mercoledì, 17 dicembre 2008
Ho un paio di libri sull'emancipazione della donna da commentare, ma prima vorrei fare un bel copia e incolla di questi pareri di altre donne italiane che come me non hanno voluto figli. Lo ritengo importante, nel momento in cui forse finalmente anche l'Italia diventerà un Paese civile dove sarà possibile interrompere la gravidanza con la pillola abortiva (possibile da anni in Paesi di cultura musulmana come la Tunisia e la Turchia). Onestamente ne ho le tasche piene di dovermi sentire dare dell'egoista, della limitata, della persona vuota perché ho scelto coscientemente di non avere figli, dedicandomi a mille passioni molto più interessanti ed appaganti. E dato che sono per scelta single non ho nemmeno imposto questa scelta a qualcun altro, quindi egoista è chi vuole farmi cambiare idea.
La scrittrice Susanna Tamaro, «senza vergogna», lo ha dichiarato di recente: «Non ho mai voluto figli, ricordo quando da ragazzine le mie amiche sognavano la maternità e io restavo freddissima, non me ne importava niente».
La grecista Eva Cantarella le va a ruota: «I figli deve farli chi li vuole. Io non ho mai sentito questo desiderio, non mi pento e non mi sento un mostro». Cita Caro Diario e Moretti alle prese con figli unici che monopolizzano il telefono dei genitori. Quindi spiega: «Ho voluto altro. Il lavoro, la carriera. Le donne si possono realizzare in mille modi». E la femminilità? «Non sta in un pancione. Basta tutta questa enfatizzazione della maternità».
Parole sante anche per la giornalista e scrittrice Candida Morvillo: «Il mio orologio biologico non è mai scattato. Ho preferito il lavoro, i viaggi, gli amici. E poi ci sono così tante coppie/ scoppiate che ci si può sempre trovare, come me, un fidanzato con figli di cui occuparsi ogni tanto ».
La scrittrice Camilla Baresani ricorda: «Mamma e nonna mi dicevano sempre "bambina mia non cascarci, non fare figli. Prima il lavoro, poi il resto". Io finora ho ubbidito. Le loro parole però oggi creano imbarazzo».
L'ex campionessa di sci di fondo Manuela Di Centa, per il fatto di non avere avuto figli, ha ottenuto l'annullamento del suo primo matrimonio: «Nessuna vergogna, non li volevo e basta. Oggi per me è diverso».
Natalia Strozzi, attrice, imprenditrice e discendente della Monna Lisa, cita la «settimana di 70 ore» della Maier: «Nella mia vita, ora, non c'è spazio per un terzo lavoro ». E anche per chi di lavoro ne ha uno («ma totalizzante»), come l'avvocato Giulia Bongiorno, a volte la scelta si impone: «Professione o figli. Io ho scelto la prima. Forse con un po' di dispiacere ma vergogna no, non scherziamo». Anche Tiziana Maiolo è stata molte cose ma non mamma: «Insegnante, giornalista. Moglie. Mi sono anche divertita. Un mattino mi sono chiesta: "E i figli"? Il mio inconscio aveva lavorato per me».
La sintesi del governatore del Piemonte Mercedes Bresso: «Non ho figli perché non ne ho voluti. Sensi di colpa? Pas du tout. Nella mia vita c'è stato molto altro».

E vorrei indicare le venti ragioni della scrittrice francese Corinne Maier, che ha scritto un libro sull'argomento che ho intenzione di leggere se riesco a scroccarlo in biblioteca con i miei commenti:
1) Il parto è una tortura (ma vah? E non ho mai creduto alla palla che quando hai il bambino in braccio te lo dimentichi...)
2) Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo(vade retro...)
3) Lotterete per continuare a divertirvi(ma quando mai? che poi per me il divertimento è la cultura e l'impegno civile e sociale).
4) Perderete i contatti con gli amici(io ho smesso di frequentare della gente perché non la pensava come me su questo argomento: sono stufa di ste frignone che ti prendono come il Muro del Pianto a Gerusalemme raccontandoti di quanto sia difficile trovare un uomo con cui procreare...)
5) Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli (non si incavolino i genitori, ma è così).
6) I figli uccideranno il vostro desiderio(questo a me non importa. Sono altre le cose che non voglio uccidere: creatività, libertà, anticonformismo).
