venerdì, 31 luglio 2009


Li avevo letti in inglese, e non ho potuto fare a meno di rileggermeli in italiano: i tre romanzi di Gemma Doyle di Libba Bray, di cui l'ultimo, La rivincita di Gemma, è uscito la settimana scorsa, sono stati i miei compagni fedeli dell'ultima settimana.
Che dire? In un panorama di letteratura fantasy per ragazze dominato da storie di sfigata di turno che incontra strafigo che è anche incidentalmente un vampiro o il re degli Elfi, i tre romanzi di Gemma, così come la trilogia di Maite Carranza, sono aria pura e fresca. Anzi, direi che la trilogia di Gemma di Libba Bray ha una marcia in più. Magia, fantasia, richiami a mille tradizioni leggendarie, l'Inghilterra vittoriana, femminismo, omosessualità femminile, anticonformismo, crudeltà, passioni, sensualità: c'è tutto questo nei libri di Gemma Doyle e anche molto di più. Da leggere e rileggere. Peccato che sia saltato il film che volevano fare: speriamo che ci ripensino, ma speriamo che lo facciano non come un blockbuster per adolescenti, ma per qualcosa di diverso.
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categoria:fantasy, romanzi, gothic, scrittrici
martedì, 28 luglio 2009


Ho letto in questo mese di luglio, tra gite in montagna, esami da bibliotecario e altre amenità, alcuni gialli accomunati dal fatto che sono ambientati tra fine Settecento e Ottocento. Qualcuno potrà storcere il naso, di fronte al pastiche letterario: io li ho trovati tutti gradevoli e piacevoli da leggere, e mi sento comunque di consigliarli tutti. Ma andiamo per ordine.

Il codice Blackstone di Rose Melikan racconta le avventure di Mary, nell'Inghilterra del 1795, in guerra con la Francia rivoluzionaria (giuro che l'ho comprato per l'epoca!), che giunge nella dimora del vecchio zio trovandosi al centro di un intreccio di spie, messaggi in codice e contrabbandieri. Un buon debutto di un'autrice che spero continuerà.

I romanzi di Carrie Bebris sono ispirati all'universo di Jane Austen, e vedono Elizabeth e Darcy in veste di investigatori. Dopo Orgoglio e preveggenza la serie è andata avanti con Sospetto e sentimento e Le ombre di Pemberley, e devo dire che le ottime premesse del primo libro sono state rispettate in pieno: Sospetto e sentimento ricalca in qualcosa Dorian Gray e i romanzi paranormali, mentre Pemberley gioca su doppie identità, con risultati ottimi. Spero che escano altri libri di questa serie, perché è davvero indovinata e riuscita.

Molto gradevole anche la serie delle indagini di Jane Austen di Stephanie Barron, di cui ho letto il secondo libro, Jane e il mistero del reverendo: tra l'altro l'autrice parte da fatti veri accaduti a Jane Austen, questa zitella affascinante che si dedicò alla letteratura e che per l'epoca e il corto periodo della sua vita fece davvero molto. Anche qui, contrabbandieri e misteri in uno sperduto paesino della costa inglese. Un posto in cui andrei di corsa, subito.

Per ultimo, La donna in bianco di Wilkie Collins, romanzo vittoriano amato da Dickens ed uscito in appendice ad un importante quotidiano di Londra. Un po' lento a tratti, con tante sottotrame, ma appassionante, un classico da riscoprire, come molta altra letteratura di quell'epoca. Interessante.
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categoria:gialli, romanzi storici, ottocento, scrittrici
giovedì, 23 luglio 2009
Amo il cinema, capisco che non tutti i film possano piacermi e per problemi miei e per qualità intrinseca dei film. Ero un po' scoraggiata dai film non eccelsi che ho visto la scorsa settimana, ma poco male, mi sto rifacendo questa...


St. Trinians, ispirato a una lunga serie di strisce umoristiche inglesi, racconta le peripezie grottesche e irresistibili di un collegio femminile di ragazzine terribili per salvare la loro scuola dalla chiusura, decisa dal Ministro della Pubblica Istruzione. Uno spasso, con una citazione particolare per Rupert Everett, perfetto nei panni della sciroccata direttrice della scuola. Ma anche Colin Firth non è male, e tra le ragazze merita una menzione Gemma Atherton, in perfetto stile Valentina. Senza contare le scene alla National Gallery, che mi hanno fatto venire una gran nostalgia di Londra...



