domenica, 12 ottobre 2008


C'era una volta un castello, che era ridotto ad una topaia. Cadeva a pezzi, e andarci era fonte di depressione e disagio. Ma qualcuno ha creduto ancora in questo castello. E in un anno di apertura ha attirato quasi un milione di visitatori: nelle previsioni iniziali doveva farcela entro il 2011. E stamattina ho passato la giornata là, a festeggiare. A ricordare che le fiabe esistono, anche se possono essere diverse, che ci sono posti dove sognare, dove rendersi conto che il mondo e la vita possono essere migliori, che c'è gente che crede a qualcosa di diverso e di superiore che i reality e le serate in compagnia, che anche vicino a Torino c'è un castello da vivere. Auguri Venaria Reale, hai regalato a tutti una cosa: il poter sognare di nuovo, e sognare alla grande.
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categoria:cultura, castelli
mercoledì, 27 agosto 2008


Ieri mattina sono andata a farmi un giro alla Tesoriera, in corso Francia, un luogo magico, che mi colpì anni fa, dal tram 1, mentre stavo andando a prendere il mio adorato micio Matteo. Un angolo di Settecento in pieno Torino, uno sfondo da film in costume alla Lady Oscar o alla Angelica, che ospita, ancora per poco (ma si spera che torni) la Biblioteca Musicale di Torino. Mi sono persa nei saloni stuccati, che sono da restaurare (la biblioteca chiuderà per restauri infatti per un po' di tempo), e ho trovato un altro luogo bellissimo dove passare del tempo. La Biblioteca tra l'altro ha libri, riviste anche poco note sulla musica barocca, una delle mie grandi passioni, e cd. Unico neo: perché un posto così deve essere chiuso il sabato? Come sempre si pensa ai pensionati, alle casalinghe e agli studenti, e non alla gente che lavora, e che avrebbe in un posto come questo una valvola di cultura e sogno per il week end.
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categoria:musica, castelli, palazzi
venerdì, 27 giugno 2008


Un responsabile di un'associazione inglese sui giardini ha recentemente detto che i giardini della reggia di Venaria sono brutti. Da allora è un continuo di accuse e constatazioni.
Io mi ricordo di come era ridotta la reggia di Venaria un po' di anni fa. Nel 1993 ci andai a vedere una mostra sui vampiri (era l'anno di Dracula di Coppola): era un giorno di pioggia, e ricordo che provai depressione aggirandomi in corridoi bui e cadenti, circondati da mari di fango.
L'altro giorno sono tornata su, credo per la decima volta in un anno. Ho visto un tugurio ridiventare uno splendore, ho visto del fango sparire e ripopolarsi di aiuole, alberi, prati, costruzioni, roseti, pergolati, vita. La reggia di Venaria brutta? No, non è brutta. La sua storia mi ha dato speranza, mi ha fatto credere che nella vita si può anche migliorare, anche quando tutto sembra perduto, se si ha fiducia in te.
Certo, il parco di Versailles sarà più curato, e anche quello di Hampton Court. Ma non sono stati abbandonato per oltre due secoli, come è successo a Venaria. Quello che è stato fatto in quell'angolo che fino a non molti anni fa volevano trasformare in case popolari ha dell'incredibile, del magico. Con tutto il rispetto per il responsabile inglese, ma i giardini di Venaria non sono brutti, non fanno schifo. Miglioreranno nel tempo certo, qualcosa si può modificare, ma quello che hanno restituito a tutti noi è già incredibile.
Ricordo quel giorno del 1993 come un brutto sogno. Oggi percorrere via Mensa per arrivare a Venaria è qualcosa di splendido e esaltante. E basta sempre criticare!
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categoria:musei, castelli, giardini
domenica, 15 giugno 2008


Non è per fare polemica, ma vorrei sapere come mai da Torino non ci sono pulman almeno al week end che portino con cadenza regolare al castello di Aglié, al castello di Masino, al castello della Manta, ai castelli della Val d'Aosta (almeno Phenix!), o verso i laghi piemontesi, come il lago d'Orta e il lago Maggiore. In compenso c'è un autobus tutti i giorni che porta in quel tempio del consumismo che è l'Outlet di Serravalle Scrivia (non ci andrei nemmeno morta, nessuna libreria, solo negozi di abbigliamento firmati e cioccolaterie dove ingozzarsi) e uno che porta in quel nido di bambinate che è Gardaland. Per la serie, abbasso la cultura e viva il consumismo. E perché allora non c'è un autobus per l'outlet dei libri? Che stress...
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categoria:gite, tempo libero, musei, castelli