domenica, 11 ottobre 2009


Venerdì sera, mentre ascoltavo alla Bibliomediateca Mario Gromo di via Matilde Serao il dibattito sui manga, presente Alessandro Perissinotto che odia i cartoni giapponesi (con motivazioni che non sono poi così campate in aria, e lo dice una fan dei cartoni come me, che però ama anche Allegro ma non troppo di Bozzetto, soprattutto il brano di Sibelius con il gatto nella casa abbandonata, e ricorda con affetto le fiction per ragazzi anni Settanta, come Vacanze sull'isola dei gabbiani, Operazione benda nera, Le isole perdute, La pietra bianca e Il tesoro del castello senza nome) mi sono resa conto ormai di quanto la mia vita sia imbevuta di nostalgia. Sono una nostalgica, senza speranza.

Gli adulti degli anni Settanta o i ragazzi più grandi come Perissinotto parlavano in termini negativi dei manga: sono passati trent'anni e i manga e gli anime sono ormai oggetto di nostalgia, tant'è che io adoro gli anime di allora, Goldrake, Heidi, Capitan Harlock, Jeeg, Candy, Charlotte, Lady Oscar, Il tulipano nero, li ho seguiti fino alla metà degli anni Novanta, apprezzando titoli come Sailormoon e Evangelion, ora come ora adoro i lungometraggi di Miyazaki ma devo dire che i nuovi anime, Dragonball, Yugioh, Naruto e compagnia bella non sono più di mio gusto, non li trovo belli, mi sento vecchia, non mi dicono niente, per me l'animazione giapponese è quella degli anni Settanta, Actarus che correva nel corridoio, Hiroshi che si buttava dalla moto, Harlock che partiva sull'Arkadia, Candy che palpitava per Terence, Oscar che duellava, non quella roba che c'è adesso.

E la nostalgia permane tutto. L'altro giorno Sigourney Weaver, attrice che ricordo come contemporanea, mitica Ripley in Alien, ha compiuto sessant'anni. No, ma è terribile, Ripley ha sessant'anni, è peggio ancora dei cinquant'anni di Michelle Pfeiffer e Sharon Stone, che già è stata dura. Del resto, quando ti accorgi che alle fiere del fumetto i ragazzi di diciassette anni in cosplay non ti vedono più come una otaku loro pari ma come un'attempata signora che continua a voler mantenere uno spirito giovane, non ti resta che la nostalgia.

I telefilm: sono abbastanza vecchia da ricordarmi i classici anni Settanta (e ricordo quando ad una Buffycon alcuni fan giovani di Buffy non capirono una mia battuta sui genitori di Drusilla, i mitici Martin Landau e Barbara Bain, meglio noti come il comandante Koenig e la dottoressa Russell di Spazio: 1999), ho amato telefilm recenti, ma ormai X-Files è finito da sette anni, Buffy da sei, Angel da cinque, e le storie di vampiri hanno oggi come riferimento Twilight, quelle paranormali Lost (poveri noi...). Il mio telefilm recente preferito? Cold case, la sagra della malinconia e della nostalgia, e più l'episodio si svolge in anni passati più è bello, e qualche episodio fa, in un viaggio nel tempo nei primi anni Novanta, mi ricordavo che ormai quei ricordi sono anche per me così, appannati come nei flash back di Cold case.

Morale: invito Paolo Limiti a fare una riedizione del suo Ci vediamo in tv e dedicarla a noi bambini degli anni Settanta: siamo noi ormai i nuovi nostalgici!

Vorrei aggiungere le mie paturnie di fronte a Rutger Hauer, il mitico Navarre di Lady Hawke e il replicante filosofo di Blade Runner (chi non ha pianto di fronte al suo discorso? All'epoca non ero molto appassionata di fantascienza, ma quel discorso mi colpì al cuore), sessantacinque anni, un vecchietto che interpreta Barbarossa in un indigesto kolossal leghista, di fronte a Robert Hossein (d'accordo, non era proprio della mia generazione, ma da adolescente Angelica era insieme a Lady Oscar un numero fisso, antesignana di Buffy e Xena, anche loro ormai nostalgia!) che ha ben 81 anni (e poteva risparmiarsi di firmare il documento insieme a molti altri in favore di Polanski, ragazzi, non si difende uno stupratore!) e non è più quel gran gnocco di Joffrey de Peyrac e di fronte buon ultimo a David Duchovny, che il prossimo anno compie 50 anni! Ma basta, mi rifugio nella nostalgia...