I love radio rock racconta l'epopea di una radio pirata che, nell'Inghilterra bigotta dei primi anni Sessanta, trasmetteva da una nave al largo rock e libertà, e che veniva ascoltata da gente di tutte le età e di tutti gli strati sociali, che si appassionavano a questo messaggio anticonformista e libero. Un film che ti mette di buon umore, ti diverte e ti commuove, con una colonna sonora che definire strepitosa è dire poco. Di più. E quanta verità nelle parole che dicono i dj a sostegno della libertà e dei sogni della gente, contro la grettezza della politica! Da vedere.
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categoria:musica, cinema, inghilterra
sabato, 18 luglio 2009
Non so per quale oscuro motivo, ma gli ultimi quattro film che ho visto mi hanno annoiata a morte: nessun coinvolgimento, pesanti, senza spessore.

Di Harry Potter ho già detto: una cosa allucinante, pesante, pedante, senza pathos, senza senso, una polpetta indigesta che si trascina per due ore e mezza distruggendo un mito. Fosse solo lui...



Adoro Kate Winslet e Jim Carrey, nonché Eiljah Wood e Kirsten Dunst. L'idea di fondo del film non è male, che si possano dimenticare esperienze negative con una rimozione chirurgica e tra l'altro qualcosa del genere è allo studio. Ma tutto finisce qui: frammentario, con qualche raro guizzo che si perde in giro, senza senso, senza mordente, un film che si fa dimenticare in fretta, con un buon inizio e una discreta fine, ma in mezzo il nulla. Kate e Jim sono bravi ma non ce la fanno a salvare il film.



Non mi dispiacciono i drammoni familiari e no, non ho guardato questo film solo perché c'è David Duchovny, in una particina iniziale perché sparisce. Un film che tratta di argomenti forti, il rimpianto, le dipendenze, l'andare avanti dopo un lutto, il rapporto con i figli, l'amicizia, l'amore, ma che non ti convince e coinvolge per un attimo. Benicio del Toro è bravissimo, Halle Berry pure, ma sono sprecati. E il contorno da spot pubblicitario, con sta tizia rimasta vedova che non lavora e vive in una villa alla Berlusconi pur dicendo che ha dei problemi non convince. Come non convince che uno possa volersi prendere in casa, con due bambini, un tossico, anche se è il migliore amico del marito defunto. Poco credibile e noioso.


I vampiri hanno sempre il loro fascino, ma forse hanno saturato. Il cinema svedese lento e noioso per natura? Non lo conosco abbastanza, ma Uomini che odiano le donne è un bel film. Le bambine vampiro non sono una novità, per carità parlare di bullismo va sempre bene, ma questo film è di una lentezza allucinante e non coinvolge nemmeno per un attimo. A parte il fatto che non so quanto sia proponibile che ragazzini così piccoli abbiano tutta questa libertà sia pure nella permissiva Svezia. Il personaggio migliore? Il gattaro, e alla fine ero più preoccupata per lui e i suoi mici che per tutta questa sequela di noia che mi ha accompagnata per un'ora e tre quarti di lunghissimo film. Rivediamoci Dracula, o anche solo Buffy....
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categoria:cinema, harry potter, film
sabato, 18 luglio 2009
A volte penso che i matti li becco tutti io, e che certa gente non ha il senso dei propri limiti.
Anni fa avevo messo nel mio sito un link ad un banner in sostegno della madre di Denise, la bambina sparita in Sicilia: un tizio che diceva di essere compagno di corso di questa signora mi contattò al telefono (e il mio numero di telefono allora era visibile come registrato al mio sito, ma dopo accorte ricerche, che quindi mi lasciarono molto perplessa sulla privacy e la liceità di tale cosa), mi ricordo anche il giorno di Natale (ma qualcosa di meglio da fare sto tizio, no?), per farmi una telefonata delirante piena di complimenti per quello che avevo fatto (avevo solo ribadito il concetto che tutti siamo innocenti fino a prova contraria, cardine della democrazia) e dicendomi che mi stimava tanto, che ero una persona stupenda e altre assurdità non richieste. Rimasi decisamente urtata da questa telefonata lesiva della mia privacy e ho provveduto a far cancellare i miei dati personali di indirizzo da quelli relativi alla registrazione del mio sito.
Una quindicina di giorni fa sto tizio mica mi ritelefona di nuovo a casa, evidentemente non chiedendosi se fosse il caso di contattare telefonicamente un'illustre sconosciuta che di lui non sa che farsene.. Io non c'ero, mi metto le mani nei capelli quando lo scopro, e poco dopo ricevo una mail. Con un tono di scrittura delirante e ignorando le regole fondamentali della grammatica, della sintassi e della punteggiatura, sto tizio si butta in un'esaltazione di me (nemmeno mi conosce) definendomi una seguace top della Wicca, come se fossi il Papa del settore (grazie, non amo questo paragone!) e poi mi dice che lui ha scritto 130 racconti (poveri noi, vedendo come scrive) volendo emulare Il piccolo principe di Saint Exupery e quindi per metà a vignette e per metà scritti, con protagoniste femminili. Sto tizio me li vuole lasciare in eredità, manco fossero inediti di Tolkien, della Zimmer Bradley o di Moravia.

