giovedì, 17 settembre 2009


Ho deciso di dare una seconda possibilità a questo film, di cui avevo visto l'inizio in televisione e poi avevo desistito per la troppa pubblicità.

Diciamo che dopo due film bellissimi ma spessi come The Millionaire e Changeling ci voleva qualcosa di più leggero: e Un'ottima annata è più leggero, anche se non è banale. D'accordo, ruffiano al massimo, ma in questo momento in cui il consumismo e il far soldi hanno dimostrato tutti i loro limiti (grande Obama che non vuole solo il Pil come base di tutto, assurda ieri quella parlamentare del PDL che diceva che bisogna consumare per uscire dalla crisi e allucinante l'iniziativa di alcuni miei concittadini di fare pubblicità con gli uomini sandwich agli incroci, soliti ragazzotti che facendo così si pagano i vizi consumistici, che vomito!), la parabola morale di un broker di Londra che ritrova una vera dimensione di vita nella tenuta provenzale dove ha i ricordi migliori della sua vita ("Tutti i ricordi che ho sono di questo posto. E sono ricordi magnifici!") complice anche una bella ostessa (Marion Cotillard è splendida) è tutt'altro che da disprezzare.

E rimane la voglia di andare in Provenza: anni fa ho passato una vacanza allucinante in Costa Azzurra, insopportabile luogo per discotecari, maniaci e ninfomani in cerca, consumisti e altri idioti, ma ricordo come un sogno la gita che feci nell'entroterra, a Grasse, in Provenza.

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categoria:cinema, attori
martedì, 15 settembre 2009


E così anche Patrick Swayze se ne è andato. Voglio ricordarlo in Dirty Dancing, con la famosa frase: Nessuno può mettere Baby in un angolo. Voglio ricordarlo in Ghost, nella scena finale, quando dice a Whoopy Goldberg Tua madre sarà fiera di te, frase che mi commuove molto di più di tutte le frasi che dice alla sua fidanzata, perché è Whoopy l'ultima degli ultimi nel film. Voglio ricordarlo giovane e bello nel polpettone Nord e Sud, tra l'amore per la splendida Madeline e l'amicizia con George, di cui ho rivisto l'interprete sabato in Cold case. Qualcuno diceva oggi su Facebook: un giorno ritroveremo nella luce i nostri animali adorati e tutte le persone che ci hanno fatto sognare, anche se non le abbiamo mai incontrate. Speriamo che sia vero, Patrick.

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categoria:cinema, attori
domenica, 13 settembre 2009




Pur considerando i fumetti un mondo a se stante che poco si adatta ad essere trasposto in film (non parliamo poi quando si parla di manga...) avevo visto con piacere i primi due film degli X-Men, dove si vedeva la mano felice di Brian Singer. Ho voluto vedere, a distanza di tempo dalla loro uscita, X-Men 3 e Wolverine e devo dire invece che mi hanno un po' delusa. Cioè, detto in parole chiare, la cosa migliore è Hugh Jackman, insieme ad in X-Men 3 Famke Janssen. Le storie cedono troppo all'action movie per ragazzini, soprattutto Wolverine, X-Men 3 è deludente come svolgimento e conclusione e non solo perché perdiamo per strada un po' di personaggi ma perché non convince, non funziona. Interessante in X-Men 3 la tematica della cura per i mutanti (come non vederci una metafora di tante assurdità contemporanee, buone ultime le cure per gli omosessuali?) ma non ben sviluppate. C'è di meglio, ma se si è fan di Jackman e della Janssen se ne può uscire anche un minimo soddisfatti. Ma è un po' poco.

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categoria:cinema, fumetti, attori
lunedì, 07 settembre 2009


Avendo maturato una decisa antipatia verso le americanate, avevo evitato di andare a vedere questo film al cinema. Mi sono dovuta ricredere: al di là della presenza di Brad Pitt, il film è davvero bello, e non è un'americanata stupida, quanto un'onirica riflessione sul valore della vita. Alla fine siamo tutti cadaveri che camminiamo, ma la vita, sia che sia normale sia che avvenga come quella di Benjamin, nato orrendamente vecchio e morto in fasce, è un'avventura che vale la pena vivere. Con un groppo in gola, come quando si vede un padre costruire un orologio che va indietro per riportare suo figlio dalla Grande Guerra, o quando si leggono le cartoline che un uomo che sta diventando bambino ha scritto alla bambina di cui non potrà mai essere padre. Forse con qualche lungaggine, ma ben fatto, struggente, una riflessione su tante cose. E Cate Blanchett è superba, come sempre.

