
Domani mi tolgono una parte del giudizio con il dente (e visto che mi tolgono il giudizio, ho deciso che d'ora in poi, sarò pazza, ma cercherò lavoro solo in ambito bibliotecario, culturale e editoriale, al diavolo fare la segretaria in una grigia azienda...), non sono al mio massimo, per cui vorrei indicare alcune cose che a tanti sembrano piacere ma che a me non dicono proprio niente:
- La discoteca: l'ho sempre odiata, e trovo allucinante che ci sia gente ancora della mia età (oltre quarant'anni) che ci va. Musica orrenda a palla, maschietti che cercano di provarci con te in tutti i modi, coatti e truzzi ovunque. Vade retro. Adoro la musica di ogni genere, da quella antica alla lirica, dalla classica al rock anni Sessanta, dalla musica barocca a quella celtica, ma la discoteca è la negazione di tutto. Alla larga. E a proposito, a scanso di equivoci, odio anche le discoteche lesbo.
- Fare vita sociale, cioè (mi si perdoni questo intercalare da adolescente coatta) dover frequentare della gente con la quale ho poco in comune, andare a zonzo con loro, raccontare i cavoli miei e dover spendere un mucchio di soldi per stare alla pari, pena essere considerata una pezzente. C'è gente che lavora solo per reggere questo. Che tristezza, meglio la solitudine, una solitudine creativa con cui riempirsi la vita.
- La famiglia e tutti i riti connessi. Non dico come Camus Familles je vous hais, ma è uno dei motivi per cui sono felice di essere lesbica è che sono al riparo da tutti gli obblighi di schiavismo a cui le donne etero sono sottoposte dai loro mariti / compagni. Detesto i pranzi domenicali in famiglia, il dover sopportare della gente solo perché sono miei parenti e tutte le cose connesse. Al diavolo.
- I bambini: mai avuto istinto materno, mai capito le donne che hanno istinto materno, ho smesso di frequentare una tipa dopo che mi ha fatto passare un pomeriggio allucinante in cui mi parlava del suo orologio biologico frustrato. Nulla contro le famiglie omogenitoriali, ma io non voglio figli, non voglio occuparmi dei bambini di un'altra persona e per questo non voglio essere giudicata egoista o omofoba repressa. Non siamo tutte fatte per fare le madri, questa è una battaglia ben più importante di quella per l'interruzione volontaria di gravidanza, il giorno che passerà l'idea che le donne non sono tutte fatte per la maternità e che la medesima, invece che essere una scelta, è un'imposizione culturale e non più un imperativo biologico si saranno fatti grandi passi avanti.
- Fare shopping. Mi diverte solo nelle librerie, o girando mercati e mercatini. Detesto queste catene dozzinali di abbigliamento che hanno rovinato il centro delle nostre città, detesto i centri commerciali, detesto questa filosofia di vita di culto del dio profitto, del dio denaro e del dio consumismo.
- Le automobili: sono una fiera viaggiatrice sui mezzi pubblici o uso le gambe. Ci fossero più piste ciclabili userei anche la bici. Ma le auto sono uno degli emblemi del consumismo, assurdo che la nostra economia si basi su quante auto si vendono, in città dove bisognerebbe limitare l'uso del mezzo privato al favore dei mezzi pubblici. Non saper rinunciare all'automobile significa trascinare la nostra società verso il disastro ambientale. Un applauso alle prostitute tedesche che fanno lo sconto a chi va da loro in bici o con l'autobus, un sonoro vaffanculo ai commercianti italiani che si oppongono ogni volta che il Comune vara delle misure sacrosante per limitare l'afflusso delle automobili nei nostri bellissimi centri storici.
- I reality show: ma che mi rappresentano Uomini e donne, Il Grande fratello e compagnia bella? Schifezze megagalattiche, e c'è chi si appassiona. Mi riguardo Goldrake...
- Il telefilm Lost: un pacco allucinante, una roba pazzesca, definire quello un capolavoro significa aver bisogno di una maratona di film di Rossellini, Visconti, De Sica, Kubrick, Ken Loach, Godard, Chabrol e compagnia. Terrificante, aridateci Buffy e X-Files.
- Le tecnologie, o meglio l'essere schiavi delle medesime. Sono felice di avere un cellulare che fa solo il telefono e non chissà cosa, adoro il mio pc non portatile, in giro voglio andarci da sola e non con il pc, e per gli articoli prendo appunti sul taccuino, e sono inorridita di fronte al lettore di libri elettronico. Il pc sarà un ottimo mezzo per fare delle cose, ma deve rimanere quello, e in certi momenti deve stare spento.
- Le multisale: puzza di pop corn, film dozzinali, tanto fumo e poco arrosto. No, signori, il cinema, quello con la C maiuscola, sta altrove, non in sti posti dove vogliono anche spremere più soldi.