Francamente non mi sento in dovere di rispondere, anche perché che me ne faccio di 130 racconti di un perfetto sconosciuto? E' già tanto se riuscirò a pubblicare delle cose mie, sto tipo parla della sua opera manco fosse un sommo capolavoro dal quale potrò guadagnare soldi a palate. Il tipo ritorna alla carica, al che io gli dico in maniera cortese e concisa che non so come aiutarlo, che non sono una casa editrice e un agente letterario e che gli consiglio di rivolgersi per la pubblicazione di questo materiale a chi di dovere o aprire un blog o un sito come facciamo tutti. Il tipo ritorna alla carica dicendogli che l'ho frainteso, che sono io la beneficiaria di queste storie (povera me...) e mi reintasa la casella di posta e la tagboard del sito. A questo punto banno il suo indirizzo mail e tolgo la tagboard, e spero che capisca che non ho proprio voglia di esaminare i suoi capolavori letterari.
Certo che non bastavano i maschietti etero in cerca di serva o puttana (l'ultimo, un ultracinquantenne fissato con il sesso, non certo sosia di George Clooney, divorziato e con due figli a carico che mi ha chiesto se voglio uscire con lui) che non capiscono che non miriamo tutte a trovarci un uomo perché abbiamo di meglio da fare: anche gli scrittori mancati!
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categoria:vita, scrittura
mercoledì, 15 luglio 2009


Sono una fan sfegatata di Harry Potter e non ringrazierò mai abbastanza JK Rawling per essere riuscita a farmi sognare così. Mi era piaciuto il libro Harry Potter e il principe mezzosangue, storia dai retroscena tragici, che lancia fondamentali input per il gran finale, con una conclusione straziante e una scena finale di raro lirismo.
Per il film mi spiace dirlo ma abbiamo toppato. E di brutto. Ho amato i primi due film, mi era piaciuto il terzo, ho adorato il quarto e avevo trovato bello anche il quinto, ma qui siamo di fronte ad un vero buco nell'acqua. Un film di Harry Potter non può essere noioso. Questo lo è, e dopo un inizio bello (la scena dell'attacco dei Mangiamorte a Londra vista e stravista nei prossimamenti) la storia si trascina inutilmente e noiosamente per un'ora e tre quarti, per risollevarsi in un finale che però non ha nulla del pathos della storia del libro. Bravo Jim Broadbent, e ottimo come sempre il Piton di Alan Rickman, ma sul resto, su questa regia fiacca che appesantisce il tutto, non coinvolgendo (forse soltanto quando tutti sollevano le bacchette non è male, ma è un po' poco). Francamente ho faticato a riconoscere in questo Harry Potter le cose che amavo negli altri: mi aspettavo molto ma molto di più. E purtroppo il signor David Yates ci rovinerà anche gli ultimi due film...
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categoria:libri, cinema, harry potter
mercoledì, 15 luglio 2009