7) I figli suonano la campana a morto della vostra vita di coppia (idem come sopra. Uno dei motivi per cui sono single è proprio per non dover affrontare il problema dei figli, gli altri facciano cosa vogliono con chi vogliono ma non con me!)
8) Fare figli è da conformisti (abbastanza)
9) I figli costano (con tutte le detrazioni che ha chi ha figli che paghiamo noi single...)
10) Verrete ingannati pensando che non esista niente come un figlio perfetto (cavolata)
11) Sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli (non sempre vero, comunque preferisco realizzare la mia vita e i miei obiettivi invece che chiudermi in casa a fare la mammina imponendo poi le mie aspirazioni ad un'altra persona che ho fatto nascere apposta).
12) Tutti si aspetteranno che voi siate una madre prima che una professionista e una donna (questo anche se i figli non li hai).
13) Le famiglie sono un incubo (senza offesa, ma concordo abbastanza al 100 per cento).
14) I figli mettono fine ai vostri sogni dell’infanzia (fosse solo questo...)
15) Non smetterete di desiderare la completa felicità per la vostra prole (da cincoscienti..)
16) Stare a casa a badare ai figli è incredibilmente noioso (verissimo, meglio un museo o un viaggio)
17) Dovrete scegliere fra maternità e carriera (vero, e poi non esiste solo la carriera)
18) Quando arriva un figlio, di solito scompare il padre (non scompare, ma diventa l'altro bambino da riverire)
19) Ci sono già troppi bambini sul pianeta (questo è il motivo più serio ed etico)
20) I figli sono pericolosi: vi portano in tribunale senza pensarci un secondo.(quando non seguono le orme di Pietro Maso, Erika di Nardo, Doretta Graneris o Ferdinando Carretta...)
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categoria:femminismo, childrenfree
venerdì, 03 ottobre 2008


Leggevo poco fa di un'osservazione a proposito di Sarah Michelle Gellar, l'indimenticabile Buffy, e Freddie Prinze junior, insieme da sei anni (un matrimonio che ha fatto scalpore, lei così bella, che aveva avuto a portata di mano degli strafichi come David Boreanaz e James Marsters, che sposava un tipo così poco avvenente e così nerd) e senza figli, come se fosse una colpa e una cosa di cui stupirsi.
Per me, che non ho mai voluto figli e non amo per niente i bambini, invece la scelta di vita di Sarah e Freddie è interessante e controcorrente: avranno altre cose che li tengono uniti, tra l'altro ho letto cose molto interessanti su Sarah, del suo impegno animalista, del suo amore per i cani (e ricordo che gli animali domestici non sono per noi childrenfree un triste sostituto dei figli che per immaturità e egoismo non vogliamo mettere al mondo, come dicono i nostri egoisti detrattori, ma una ragione di vita e d'affetto ben più appagante di un pargolo capriccioso e urlante!), del suo amore per libri e cultura, della sua passione collezionistica. Che dire allora di celebrità con pargoli a carico, come l'ex collega di Sarah Charisma Carpenter, che ha lasciato la serie Angel per scodellare un marmocchio, e che ora si trova divorziata, disoccupata e con un figlio da crescere? O vogliamo parlare della squallida famigliola Duchovny-Leoni, grigi e amorfi, con quei due pargoli sui quali giravano anche battutacce e con il Duko che per evadere da un ménage che non lo soddisfa evade nella dipendenza da sesso? O che dire ancora di Sharon Stone, madre iperprotettiva al punto di voler fare del figlio adottivo una cavia da esperimenti?
Katharine Hepburn, attrice somma, protofemminista e fiera childrenfree si è sempre detta soddisfatta di non aver procreato: "Ho fatto tante altre cose ben più gratificanti", diceva, "e poi guarda le mie care colleghe Joan Crawford, Bette Davis e Lana Tuner: tanta voglia di fare figli, e da adulte le loro care figliole le hanno demolite nei loro libri!"
Nella vita reale ho conosciuto il cugino di mia madre, felicemente sposato da oltre quarant'anni con una donna con cui ha condiviso impegno politico, lavoro, tanti interessi e con la quale non ha sentito la necessità di contribuire alla sovrappopolazione del mondo. E ci sono tanti altri casi. L'importante è pensarla uguale, perché il non desiderio di maternità o paternità (conoscevo un ragazzo disperato perché incontrava solo ragazze ossessionate dall'orologio biologico, avendone conosciute un paio lo capisco, poraccio!) non deve essere imposto con la forza. E né bisogna criticare e tacciare l'altro di egoismo, egoista è chi vuole imporre con la forza una posizione e che non arretra di fronte al rifiuto. Senza contare poi i discorsi allucinanti e nazistoidi che si sente dire chi non vuole avere figli, tra cui che per colpa sua il nostro Paesi si riempirà di extracomunitari, sui quali non mi pronuncio.
