giovedì, 11 settembre 2008

Pare che i vip abbiano scoperto una nuova cosa: quella di riciclare i vestiti più volte, riadattando modelli anche vecchi. Una delle prime a farlo è stata Giovanna Mezzogiorno, attrice che adoro, con un vecchio smoking del suo scomparso papà (che io ricordo sublime Marat nello sceneggiato su La rivoluzione francese). Speriamo che serva da esempio per tutti sti cretinotti, soprattutto donne, schiavi del consumismo e dell'acquistare in continuazione abiti, per lo più dozzinali, in catene come H & M e Zara.
Io al momento ho addosso un paio di pantaloni che porto da oltre dieci anni e una maglietta che di anni ne ha venti. Nel mio guardaroba ho camicie, t-shirt e pigiami che ho ereditato da mio padre e mio zio Pippo, che non ci sono più, e io sono felice di portare le loro cose. Ho anche una camicetta di pizzo bellissimo che era della mia bisnonna, morta nel 1910 ancora giovane, e un vestito rosso scollato estivo che ha portato mia madre quando era giovane e poi ha passato a me. Ogni tanto acquisto qualcosa di abiti, ma i miei acquisti tendono a riguardare libri e dintorni (sono riuscita a recuperare un bellissimo libro sulle attrici francesi degli anni Sessanta che mi aveva regalato papà per i 21 anni e ho ordinato ieri i dvd via Amazon France di Mayerling con Omar Sharif e Catherine Deneuve e Cartouche con Jean Paul Belmondo e Claudia Cardinale), perché sono beni più durevoli. Io faccio durare anche gli abiti. Un applauso ai vip che ogni tanto fanno qualcosa di intelligente.
postato da: gattaneilibri alle ore 09:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:abbigliamento, attualità, consumismo