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categoria:cinema, attori, attrici
sabato, 05 settembre 2009




Sono riuscita finalmente a vedere questo filmone di ambientazione vittoriana che presenta lo scontro tra due illusionisti, Robert Angier e Alfred Bolder, a colpi di trucci, illusioni e colpi bassi. Non male, a tratti un po' lento, non ho gradito comunque un paio di scene di uccellini massacrati e la scena con il gatto elettrizzato, ma il film in generale non è privo di interesse, e non solo perché Hugh Jackman è sempre un bel guardare (che poi è meglio in altri film, Australia in testa). Quello che ho amato molto è questa ambientazione ottocentesca curata nei dettagli e nei costumi, che ricostruisce un mondo ricco di sfarzo e di lati oscuri, affascinante per noi forse soltanto per la lontananza che ci separa. Un elogio per il veterano Michael Caine, sempre grandioso, splendida anche se per poco Piper Perabo e meravigliosa Scarlett Johansson, che sembra nata per portare i costumi.






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categoria:cinema, attori, attrici, ottocento
martedì, 14 luglio 2009


La prima regia di George Clooney racconta la storia di Chuck Barris, ideatore di numerosi format televisivi (trash) dal Gioco delle coppie a La corrida, ma soprattutto agente Cia, ispirato alle sue memorie. E' un film che ci mette un po' a decollare, la prima parte è francamente un po' noiosa, ma nella seconda si riscatta in pieno, e racconta comunque una storia interessante e anche inquietante sui lati oscuri della democrazia americana. Bravo Clooney come attore nel ruolo del reclutatore di Barris, ottime le due donne Julia Roberts e Drew Barrymore, si rivede con un po' di nostalgia un invecchiato Rutger Hauer. Come regia di Clooney ho preferito Good night and good luck, ma anche questo film non è male.
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categoria:cinema, attori, storia recente
sabato, 04 luglio 2009


Sono una femminista separatista, che ogni tanto, come sorta di colpevole vizio, ama distrarsi con storie d'amore. Come questo film, ispirato da un romanzo di Nicholas Sparks, autore di storie strappalacrime. Un uomo anziano va in ricovero per anziani a leggere ad una donna la storia di un grande amore tra due ragazzi, nell'America pre e post bellica, tra sogni, drammi e convenzioni sociali. Non ci vuole poco a capire che i due anziani sono i due ragazzi, vissuti insieme ma arrivati vicino a quella morte che deve separarli, solo che prima è intervenuta la demenza senile, che ha distrutto i ricordi di lei, lei stessa autrice del quaderno da cui lui legge la storia. Strappalacrime ma ben dosato, con una buona ricostruzione d'epoca, e due comunque grandi interpretazioni nei due anziani, la ancora bella Gena Rowlands e James Garner, ex bello del cinema, magistralmente doppiato nella versione italiana da Ugo Pagliai. Da vedere, piangere a volte può aiutare a scaricare altre tensioni.
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categoria:cinema, attori, romance, attrici
martedì, 23 giugno 2009


Avevo apprezzato molti film dei fratelli Coen, e trovo che Javier Bardem, interprete di film splendidi come L'ultimo inquisitore e Mare dentro, sia uno dei migliori attori contemporanei. Questo film però non mi ha convinta in pieno, ho trovato Bardem poco più che una macchietta (l'Oscar glielo avrei dato come Pedro in Mare dentro, un film a cui continuo a pensare) e tutto l'insieme un po' scontato e già visto. Fatto bene, ok, ma tutto si perde. Emerge lo sceriffo di Tommy Lee Jones (il gemello perduto di Mitch Pileggi, lo Skinner di X-Files) e la splendida Kelly Mac Donald, scozzese un po' a disagio, e attrice che vorrei vedere più spesso.-
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categoria:cinema, attori, attrici
sabato, 09 maggio 2009


Visto che sono sull'onda di vedere film sul Medio Oriente, ho visto questo film che ha permesso a George Clooney (attore che mi piace sempre di più, e dire che non sono mai stata una fan di ER perché non sopporto i medical drama) di vincere un Oscar, imbruttito e invecchiato, cosa che di solito hanno il coraggio di fare solo le attrici (da Sofia Loren a Charlize Theron passando per Nicole Kidnam e Marion Cotillard).
Diciamo che è un film che ha il ritmo di una docu fiction, raccontandoci gli intrallazzi dietro al petrolio, tra Cia, integralisti islamici, miliardari, ma appassionante e teso, forse a tratti un po' confuso, ma ben stimolante per la materia grigia. Non ci sarà redenzione per nessuno, tranne forse per il ragazzo rampante di Matt Damon, che torna dalla moglie che è quella che ha fatto l'agente dell'FBI giovane nel secondo film di X-Files.
Ti fa riflettere e ti colpisce. Ottimi gli interpreti e la tensione, per un thriller reale come la realtà, che ti fa pensare chi ci minaccia e chi ci manipola..
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categoria:cinema, attori, attualità
domenica, 03 maggio 2009


