
Ho letto o riletto alcuni romanzi di Fannie Flagg, diventata famosa con uno dei miei libri preferiti in assoluto, Pomodori verdi fritti, su cui ritornerò. Diciamo che in generale i romanzi di questa autrice mettono di buon umore senza essere stupidi, parlano di sentimenti senza essere melensi, fanno riflettere senza essere moralistici.
Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach racconta la storia di Daisy, aspirante miss America, e della sua infanzia e adolescenza nel puritano Sud degli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Un po' Paper moon un po' romanzo di formazione, scorrevole, raccontato in prima persona, è piacevole a qualsiasi età lo si legga, lo metterei in mano alle ragazzine ma è adatto anche se sei adulta.
Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elwood Springs ci mette un po' a decollare, ed è un insieme di tante storie, che ruotano intorno a Dena, giornalista tv anni Settanta la cui vita è stata segnata dalla scomparsa della madre. Alla fine però offre un ottimo spaccato della vita di un'epoca, che rende ancora più incredibile la vittoria di Obama alle recenti presidenziali, se si pensa che si veniva bollati all'ufficio di collocamento come negri anche se si aveva solo un avo di colore.
In piedi sull'arcobaleno racconta la vita di una cittadina attraverso la trasmissione radiofonica condotta da Dorothy, massaia americana anni Quaranta, presentando le vite di tanti personaggi, in un affresco corale forse un po' dispersivo ma piacevole.
E per finire, il migliore, Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, al quale è stato ispirato anche uno splendido film di circa 15 anni fa (come passa il tempo, ricordo che era piaciuto molto al mio prof Guglielminetti), storia di quattro donne, due degli anni Venti e Trenta e due di oggi (fine anni Ottanta), un libro che parla di omosessualità femminile, di amicizia, di rapporti tra generazioni diverse, di paura di invecchiare, di voglia di vivere. Un capolavoro, sia in letteratura che al cinema, all'urlo di Towanda, l'inno di libertà che Evelyn, casalinga frustrata ed infelice, usa per riprendersi in mano la sua vita. Il film si avvale di quattro grandi attrici, e se mi spiace non aver visto Mary Stuart Masterson e Mary Louise Parker come avrebbero meritato, rimpiango la grande Jessica Tandy ma non posso non esaltare l'interpretazione di Cathy Bates, una delle migliore attrici di questi ultimi vent'anni, con un paio di scene, di cui quella al parcheggio, a dir poco epiche.
Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach racconta la storia di Daisy, aspirante miss America, e della sua infanzia e adolescenza nel puritano Sud degli Stati Uniti negli anni Cinquanta. Un po' Paper moon un po' romanzo di formazione, scorrevole, raccontato in prima persona, è piacevole a qualsiasi età lo si legga, lo metterei in mano alle ragazzine ma è adatto anche se sei adulta.
Pane, cose e cappuccino dal fornaio di Elwood Springs ci mette un po' a decollare, ed è un insieme di tante storie, che ruotano intorno a Dena, giornalista tv anni Settanta la cui vita è stata segnata dalla scomparsa della madre. Alla fine però offre un ottimo spaccato della vita di un'epoca, che rende ancora più incredibile la vittoria di Obama alle recenti presidenziali, se si pensa che si veniva bollati all'ufficio di collocamento come negri anche se si aveva solo un avo di colore.
In piedi sull'arcobaleno racconta la vita di una cittadina attraverso la trasmissione radiofonica condotta da Dorothy, massaia americana anni Quaranta, presentando le vite di tanti personaggi, in un affresco corale forse un po' dispersivo ma piacevole.
E per finire, il migliore, Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, al quale è stato ispirato anche uno splendido film di circa 15 anni fa (come passa il tempo, ricordo che era piaciuto molto al mio prof Guglielminetti), storia di quattro donne, due degli anni Venti e Trenta e due di oggi (fine anni Ottanta), un libro che parla di omosessualità femminile, di amicizia, di rapporti tra generazioni diverse, di paura di invecchiare, di voglia di vivere. Un capolavoro, sia in letteratura che al cinema, all'urlo di Towanda, l'inno di libertà che Evelyn, casalinga frustrata ed infelice, usa per riprendersi in mano la sua vita. Il film si avvale di quattro grandi attrici, e se mi spiace non aver visto Mary Stuart Masterson e Mary Louise Parker come avrebbero meritato, rimpiango la grande Jessica Tandy ma non posso non esaltare l'interpretazione di Cathy Bates, una delle migliore attrici di questi ultimi vent'anni, con un paio di scene, di cui quella al parcheggio, a dir poco epiche.

postato da: gattaneilibri alle ore 17:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:america, donne, cinema, scrittrici
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