
Diciamo che dopo due film bellissimi ma spessi come The Millionaire e Changeling ci voleva qualcosa di più leggero: e Un'ottima annata è più leggero, anche se non è banale. D'accordo, ruffiano al massimo, ma in questo momento in cui il consumismo e il far soldi hanno dimostrato tutti i loro limiti (grande Obama che non vuole solo il Pil come base di tutto, assurda ieri quella parlamentare del PDL che diceva che bisogna consumare per uscire dalla crisi e allucinante l'iniziativa di alcuni miei concittadini di fare pubblicità con gli uomini sandwich agli incroci, soliti ragazzotti che facendo così si pagano i vizi consumistici, che vomito!), la parabola morale di un broker di Londra che ritrova una vera dimensione di vita nella tenuta provenzale dove ha i ricordi migliori della sua vita ("Tutti i ricordi che ho sono di questo posto. E sono ricordi magnifici!") complice anche una bella ostessa (Marion Cotillard è splendida) è tutt'altro che da disprezzare.
E rimane la voglia di andare in Provenza: anni fa ho passato una vacanza allucinante in Costa Azzurra, insopportabile luogo per discotecari, maniaci e ninfomani in cerca, consumisti e altri idioti, ma ricordo come un sogno la gita che feci nell'entroterra, a Grasse, in Provenza.




















