lunedì, 31 agosto 2009


Dopo quasi vent'anni mi sono rivista Il mistero della pietra azzurra, anime di culto di fine anni Ottanta e ancora oggi veramente bello e divertente. In questo primo successo della Gainax si parte dalle opere di Jules Verne per inserirci dentro steam punk, ipotesi extraterrestre, Atlantide in un crescendo di emozioni. Due appunti: le puntate variano molto come qualità e ad episodi al cardiopalma si alternano episodi banali e poco significativi; forse la mentalità di fondo è troppo maschilista e improntata al sacrificio della donna, cosa che nel vecchio doppiaggio veniva fuori meno (per altro nel vecchio doppiaggio si diceva alla fine esplicitamente che alla fine Elektra era diventata la compagna di Nemo ed era incinta di lui). In ogni caso ho rivissuto le avventure di Nadia e dei suoi amici con gran piacere, riappassionandomi alla storia, e finalmente ho visto il film, Il mistero di Fuzzy, che non è niente male anche se inferiore. Bello bello bello, con risate di fronte a Grandis innamorata di Nemo (uno degli uomini più affascinanti degli anime, sarebbe stato perfetto interpretato ai suoi tempi da Robert Hossein o ora come ora da Alan Rickman) e un groppo sul gola sul dubbio se bisogna davvero dare fiducia agli esseri umani o rimetterli in mano agli Atlantidi.

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categoria:manga, anime, otaku
sabato, 02 maggio 2009


Sto rileggendo a fatica il manga X delle Clamp e ho rivisto con un po' di fatica l'anime omonimo, edito da Yamato più di dieci anni fa (per la serie sono vecchia e come passano gli anni).
A fatica, perché pur trovando splendido lo stile visivo delle autrici, trovo un po' pesantuccio tutto l'insieme della saga di Kamui, punto di equilibrio nella lotta tra i Draghi del cielo e i Draghi della terra intorno alla città di Tokyo. Una storia che è una gioia degli occhi per lo stile grafico, ma un po' meno una gioia della mente per la narrazione, confusa e pesante. Delle Clamp preferisco decisamente Rg Veda, Sakura o Rayearth.
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categoria:manga, anime, autrici
giovedì, 26 marzo 2009


Puntuale è uscito il nuovo film di Miyazaki, unico regista di anime nipponici che riesce ad arrivare regolarmente nelle nostre sale a contrastare lo strapotere di Disney, Pixar & C. Più infantile dei precedenti, tra i quali ho adorato Il castello errante di Howl, Laputa, Nausicaa e La città incantata, ma comunque curato, un inno all'ecologismo e ai rapporti tra generazioni, pieno di poesia, con una bella colonna sonora. Una rilettura della fiaba de La Sirenetta che ti fa riflettere. La domanda è: ma un film così potrà piacere a questi gagni maleducati, dipendenti dal bullismo e dalle figurine puzzolenti?
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categoria:cinema, anime, otaku
lunedì, 16 marzo 2009


Ho anticipato il mio giro mensile in fumetteria, comprando il bel saggio del mio corrispondente Alessandro Montosi su Jeeg robot d'acciaio, per la serie viva la nostalgia canaglia.
Quando ero giovane e guardavo gli anime senza sapere che si chiamavano così (per me erano i cartoni animati giapponesi) e senza sapere che avrei dovuto definire me stessa otaku, ricordo che mi sono arrabbiata non poche volte con i grandi perché criticavano questa passione mia e della mia generazione, che fa ancora tutti saltellare oggi sulle note di Jeeg e Heidi e ha ispirato comunque l'immaginario di chi oggi è sui quarant'anni. Proprio recentemente mi sono trovata a criticare i cartoni animati recenti, quelli che piacciono a mia nipote ma anche a ragazzini più grandi, dalle Winx, orrida imitazione di Sailormoon IMHO, ad alcune schifezze a base di rutti e demenzialità che ho visto sui canali digitali Boing e Gulp (ebbene sì, ho dovuto convertirmi al digitale, ma niente Mediaset premium e dintorni).
Sarò adulta, sarà che non riesco più a fare la sospensione dell'incredulità (o meglio riesco a farla con le cose della mia generazione, l'anno scorso mi sono rivista un po' di episodi di Goldrake e mi ha sempre divertita, anche per i subtext slash tra Actarus e Alcor che non avevo notato quando ero piccola), sarà che ho altre preferenze, ma trovo che i cartoni animati di oggi siano proprio brutti. Stesso discorso per quelli da grande schermo, dove, escludendo il grande Miyazaki e capolavori come Persepolis e Valzer con Bashir, non mi trovo proprio nei cartoni animati al computer, mentre ho apprezzato Come d'incanto proprio perché si riallaccia ai Disney classici.
Comunque bisogna che tiri fuori le mie videocassette con gli episodi di Jeeg e me li riguardi, così ripiangerò di nuovo guardando la morte di Flora e mi divertirà l'idea che Francesca Guadagno, lì la piccola Mayumi, sia diventata da adulta la voce della splendida e letale Darla in Angel...
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categoria:manga, nostalgia, anime, otaku
lunedì, 16 marzo 2009