Per vie traverse, sotto l'insegna del Muletto, ho trovato un piccolo spezzone del film Sciampiste & Co. (Vénus Beauté in originale) con Audrey Tautou, ex Amélie, ex Codice da Vinci, futura Chanel, e Robert Hossein, che per me rimarrà sembra quel gran bonazzo del marito di Angelica.
La storia, a quanto ho capito, è di questa giovanissima parrucchiera (Audrey credo che abbia almeno dieci anni in meno della sottoscritta) che intreccia una relazione con un maturo aviatore (alla faccia... cinquant'anni di differenza) e che finisce per sfruttarlo per ottenere doni e regali che il suo status sociale non le permetterebbe. In pratica, un comportamento che detesto, decisamente squallido.
Comunque nello spezzone i nostri due piccioncini (si fa per dire) sono impegnati in attività molto particolari intorno ad un tavolo e anche piuttosto esplicite, oserei dire decisamente di più di quelle a cui si abbandonava il mitico conte de Peyrac con la bellissima Angelica (dove un lavoretto orale di lui a lei veniva suggerito in maniera soft ed erotica allo stesso tempo...), tra mutandine che vengono tolte e  movimenti di bacino inequivocabili. Il problema è che il signor Hossein all'epoca era nel fiore del suo fascino, e anche una tizia decisamente poco portata a frequentare l'altro sesso come la sottoscritta si sarebbe fatta fare qualche lavoretto da lui. Qui la cosa mi ha decisamente disturbata, e proprio per l'età del tizio, che aveva in questo film più di settant'anni e che onestamente rende il tutto... poco bello!
Uguale come traumatizzare una quarantenne che a quindici anni si faceva sogni torridi su di te... Roba che credo che quel po' di voglia che avevo di ricominciare a scrivere fanfic hot su X-Files e Buffy mi è di nuovo passata...
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categoria:cinema, attori, attrici, angelica
giovedì, 05 marzo 2009


Ultimamente mi piacciono i telefilm come Desperate Housewives e Six feet under, che mettono in luce le nevrosi e le ipocrisie del cosiddetto sogno americano. Per cui avrei guardato Californication comunque, anche se non ci fosse stato David Duchovny, uno dei non molti uomini che trovo davvero arrapanti, dai tempi di X-Files. Certo che è un trauma vedere il casto agente Mulder, che si struggeva dietro Scully senza rivelarle i suoi sentimenti e si ritraeva inorridito di fronte alle esplicite profferte di Krycek, diventare un erotomane che pensa solo al sesso. Ma sarebbe sbagliato liquidare Californication come un telefilm sporcaccione pieno di sesso, anche se quell'aspetto lì c'è eccome con tanto di linguaggio esplicito.
In fondo, Hank Moody, ex scrittore di successo di New York diventato sceneggiatore a Hollywood, è un papà che adora la figlia adolescente Becca (un personaggio bellissimo) e che continua a sognare sulla sua ex Karen, grande e vero amore della sua vita, in procinto di sposare un altro. In fondo, Mia, figlia sedicenne del nuovo compagno di Karen, sembra spregiudicata al punto di portarsi a letto Hank e poi di riciclare una sua storia come farina del suo sacco, ma è solo una ragazza che si era innamorata del suo scrittore preferito e ha voluto che la sua prima volta fosse con lui. In fondo l'agente di Hank, Evan Handler, già marito ebreo di Charlotte di Sex and the city, è attratto dalla conturbante segretaria amante dei giochi sadomaso ma torna poi dalla moglie ruspante. Alla fine c'è amarezza e romanticismo, più che sesso e perversioni vari. E poi si parla dello scrivere e della fantasia, della differenza tra cultura e consumismo, di tante cose attuali e valide. In Six feet under la morte era un pretesto per riflettere sulla vita. Qui è il sesso un pretesto per parlare della vita. E ci sono anche scene e battute gustose, e comuqnue Dudù mezzo nudo non è un brutto spettacolo. A proposito: per quello che mi riguarda, anche se arrapante, resta pur sempre un divorziato con prole, quindi non il tipo di uomo che vorrei (come ce ne fosse un tipo). Ma ricordo alle fan del Duko che adesso è solo e bisognoso di coccole...
Dal canto mio, mi piacerebbe un episodio di Californication con guest star Gillian Anderson e Nicholas Lea, anche se devo dire che poteva benissimo finire con la prima stagione...
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categoria:telefilm, attori, x-files
sabato, 28 febbraio 2009