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categoria:cinema, cartoni animati, fumetti, telefilm
mercoledì, 15 luglio 2009


Avevo adorato l'omonimo romanzo di Neil Gaiman, e ho voluto vedere il film, anche se queste animazioni al computer mi lasciano molto perplessa. A questo si è aggiunta la fregatura del 3D, che ti fa pagare 10 euro per vedere un film che non ha certo queste innovazioni tecnologiche, di cui peraltro si parlava già negli anni Cinquanta.
Un film caruccio, con alcune belle trovate, ma La sposa cadavere era decisamente meglio, e la storia di formazione di Coraline è decisamente appiattita. Bello il personaggio del gatto. Comunque non andrò a vedere gli altri film in 3D ed aspetto con impazienza il prossimo Disney La principessa e il ranocchio, finalmente un cartone animato classico...
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categoria:cinema, cartoni animati, 3d
giovedì, 01 gennaio 2009



Il primo film che ho guardato a casina la sera del 31 dicembre con Eusebio che mi faceva compagnia dormendo nella sua cuccia (ma stanotte mi è venuto a dormire addosso, mentre fuori scoppiavano dei botti vergognosi, certo che la gente malgrado la crisi ne ha di soldi da buttare nel cesso...) è stato Biancaneve e i sette nani, per molti il capolavoro di Walt Disney, ed effettivamente c'è da essere d'accordo. Adoro due cose di questo film, anzi tre: i nani, dei miti (anche se tengono la loro casa peggio che una dimora di senzatetto), gli animaletti della foresta, a dir poco splendidi (ma qualcuno mi spieghi come mai nella Foresta Nera ci sono dei procioni...) e l'atmosfera gotica della scene di paura, incomparabile.
Subito dopo mi sono vista Cenerentola, una fiaba che come femminista non dovrebbe piacermi molto, ma che trovo fatta bene, anche se nettamente inferiore a Biancaneve, La Bella addormentata e la Bella e la Bestia. Adorabili i topini, belle le canzoni, gustosa l'atmosfera da operetta stile Vedova allegra, certo che il principe azzurro è proprio un bamboccione calzato e vestito. Ma anche quello di Biancaneve, che se ne sta per tutto il film a zonzo non si sa dove (mi sa a Woodstock o giù di là), non è il massimo. Comunque due bei film, che mi hanno ispirata per riscrivere delle fiabe in chiave più moderna: quelle dove le eroine alla fine mandano a stendere il principe azzurro e si salvano da sole.
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categoria:cartoni animati, fiabe
lunedì, 22 dicembre 2008

Ieri ho rivisto con la nipotina La bella addormentata nel bosco di Walt Disney, film che volevo comunque rivedere e avevo pertanto messo nel mucchio dei dvd e simili da guardare e devo dire che, anche se non è considerato un capolavoro assoluto di Disney, alla pari con i peraltro splendidi Biancaneve, Fantasia e Bambi, è comunque imperdibile e bello, anche se non hai più da un pezzo cinque anni.
Io adoro le tre fatine della foresta, casiniste e simpaticissime, tre zitellone in carne che praticano la magia buona e che sarebbe ora di rivalutare in tempi di Wiccan dianica. La perfida Malefica ha un suo gran fascino (sono indecisa per i colloqui di lavoro di adottare il suo look o quello della regina Himika di Jeeg robot d'acciaio...), il principe Filippo è uno dei pochi Principi azzurri che muovono il culo e non sono pirla (come direbbe Luciana Litizzetto, che ieri sera è stata grandiosa con la letterina a Babbo Natale), Aurora è la principessa più bella della Disney (ricalcata sulle due dive di punta del 1958, Audrey Hepburn e Brigitte Bardot). Ma soprattutto io trovo eccezionale l'atmosfera e la scenografia, i castelli e il drago, con citazioni da Les tres riches heures du duc de Berry, ma con qualcosa che può anticipare un film come Il signore degli anelli. Bello, bello, bello. Io continuo a preferire questi vecchi film d'animazione alle animazioni al computer dove, a parte Shrek, ho trovato delle cose che non mi hanno né coinvolto né interessato.

