sabato, 13 giugno 2009


Adorando Renoir dovevo leggere questo romanzo di Susan Vreeland, autrice specializzata a raccontare storie di artisti, come Artemisia Gentileschi o la canadese Emily Carr. Questo forse è il suo libro migliore: pieno di voglia di vivere, come il quadro Il pranzo dei cannottieri, di cui ci racconta, romanzandola, la genesi, all'interno del gruppo degli impressionisti. Mi ha fatto venire voglia di andare a vedere tutti i quadri di Renoir che ci sono in giro, per ora devo accontentarmi di sfogliare gli splendidi libri che ho ereditato da mio padre.
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categoria:arte, romanzi, impressionisti, scrittrici
domenica, 07 giugno 2009


Leonardo da Vinci è di moda dopo Il Codice da Vinci, oltre ad essere un artista molto amato per la sua personalità anticonformista con cui anticipò molto del mondo di oggi. Questo romanzo dell'autrice spagnola Dolores Garcia ricostruisce il suo rapporto (reale o fittizio) con mona Lisa moglie di messer Giiocondo, ma non mi ha entusiasmata e mi ha coinvolta poco, se non fosse per alcune descrizioni di festose feste rinascimentali. Ho letto di meglio...
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categoria:arte, romanzi storici
venerdì, 08 maggio 2009


Sono riuscita finalmente a vedere intero questo film di cui avevo visto solo dei pezzi negli anni.
La fiaba cupa di un ragazzino di un paesino di minatori dell'Inghilterra oppressa dal liberismo della Tatcher, che vorrebbe diventare un ballerino, cresciuto con il ricordo della mamma, con una nonna nelle nuvole e un padre e un fratello troppo ancorati alla realtà per capirlo, parte non risparmiandoti niente in quanto a grigiore. Ma poi cambia, e se l'insegnante di danza, Julie Walters, nota come la signora Weasley in Harry Potter, ha un suo perché, è la metamorfosi del padre prima padrone a stupire, quando capisce che quel fanciullo magrolino e sognatore può riscattare tutta la famiglia dallo squallore e dalla tristezza grazie alla danza. E non si rimane con gli occhi asciutti nell'epilogo finale, quando padre e fratello, ormai invecchiati, vanno a vedere il loro Billy diventato primo ballerino ne Il lago dei cigni, con tanto di incontro con il vicino di casa coetaneo di Billy e innamorato di lui, felicemente accasato con un compagno di colore, con tanti saluti a omofobi e razzisti.
Una storia che parla al cuore, che insegna che l'arte può migliorare la propria vita, che la diversità è risorsa, che non è detto che i valori dominanti siano valori giusti. Il tutto in tono di commedia dolce amara, ben interpretata da attori con volti reali, non da divi patinati.
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categoria:cinema, arte, danza, diversità
giovedì, 16 aprile 2009

Ogni tanto alle fiabe bisogna credere. Soprattutto quando sono insolite. Susan Boyle è tutto quello che la nostra società ipocrita e consumistica condanna: ha 48 anni, è disoccupata (su certi giornali l'hanno definita casalinga perché è più dignitoso, si vede..), non è fisicamente avvenente, è zitella, dice apertamente di non aver mai avuto un uomo (massima vergogna per una società sessuomane ed eterosessista come la nostra), vive in un vilaggio scozzese con il suo gatto Peebles dopo aver passato la vita con sua madre, morta da poco.
Le ragazzotte in stile velina erano pronte a sbranarla all'edizione inglese della Corrida, Britains got talent: peccato che Susan abbia una cosa che queste sculettanti fanciulle in cerca di un pesce grosso di sesso maschile non hanno: talento, e da vendere. Canta come un angelo.
Grazie Susan perché in un mondo per cui per le donne conta solo l'aspetto fisico (mentre gli uomini vanno accettati anche se sono dei roiti che fanno vomitare e guai se ne respingi uno, sarai tu la stronza e la bisbetica) hai fatto capire che non è così. Grazie Susan perché in un mondo dove a 35 anni sei scaduto per il mercato del lavoro, soprattutto se donna, hai fatto vedere che si possono fare cose belle anche molto dopo. Grazie Susan, perché hai dato dignità a noi zitelle, che non abbiamo bisogno di un uomo per sentirci complete. Del resto, che ti importa di non essere mai stata baciata se abiti a due passi da Edinburgo, hai uno splendido micio e una voce per cui ci si dannerebbe l'anima? E' ora di rivedere valori e priorità sociali.