E' stato il primo divo del cinema, il primo oggetto del desiderio per milioni di donne, nel dopoguerra di un conflitto che aveva decimato la popolazione maschile aprendo alle donne, soprattutto in America, la possibilità di lavorare e diventare protagonista di consumi e stili di vita: Rodolfo Valentino è in mostra al Museo del cinema, nonché al centro di svariate iniziative nella mia città, e sono andata alla Mole stamattina. Per ragioni anagrafiche, non ho conosciuto ovviamente direttamente il fenomeno Valentino, esauritosi negli anni Venti: ma in questo personaggio dagli occhi tristi e dal destino proverbiale, Eros e Thanatos uniti, lo stesso fato di Marilyn Monroe, Jean Harlow e James Dean, ho visto molti punti di interesse. Se non altro nella follia collezionistica dei cimeli esposti, in cui ho riconosciuto la stessa passione che mi ha spinta a raccogliere negli anni materiale su film e fumetti.
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categoria:musei, attori
lunedì, 23 febbraio 2009


Sulla notte degli Oscar: non mi pronuncio su The milionaire che non ho visto ma che adesso conto di vedere insieme a Benjamin Button (che non mi attirava ma mi hanno convinta), potevano premiare Valzer con Bashir ed evitare l'americanata Wall E (che fa parte di quel genere di film d'animazione alla Ratatouille che detesto, bambinate, aridateci i Disney classici e viva Miyazaki), mentre devo dire che sono molto soddisfatta per gli Oscar agli attori protagonisti.
Ok, Sean Pean l'aveva già vinto di recente, ma ben venga, in questi periodi di omofobia (in America sono stati messi al bando i matrimoni gay, in Italia si dà spazio ad un cretino che fa passare l'assunto che i gay sono degli instabili e dei malati, lasciamo stare cosa succede in altri Paesi...) un Oscar per un film sui diritti civili, che ricorda l'impegno dei gay ad essere visibili, senza isterie e esibizionismo, ma con semplicità. Vorrei che qualcuno mi spiegasse in che modo gli eterosessuali possono essere minacciati dai gay: semmai è il contrario, soprattutto per quello che riguarda le donne gay, che devono sottostare alle avances non richieste da parte di maschietti etero che non sanno tenere il Walter a posto e che pensano che tutte le donne senza un uomo vicino siano delle assatanate di sesso etero con il primo che passa o peggio ancora delle disperate in cerca di un uomo forte a cui appoggiarsi. Comunque bravo Sean!
Kate Winslet è una delle mie attrici preferite dai tempi dello splendido Creature del cielo (d'accordo, Peter Jackson ha fatto Il signore degli anelli, ma il suo capolavoro resta questa fiaba oscura), l'ho adorata in tutti i film che ha fatto e sono felicissima che finalmente abbia vinto l'Oscar: certo, anche la grande Meryl lo avrebbe meritato, ma Kate lo meritava da tempo. E il suo personaggio di The reader, donna in cerca di una redenzione impossibile dagli sbagli del passato e ancora di più dalla sua ignoranza, è davvero bello e intrigante, ci pensavo giusto ieri.
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categoria:cinema, attori, attualità, omosessualità, attrici
sabato, 21 febbraio 2009

Per la serie cento di questi giorni, segnalo che oggi è il compleanno di Alan Rickman, attore affascinante e bravo, che in una società dove a 35 anni ti dicono che sei troppo vecchio/a per lavorare e che quindi se non hai trovato un lavoro fisso sono cavoli tuoi, anzi è colpa tua, a 63 anni è riuscito a raggiungere un grandissimo successo di critica e pubblico, grazie anche al ruolo del professor Piton in Harry Potter, il personaggio più affascinante ed intrigante, e si prepari chi non si è spoilerato sugli ultimi film, perché ne verranno fuori delle belle!
Io l'avevo già notato in Robin Hood principe dei ladri, dove insieme a Morgan Freeman erano gli unici due che recitavano, in Ragione e sentimento e in quel film dove faceva l'attore di teatro che scopriva di avere una relazione con la figlia di cui non ricordo il titolo. Un attore affascinante, che ti ammalia senza essere un bello, e che recita davvero. Auguroni!

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categoria:cinema, harry potter, attori
mercoledì, 28 gennaio 2009


Approfittando del pomeriggio libero sono andata a vedere questo bel film, tratto da una commedia di Noel Coward, gustoso scontro tra Inghilterra e Stati Uniti e bella ricostruzione d'epoca. Al di là della trama, con momenti molto divertenti, ho amato molto l'atmosfera inglese, il castello di famiglia, alcune macchiette come il mitico maggiordomo: carina Jessica Biel nel ruolo della protagonista (magnificamente doppiata da Ilaria Stagni, già voce di Gabrielle in Desperate Housewives), strepitosa Kristin Scott Thomas nella parte della suocera acida, carucce anche le due sorelline tonte, e grandioso Colin Firth nel ruolo del capofamiglia, che batte su tutta la linea il rampollo neo sposo.  Del resto non è una novità, io è dai tempi di Valmont che lo trovo un attore molto ma molto interessante, oltre al migliore Darcy di tutti i tempi.
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categoria:cinema, attori, attrici