Ho ripreso in mano Rg Veda, primo manga di enorme successo del gruppo all female delle Clamp, e ho rivisto l'anime, editato in cassetta dalla fu Granata Press, con la quale collaborai anche e partecipai ad un Salone del Libro qui a Torino, nel lontano 1994.
Diciamo che l'occasione è stata anche all'insegna della nostalgia canaglia, visto che sono passati quindici anni dall'uscita della cassetta, e dieci dall'uscita del manga, da me atteso con ansia, e ora introvabile tanto che è stata annunciata una sua ristampa ad opera della Magic Press che non credo acquisterò, per ragioni di spazio innanzitutto.
Detto questo, Rg Veda resta un'opera affascinante, tra leggende indù, guerriere, divinità e malvagi, sia in animazione che in fumetto, nemmeno così datata, almeno per chi come la sottoscritta preferisce decisamente l'animazione giapponese di qualche anno fa a quella recente. L'anime era stato aiutato molto anche dall'ottima edizione italiana, sotto la direzione di Fabrizio Mazzotta, che ho ritrovato con piacere su Facebook, e con le voci tra gli altri dei grandi Cinzia de Carolis e Romano Malaspina, con il quale ebbi l'onore di scambiare una conversazione telefonica nel lontano 1993.
Certo che il tempo passa in fretta... ma Rg Veda resta splendido, poco eguagliabile a parer mio da altri cartoni più recenti.

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categoria:manga, anime, otaku
mercoledì, 04 febbraio 2009

Rumiko Takahashi è una delle autrici di manga più popolari da oltre vent'anni. Mi sono divertita con Lamù e con Ranma, mi sono commossa con Maison Ikkokku, mi piaceva all'inizio Inuyasha ma poi mi ha un po' stancata, ho apprezzato le storie brevi de Il bouquet rosso e Rumik world ma la sua opera che preferisco è e resta Mermaid saga, la saga delle sirene. Ho ancora il volume della Granata Press, oltre che i tre volumi della Star Comics, in attesa che Rumiko metta di nuovo mano a questa saga.
Una rilettura agghiacciante e struggente del mito delle sirene, capaci con la loro carne di dare l'immortalità ma anche di trasformare in mostri, salvo poi ritrovarsi eternamente giovani ed eternamente soli a vagare in un mondo in cui non riesci ad affezionarti a nessuno. Il personaggio di Sawa che invidia la sorella gemella che sognava l'immortalità al punto da usarla come cavia, e che poi è invecchiata, e vorrebbe vendicarsi su di lei, commuove. Così come gli altri personaggi che Yota e Mana incontrano nel loro peregrinare. Bello davvero.

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categoria:manga, leggende, anime, immortalità
domenica, 18 gennaio 2009


