani proponendo Tele 2 al telefono o gli ignobili vini di Cassine di pietra..) o perché chiedere l'elemosina.

Per lo stesso motivo preferisco mille volte quei due ragazzi bengalesi che al Porto di Genova mi hanno avvicinata con molta gentilezza per propormi degli oggetti orientali, che non quello stronzo del Folletto, italiano e bello cicciotto (bamboccione doc ingrassato con le lasagne di mammà, mentre lui incassa le provvigioni sulle vendite a povere casalinghe ignare che si trovano a pagare 3mila euro per un aspirapolvere per pagarsi le rate del cellulare...) che cercava verso i Magazzini del Cotone di attirare anziani verso il suo ciarpame. E preferisco quel barbone anziano che in Piazza San Carlo ha scritto su suo cartello Con niente in tasca ma con tanta gioia nel cuore, piuttosto che quei ragazzini viziati discotecari che cercano di accalappiarti con Mondolibro.

Ma del resto si sa che il buon senso latita: io mi sono sentita mettere in guardia dallo scambiare due parole amichevoli con due barboni che stazionavano sotto casa mia, due persone speciali, da un tizio che ha tra i suoi amici una stronza rappresentante del Folletto (eh, poverina, non ha trovato altro... scommetto che non ha nemmeno valutato di poter fare le pulizie o raccogliere la frutta, perché siamo tutte signore). Che valori al rovescio, per forza che ci troviamo il premier che ci ritroviamo, del resto operatori di call center e piazzisti sono tutti schiavi del suo modello, il consumismo a tutti i costi.

E i due barboni? Lavorano adesso, e non in un call center o per la Folletto. La gente con dignità e onestà esiste ancora, cerchiamola!
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categoria:vita, lavoro, attualità
sabato, 22 agosto 2009


Ritorno sull'annosa questione dei rapporti tra uomini e donne (da cui io, in quanto lesbica, dovrei essere felicemente fuori, ma purtroppo mi tocca, stamattina ennesimo vaffanculo all'ennesimo idiota che pensava di essere simpatico infastidendomi per strada) partendo da un pamphlet trovato su Facebook in cui in pratica un maschietto sfigato dice che le strade sono piene di poveracce schiave del sesso per colpa di noi donne, che non la diamo, respingiamo gli uomini che ci provano, li mortifichiamo e loro poverini devono pur andare da qualcuna a soddisfare la loro funzione naturale di inseminatori.

Certo, noi donne siamo piene di pretese: dovremmo accettare con gioia ogni attenzione maschile, possibilmente darla a tutti provando le varie posizioni del Kamasutra alla fine di ogni incontro o serata, dovremmo essere allegre e felici di stare con loro, e altre boiate del genere, visto che poi il tipo in questione mette sullo stesse piano le veline e le tizie che gli tirano i due da picche. A prescindere che spero che non tutti gli uomini siano così (ho potuto con qualcuno stabilire un rapporto in cui non ci sono mai state proposte indecenti sessuali e matrimoniali) vorrei aggiungere quante pretese hanno invece gli uomini nei nostri riguardi, in base alla mia sia pur breve per fortuna marginale esperienza con l'altro sesso.





  • Capisco che la tua mamma sarà stata ligia al principio di ogni scarrafone è bello a mamma sua, però mio caro se sei grasso, con i denti gialli, la faccia da idiota, il fisico cascante, goffo e magari puzzi anche un po' non puoi certo pensare che una donna ti consideri, anche una donna eterosessuale. Perché trovarne una roita come te è un'impresa, visto che in media noi donne ci laviamo un po' di più e ci curiamo un tantinello, persino una grezzona come la sottoscritta un minimo si mantiene. E onestamente, meglio sognare dietro le foto di Clooney che non stare con un cesso ambulante come te.

  • Capisco che ti sentirai uno strafico, ma se hai sessantacinque anni non puoi pensare che una che potrebbe essere tua figlia ti trovi tanto attraente. Soprattutto se non hai l'appeal di Sean Connery o di Harrison Ford

  • Capisco che i genitori non si mollano e i figli so' pezzi e' core, ma non puoi certo pretendere che una tipa che hai appena conosciuto abbia voglia di prendersi carico gratis di tutto il tuo parentume.

  • Capisco che le badanti costano e pure le baby sitter, ma non ti pare eccessivo pretendere da una povera tapina che te la dia, ti stiri le camicie, ti faccia da mangiare e in più guardi le tue inseminate precedenti e i tuoi genitori anziani?

  • Il lavoro sarà precario, ma venir a dire a una donna che il suo posto è a casa è un insulto.

  • Dire ad una donna che solo perché non ha famiglia non ha niente da fare e criticare il suo modo di vivere mi sembra da veri idioti.

  • Pretendere che una donna con cui non stai nemmeno abbia voglia di farsi mettere incinta da te (senza pensare che il solo pensiero la disgusti) e darle dell'egoista perché non vuole contribuire alla sovrappopolazione mondiale mi sembra da vera idiota.

