










Se non si è letto il libro si capiscono poco i personaggi e i legami tra di loro, la trama è confusa e lo svolgimento troppo breve. E dire che gli attori non sarebbero male: Stuart Townsend è un ottimo Lestat, Vincent Perez va più che bene a fare Marius, la povera Aaliyah è perfetta come Akasha, e ci sarebbe anche la splendida Lena Olin nella parte di Maharet. Ma il film non ha nulla del fascino del libro e si trascina. Dimenticabile, e in fretta.


Volver, storia di un gruppo di donne senza uomini tra vecchi misteri, drammi attuali e voglia di vivere, mi ha fatto apprezzare finalmente Penelope Cruz, che avevo sempre reputato una stellina fagocitata da Hollywood e che qui è invece bella, brava, viva, a tutto tondo. Anche se il mio personaggio preferito resta la sorella goffa, Sole, la parrucchiera.

Parla con lei tratta di cose scomode, anzi direi fastidiose. A parte il fatto che una dei protagonisti è una torera (e questo non la rende simpatica fino in fondo), c'è un maniaco sessuale che stupra una poveraccia in coma mettendola incinta. Potrebbe essere tutto sgradevole, ma il regista riesce a rendertelo non solo sopportabile, ma a farti appassionare alla storia. E anche se Benigno, lo sfigato stupratore, è il classico uomo che nella real life si prende a calci nel sedere, il resto risulta comunque bello e poetico. Splendida Leonor Watling, la ballerina in coma, che mi auguro non sappia mai cosa le è successo mentre dormiva.