Oggi c'è stato il consueto annuale appuntamento con il Gothic Lolita meeting qui a Torino: non me lo sono perso, anche se per problemi di budget non mi sono fermata nel locale e a pranzo, ma mi piace avere contatti con questo stile culturale e di abbigliamento, che sento molto vicino a me, anche se il mio abito Gothic resta sempre nell'armadio, perché è troppo estivo (e poi devo allungarlo!). Tra l'altro ho inaugurato la mia attività di addetto ufficio stampa verso i giornali, che speriamo che mi porti a qualcosa non solo di hobbystico.
Ho scoperto il Gothic & Lolita alcuni anni fa, per un po' di tempo sono stata anche una frequentatrice del fu negozio Paper Doll di via dei Mercanti, ho collezionato alcuni numeri della rivista Gothic & Lolita Bible (di cui esce la versione in inglese da alcuni mesi), ho visitato a Candem Town a Londra alcuni negozi in argomento. Il Gothic & Lolita è molto vicino a vari miei interessi, quali manga ed anime (soprattutto gli shojo, e la copertina della Bible è spesso fatta dalla mitica Riyoko Ikeda, comunque adoro autrici cult come Kaori Yuki, le Clamp e Peach Pitt con il suo Rozen Maiden), j-rock (i miei preferiti sono i Malice Mizer, i Moi dix moi e i La Reine), il collezionismo (adoro le bambole collegate, a cominiciare dalle Little Apple Doll) l'Ottocento e la cultura ad esso collegata. Segnalo anche il film Kamikaze girl, uscito in italiano qualche tempo fa. Amo il cosplay, ma devo dire che il Gothic & Lolita ha una marcia in più, per questa sua idea totalizzante dell'esistenza.
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categoria:manga, anime, cosplay, gothic lolita, cultura otaku
lunedì, 29 dicembre 2008


In questo periodo mi sono occupata, all'interno di un progetto per manga e anime, di Sailor Moon, anime di culto dieci anni fa poi sparito dalla circolazione, lasciando alcune eredi, come le discutibili Winx. Mi è venuta una gran voglia di rivedere questa serie e di rileggere il manga, una serie all'apparenza commerciale, ma che mette insieme le storie di maghette e di guerriere, con in più una venatura yuri negli splendidi personaggi di Uranus e Neptune, i due che preferisco insieme ovviamente ai gatti.
Purtroppo Naoko Takeuchi ha da tempo bloccato i diritti di trasmissione e pubblicazione al di fuori del Giappone, dove di recente è stata prodotta una serie dal vivo decisamente trash (ma mai come il film dal vivo di Dragonball, sarà che io Dragonball proprio non lo reggo nemmeno in animazione): ma in qualche modo ci si può arrangiare a trovare questa serie e suggerisco a tutte le ragazzine che sbavano dietro a quelle sciacquette delle Winx di guardare le guerriere Sailor. Io ho giusto una nipotina da traviare con Bunny, compagne umane e amici pelosi e felini.
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categoria:manga, anime, sailor moon, yuri
sabato, 08 novembre 2008


Pur continuando ad essere un'appassionata di fumetti e animazione giapponese, devo dire che negli ultimi mesi ho un po' trascurato le visioni in tema, per cui l'altro giorno ho ripreso in mano il discorso, guardando il film di Windaria, al quale sono molto affezionata, perché è stato uno dei primi film d'animazione che ho visto in giapponese, se non il primo, che mi hanno aperto gli orizzonti sulla ricchezza degli anime .
Windaria è uno splendido fantasy, con una colonna sonora struggente, un'ambientazione magica e una riflessione tragica sulla guerra, che travolge il principe e la principessa di due terre in lotta, che erano amanti, e un contadino diventato spia, che crede di avere potere e ricchezza e scoprirà di aver perso le uniche cose a cui teneva.
Io mi commuovo sempre a queste parole: "Ero un semplice uomo, preso in mezzo a fatti più grandi di me. Ho sempre sperato un giorno di poter espiare quello che avevo fatto e ritrovare la mia amata Maria. E quel giorno è oggi". Lo consiglio a chi è stufo di palle di drago e personaggi da giochi di carte.
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categoria:cartoni animati giapponesi, anime, otaku
giovedì, 06 novembre 2008
Premesso che a differenza di tante mie coetanee che sono assolutamente ossessionate dall'avere rapporti con l'altro sesso io da anni ho messo una pietra sopra sull'argomento perché come femminista non mi va di fare la serva ad un uomo e semplicemente perché ho altre priorità, nel corso della mia vita posso dire che sono stati solo gli attori e i protagonisti di cartoni animati, telefilm e film a colpire la mia attenzione. Nella vita reale gli uomini sono noiosi e non interessanti da frequentare, il problema è che le donne non sono tanto meglio, morale me ne sto da sola.
Ecco una galleria di personaggi e attori che mi hanno colpita nel corso della vita, ligia al principio che è meglio sognare, per certi aspetti.


