sabato, 25 ottobre 2008


Per vari motivi, primo fra tutto l'eccessivo costo, non vado mai al Salone del Gusto e a Terra Madre, ma massimo appoggio per i principi su cui si basano. Combattiamo queste multinazionali che vogliono spingerci tutti a mangiare schifezze che ci faranno ingrassare e che porteranno alla miseria i contadini di tutto il mondo, ed è giusto condannare una società che alla quarta settimana mangia male perché si è mangiata tutti i soldi in cose futili, quali tv al plasma ed abbigliamento. Mangiamo meno, ma mangiamo meglio, e appoggiamo gli artigiani del cibo, i produttori agricoli, dipende la nostra salute e il futuro della nostra economia, che non deve essere certo lasciato in mano alle multinazionali che ci stanno distruggendo a tutti i livelli.
Massimo appoggio anche alla protesta degli universitari: giusto qualche tempo fa pensavo che i ragazzi di oggi alla fine sono apatici, pensano solo ad andare a rincoglionirsi in discoteca o a svendersi con lavori del cazzo come i call center solo per avere quattro soldi (e nemmeno quelli..) con cui alimentare il consumismo. Per fortuna che non sono tutti così, mi è piaciuto quello striscione che ho visto nel sito de La Stampa: "Ci volevate tutti veline e tronisti, ma vi sbagliavate!" E io aggiungo: ci vorrebbero tutti veline e tronisti, per poi diventare casalinghe frustrate e consumistiche o al massimo carne da sfruttare nei call center, ma per fortuna ci si sta ribellando.
postato da: gattaneilibri alle ore 11:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:eventi, scuola, alimentazione, attualità
domenica, 05 ottobre 2008


Leggevo l'altro giorno che alcuni dietologi sostengono che è per colpa della crisi economica se tanta gente si è messa a mangiare alimenti poco sani e molto ingrassanti, invece che gli alimenti della nostra dieta mediterranea, e per questo sta prendendo peso. Mi sembra, con tutto il rispetto per i dietologi, un discorso un po' troppo superficiale. Se è chiaro che con pochi soldi non puoi iscriverti in palestra (ma basterebbe lasciare la macchina a casa e camminare per fare del moto a buon mercato, anzi a costo zero), pane, pasta, frutta e verdura saranno anche aumentati, ma le porcherie alla Mac Donald non vengono certo regalate.
La cattiva alimentazione è un qualcosa di svincolato dalla crisi: purtroppo tanta gente si stafoca di schifezze invece che cercare soluzioni diverse al proprio disagio esistenziale, forse anche perché difettano di strumenti idonei di tipo culturale per affrontarlo. Fin quando potrò mangiare quattro fettone di farinata con due euro (un cibo sano e completo) non penserò che sia colpa della penuria di soldi se si mangia male. Si mangia male per scelta, per pigrizia, per incuria verso se stessi non per problemi economici, salvo casi gravissimi e rari.
C'è anche gente che ragiona alla cavolo, comunque. Ho visto una persona considerare caro pagare 6 euro per un'insalata alla francese (dove c'è di tutto, la lattuga, i pomodori, la cipolla, il sedano, il formaggio, se si vuole la carne) e poi spenderne 180 per una maglia, o trovare caro un trancio di pizza margherita a 3 euro e poi spenderne invece 5 per una bicchierone di pop corn stantii al cinema.
La proposta di inserire a scuola l'educazione alimentare, mai attuata, è tutt'altro che una cretinata.
postato da: gattaneilibri alle ore 11:33 | Permalink | commenti
categoria:vita, alimentazione
martedì, 09 settembre 2008
Nel blog di una troll che mi aveva insultato per il mio impegno pro call center perché lei ci lavora e ne è felice (e dire che se è masochista potrebbe trovare dei modi più divertenti di impegnare il suo tempo...) la tizia criticava una sua collega perché si porta il mangiare da casa invece che assaggiare le ottime vivande che ci sono nei distributori automatici.
Da due mesi mi porto il pranzo da casa e lo consumo in un bellissimo giardino pubblico, perché non ho voglia di spendere troppi soldi e perché i bar della zona dove sono non mi ispirano. Tutte le sere mi preparo la mia frutta tagliata a fettine (pesca, pera, mela, banana, prugna, albicocca, ananas, a seconda delle sere) e un piatto salato, o insalata di pasta o di riso o di cous cous, condita con vari alimenti e spezie come piace a me. Non ho la vocazione della casalinga, ma adoro preparare degli intrugli tra il piccante e l'esotico, e da quando sono diventata vegetariana mi industrio ancora di più. Ci sono mille motivi per cui ci si può portare il pranzo da casa: si può essere celiaci, si può essere vegetariani, si può essere diabetici, si può risparmiare.
Certo che i distributori automatici di cibo dei call center sì che forniscono cibo sano: niente frutta, niente verdura, al massimo panini mai vegetariani con tonno, wurstel e prosciutto che dovrebbe esaminare Scully tanto ricordano gli X-Files su cui ha indagato per nove anni, oppure patatine nei sacchetti (nelle cui fabbriche i topi si divertono a girare e a fare i loro comodi in mezzo ai sacchetti e ogni tanto ci sono dei simpatici inconvenienti), salatini e altra roba decisamente salubre, pronta a compensare i vantaggi di un lavoro precario, alienante e sottopagato rovinando anche la salute fisica dopo la salute psichica. E comunque: criticare una persona che per risparmiare si porta il pranzo da casa è davvero fuori luogo, no, visto che con i lauti guadagni non ci si può permettere non dico una cena al Cambio (nota per i non torinesi, lussuoso ristorante storico amato da Cavour) ma nemmeno un pulcioso cheeseburger da Mac Donald.
Credo che il pranzo da casa diventerà una mia scelta di vita costante, per risparmiare ed essere sicura di cosa mangio. E anche per divertirmi. Sempre che non mi trovi a lavorare nei pressi della mitica Gold Pizza di corso Svizzera (la migliore farinata di tutta Torino la fanno lì, per due euro ti strafochi!), della Piramide di via Po (la meravigliosa focaccia imbuzzata di stracchino e rucola...) e vicino a Sindbad e al Kebab dei Mercanti vicino a via Garibaldi, dove ci sono foglie di vite e verdure ripiene.
Ritengo che la cura della propria alimentazione sia basilare come dovere verso se stessi, non perché bisogna essere tutti salutisti ma perché bisogna farsi furbi. Ma del resto, da una tizia che ha venduto la propria dignità per fregare al telefono per due soldi casalinghe e pensionati non puoi aspettare che abbia un gran amor proprio, semmai sarà autolesionista al punto di mangiare male perché tanto la sua vita fa schifo e da pensare che tutti facciano come lei, al lavoro e non, salvo incavolarsi se qualcuno si rifiuta di essere come la massa.
postato da: gattaneilibri alle ore 20:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:lavoro, alimentazione