  • Pretendere che una tizia che hai intravisto per strada abbia voglia di rispondere con entusiasmo a delle attenzione goffe e maleducate è da veri pirla.


Capito chi sono quelli piene di pretese? Ah me ne torno al mio zitellaggio lesbico, sperando che nessun maschietto etero attenti più alla mia libertà.

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categoria:vita, femminismo, zitellaggio
sabato, 15 agosto 2009


Martedì scorso sono andata a visitare il Museo della montagna, che ospita due belle mostre, una sulle guide alpine e l'altra sulle etichette delle cassette di frutta dall'inizio del Novecento agli anni Cinquanta: al ritorno mi sono fermata in Piazza Vitttorio a visitare una tecnostruttura che ospita una libreria estiva e lì ho incontrato la mia mitica prof di inglese del liceo insieme a sua sorella. Le ho chiesto se andava in ferie e lei mi ha risposto: Io le ferie le ho in testa!

Ripensandoci bene anch'io: quest'anno ho rinviato i viaggetti ma ci sto ragionando su (e prossimamente visiterò Amsterdam, Berlino, Praga, Copenhagen, la Bretagna e la Normandia), ma sto facendomi delle ferie a modo mio, tra gite in montagna (Valle di Susa, Val d'Aosta, ma anche Delfinato in Francia), musei e altre attività culturali. E ho deciso che continuerò con queste attività anche nel mese di settembre, perché mi soddisfano molto, almeno fin quando non inizierà a nevicare. In fondo l'importante è lo spirito e poi partire, con lo zainetto in spalla, l'acqua di sorgente con sé, un buon libro, a fare cose diverse dalla solita routine, dalla quale cercherò di evadere sempre di più.

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categoria:viaggi, vita, vacanze
giovedì, 13 agosto 2009




Quindici giorni fa sono andata a farmi l'antitetanica all'Ufficio di Igiene, perché amando viaggiare, andare in montagna a fare passeggiate e volendo lavorare in biblioteca dove puoi trovarti in mezzo a polvere, cose arrugginite e altro, è consigliabile avercela. La tipa che mi ha fatto l'anamnesi mi fa: Ma lei il vaccino contro la rosolia non lo vuole fare? La rosolia è una cretinata di malattia, che diventa pericolosa solo se si è in gravidanza, situazione in cui io non mi troverò mai. Io le ho risposto di no, perché tanto non voglio figli e tenendo conto che ho quasi 41 anni mi sembra ormai una scelta definitiva. Al che la risposta è stata: Ma è sicura, guardi che poi cambia idea, come se tutte noi donne volessimo per forza avere figli. Cretinata con cui ci si scontra già ai colloqui di lavoro. Non ho aggiunto di fronte a questa talebana del XXI secolo, che essendo io single e lesbica non posso comunque accedere alla procreazione assistita, unico modo che potrei avere per fare figli se li volessi, visto che ho il disgusto e il rifiuto per ogni tipo di rapporto con gli uomini. Comunque per fortuna non voglio figli, ma trovo assurdo che si dia per scontato che tutte le donne li vogliano.

Altro episodio: un tizio con cui ho a che fare in un contesto paralavorativo mi ha chiesto se voglio uscire con lui. Non l'ho mandato a cagare come faccio di solito con gli uomini perché purtroppo devo essere un attimo diplomatica, ma trovo allucinante per l'ennesima volta che si dia per scontato che noi donne siamo tutte eterosessuali e se non accoppiate delle disperate in cerca di attenzioni maschili,  che sia una scopata o peggio ancora far loro da serve. Per la cronaca sto tizio è sui 55 anni, obeso, brutto, divorziato e con due figli a carico, quindi credo che anche le disperate di cui sopra lo snobberebbero.
Mi chiedo quanti anni dovrò aspettare prima che i maschietti capiscano che non mi va di avere a che fare con loro, che sono una zitella lesbica felice ed appagata che non ha bisogno di comprarsi tutto il maiale per avere in casa il salame, anche perché sono vegetariana, e poi che schifo!!!

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categoria:vita, femminismo
sabato, 08 agosto 2009