Capitan Harlock, di cui mi sono occupata di recente con un lavoro, aveva un suo fascino, un fascino romantico e malinconico, a cui non ero certo indenne. Ho amato le sue avventure, il suo carisma, la sua tenacia e ho palpitato per lo strano rapporto tra lui e la regina Raflesia, ancora di recente. Nell'animazione giapponese ricordo con piacere anche Terence di Candy, André di Lady Oscar, Marin di Baldios e Actarus di Goldrake (bella l'interazione slash con Alcor).

Quindici anni, totalmente nelle nuvole, e invece che guardare i miei coetanei, anche perché c'era poco da guardare, e mi prendo una barca per Robert Hossein, alias il conte de Peyrac, marito di Angelica. Tutte le volte che vedo quei film devo farmi il training autogeno Ormai ha ottant'anni, ormai ha ottant'anni, ma certo che era di gran fascino, porca miseria, roba che altro che farfalle nello stomaco.


Simile come fascino a Robert Hossein, Alan Rickman era stato da me notato in Robin Hood, dove era l'unico con Morgan Freeman a recitare, e in Ragione e sentimento. Continuo a sognare un film con lui e Gillian Anderson, ma per me è e resta il mitico professor Piton di Harry Pitton, cioè come rendere sexy ed affascinante un personaggio che dovrebbe essere odioso e antipatico. Che poi, ogni buon fan di Harry sa che non è così.



Credo che andrò a vedere il prossimo film di Clint Eastwood solo perché c'è lui: John Malkovich, che per me resta innanzitutto il visconte di Valmont ne Le relazioni pericolose, mi ricordo ancora le sbavate.


Sono andata a vedere Eragorn solo perché c'era lui: Jeremy Irons continua ad essere un uomo di gran fascino, del resto io credo che per essere un attore devi soprattutto saper recitare.


Sul suo interprete si può dire quello che si vuole, anche se da quando ha divorziato da Teazza mi è diventato più simpatico, ma l'agente Mulder resta un personaggio unico, un geek come tanti dei suoi fan, con tutta la sua fragilità e la sua forza, una delle anime di X-Files, dove lo si apprezzava poi di più grazie alle fanfic, senza dimenticare le altre icone geek, e cioè Doggett (un agente da sposare, come diceva un mio amico gay), Skinner (il vicedirettore più arrapante che c'era) e ovviamente Topastro Krycek (animaletto da puntini puntini, come diceva il mio amico gay).


Se devo scegliere un'icona geek nel buffyverse, senza togliere niente a Spike e Angel, non posso non scegliere Rupert Gilles, topo di biblioteca come lo sono io, sexyssimo (ho visto una foto di Tony Head in The Rocky horror picture show èd è da sbavo!), flemmatico e a tratti temibile. Bello, bello, bello, quasi un uomo ideale.


Brad Pitt chi? Ultimamente mi sento molto arrapata da Gerard Butler, che ho trovato grandioso in 300 (l'unica cosa che ho guardato del film), bello e dannato ne Il fantasma dell'Opera (ma non doveva essere mostruoso? Qui la sindrome di Robert Hossein colpisce ancora...), delizioso in Ps I love you e l'unico motivo per guardare il secondo film di Lara Croft (che ho visto la prima volta su un pullman mentre tornavo da una gita, con la mascella calata e la bava alla bocca). Molto interessante, come tipo, davvero molto interessante.
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categoria:harry potter, film, manga, attori, anime, buffy, otaku, x-files, angelica
mercoledì, 15 ottobre 2008


Sto proseguendo il mio progetto su Candy Candy e devo dire che è proprio un viaggio all'indietro nel tempo, con tanti ricordi: non tornerei indietro salvo se potessi fare molte cose diversamente, non rimpiango i miei 13 anni, ma Candy resta sempre Candy.
Riprendere in mano il giornalino di Candy è proprio un tuffo nel passato: vedere articoli su posti che poi ho visitato, come Firenze e l'Irlanda, vedere le foto di idoli di allora e anche di oggi (tra cui una splendida immagine di Gianna Nannini giovane), sfogliare pagine e fare test per accorgersi che non si è cambiati, anzi, si è ancora più interstarditi, è davvero bello e particolare. Speriamo che Candy mi porti fortuna.
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categoria:anime, otaku, candy
martedì, 14 ottobre 2008