Avevo adorato l'omonimo romanzo di Neil Gaiman, e ho voluto vedere il film, anche se queste animazioni al computer mi lasciano molto perplessa. A questo si è aggiunta la fregatura del 3D, che ti fa pagare 10 euro per vedere un film che non ha certo queste innovazioni tecnologiche, di cui peraltro si parlava già negli anni Cinquanta.
Un film caruccio, con alcune belle trovate, ma La sposa cadavere era decisamente meglio, e la storia di formazione di Coraline è decisamente appiattita. Bello il personaggio del gatto. Comunque non andrò a vedere gli altri film in 3D ed aspetto con impazienza il prossimo Disney La principessa e il ranocchio, finalmente un cartone animato classico...
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categoria:cinema, cartoni animati, 3d
martedì, 14 luglio 2009



Diciamo che quel maniaco sessuale romano responsabile di una sezione del Pd ha fornito al Pdl un'occasione ulteriore per attaccare gli avversari, da mesi impegnati a criticare la condotta di Berlusconi. Che francamente fa abbastanza schifo, ma in fondo non violenta le veline e altre fanciulle comunque squallide che gli si offrono, mentre quel tizio l'ha fatta decisamente più grossa.
L'errore è stato di affidare un incarico di responsabilità ad un tizio che aveva precedenti per aggressioni a sfondo sessuale e che aveva il brutto vizio
di molestare con telefonate e altri comportamenti schifosi colleghe e simili. Adesso ovviamente l'ha fatta troppo grossa perché possano perdonarlo, ma c'è una considerazione di fondo da fare. Riguarda il lassismo che c'è, sia a destra che a sinistra, sia pure per ragioni diverse, per certi comportamenti disgustosi dei maschietti eterosessuali nei riguardi di noi donne. Ho sentito cretinate di ogni genere, da quella che in fondo siamo noi donne a cercare le attenzioni degli uomini (ma chi, quando, come, dove e perché?), che dovremmo sentirci lusingate se un uomo si interessa a noi soprattutto se non siamo propriamente Nicole Kidnam (francamente, visto che il mondo non è popolato da cloni di George Clooney, David Boreanaz e Nicholas Lea io non mi sento proprio lusingata dalle attenzioni degli uomini, anzi mi sento infastidita e seccata), che è naturale cercare amicizia e amore e sei tu stronza e bisbetica se te la prendi (avrei qualcosa da dire se certe ricerche di amicizia e amore a base di espressioni volgari e/o di atteggiamenti insistenti anche dopo che c'è stato il vaffanculo), a quella buon ultima di quella vecchia zitella acida di Paola Binetti, che bontà sua dice che forse sarebbe il caso di riconoscere qualche diritto civile ai gay, ma poi sostiene che gli stupri e le molestie sessuali sono colpa delle ragazze che seguono la cultura delle Veline andando in giro mezze svestite. Come se dipendesse solo da quello...
Sono sempre più vicina a Di Pietro e alla sua crociata per la legalità. E ritengo che chi si comporta male, in qualsiasi settore, non debba avere nessun tipo di posto di responsabilità e se i suoi comportamenti sono particolarmente disgustosi come quelli di questi maniaci, debba essere sanzionato con insulti e altro...
Il Pd non ha bisogno di farsi queste tampe, e sarebbe logico che qualcuno pagasse per aver dato spazio ad un pervertito, che ama vessare e violentare le donne (ma vigliacco, scappa se una poco poco reagisce), malato e depravato. Non è questa la strada per pensare di mandare a casa Berlusconi e i suoi.
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categoria:femminismo, attualità
martedì, 14 luglio 2009