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categoria:cartoni animati, fiabe, disney
venerdì, 14 novembre 2008


Sono stata accusata più di una volta di essere una teledipendente, perché la maggior parte delle cose che mi interesserebbero verrebbero dal tupo catodico e non dalla vita reale. Sarà, ma sono la prima a criticare la maggior parte delle trasmissioni televisive: le mie passioni riguardano cose di nicchia, sempre più snobbate dalla tv generalista, che mi hanno spinta negli ultimi anni a fare della mia tv un visore per videocassette e dvd. Non sono abbonata e non mi abbonerò mai a Sky perché disprezzo un'azienda che ricorre ai call center di vendita per promuovere i loro prodotti e perché francamente non mi serve.
Detesto nella maniera più assoluta i reality show e simili, e per catalogare una persona negativamente mi basta che guardi Il Grande Fratello. Non parliamo delle trasmissioni della signora Costanzo, meglio nota come Maria de Filippi, con i suoi tronisti (ho scoperto di recente cosa sono, e vivevo benissimo senza saperlo, comunque tronare è un modo gergale per dire anche scoreggiare!!!) e tutti i talk show di pettegolezzi e simili. Non ho mai guardato, pur passando spesso nella stagione invernale la domenica pomeriggio a casa, Domenica In e Buona domenica. Non seguo mai lo sport, tranne i Mondiali e le Olimpiadi, e nemmeno tutto.
Ho smesso di guardare Quark dopo che Piero Angela si è sputtanato andando contro l'omeopatia e cavalcando l'ondata clericofascista che vuole portare noi donne a sfornare più figli (un orrore da incoscienti), mi piace qualche trasmissione di documentari, tipo Atlantide o Voyager o Bell'Italia o Alle falde del Kilimangiaro, ma senza nessun obbligo, se non ho di meglio da fare le guardo.  Apprezzo molto Storie italiane di Corrado Augias e anche Enigma dello stesso autore, e seguo con piacere Che tempo che fa con Fabio Fazio.
Sono stata e sono tuttora una grande appassionata di cartoni animati giapponesi: non sto seguendo la nuova serata anime su Mtv, e ho spostato la mia passione sui dvd, perché in tv o non sono a casa in quell'ora o non c'è più niente che mi interessa. Sono anche una grande appassionata di telefilm: qui qualcosa di nuovo lo guardo, Senza traccia, Cold Case, Criminal minds,  ma per il resto mi affido ai dvd. Per anni i film in tv sono stati per me una miniera di passione con i classici hollywoodiani ed europei (con particolare passione per quelli anni Cinquanta e Sessanta), ora anche lì mi arrangio con i dvd e le cassette.
Teledipendente? Beh non rinuncerei mai ad una serata a guardare Cold case per uscire con della gente che mi annoia dopo due minuti, inorridivo anni fa quando una tizia mi raccontava di dover rinunciare a guardare X-Files per uscire con il fidanzato (io avrei scelto X-Files e tanti saluti, anzi ho fatto così!), però ho poi anche altri interessi. Un bel libro vale molto di più di un programma tv, e il computer ti offre delle possibilità di creatività che la televisione si sogna. Se una domenica c'è una fiera del fumetto, un evento culturale, un mercatino, una mostra, non ci rinuncio certo per stare a casa a guardare la tele. E d'estate, sperando che il tempo non faccia gli scherzi alla Fantozzi, non c'è niente di meglio di una giornata in montagna. In vacanza la tv è il mio ultimo pensiero, meglio visitare musei e monumenti. E non c'è show migliore che guardare il mio gatto Eusebio giocare.
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categoria:cinema, cartoni animati, telefilm, buffy, otaku, x-files