

Adoro da sempre la storia di Carmilla, una delle migliori per conto mio del genere horror, e sono riuscita a vedere due adattamenti molto liberi della medesima, ma con elementi di gran interesse. Due film gotici e d'atmosfera, per niente splatter.
La cripta e l'incubo vede il povero Christoper Lee poco più che quarantenne ridotto a fare da padre ad una ventenne cicciotta, cozza e buzzicona: ma il castello, credo italiano, è splendido, le atmosfere davvero tese, la fotografia in bianco e nero da manuale. Peccato che i personaggi femminili, tranne l'anziana governante, non siano all'altezza della situazione: ma la storia in sé è interessante, bello anche il punto di partenza dall'indagine di un archivista, uno dei lavori che vorrei fare.
Il sangue e la rosa, diretto da Roger Vadim, regista oggi scomparso e pressoché dimenticato che fece scalpore negli anni Cinquanta e Sessanta (e al quale dobbiamo la famosa scena sensuale della statua nel primo film di Angelica) attualizza la storia di Carmilla all'Italia centrale del periodo della Dolce Vita, con le due splendide Annette Stroyberg, allora sua moglie, anche loro purtroppo morta, e la nostra Elsa Martinelli. Resta praticamente solo il nome di Carmilla, e viene trascurata quasi del tutto la componente lella (a Carmilla interessava lei, non trovarsi un lui) ma l'insieme ha dei punti di forza, se non altro il finale non negativo per la nostra vampira.
Consiglio comunque ai fan del cinema classico di genere e ai fan dell'horror e delle storie di vampiri (magari appassionatisi al genere grazie a Buffy!) di vedere questi due film, perché gli elementi interessanti non mancano e sono due pellicole che si lasciano vedere, anche se a tratti un po' datate.
La cripta e l'incubo vede il povero Christoper Lee poco più che quarantenne ridotto a fare da padre ad una ventenne cicciotta, cozza e buzzicona: ma il castello, credo italiano, è splendido, le atmosfere davvero tese, la fotografia in bianco e nero da manuale. Peccato che i personaggi femminili, tranne l'anziana governante, non siano all'altezza della situazione: ma la storia in sé è interessante, bello anche il punto di partenza dall'indagine di un archivista, uno dei lavori che vorrei fare.
Il sangue e la rosa, diretto da Roger Vadim, regista oggi scomparso e pressoché dimenticato che fece scalpore negli anni Cinquanta e Sessanta (e al quale dobbiamo la famosa scena sensuale della statua nel primo film di Angelica) attualizza la storia di Carmilla all'Italia centrale del periodo della Dolce Vita, con le due splendide Annette Stroyberg, allora sua moglie, anche loro purtroppo morta, e la nostra Elsa Martinelli. Resta praticamente solo il nome di Carmilla, e viene trascurata quasi del tutto la componente lella (a Carmilla interessava lei, non trovarsi un lui) ma l'insieme ha dei punti di forza, se non altro il finale non negativo per la nostra vampira.
Consiglio comunque ai fan del cinema classico di genere e ai fan dell'horror e delle storie di vampiri (magari appassionatisi al genere grazie a Buffy!) di vedere questi due film, perché gli elementi interessanti non mancano e sono due pellicole che si lasciano vedere, anche se a tratti un po' datate.