Sia sabato che domenica sono andata e venuta a Celtica a Courmayeur, e devo dire che è sempre bello ritrovarsi nel bosco di Peuterey in Val Veny, in mezzo a musica, banchetti con materiale curioso, birre, gente in costume. Non amo la socialità ma questi eventi li adoro, e sono felice di aver scoperto che dal 26 luglio al 2 agosto ci sarà un'altra festa celtica a Pessinetto, in Val di Lanzo. Parallelamente mi sono letta due libri in più della saga della Straniera di Diana Gabaldon, Tamburi d'autunno e Passione oltre il tempo: per fortuna che l'ambientazione scozzese non è del tutto sparita, devo dire che mi piacciono di più ultimamente i personaggi di Brianna e di Roger che non i due protagonisti Claire e Jamie, comunque spero che chiuda presto la saga, come ha saputo fare JK Rawling. Nell'attesa di un film ispirato a La straniera che dovrebbe uscire nel 2011!
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categoria:manifestazioni, romanzi, celti
martedì, 14 luglio 2009


La prima regia di George Clooney racconta la storia di Chuck Barris, ideatore di numerosi format televisivi (trash) dal Gioco delle coppie a La corrida, ma soprattutto agente Cia, ispirato alle sue memorie. E' un film che ci mette un po' a decollare, la prima parte è francamente un po' noiosa, ma nella seconda si riscatta in pieno, e racconta comunque una storia interessante e anche inquietante sui lati oscuri della democrazia americana. Bravo Clooney come attore nel ruolo del reclutatore di Barris, ottime le due donne Julia Roberts e Drew Barrymore, si rivede con un po' di nostalgia un invecchiato Rutger Hauer. Come regia di Clooney ho preferito Good night and good luck, ma anche questo film non è male.
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categoria:cinema, attori, storia recente
martedì, 14 luglio 2009


Un film indipendente con varie storie che si intersecano, e con attori abbastanza famosi, perché oltre a Sarah Michelle Gellar ci sono Andy Garcia, Brendan Fraser, Forrest Whitaker, Kevin Bacon e Julie Delpy, attrice che vorrei vedere più spesso. Ci mette un po' a decollare, tutta la prima parte è a tratti sconclusionata, ma poi nel finale si risolleva di più, con tutte queste storie che vertono intorno alla Gellar, cantante ricattata da un gangster. Si può vedere, e non solo se si è fan di Buffy...
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categoria:cinema, attrici
martedì, 14 luglio 2009


Ho recuperato questo libro uscito da Sperling & Kupfer vent'anni fa ad opera di Maria Cristina di Kent che racconta le storie di alcune regine che si trovarono a regnare straniere in Paesi che diventarono poi i loro. Tanta carne al fuoco, inevitabili sintesi, ma un bel libro, anche con un interessante apparato iconografico, che ripercorre le storie di Caterina di Russia, di Maria Antonietta, di Maria Carolina di Napoli, di Leopoldina del Brasile, di Vicky, figlia della regina Vittoria, di Alessandra e Minnie di Danimarca, diventate rispettivamente moglie di Edoardo VII e dello zar di Russia. Sarà che io adoro leggere periodicamente questi libri, ma l'ho ritrovato un libro valido e interessante. Ora vorrei cercare l'altro libro di Maria Cristina di Kent, uscito anni fa, sulle favorite. Ma non dispero di trovarlo.
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categoria:donne, storia, scrittrici
sabato, 11 luglio 2009
Sono sconcertata dal clima di caccia alle streghe che si è creato intorno a quelle sante donne chiamate badanti, che fanno tanto comodo alla nostra società, accettando di occuparsi delle nostre case e famiglie mentre noi seguiamo la carriera a tutti i costi, e che noi siamo troppo signori e viziati per sostituirle.
Non sono né terzomondista né filo islamica, ma sono disgustata tutte le volte che sento che l'Italia e il mercato del lavoro sono stati rovinati dagli extracomunitari. No, siamo stati noi italiani, accettando lavori sempre più precari e sottopagati non per campare ma per soddisfare le nostre assurde smanie consumistiche. Tutte queste truffe che si ha la pretesa di chiamare lavoro
, dai call center alle vendite porta a porta, dai cosiddetti dialogatori e fund raiser a quelli che cercano di estorcitaliani, dando spazio a truffatori senza scrupoli disposti a fregare il pensionato o la casalinga di persona o al telefono perché sottoscriva o compri cose inutili e truffaldine di cui non sentiva il bisogno. Con il risultato che queste care persone senza dignità che accettano questi "lavori" per pagarsi la rata del cellulare o la serata in discoteca sono disposti a fregare per avere una provvigione in più (a sì, sono tutti lavori a provvigione, sulle vendite, con un fisso bassissimo o inesistente, per cui o fai la fame ma allora stai a casa come facciamo in tanto o freghi..) danneggiano oltre a loro stessi e il malcapitato di turno anche il mercato del lavoro rendendo disponibili sempre di più solo questi lavori.
Per carità, non sono poi così tanti a volerli fare, ma quelli che li fanno rompono le scatole. L'altro giorno ho detto di no all'ennesimo call center, avrei dovuto fregare pensionati e casalinghe con le offerte di una polizza di assicurazioni, per carità.
E non mi si venga a difendere sta gente con motivazioni assurde, perché non hanno nessuna giustificazione. E se si ha voglia di guadagnarsi quattro spiccioli ci sono lavori migliori che non i call center o le vendite porta a porta: il cameriere, il lavapiatti, il commesso, l'inventarista, il dog e cat sitter, il baby sitter al limite.
Comunque, erano molto meglio i vù cumprà, almeno si accontentavano di poco. Già, ma perché loro sono quasi spariti? Forse perché hanno cercato qualcosa di più onesto...erti contratti per assicurazioni o simili per strada e nei supermercati, hanno fatto emergere il peggio di noi
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categoria:lavoro, attualità
giovedì, 09 luglio 2009


