
La prossima primavera uscirà l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Sophie Kinsella I love shopping. Ho letto i primi quattro libri della serie, mi sono risparmiata I love shopping per il baby perché non sopporto la mum lit, mi hanno divertita, comunque della Kinsella meglio La regina della casa e Sai tenere un segreto? Andrò a vedere il film perché mi piace ogni tanto infilare questi film leggeri stile Il diavolo veste Prada o L'amore non va in vacanza, certo che ancora una volta con la storia di Becky si capisce la differenza importante che c'è tra realtà e fiction.
Le peripezie di Becky, che comunque è un'avvocatessa, quindi guadagna bene, sono grottesche, ma quando hai a che fare con una persona che ha quel vizio nella real life il discorso cambia e di brutto. Soprattutto se la persona in questione ha uno stipendio medio basso e spende come se fosse una dirigente.
Le dipendenze, tutte, da quella dalla droga a quella per il sesso passando per gioco d'azzardo, alcool e shopping mettono nei casini il dipendente stesso ma anche le persone che gli stanno vicino, anche solo in quel momento. E la dipendenza da shopping è tutt'altro che da sottovalutare, come ho avuto modo di sperimentare sulla mia pelle per i vizi altrui.
Pare che le donne siano dipendenti da acquisti di prodotti legati all'immagine, quali abiti, scarpe, cosmetici (e qui ho visto a che deliri si arriva) mentre gli uomini preferiscono prodotti quali cellulari, palmari e simili. Pare che alla base di tutto ci sia un'insoddisfazione per la propria vita.
Sono stata per poco una dipendente da shopping, anche se non con le follie di altre persone: essendo io né un uomo né una donna ma un X-File, preferivo e preferisco spendere i soldi in libri, cd, dvd, fumetti e gadgets: ero infelice perché ero entrata in un call center per fare la data entry e l'addetta al back office (i miei lavori, sia pure in ambienti migliori) e man mano mi costringevano sempre di più a fare le telefonate con pressioni perché vendessi, finché non hanno cercato di farmi rimanere lì per sempre, oltretutto con pagamento a provvigione. Comprare libri e altre cose era per me un modo di evadere da una realtà che odiavo sempre di più, per ribadire la mia superiorità intellettuale a quella pletora di donnette e omette idioti che sta tutto il giorno al telefono svalutandosi e parlando di idiozie quali Il Grande Fratello e l'avere o meno il fidanzato. Mi sono svegliata ancora in tempo, licenziandomi, e ho man mano diminuito gli acquisti (anche se libri, fumetti, cd e dvd sono le mie sigarette, insieme a viaggi e gite..). Ogni tanto mi concedo qualche spesuccia, la carta di credito su Internet mi invoglia ma cerco di rimanere nei limiti dell'accettabile e solo se c'è qualcosa a cui tengo davvero, come l'art book su Angelica, l'art book su Lady Oscar, il dvd di Cartouche e di Mayerling.
Mi tengo d'occhio, con test psicologici di valutazione e tenendo nota delle spese e vedo che sono migliorata. E ho capito che è meglio che me ne stia alla larga dalle persone con dipendenze, di qualsiasi tipo. Tra l'altro le dipendenze spesso si assommano, e così come mi era capitato un tizio dipendente da sesso e droga, la tipa dipendente da shopping lo ero anche da cibo (bulimica e sovrappeso) e dalle relazioni affettive, visto che ti si appiccicava appena capiva che la sopportavi, pretendendo anche altre cose che non scroccarti soldi. Il problema è che le dipendenze sono in radicale aumento, e quindi per la propria salute fisica, mentale e del portafoglio si rimane da soli...
Le peripezie di Becky, che comunque è un'avvocatessa, quindi guadagna bene, sono grottesche, ma quando hai a che fare con una persona che ha quel vizio nella real life il discorso cambia e di brutto. Soprattutto se la persona in questione ha uno stipendio medio basso e spende come se fosse una dirigente.
Le dipendenze, tutte, da quella dalla droga a quella per il sesso passando per gioco d'azzardo, alcool e shopping mettono nei casini il dipendente stesso ma anche le persone che gli stanno vicino, anche solo in quel momento. E la dipendenza da shopping è tutt'altro che da sottovalutare, come ho avuto modo di sperimentare sulla mia pelle per i vizi altrui.
Pare che le donne siano dipendenti da acquisti di prodotti legati all'immagine, quali abiti, scarpe, cosmetici (e qui ho visto a che deliri si arriva) mentre gli uomini preferiscono prodotti quali cellulari, palmari e simili. Pare che alla base di tutto ci sia un'insoddisfazione per la propria vita.
Sono stata per poco una dipendente da shopping, anche se non con le follie di altre persone: essendo io né un uomo né una donna ma un X-File, preferivo e preferisco spendere i soldi in libri, cd, dvd, fumetti e gadgets: ero infelice perché ero entrata in un call center per fare la data entry e l'addetta al back office (i miei lavori, sia pure in ambienti migliori) e man mano mi costringevano sempre di più a fare le telefonate con pressioni perché vendessi, finché non hanno cercato di farmi rimanere lì per sempre, oltretutto con pagamento a provvigione. Comprare libri e altre cose era per me un modo di evadere da una realtà che odiavo sempre di più, per ribadire la mia superiorità intellettuale a quella pletora di donnette e omette idioti che sta tutto il giorno al telefono svalutandosi e parlando di idiozie quali Il Grande Fratello e l'avere o meno il fidanzato. Mi sono svegliata ancora in tempo, licenziandomi, e ho man mano diminuito gli acquisti (anche se libri, fumetti, cd e dvd sono le mie sigarette, insieme a viaggi e gite..). Ogni tanto mi concedo qualche spesuccia, la carta di credito su Internet mi invoglia ma cerco di rimanere nei limiti dell'accettabile e solo se c'è qualcosa a cui tengo davvero, come l'art book su Angelica, l'art book su Lady Oscar, il dvd di Cartouche e di Mayerling.
Mi tengo d'occhio, con test psicologici di valutazione e tenendo nota delle spese e vedo che sono migliorata. E ho capito che è meglio che me ne stia alla larga dalle persone con dipendenze, di qualsiasi tipo. Tra l'altro le dipendenze spesso si assommano, e così come mi era capitato un tizio dipendente da sesso e droga, la tipa dipendente da shopping lo ero anche da cibo (bulimica e sovrappeso) e dalle relazioni affettive, visto che ti si appiccicava appena capiva che la sopportavi, pretendendo anche altre cose che non scroccarti soldi. Il problema è che le dipendenze sono in radicale aumento, e quindi per la propria salute fisica, mentale e del portafoglio si rimane da soli...




