venerdì, 13 febbraio 2009


Avevo letto anni fa L'amico ritrovato di Fred Uhlman, di cui non sono mai riuscita a vedere il film, e in questi giorni ho letto invece la trilogia del ritorno, che comprende, oltre a L'amico ritrovato, Un'anime non vile e Niente resurrezioni per favore.
Una visione nuova della tragedia della Shoah, certo, ma io ci ho visto lo struggente ricordo di una di quelle amicizie esclusive che si realizzano nell'adolescenza tra persone dello stesso sesso, la quasi attrazione di due anime affini, attratte dalla bellezza e dall'arte, la cui vita verrà stroncata dalla follia di Hitler. L'amico ritrovato, che termina con una conclusione che ti lascia un groppo in gola, è da manuale, con il reincontro tra un esule che ha comunque vissuto la sua vita e il suo amico che ha pagato cari i suoi errori senza mai dimenticare il suo amico, anzi. Un'anima non vile è anche bello, forse un po' più artefatto, e non è niente male Niente resurrezioni per favore, viaggio di un esule ebreo nella sua città tedesca natale, ed incontro con i compagni di scuola, esponenti di una generazione distrutta dalla guerra e dal nazismo. Vorrei adesso vedere il film de L'amico ritrovato, che non sono mai riuscita a vedere.
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categoria:storia, adolescenza
domenica, 20 luglio 2008


Ho riletto il libro La storia infinita di Michael Ende e ho rivisto il film: un classico del fantasy a cui sono molto legata, perché è stato il mio primo fantasy in assoluto. Può sembrare strano in un'epoca dominata da Harry Potter, Tolkien e compagnia, ma il fantasy era preossoché sconosciuto prima della metà degli anni Ottanta, e spesso confuso con la fantascienza, genere che non mi spiace, ma di cui sono una fan più tiepida (tranne che per X-Files).
Tra l'altro La storia infinita mi fu fatto leggere dalla mia prof di lettere della terza liceo, un personaggio singolare, intelligentissima ma in preda ad una continua frustrazione sessuale perché non era riuscita ad avere figli suoi, al punto di invidiare Ida, la protagonista de La storia della Morante, che procreava un figlio in seguito ad uno stupro. Personaggio strano, che poi aveva la passione per le fiabe e la letteratura fantastica, una cosa che mi ha trasmesso, insieme invece al disgusto per le donne in preda a deliri materni e che non riescono a capire la fortuna di essere nate in un'epoca in cui si possono fare ben altre cose che rovinarsi vita e salute per procreare e non avere più la propria libertà. Ma questa è un'altra storia.
La storia infinita libro è eccezionale, un viaggio di un'anima tra citazioni letterarie, una summa della letteratura di intrattenimento e dei fumetti, la ricerca di una propria identità. Il film è fatto molto bene, splendidi effetti speciali di Brian Johnson (quello di Alien e di Spazio: 1999), semplifica e taglia molto la storia, concludendosi ben prima della fine del libro e lasciando aperta la porta a due seguiti inguardabili, di cui non sono riuscita a vedere più di cinque minuti per ciascuno. Purtroppo di Peter Jackson ce ne è uno solo. Comunque è ancora molto coinvolgente, e ci sono scene che ti esaltano e commuovono, le galoppate di Atreiu, gli occhi dell'Imperatrice Bambina (ma che fine ha fatto quella giovanissima attrice? Aveva un grandissimo carisma, e anche Atreiu e Bastian erano in gamba e interessanti come giovani star. Spero solo che non abbiano fatto la fine del cast di Arnold...), l'urlo di Bastian, ma tra tutte il discorso del perfido Mork e la sua frase: "E' molto facile dominare chi non crede in niente e non ha fantasia" ti colpisce più di ogni altra cosa. Perché è tragicamente vera, e la vedi in giro, in gente che si vende per quattro soldi e un po' di consumismo, senza più ideali, senza più un guardare oltre alle ricariche dei cellulari e alle cene fuori.
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categoria:fantasy, fiabe, adolescenza