In questi ultimi due anni, da quando, non per mia scelta, ho smesso di lavorare e ho deciso di riprendere a studiare riprendendo in mano le cose che mi piacevano visto che con le cose utili non ho cavato un ragno dal buco, mi sono sentita dare più di una volta della fagnana. Neanche facessi la vita di michelasso, che mangia, beve e va a spasso, e solo perché ho deciso che dalla vita voglio qualcosa di diverso che lavoretti precari, sottopagati e quello che di peggio al limite della truffa.
In particolare, ho riscontrato questo atteggiamento da quei simpaticoni dei gestori delle agenzie per il lavoro, che guardano male chi vuole riqualificarsi (non parliamo di chi, per diletto o non, si dedica ad attività giornalistiche, perché hanno sempre paura dello sputtanamento in giro, ma non ce ne è bisogno, sono bravissimi a riempirsi di cacca da soli, con le offerte inaccettabili che fanno a chi cerca lavoro
) e ti trattano da fannullona se non accetti i loro merdosissimi call center e altre schifezze del genere, come se non fosse un sacrosanto diritto, con o senza laurea, non voler finire a truffare pensionati e casalinghe con insulse proposte commerciali telefoniche (e non parliamo di chi queste cose le fa di persona, vedi Folletto, Mondolibri, fund raising e altre amenità, io li prenderei tutti a calci dove non spunta il sole, non li rispetto perché questi non sono lavori ma truffe!).
Allora, se una persona è in giro a cercare lavoro e per trovare un lavoro si riqualifica significa che ha voglia di darsi da fare, di lavorare, non è un fagnano, michelasso, inattivo o casalinga, anche se comincio a pensare che forse le persone di queste categorie tutti i torti non ce li abbiano (anche se come femminista ha sempre serie riserve verso le casalinghe), anche perché per farsi bistrattare dai dipendenti delle agenzie per il lavoro o da selezionatori di aziende che ti convocano solo per demolire il tuo curriculum (e allora perché mi chiami?) tanto vale starsene a casa. E io stessa comincio a stufarmi, e tanto, di questo andazzo.
Comunque se si cerca lavoro non si è fagnani, se si è ripreso a studiare idem come sopra, è un sacrosanto diritto pretendere un lavoro in linea con le proprie competenze, conoscenze, aspirazioni, sia pure in senso lato, e quando, come nel mio caso, si indicano come aree di operatività l'area delle biblioteche e dei beni culturali, quella dell'editoria in senso lato (escludendo ovviamente quella truffa delle vendite porta a porta) e quella delle professioni amministrative contabili, di segreteria e inserimento dati, mi sembra di essere abbastanza versatile e di ampie vedute, e il fatto che delle società di servizi come le agenzie per il lavoro non siano in grado di soddisfarmi mi fa capire che hanno fallito la loro missione. O piuttosto sono loro ad essere fagnani, visto che non muovono il fondoschiena come i primi tempi che avevano aperto, cercando aziende interessanti, e non soltanto posti dove danno loro qualche bustarella in cambio di un po' di disperati da sfruttare. Disperati che a quanto pare per fortuna sono sempre meno. Comunque la crisi è diventata un alibi per giustificare sfruttamento e nefandezze di ogni tipo, chissà cosa si inventeranno prossimamente.
In ogni caso, ho deciso di passare un agosto da fagnana, scrivendo e impostando la mia attività di scrittrice, captando contatti a cui mandare curriculum per il settore dei libri e dell'editoria, visitando musei
, facendo gite fuori porta di tipo naturalistico e culturale, e tante altre cose. Dovrei passare da due agenzie ad aggiornare la scheda, me l'hanno sollecitato dopo che ho loro spedito il curriculum via Internet, ma come dire, ho di meglio da fare che sorbirmi i loro insulti. E consiglio a tutti di boicottarle, è l'unico modo perché si diano una regolata.
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categoria:vita, lavoro
martedì, 04 agosto 2009

Ho letto due libri cosiddetti interiori che contengono meditazioni per la vita, con risultati alterni.
L'alchimista di Paulo Coelho mi ha subito conquistata: una novella lunga che si fa leggere bene, ricca di spiritualità e di riflessioni. Concordo con chi lo definisce un capolavoro, perché lo è. Conoscevo già dell'autore Veronika decide di morire, di cui uscirà prossimamente il film con Sarah Michelle Gellar dopo che Gillian Anderson non è riuscita ad interpretarlo (per quanto ami la Anderson, era troppo vecchia per il ruolo!), ma L'alchimista ha una marcia in più. Bello.
La magia del volo di Richard Bach, autore de Il gabbiano Jonathan Livingstone, è una raccolta di storielle brevi per parlare del volo, non tanto degli uccelli (come suggerirebbe la bellissima copertina, che riproduce un quadro naturalista dell'Ottocento) ma degli uomini. E questo non mi ha detto niente: retorica, riflessioni a vuoto sulla vita, più o meno storie simili. Riprenderò in mano Il gabbiano Jonathan Livingstone, La magia del volo è facilmente dimenticabile.
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categoria:vita, romanzi
lunedì, 03 agosto 2009


