Ho letto in questo mese di luglio, tra gite in montagna, esami da bibliotecario e altre amenità, alcuni gialli accomunati dal fatto che sono ambientati tra fine Settecento e Ottocento. Qualcuno potrà storcere il naso, di fronte al pastiche letterario: io li ho trovati tutti gradevoli e piacevoli da leggere, e mi sento comunque di consigliarli tutti. Ma andiamo per ordine.
Il codice Blackstone di Rose Melikan racconta le avventure di Mary, nell'Inghilterra del 1795, in guerra con la Francia rivoluzionaria (giuro che l'ho comprato per l'epoca!), che giunge nella dimora del vecchio zio trovandosi al centro di un intreccio di spie, messaggi in codice e contrabbandieri. Un buon debutto di un'autrice che spero continuerà.
I romanzi di Carrie Bebris sono ispirati all'universo di Jane Austen, e vedono Elizabeth e Darcy in veste di investigatori. Dopo Orgoglio e preveggenza la serie è andata avanti con Sospetto e sentimento e Le ombre di Pemberley, e devo dire che le ottime premesse del primo libro sono state rispettate in pieno: Sospetto e sentimento ricalca in qualcosa Dorian Gray e i romanzi paranormali, mentre Pemberley gioca su doppie identità, con risultati ottimi. Spero che escano altri libri di questa serie, perché è davvero indovinata e riuscita.
Molto gradevole anche la serie delle indagini di Jane Austen di Stephanie Barron, di cui ho letto il secondo libro, Jane e il mistero del reverendo: tra l'altro l'autrice parte da fatti veri accaduti a Jane Austen, questa zitella affascinante che si dedicò alla letteratura e che per l'epoca e il corto periodo della sua vita fece davvero molto. Anche qui, contrabbandieri e misteri in uno sperduto paesino della costa inglese. Un posto in cui andrei di corsa, subito.
Per ultimo, La donna in bianco di Wilkie Collins, romanzo vittoriano amato da Dickens ed uscito in appendice ad un importante quotidiano di Londra. Un po' lento a tratti, con tante sottotrame, ma appassionante, un classico da riscoprire, come molta altra letteratura di quell'epoca. Interessante.