martedì, 14 ottobre 2008


Tra le altre cose di cui mi sto occupando in questo periodo, sto lavorando a un progetto su Candy Candy e ho ripassato un po' la passione per questo anime, che per me è stato un modello nei primi anni Ottanta.
Lagnoso, forse, ma Candy rappresenta un modello positivo, perché non si limita a sognare il grande amore, ma lavora (anche se il lavoro da infermiera non è il massimo come realizzazione personale, ma in quella storia sta bene), si prodiga in tante direzioni ed è pure animalista. Il discorso che fa a Suor Gray sull'amore per gli animali da affiancare a quello per le persone è da incorniciare, in questi tempi di integralismo antianimalista.
Terence... ah che uomo... per forza che dopo aver sognato dietro a un tipo così si trovano banali tutti i maschietti che incontri nella vita reale! Resta il mio personaggio preferito della serie, insieme a Patty e Stear, i due nerd in cui mi specchiavo, e ancora oggi non ho digerito la morte del povero Stear, che è davvero inutile.
Iriza: odiosa e soprattutto stupida. Io amo alcuni personaggi negativi (due esempi, Krycek e Faith), ma Iriza è davvero idiota, è la sua idiozia a renderla vuota e vacua, non ha l'atteggiamento luciferino che rende grandi i cattivi, e ambigui nel loro rapporto con i bravi. Insomma, detto in soldoni, fanfiction yuri su Iriza e Candy non credo che ne potrebbero mai esistere. Divertente come il massimo augurio che venisse fatto a Iriza fosse quello di rimanersene sola, sintomatico di una mentalità che pensa che rimanere sola sia la cosa peggiore che possa capitare a una donna.
Comunque mi fa un certo effetto riprendere in mano il materiale di questo cartone: tra i miei progetti letterari c'è anche un seguito, che devo riprendere, prima o poi.
postato da: gattaneilibri alle ore 08:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:candy candy, anime, otaku