Domenica scorsa ho scoperto a Campo Smith a Bardonecchia che la fontana di legno rustica che c'era vicino alla vecchia seggiovia del Pian del Sole è stata spostata e fatta diventare una fontana più chic e ricercata. L'acqua è sempre buona, per carità, ma è l'ennesima cosa che conoscevo ed amavo che è sparita, a Bardonecchia e altrove.
Del resto, la vita è fatta di cose che ci lasciamo dietro, a volte con rimpianto, a volte con sollievo, a volte perché bisogna ed è giusto cambiare, a volte perché finiscono e bisogna andare avanti.
Quasi un mese fa ho preso il mio diploma da bibliotecario: ho sofferto per buona parte del corso, ma ora che ce l'ho mi sento soddisfatta del mio percorso, è come se avessi una chiave in mano in più per realizzare i miei sogni, visto che l'idea di lavorare per e con i libri mi elettrizza. L'unico rimpianto, di non aver saputo scoprire e seguire prima quelle che erano le mie vere passioni, la cultura, la scrittura ed i libri, ed essermi persa dietro a cose che non mi hanno dato gran che.
Motivo per cui non faccio più i giri che facevo una volta nelle agenzie per il lavoro: è già tanto se mando loro il curriculum via mail, come autocandidatura e in risposta ad annunci, ma sono stufa delle facce da sfaticati dei dipendenti di agenzia, della loro villania, delle loro proposte inaccettabili di call center e corsi che gonfiano solo le loro di tasche, del loro disprezzo per chi ha studiato, è intelligente e non vuole buttarsi nella loro cacca. Non ho bisogno della loro elemosina e del loro disprezzo.
A Bardonecchia è sparita una fontana, ma ci sono tante cose nuove che ho scoperto, tornandoci da adulta, con libertà di movimento e da legami. La Tour d'Amun, il Forte Bramafam, il cerchio di pini a Pian del Colle, la passeggiata della diga sempre a Pian del Colle, il canyon sopra al Borgo Vecchio: tutti posti che ho scoperto adesso, in questi ultimi anni, per crearmi nuovi splendidi ricordi e sensazioni.
Anche a Torino sono cambiate tante cose, sono venute fuori cose nuove, ci sono nuovi posti ed eventi. Talvolta sento la mancanza delle riunioni della domenica pomeriggio del Japan Fan Club, ma poi oggi c'è il Mao e Palazzo Madama, Racconigi e Venaria, il Circolo dei lettori e le librerie, Torino Comics e Celtica, C'era una volta il re e il Capodanno celtico. Altre cose diverse, ma sempre da amare.

D'altro canto, sono contenta di aver smesso in generale di fare vita sociale, pur continuando a vedere gente. Ci sono persone che mi sono lasciata dietro che proprio non rimpiango, anzi avrei dovuto farmi furba prima e scaricarle a suo tempo, invece di sorbirmi scazzi, consigli del cavolo, fregature ed altre amenità.
Quest'anno niente vacanze di più giorni in giro, ho preferito rendermi disponibile a lavorare, porterò avanti i miei progetti di visitare luoghi nuovi (prossime mete dove voglio andare: Amsterdam, Berlino, Copenhagen, Praga e in Italia Trieste e l'Umbria) e di rivedere luoghi già visti (Parigi e dintorni, ma anche Scozia, Irlanda e Londra, oltre a Roma, Firenze e Venezia), ma nello stesso tempo cercherò luoghi anche vicini, raggiungibili in giornata, da visitare e a cui affezionarsi.
Dopo aver giurato che non volevo più fare repulisti, sto dando via e ho dato via qualcosa, in particolare serie di manga che non ho completato per mancanza di interesse: tanto ci sono sempre quelli che ho collezionato e continuo a collezionare, per non parlare dei libri, in queste ultime due settimane ne ho presi, comprati, scambiati o acquisiti, un bel po'.
E poi c'è la scrittura: ho tolto dal blog e dal sito Le eredi di Bastet perché voglio terminarlo e proporlo a qualche casa editrice. Poi magari tornerà in rete. Poi magari metterò altro. Ma ci voglio provare. Perché tutto non può restare sempre uguale.

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categoria:vita, vacanze, lavoro, scrittura
sabato, 18 luglio 2009
A volte penso che i matti li becco tutti io, e che certa gente non ha il senso dei propri limiti.
Anni fa avevo messo nel mio sito un link ad un banner in sostegno della madre di Denise, la bambina sparita in Sicilia: un tizio che diceva di essere compagno di corso di questa signora mi contattò al telefono (e il mio numero di telefono allora era visibile come registrato al mio sito, ma dopo accorte ricerche, che quindi mi lasciarono molto perplessa sulla privacy e la liceità di tale cosa), mi ricordo anche il giorno di Natale (ma qualcosa di meglio da fare sto tizio, no?), per farmi una telefonata delirante piena di complimenti per quello che avevo fatto (avevo solo ribadito il concetto che tutti siamo innocenti fino a prova contraria, cardine della democrazia) e dicendomi che mi stimava tanto, che ero una persona stupenda e altre assurdità non richieste. Rimasi decisamente urtata da questa telefonata lesiva della mia privacy e ho provveduto a far cancellare i miei dati personali di indirizzo da quelli relativi alla registrazione del mio sito.
Una quindicina di giorni fa sto tizio mica mi ritelefona di nuovo a casa, evidentemente non chiedendosi se fosse il caso di contattare telefonicamente un'illustre sconosciuta che di lui non sa che farsene.. Io non c'ero, mi metto le mani nei capelli quando lo scopro, e poco dopo ricevo una mail. Con un tono di scrittura delirante e ignorando le regole fondamentali della grammatica, della sintassi e della punteggiatura, sto tizio si butta in un'esaltazione di me (nemmeno mi conosce) definendomi una seguace top della Wicca, come se fossi il Papa del settore (grazie, non amo questo paragone!) e poi mi dice che lui ha scritto 130 racconti (poveri noi, vedendo come scrive) volendo emulare Il piccolo principe di Saint Exupery e quindi per metà a vignette e per metà scritti, con protagoniste femminili. Sto tizio me li vuole lasciare in eredità, manco fossero inediti di Tolkien, della Zimmer Bradley o di Moravia.