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categoria:arte, attualità, zitellaggio
domenica, 22 marzo 2009

Ieri ho cercato di vincere la stanchezza, lo scazzo e l'asocialità che mi caratterizzano da tempo ormai per passare una giornata a Milano, un po' da sola a vedere la mostra di Caravaggio e finalmente la Pinacoteca di Brera (spettacolare è dire poco, sarà la prima di molte visite!) e un po' in compagnia partecipando all'incontro La vie en rose, dedicato al romance made in Italy, con la partecipazione delle autrici italiane Mariangela Camocardi, Ornella Albanese, Lidia Conetti e Sylvia Z.Summers. Una bella giornata, comunque, che mi porta a fare riflessioni sul concetto di cultura che si ha in Italia.
Da noi la cultura è ancora vista da molti come qualcosa di cervellotico e noioso, un passatempo da scioperati (mi ricordo tutte le cose che mi sono sentite dire riguardo al mio amore per la cultura che sarebbe una compensazione del fatto che non avendo una famiglia non ho niente da fare, quando è stata invece una scelta libera, ho scelto di non avere legami per essere libera di passare il mio tempo tra cultura, creatività e viaggi, i veri amori della mia vita) e da persone che non hanno niente di meglio da fare. La cultura popolare, rappresentata benissimo dalla letteratura di genere (ma anche dal cinema di genere, dai telefilm, dai fumetti) viene disprezzata e bistrattata, e vista come qualcosa di cui vergognarsi.
In particolare gli amanti di romance vengono dipinti come tutti donne, casalinghe frustrate o infelici in cerca del grande amore, poco acculturate e con una visione del mondo conservatrice e bigotta. Niente di più falso, e io per prima ne sono la prova, ma anche le ragazze e non ragazze che c'erano ieri ad ascoltare queste quattro adorabili autrici, che mi hanno spronata a scrivere. Non sono certo una casalinga, mi piace lavorare, mi sono laureata (e ho anche un master, e una marea di corsi e sono momentaneamente disoccupata perché cerco qualcosa di meglio che una merda di truffa in un call center!), sono felicemente single, non cerco uomini (anche perché dopo aver sognato con i protagonisti dei romance e dei film quelli reali fanno a dir poco vomitare..), sono di sinistra, sono femminista. E non trovo niente di male a leggermi ogni tanto un romance, o a sognare, parallelamente a visitare una bella mostra (splendida quella a Palazzo Bolaffi di Jessi Boswell), a leggere libri magari più impegnativi (ne ho acquistati tre nuovi da Feltrinelli questa mattina), e a fare altre cose.

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categoria:letteratura, arte, tempo libero, romance
venerdì, 17 ottobre 2008


Stamattina ho approfittato di un altro giorno di vacanza in attesa degli esami della prossima settimana per andare a vedere la mostra di Delleani a Palazzo Bricherasio: arte ottocentesca tra i macchiaioli e gli impressionisti, tutta rigorosamente made in Italy, se non in Piemonte. L'ho trovata splendida, una delle mostre migliori che Palazzo Bricherasio ha ospitato. Ed è bella anche la mostra su Calvi di Bergolo, nelle sale storiche del palazzo. Delleani ha altre mostre in questo periodo, una a Biella, ma non so se riuscirò ad andare a vederle.
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categoria:arte, mostre, ottocento
martedì, 12 agosto 2008