E devo dire che sono un po' urtata dal desiderio di essere madri a tutti i costi che ha attaccato molte donne gay: non entro nel merito dei gay che possano essere buoni o cattivi genitori (senz'altro molti di loro saranno migliori di gente tipo la Franzoni e company, tanto ci va poco!) ma cosa si vuole dimostrare nel voler procreare a tutti i costi? Ci sono tante altre cose interessanti da fare, da single o in coppia, cose che possono rivelarsi un investimento migliore che non voler procreare, oltre che più appaganti. Qualche idea? Il lavoro, la carriera, l'impegno politico, l'impegno sociale, la cultura, i viaggi...
Comunque: sono felice per Sarah e Freddie, anche se non li conosco. Perché mi danno idea di essere davvero felici e maturi.

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categoria:vita, attori, attrici, childrenfree, buffy x-files
martedì, 19 agosto 2008
Per una volta lascio da parte libri, cinema e telefilm per riallacciarmi ad un discorso fatto da Ancatdubh nel suo bellissimo blog. Quello della presunta crescita zero, cioè sul fatto che in Italia si fanno pochi figli, e che bisognerebbe farne di più, perché i figli sono il futuro e bla bla bla. Come childrenfree (sì, ancora una parola inglese), cioè persona che ha scelto deliberatamente e con orgoglio di non procreare (francamente preferisco lavorare, viaggiare, fare trekking, dipingere, scrivere, visitare musei, leggere invece che passare notti insonni dietro al pargolo che non dorme, o giornate a cambiare pannolini sporchi di cacca, mi sento come sempre ovvia a dire ste cose..) sono sempre infastidita da queste parole e mi ha dato molto fastidio che su questo carro reazionario sia salito recentemente anche il giornalista Piero Angela, credevo fosse più intelligente.
Comunque: stamattina sono andata alla posta a fare la raccomandata per disdirre l'adsl con Infostrada (inchiappettata massima che mi sono presa, non funziona, sanno solo romperti le scatole con le loro inutili telefonate) e la posta sembrava una succursale di un asilo di infanzia, tanti gagni piccoli (e rompiscatole, è più forte di me, considero gli esseri umani prima della cosiddetta maturità sessuale degli emeriti rompipalle, e non mi si dica che ci sono passata anch'io, già ma sono guarita!). Non parliamo ieri a Bardonecchia, e anche le volte precedenti. E non sono i figli degli extracomunitari ma dei nostri, e spesso sono due o tre pargoli per coppia (ma dove troveranno i soldi? Sulle tasse in più che da anni paghiamo noi single, per caso?). E in giro in generale ci sono sempre famigliole con bambini, di solito insopportabili.
Allora, il Pastore tedesco e i suoi accoliti retrogradi stiano con la bocca chiusa una buona volta e si facciano un giro, perché si procrea eccome (fin troppo, dato che il pianeta è sovrappopolato) e ben venga la gente come me che dice di non volere figli, siamo noi il futuro di questo povero pianeta. Alla faccia di chi ci dà dell'egoista, come quel cretino al corso Formatemp che si era già messo in testa di rimorchiarmi e ingravidarmi (come no!!!). Certo che in giro c'è un delirio da incoscienti di voler procreare a tutti i costi che ha colpito anche le coppie gay (che credevo fossero un'isola felice, boh un motivo in più per starmene da sola): qualche giorno fa una ragazza lella che conosco si lamentava perché lei e la sua compagna continuano a ricevere pressioni da altre coppie lesbo perché abbiano figli, come se fosse importante quello e non altro...
Io ho una teoria in stile complotto alla Fox Mulder: che dietro ci sia tra gli altri il dio consumismo. Dato che consuma di più in media una famiglia con pargoli che un single, una coppia senza figli o degli anziani, ecco che si spinge a crescere crescere crescere anche di numero. Peccato che il pianeta non ce la faccia più. Complimenti.
postato da: gattaneilibri alle ore 17:10 | Permalink | commenti (2)
categoria:childrenfree