Francamente non mi sento in dovere di rispondere, anche perché che me ne faccio di 130 racconti di un perfetto sconosciuto? E' già tanto se riuscirò a pubblicare delle cose mie, sto tipo parla della sua opera manco fosse un sommo capolavoro dal quale potrò guadagnare soldi a palate. Il tipo ritorna alla carica, al che io gli dico in maniera cortese e concisa che non so come aiutarlo, che non sono una casa editrice e un agente letterario e che gli consiglio di rivolgersi per la pubblicazione di questo materiale a chi di dovere o aprire un blog o un sito come facciamo tutti. Il tipo ritorna alla carica dicendogli che l'ho frainteso, che sono io la beneficiaria di queste storie (povera me...) e mi reintasa la casella di posta e la tagboard del sito. A questo punto banno il suo indirizzo mail e tolgo la tagboard, e spero che capisca che non ho proprio voglia di esaminare i suoi capolavori letterari.
Certo che non bastavano i maschietti etero in cerca di serva o puttana (l'ultimo, un ultracinquantenne fissato con il sesso, non certo sosia di George Clooney, divorziato e con due figli a carico che mi ha chiesto se voglio uscire con lui) che non capiscono che non miriamo tutte a trovarci un uomo perché abbiamo di meglio da fare: anche gli scrittori mancati!
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categoria:vita, scrittura
mercoledì, 24 giugno 2009


Ventidue anni fa ad oggi avevo già dato i due scritti della maturità. Non ho mai fatto festeggiamenti negli anni che si sono succeduti per ricordare la maturità, ma un pensiero all'essermi liberata dal liceo e da tutte le sue menate (di cui orrende quelle dell'ultimo anno, dove ero oggetto di bullismo per la mia diversità), quello sì. In un bel pezzo di Buon giorno dell'altro giorno su La Stampa Massimo Gramellini rimpiange la sensazione di possibilità infinita che si ha a quell'età: io ricordo solo che ero felice perché il mio adorato gatto Matteo era appena arrivato da me e per l'ennesima replica dei film di Angelica, nulla di più. Mi sento più piena di infinite possibilità oggi, che non sono più adolescente, che dopo tanti sbandamenti credo finalmente di aver capito cosa mi piace fare come lavoro, che ho capito che il mio destino può essere solo zitella o gay e che quindi con gli uomini è meglio che non ci abbia niente a che fare, che ho fatto alcuni dei viaggi che volevo, che ho ripreso in mano gli amori veri di una vita (cultura e scrittura, non ci sarà mai una persona, nemmeno una donna, per la quale posso provare cosa provo per queste due cose...), che mi sento serena ed appagata. Certo, spero in un lavoro gratificante (e occhio che quello che è gratificante per me cento ad uno non lo è per altri, visto che ho sempre detestato discoteche, vita sociale, sesso e quant'altro va per la maggiore...), ma per il resto per me è ok essere così. A 19 anni non riuscivo a dirlo, e per questo sono contenta di non avere più quell'età.
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categoria:vita, scuola
lunedì, 08 giugno 2009
Dopo aver ribadito che c'è molta più dignità in un disoccupato o in una casalinga che in un venditore porta a porta della Folletto e della Bofrost, di un cosiddetto dialogatore che vi cercherà di estorcere denaro per strada raccontandovi la palla di essere di un'associazione benefica minacciandovi se lo sputtanerete trattandolo per quello che è, di un operatore di call center che vi scoccerà a casa per proporvi un'offerta imperdibile della quale fate a meno così come della sua vocetta petulante e irritante o di altra allegra umanità non classificabile ecco alcuni accorgimenti per evitare questa tipologia di lavori, molto frequente in questi tempi di crisi, con tanto di ricatti morali, critiche se non si accetta e altre amenità.

