





Il mio animale preferito è e sempre sarà il gatto, ma tra gli animali per cui ho una passione principale c'è da sempre il procione, animale delizioso, intelligente, casinista, nonché amico inseparabile di Candy Candy e comparsa d'eccezione in un episodio de La casa nella prateria. Ah, dimenticavo Rascal. Dopo aver fatto baruffa con quell'essere insulso chiamato Paris Hilton, che ha la pretesa di tenerne uno in casa e poi si arrabbia se il procione fa il procione, cioè la morde (grande!!!) e le devasta la casa (certo il procione ha buon gusto, stare in quel museo degli orrori della casa di Paris deve essere troppo per lui), ora un procione si è reso protagonista di un'altra storia gustosa, che ho saputo grazie alla mitica Luciana Littizetto, che ne parla su Torino 7 di oggi.
In Russia, Paese in cui alcuni anni fa i procioni sono scappati da un allevamento di animali da pelliccia (ancora grandi!!!) e si sono ambientati, un ubriacone appena uscito da un bar ne ha adocchiato uno e dato che era all'insegna della trasgressione ha pensato di usarlo sessualmente. Ma il procione non accetta certe cose, giustamente, ha reagito e se ne è tornato nel bosco portandosi dietro il walter di quel maniaco. Concordo con la Lucianina a dire che noi donne ci dovremo attrezzare con dei procioni (animali casinisti ma simpatici e poi utili!), credo che alla manifestazione dell'8 marzo mi porterò un procione di peluche a sostegno della bestiola, certo che d'ora in poi guarderò Klin di Candy con altri occhi...

Oggi non è propriamente una bella data: dieci anni fa se ne andava il mio papà, quattro anni fa il mio micio Anselmo. Io purtroppo, malgrado tutto il mio idealismo, non riesco a credere all'idea di poterli rivedere un giorno, I would want to believe, ma non ci riesco...
Tra l'altro sono morti entrambi in momenti in cui ero un po' confusa, oggi sto meglio di allora e purtroppo loro non ci sono più, mio padre è morto con il rimpianto di non vedermi più scrivere, allora non ne volevo più sapere, e chissà se sarebbe felice di vedermelo rifare di nuovo. Tanto purtroppo ci sono cose che non si possono cambiare. Ho solo voluto ricordarli.
Qualcuno ha detto su Fabrizio de André: meglio perderti che non averti mai incontrato. Potrei dire la stessa cosa, ma non è una gran consolazione, tranne che per me alla fine non conta la fine che si fa, che per tutti è uguale, ma il percorso che facciamo qui.



Ho letto e riletto alcuni romanzi di Nicholas Evans, e devo dire che anche nel suo caso avviene che i primi romanzi siano i migliori e poi man mano cadano come qualità, pur rimanendo piacevoli. Non ho ripreso in mano Nel fuoco che non mi aveva entusiasmato più di tanto, ho preso in mano Quando il cielo si divide, storia di una famiglia che si sfascia per ricomporsi e della rabbia di una figlia che diventa ecoterrorista, avvincente e realista per come fa un ritratto della società e della vita di oggi, dove la famiglia tradizionale è in crisi per motivi vari, non ultima la maggiore durata della vita media, che porta a stanchezza e a desiderio di reinventarsi. Io sono un'animalista, ma non sono ancora arrivata agli estremi di Abbie, la figlia dei protagonisti, che si butta, con l'incoscienza tipica di tante, troppe donne, nelle mani di un uomo sbagliato e distruttivo.
Detto questo, restano più belli i due primi romanzi di Evans. Insieme con i lupi, affresco della lotta tra natura e uomo, rappresentata dalla figura del lupo, e storia d'amore all'apparenza impossibile tra una single biologa e un ragazzo sensibile nato in una rude famiglia di allevatori, resta uno dei libri più belli che ho letto sull'argomento. E L'uomo che sussurrava ai cavalli, storia di cavalli, di amori e passioni inconfessabili e del ritorno alla vita per una giovanissima e il suo cavallo nonché per la sua famiglia è per conto mio il capolavoro di Evans.
Bello anche il film di Robert Redford, anche se un po' infedele al romanzo: lì Tom non diventa amante di Annie, né la mette incinta, né muore, i due si lasciano in maniera malinconica perché la loro attrazione è impossibile. Deliziosa Scarlett Johansson debuttante.



