






Ho visto questo libro su una bancarella al mercatino dei libri di Piazza Carlo Felice e non ho potuto fare a meno di comprarlo per l'ambientazione: la reggia di Versailles, uno dei posti che amo di più al mondo, dove sono stata varie volte e dove vorrei tornare, anche perché durante l'ultima visita ero ammorbata da una compagnia loffia e ignorante che non apprezzava la meraviglia in cui si trovava perché avrebbe preferito andare a Disneyland o a fare shopping di abbigliamento dozzinale.
Tornando al romanzo, presenta una classica trama gialla con omicidi e investigazioni, ma è bella l'ambientazione e originale il movente, con riferimenti alla storia di Luigi XIV e dei suoi amanti. C'è anche una citazione dei film di Angelica, del resto i prodotti dell'immaginario collettivo sono ormai entrati massicciamente nella letteratura, basti pensare a tutti i riferimenti che ho trovato per esempio ad X-Files.
Un romanzo divertente ed appassionante, da leggere in un pomeriggio nevoso come quello di ieri (e oggi continua a nevicare e devo uscire, almeno stamattina, quanto invidio gli orsi e il mio gatto!), che consiglio a tutti coloro che, come me, sono appassionati alla storia di Francia e a Versailles, magari grazie anche ad Angelica o a Lady Oscar.

Uno degli ultimi libri che ho comprato è un tascabile Piemme che mi attirava, La signora dell'arte della morte, di Ariana Franklin, un giallo storico ambientato nel Medio Evo. Dopo Il nome della rosa di Umberto Eco si sono moltiplicati i gialli ambientati in quella che è considerata un'epoca buia della storia dell'umanità.
In realtà ci si accorge che non è stata peggiore di altre, e in questo romanzo l'autrice la usa come metafora di tante tragedie contemporanee. La storia di Adelia, esperta dell'arte della morte, una Kay Scarpetta o una Scully antelitteram, donna indipendente e in avanti sui tempi, mentre indaga nella Cambridge medievale sui terribili omicidi di alcuni bambini riecheggia tanti problemi di oggi: gli odi mai sopiti per le minoranze etniche, le Crociate contro l'Islam all'origine di tanti problemi di oggi, i reduci dalle Crociate che possono trasformarsi in mostri come oggi chi è tornato dall'Iraq o dal Vietnam, l'innocenza massacrata senza un perché. Un bel libro, a tratti molto erudito, una storia che potrebbe essere di oggi.

Come appassionata di gialli sono la prima a sostenere che è difficile ormai man mano che si va avanti inventare una storia del genere che sia completamente originale e che non risenta dei classici (Conan Doyle, Agatha Christie, Simenon) o degli autori contemporanei (Anne Perry, Patricia Cornwell, Jeffrey Deaver). Ci sono però eccezioni.
Joanne Harris non è un'autrice di gialli, i suoi sono libri tra magia, storia e gotico che di solito comunque mi piacciono molto. La scuola dei desideri, il suo penultimo libro uscito, ci porta in un esclusivo collegio inglese maschile, il St. Oswald, presentandoci le vite parallele di un anziano professore di latino e di un qualcuno che ha spiato la scuola invidiandola e che poi ha deciso, per un oscuro passato, di distruggerla. Un libro che ti prende, davvero, con un colpo di scena inaspettato che ti spiazza verso il finale.