  1. Diffidate delle offerte di lavoro poco chiare, senza un recapito fisso, in cui si propongono guadagni stratosferici, non si richiede esperienza e non si dice precisamente che lavoro andrete a fare: cento a uno finirete a fare vendita porta a porta, o a fare da casa delle truffe di lavoro;
  2. I lavori a domicilio possono essere una buona cosa in teoria, ma cercateli non tramite annunci: vi proporranno delle truffe su stile piramidale, in cui dovrete fare delle cose difficili sul piano manuale, anticipare denaro, procacciare nuovi clienti;
  3. Il Folletto è talmente idiota da presentarsi con il suo nome, o con la sua traduzione in inglese, Cobold: state alla larga da un lavoro in cui verrete intortati come in una setta satanica, da gente che vi farà credere che diventerete ricchi sulla pelle delle povere casalinghe che infinocchierete;
  4. Il Kirby non si presenta con il suo nome, ma fa credere che sta cercando contabili, segretarie, impiegati amministrativi, quando offre solo call center e vendita porta a porta: ve ne accorgete al colloquio, fate un favore a voi stessi e a noi, alzatevene e andatevene;
  5. Quando in un annuncio trovate scritto guadagni provvigionali alla larga, vi vogliono fregare, continuate a fare i disoccupati e le casalinghe, ci guadagnerete in dignità e onestà;
  6. Occhio agli annunci in cui cercano standisti per associazioni no profit, sono i famigerati dialogatori;
  7. Alla larga da tutti  i call center, che purtroppo vengono, a differenza degli altri lavori, offerti dalle agenzie per il lavoro, pessima occasione mancata in Italia: fregatevene se l'agenzia vi dà del bamboccione e del fagnano, pretendete un lavoro dignitoso e in regola con le vostre competenze, conoscenze, inclinazioni e aspirazioni, ce li hanno i lavori buoni, solo che fanno i caporaletti cercando di propinare a tutti i lavori del cavolo che nessuno vuole fare;
  8. Non vergognatevi di essere disoccupati o casalinghe, o anche di fare lavori cosiddetti umili, quali le pulizie, lo spazzino, l'operaio, il cameriere, il lavapiatti, il baby sitter, il dog sitter: ben venga chi fa questi lavori, alla faccia di questo infernale mondo consumistico e disonesto;
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categoria:vita, lavoro
lunedì, 08 giugno 2009


Raccontavo un po' di tempo fa come ero rimasta decisamente sconcertata di vedere il bonazzo di qui sopra, Robert Hossein, l'indimenticabile marito di Angelica nella serie omonima, in un film di una decina d'anni fa e decisamente attempato per non dire anziano, fare una scena di sesso con Audrey Tautou (per carità, niente di porno ma non è che recitassero il rosario o l'invocazione a Buddha..) che ha cinquant'anni in meno di lui. Personalmente ho preferito il modo di invecchiare di altri ex belli del cinema, che si sono scelti ruoli più consoni alla loro età, come Paul Newman, grandioso in Era mio padre e Le parole che non ti ho detto, Christopher Plummer, temibile poliziotto ne L'ultima eclissi e padre burbero ne La casa sul lago del tempo, Sean Connery, padre di Gillian Anderson e Angelina Jolie (e non loro amante!) in Scherzi del cuore.
Diciamo che comunque Robert Hossein, che avrei visto benissimo a fare un consorzista di X-Files o uno della Convenzione in Alias o anche un vecchio osservatore in Buffy o Angel, è più dignitoso di qualcuno di nostra conoscenza, che ci sta mettendo in ridicolo in tutto il mondo, con le sue manie priapesche di circondarsi di fanciulle ancora minorenni invitandole nella sua villa in Sardegna.
Del resto sarò femminista e rompipalle ma ho notato veramente poco senso della misura da parte dell'altro sesso in generale: mentre noi donne ce ne stiamo in generale al nostro posto, a maggior ragione se siamo o ci crediamo poco avvenenti (che poi una donna brutta non è mai rivoltante come un uomo brutto, che è molto peggio), gli uomini ci rompono le scatole, ci provano, si credono irresistibili anche quando sono cordialmente dei cessi ambulanti (e chiedo scusa ai cessi, che almeno sono utili..) e hanno un comportamento che definire indecoroso e dire poco.
Come giudicare altrimenti quel racchio di oltre sessant'anni che l'anno scorso pensava che me ne fossi venuta fino a Bratislava per stare con lui invece che per visitare la città? L'ho seduto dicendogli che io a 40 anni ero troppo vecchia per certe cose (che non mi interessavano a venti) ma cosa si aspettava? Era mica uno di quei machi a Sharm o a Malindi che attirano l'attenzione di donne comunque in cerca... Per non parlare di quei quattro roiti ad altrettanti corsi della Formatemp (non farò mai più un corso Formatemp perché sono truffe e ci rimedi anche il molestatore), due dei quali simili a due palle di lardo, ma come potevano pensare che preferissi parlare con loro invece che leggere i miei adorati libri? E anche altri rompiscatole, ma chi vi vuole, ma chi vi ha chiesto niente, ma chi credete di essere, ma pensate che noi donne siamo delle scervellate pronte a calpestare la propria dignità pur di non stare da sole mettendosi con un roito come voi? Ma andate a quel paese e restatevene!
Comunque che vergogna quella villa in Sardegna e concordo con quel prete genovese che si chiede come mai il Papa non critichi simili comportamenti, nei cui valori sbagliati si riflettono ormai troppe persone, buon ultimo l'esercito dei bamboccioni precari felici soltanto di avere i soldi per andare in discoteca o ad affollare i centri commerciali costruiti dal satiro di villa Certosa e dai suoi amici...
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categoria:vita, femminismo, attualità
giovedì, 04 giugno 2009