Sono tornata ieri sera da una splendida settimana passata a Vienna, da sola e in totale libertà come piace a me (forse l'anno prossimo accetterò il compromesso di andare con un tour organizzato o nella Valle della Loira o in Bretagna, ma devo vedere e come mi organizzo con il lavoro e se riesco ad avere garantita camera singola e pranzi vegetariani). Vienna è una città che mi affascina da quando, ragazzina, cominciai a seguire il 1 gennaio il Concerto dei Wiener Philarmoniker, e sono riuscita a ritrovare gli angoli che volevo vedere, sulle tracce di alcuni personaggi, e cioè Mozart, Klimt e ovviamente la splendida principessa Sissi. Ho visitato le case, a Vienna e Salisburgo, dove Mozart ha vissuto e composto, ho visto la sala a Schonbrunn dove ha suonato per la prima volta quando era un bambino, ho ascoltato la sua musica; ho visto i quadri di Klimt nello splendido palazzo del Belvedere; ho seguito le tracce della principessa Sissi, visitando il museo a lei dedicato alla Hofburg e rimanendo commossa nello studio di suo marito, Francesco Giuseppe, che teneva tutti i suoi ritratti, e alla Cripta dei Cappuccini, sulla cui tomba si trovano ancora i fiori.
Per il resto, ho visto altri splendidi musei (il Kunsthistorisque museum sopra tutti), ho fatto una bella gita a Salisburgo sulle tracce di Mozart e di Tutti insieme appassionatamente, ho visitato Bratislava, ho fatto un'escursione nella Valle del Danubio e all'abbazia di Melk, ho visto il secondo film di X-Files in inglese (bellissimo, ma ci tornerò sopra), ho visto vari animali e terrari, ho bevuto birra buonissima e mangiato dolci ottimi (il resto del cibo è appena commestibile). E sono soddisfatta di una vacanza che ha arricchito il mio animo e il mio spirito, con cultura, bellezza, sogno e bei posti.
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categoria:viaggi, vita, arte, storia
lunedì, 07 aprile 2008


Non ho mancato nessun appuntamento con i libri di Tracy Chevalier, che mi piacciono per il rigore storico e l'amore per l'arte, e ho letto con piacere L'innocenza, che mi ha catapultata nella Londra settecentesca, parallela alla Parigi rivoluzionaria, raccontandomi la storia di alcuni giovani, che frequentano lo scrittore e incisore William Blake, precursore del romanticismo.
Un ritratto fedele di un'epoca conclusa, spietata ma affascinante. Tracy Chevalier non mi ha delusa nemmeno questa volta, questo libro non è al livello de La ragazza con l'orecchino di perla, ma appartiene ad una vena felice dell'autrice. Non credo che avrei potuto vivere nel Settecento, senza acqua corrente, senza bagni decenti, senza diritti, senza illuminazione notturna, ma un viaggio da quelle parti è sempre efficace e bello.
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categoria:arte, romanzi storici, scrittrici
lunedì, 24 marzo 2008


Oggi ho ripreso in mano un libro illustrato che era di mia nonna e che in periodi passati ha stimolato il mio gusto artistico: Barbara Cartland's book of love and lovers.
Ho letto più di vent'anni fa diversi libri della Cartland, autrice di romanzi rosa soft, conservatrice, propugnatrice di un'estetica ultraromantica che andava dal vivere in una casa tutta rosa al vestirsi tutta del medesimo colore, con risultati molto kitsch che spinsero l'autrice ad essere più amata nei Paesi arabi e in Giappone che in Europa. La Cartland è morta a 99 anni nel 2000, dopo aver fatto un'ultima battuta sulle disavventure matrimoniali della sua nipote d'adozione Diana Spencer, la sua casa, Camfield Place, nel Hertfordshire è ancora in piedi.
Da un punto di vista etico sono in aperto disaccordo con Barbara Cartland, per la sua visione tradizionalista e retrograda della vita, del ruolo della donna, dei rapporti con i sessi. Da un punto di vista irrazionale ho subito però il suo fascino, come subisco il fascino di tutto quello che è strambo e stravagante, soprattutto quando si intreccia con arte e letteratura.
La parte scritta di Book of love and lovers contiene alcune curiosità storiche non banali; la parte grafica è una gioia degli occhi, piena di immagini di quadri splendidi, di artisti che spaziano da Tiziano a Boucher, da Fragonard a Manet, da Botticelli a Rossetti, passando per Klimt, Cranach, Palma il Vecchio, Rubens. Un art book imperdibile per chi ama la grande stagione delle arti figurative.
I commenti dell'autrice potranno essere superati ma che piacere senza tempo è godere dei quadri!
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categoria:arte, romance