Ho scoperto che la Dynamic editerà a fine mese i primi due volumetti della nuova edizione del manga di Lady Oscar (imperdibile anche per chi come me ha già le tre prime edizioni, visto che comprende pagine a colori, interviste e altro stuff) e i due volumetti del manga di Jeeg robot d'acciaio, che credo sia diverso da quello già uscito. Prevedo un super merendone fumettistico... peccato che lo spazio in camera mia cominci a scarseggiare...
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categoria:manga, anime, jeeg, otaku, lady oscar
martedì, 14 ottobre 2008


Tra le altre cose di cui mi sto occupando in questo periodo, sto lavorando a un progetto su Candy Candy e ho ripassato un po' la passione per questo anime, che per me è stato un modello nei primi anni Ottanta.
Lagnoso, forse, ma Candy rappresenta un modello positivo, perché non si limita a sognare il grande amore, ma lavora (anche se il lavoro da infermiera non è il massimo come realizzazione personale, ma in quella storia sta bene), si prodiga in tante direzioni ed è pure animalista. Il discorso che fa a Suor Gray sull'amore per gli animali da affiancare a quello per le persone è da incorniciare, in questi tempi di integralismo antianimalista.
Terence... ah che uomo... per forza che dopo aver sognato dietro a un tipo così si trovano banali tutti i maschietti che incontri nella vita reale! Resta il mio personaggio preferito della serie, insieme a Patty e Stear, i due nerd in cui mi specchiavo, e ancora oggi non ho digerito la morte del povero Stear, che è davvero inutile.
Iriza: odiosa e soprattutto stupida. Io amo alcuni personaggi negativi (due esempi, Krycek e Faith), ma Iriza è davvero idiota, è la sua idiozia a renderla vuota e vacua, non ha l'atteggiamento luciferino che rende grandi i cattivi, e ambigui nel loro rapporto con i bravi. Insomma, detto in soldoni, fanfiction yuri su Iriza e Candy non credo che ne potrebbero mai esistere. Divertente come il massimo augurio che venisse fatto a Iriza fosse quello di rimanersene sola, sintomatico di una mentalità che pensa che rimanere sola sia la cosa peggiore che possa capitare a una donna.
Comunque mi fa un certo effetto riprendere in mano il materiale di questo cartone: tra i miei progetti letterari c'è anche un seguito, che devo riprendere, prima o poi.
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categoria:candy candy, anime, otaku
domenica, 07 settembre 2008


Ho riletto Ventimila leghe sotto i mari, di Jules Verne, che avevo letto sedici anni fa, sull'onda della visione de Il mistero della pietra azzurra (che devo rivedere, altre videocassette da recuperare dal casino stile ufficio di Mulder della mia camera) e devo dire che è sempre bello, un'avventura tra fantascienza e scienza con un personaggio carismatico come il capitano Nemo, magistralmente interpretato al cinema da James Mason, Omar Sharif, Maximilian Schell, che ti affascina dalla prima pagina, e che ho scoperto poi tornare ne L'isola misteriosa. Mi è venuta voglia di leggermi o rileggermi Jules Verne (ho ancora di mio Viaggio al centro della terra, poi mi rivolgerò alle biblioteche) dopo aver visto la riedizione delle sue opere in edicola a cura della Hachette.
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categoria:classici, anime, romanzi, avventura
lunedì, 14 luglio 2008


Ho passato la scorsa settimana ad ascoltare con il lettore mp3 le sigle degli anime giapponesi: non mi vergogno a dire che, pur essendo un'appassionata di musica particolare, dalla musica antica alla barocca, dalla lirica al rock impegnato, adoro questi pezzi della mia vita, che nella stragrande maggioranza dei casi erano davvero belli. Molte sigle sono rimaste nel mio cuore molto più del cartone stesso: Sasuke (il cartone faceva pena e poi era il nick di un maiale che ha rotto l'anima a me e a delle mie amiche...), Don Ciuck castoro, Astroganga, Sam il ragazzo del West, Cyborg 009, Mimì... Senza dimenticare le sigle dei cartoni di cui amavo entrambe le cose, Lady Oscar, Candy Candy, Capitan Harlock, Jeeg robot d'acciaio, Goldrake, Daitarn 3, eccetera eccetera. Non mi sento una disperata affetta da sindrome di Peter Pan (tra l'altro condanno abbastanza l'infantilismo nelle persone adulte), ma semplicemente una persona adulta che non ha dimenticato quello che diceva Einstein: "L'immaginazione è più importante della conoscenza"!
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categoria:musica, anime, otaku