Come femminista ho sempre sentito un po' di avversione per le casalinghe, soprattutto per quelle che avrebbero avuto la possibilità (e magari avevano) di fare un lavoro decente. Da un po' di tempo però mi sento stranamente solidale con loro, da quando cioè mi sento dare della fagnana e della povera illusa perché non lavoro più (non per mia scelta, peraltro) e seguo dei corsi che sognavo di fare da una vita per trovare un lavoro migliore di quelli che ho fatto finora.
Purtroppo la nostra è una società consumistica, conti qualcosa soltanto se porti a casa dei soldi, poco importa se tu non lavori ma hai un mucchio di cose da fare, e devi essere inserito nella logica del produci consuma crepa. Poco importa se fai un lavoro del cavolo, al limite con la truffa, pagato magari a provvigione: sei considerato qualcuno così, magari a scapito di una persona che non lavora e cerca di migliorare la propria posizione studiando o fa del volontariato per il suo prossimo
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A parte che bisognerebbe anche valutare quanto questa cosa sia una scelta, che alternative hai avuto (mi proponessero qualcosa di decente schizzerei subito a lavorare!) e soprattutto per quanto tempo hai intenzione di farlo. Perché pensare di non lavorare tutta la vita mi lascia perplessa, ma ritagliare dei periodi della propria vita in cui dedicarsi ad altro, per scelta o per obbligo, non mi sembra delirante, anzi.
Vorrei anche dedicare un pensierino non molto buono alle tante personcine che lavorano non già per mantenersi (sacrosanto, tra le persone che ammiro di più ci sono due donne delle pulizie, che considero migliori di me, con la mia laurea, il mio master e le mie specializzazioni) ma per soddisfare menate consumistiche, con la motivazione: Almeno non chiedo i soldi ai genitori... già peccato che debbano sempre e comunque mantenerti, gioia bella, e poi padronissimo/a di farlo, ma non giudicare chi non vuole essere come te perché ha altre aspirazioni. Senza contare quelli, e citerei in particolare la categoria degli informatici (per lo più uomini e ben più frustrati delle famigerate casalinghe frustrate che ormai hanno il loro serial cult) che sono aridi, passano ore e ore al pc, pensano e parlano solo di lavoro, e si sentono vessati e sostengono di lavorare ben più di chi fa le pulizie (perché non fate cambio? A lavare le scale con 40 gradi o 5 sotto zero, vi voglio vedere tripponi!) e ti criticano se vuoi una vita più creativa e libera.
Essere un disoccupato o una casalinga a vita non mi pare una buona scelta, e sul lungo periodo sarebbe doveroso cercarsi delle alternative. Ma nel breve periodo... rivendico il diritto a non lavorare e a dedicarmi ad altri progetti, senza essere vista come una fagnana o una fallita!
postato da: gattaneilibri alle ore 20:04 | Permalink | commenti (5)
categoria:vita, lavoro
domenica, 31 maggio 2009
Mi arrivano in questi tempi programmi e proposte elettorali da tutte le parti. Ecco cosa proporrei io se decidessi un giorno o l'altro di darmi alla politica (cosa che non ho nessuna voglia di fare)
  • Massimi incentivi all'utilizzo dei mezzi pubblici e delle biciclette, e scoraggiare l'utilizzo dell'automobili con altre tasse e balzelli: detrazioni fiscali alle aziende che non pretendono che i loro dipendenti abbiano l'auto e che sono in zone raggiungibili dai mezzi pubblici, più mezzi pubblici (sia autobus che treni), ripristino dei rami secchi delle ferrovie, detrazioni fiscali per tutte le persone che usano i mezzi pubblici, piste ciclabili ovunque ai lati di tutte le strade al posto delle automobili;
  • Condanna immediata per omicidio doloso per gli automobilisti che investono le persone, con le stesse pene per lo stesso, pene aumentate se sono sotto l'effetto di alcool e stupefacenti;
  • Multe salate per gli automobilisti che non lasciano passare i pedoni sulle stisce pedonali;
  • Controllo e riorganizzazione delle agenzie per il lavoro, con l'obbligo di assumere i lavoratori a tempo indeterminato su mansioni ad essi idonei, il divieto di proporre lavori quali call center e simili, l'obbligo se organizzano corsi di formazione ad assumere nella mansione oggetto del corso tutti i corsisti;
  • Divieto immediato delle vendite porta e porta, per strada e telefonica, con processo immediato per truffa di tutti i responsabili di queste associazioni per delinquere, e obbligo per chi ci ha lavorato come venditore di svolgere per un periodo variabile da 6 mesi a 3 anni attività sociale non retribuita per rivedere i propri valori consumistici;
  • Stipendio minimo garantito di 1000 euro per tutti;
  • Incentivi all'Università per la ricerca e i ricercatori;
  • Costruzione di biblioteche, centri sportivi e culturali in tutti i Comuni, anche i più piccoli;
  • Possibilità di detrazione fiscale per le spese di libri anche non di scuola, cinema, teatro, sport e cultura;
  • Massima pena per pedofili e stupratori, dai trent'anni all'ergastolo;
  • Abolizione del concordato Stato Chiesa e dell'8 per mille: possibilità di finanziare con le tasse solo associazioni di volontariato;
  • Divieto assoluto della vivisezione e dell'importazione e produzione di pellicce: multa a chi ha una pelliccia;
  • Obbligo per tutti i punti ristoro di fare piatti vegetariani e vegani;
  • Massima pena per le violenze contro gli animali e l'abbandono;
  • Interruzione di gravidanza libera e gratuita in tutti i casi fino al sesto mese di gravidanza, con l'obbligo però di seguire un seminario sui metodi contraccettivi e sulle alternative alla vita di coppia eterosessuale;
  • Testamento biologico con possibilità di rifiutare le cure per tutti;
  • Spazi a disposizione per i fedeli di tutte le religioni a patto che non ci sia coercizione e violenza nei meccanismi di reclutazione e verso gli appartenenti al credo;
  • Divieto assoluto alle aziende di fare discriminazioni in base a età, sesso, orientamento sessuale, provenienza ai suoi potenziali lavoratori;
  • Scelta in mano ai lavoratori in merito all'orario di lavoro e all'età in cui andare in pensione;
  • Aiuto alle persone che vivono da sole, con incentivi per il cohousing solidale;
  • Accesso alla fecondazione artificiale libero per tutte le donne in età fertile, a prescindere dall'orientamento sessuale e dall'essere sposate, con solo l'obbligo di sostenere un colloquio sul perché vogliono avere un figlio;
  • Punizioni esemplari per chi sfrutta la prostituzione, per i clienti delle schiave della strada, per chi molesta e perseguita le persone, con aggravanti se la persona perseguitata è una donna o un bambino;
  • Detrazione fiscale per le spese per gli animali d'affezione, con abolizione dei divieti su spiagge, alberghi e ristoranti;
  • Stop alla costruzione di centri commerciali, regolamentazione e controllo orari dipendenti in quelli già costruiti;
  • Massimo rispetto alle aree naturali e culturali, con loro valorizzazione;
  • Creazione di case ad hoc per donne maltrattate e i loro bambini;
  • Impossibilità di poter patteggiare la pena se si è commesso un omicidio, uno stupro, un reato di pedofilia;
Se mi verrà in mente qualcosaltro aggiungerò.
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categoria:vita, idee
sabato, 23 maggio 2009