Film sulla Shoah ne sono stati prodotti a bizzeffe, più o meno kolossal, e un nuovo titolo rischia di crollare nella retorica o nell'inutilità. Non è il caso di questo film per ragazzi ma che devono vedere anche gli adulti (perché chissà come mai finché sei ragazzino sei più propenso, con gli stimoli giusti, a credere e a volere un mondo migliore, poi la corsa al consumismo e alla carriera ti rovina...) che, sia pure con un paio di dettagli improbabili, racconta la peggiore tragedia del Novecento dal punto di vista di Bruno, bimbo dagli occhi limpidi, che sogna di diventare esploratore, figlio di un comandante delle SS. La solitudine, la voglia di capire, la voglia di giustizia, il voler andare fino in fondo: questo film dice tutto questo, in maniera intimista, senza svolazzi da kolossal, facendo riflettere ancora una volta sulla banalità del male, che ottenebra le giovani generazioni: emblematica la sorellina dodicenne di Bruno che butta via le bambole per diventare una fanatica pro Hitler. Un film toccante, che ti sconvolge con un finale in parte imprevisto, ricordandoti come e quanto gli errori di aver seguito un'ideologia delirante siano ricaduti sui figli di tali seguaci. Da vedere, senz'altro più moderno ed agile di altri film in tema.
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categoria:cinema, storia
mercoledì, 08 luglio 2009


Ho lasciato dietro di me l'adolescenza da un pezzo, e dato che non sono stata un'adolescente normale ho poca simpatia per alcune cose di quell'età, vedi le storie ultrasentimentali. Non ho mai letto né leggerò un libro di Moccia, per esempio. Questo film, tratto da un romanzo del solito volpone Sparks, mi attirava non so per quale motivo, e devo dire che non è brutto, anche se nettamente inferiore a The Notebook (ma forse solo perché sono adulta e non mi ritrovo più nei fermenti dei diciassettenni).
La storia modello Love story (ma senza morte dell'amata in scena, per fortuna) dell'incontro scontro tra un ragazzo scapestrato membro di una gang scolastica di imbecilli e la sfigata della scuola, tutta dedita alla parrocchia, all'astronomia e al teatro, e con un tragico segreto, può essere scontata e stereotipata, ma a tratti mi ha commossa. Bravi i genitori, il papà di lei Peter Coyote e la mamma di lui Daryl Hannah (persona che stimo per il suo impegno ambientalista, qui doppiata dalla brava Laura Boccanera, che ormai fa le madri, e io me la ricordo ancora in Candy Candy), e l'insieme non è così stucchevole come si potrebbe pensare. Certo, è un film: nella vita reale gli opposti non si attirano, e una storia tra lo spaccone ma che in realtà ha tanto amore e la nerd sarebbe impensabile.
postato da: gattaneilibri alle ore 19:04 | Permalink | commenti
categoria:cinema, romanzi, film sentimentali