Per combattere una mentalità in cui mi si dice che non bisogna fare progetti, bisogna vivere alla giornata e bisogna lasciarsi stupire dalla vita (come no...) ho deciso di pormi degli obiettivi e progetti concreti per quello che riguarda il lavoro e tutto quello che voglio fare in parallelo. Anche perché forse è ora di decidere cosa fare da grande, dopo aver visto un po' il mondo, e non è che tutto quello che ho visto fa schifo, ma molte cose sì.
Progetto di vita uno: lavorare in biblioteca, e come seconda attività fare la giornalista e poi scrivere. Ho preso accordi al Salone del libro, qualcosa proverò a fare.

Progetto di vita due: lavorare nel settore giornalistico editoriale (in senso lato, quindi anche come grafica, segretaria di redazione, ufficio stampa, correzione bozze, impaginazione), fare la scrittrice come seconda attività e la volontaria in biblioteca nei ritagli di tempo.
Ok anche a lavorare mezza giornata in biblioteca e mezza giornata nell'editoria.
Nell'attesa che vadano in porto questi progetti accetto anche lavori come segretaria, impiegata amministrativa, contabile, amministrazione del personale, data entry, logistica (e solo questi), a patto che mi impegnino al massimo 40 ore alla settimana perché voglio stare dietro e coltivare il giornalismo, la scrittura e le attività culturali.
Questo voglio e questo farò, alla faccia delle agenzie per il lavoro e di tutti quelli che mi dicono che non voglia di far niente.
E non voglio certo mettermi a fare il panegirico delle casalinghe, ma voglio difendere il diritto a non lavorare, se l'alternativa sono paghe da fame (e per me da fame vuol dire davvero così, non 1000 euro al mese come ho sentito dire da alcuni spendaccioni..) e lavori che sono truffe travestite, come i call center, i promoter nei supermercati che cercano di estorcere firme agli anziani, i venditori della Folletto (che peste li colga) e altri del genere.
postato da: gattaneilibri alle ore 20:25 | Permalink | commenti (5)
categoria:cultura, vita, lavoro, scelte