sabato, 27 giugno 2009


Premetto che non sono mai stata una fan sfegatata né di Michael Jackson né di Farrah Fawcett (la mia preferita di Charlie's Angels era Kelly, Jacqueline Smith, mio amore segreto di preadolescente insieme a Maya di Spazio: 1999), ma le loro morti premature mi portano a fare delle considerazioni, in un momento della mia vita in cui la morte ha colpito prematuramente delle persone che conoscevo e in cui mi rendo conto della volatilità della vita.
Michael Jackson, bambino mai cresciuto perché mai stato bambino, con una storia che nemmeno Dickens o Malot sarebbero riusciti ad immaginare, con un vuoto nell'anima che ha cercato di riempire in tutti i modi finché non è diventato così grande da fagocitarlo, è il simbolo del dolore che nessun successo può cancellare. Mai stato a suo agio, forse soltanto quando era sul palco, sempre in cerca di quello che nessuno poteva dargli, un'infanzia infelice, Michael Jackson mi fa una gran pena e una gran tenerezza. Credessi direi che si è liberato, che adesso non è più la marionetta di nessuno.
Farrah Fawcett, splendida, eroina di una generazione di ragazze e ragazzine che non volevano finire a fare le casalinghe come le mamme, sorridente, una bambola bionda senza essere né volgare né dozzinale, è morta consumata dal male del secolo, con un finale degno del film più famoso (insieme a Barry Lindon) del suo compagno di una vita Ryan O'Neal, Love Story. Un'eroina che ha lasciato orfani i suoi fan, che avevano scoperto che anche dal tubo catodico potevano uscire i miti, miti di cui forse il proliferare della tv spazzatura e dei reality ci priveranno per sempre (ma vogliamo mettere le Veline con le Charlie's Angels? I protagonisti del Grande Fratello con Mulder e Scully? Ma per piacere, fateci sognare!)

La ricchezza non dà la felicità, né mette al ripiano dalle disgrazie e dalla morte, ma quando sei un mito vivi in eterno. Anche se gli dei, come dicevano i greci, potrebbero evitare di averti così caro di chiamarti troppo presto, come hanno fatto con Michael e Farrah, ma anche con Kurt Cobain, Freddy Mercury, Pavarotti, Marilyn Monroe, James Dean e tanti altri.
Michael sarà per sempre nel videoclip Thriller, Farrah correrà per sempre come Charlie's Angels. Grazie comunque per aver fatto sognare la gente, la cosa migliore che si può fare per i propri simili.
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categoria:personaggi, attualità
sabato, 27 giugno 2009


Ho paura che per colpa della crisi, che fa venire voglia alla gente di ridere con le puttanate, si vedranno sempre meno film come questo, realizzato in pieno stile James Ivory, e cioè gran cura dei dettagli e nessuna sdolcinatezza. L'incontro scontro di Charles, studente oxfordiano ateo, con i due rampolli di una nobile famiglia cattolica, tra castelli, college, balli e tanta amarezza, piace a chi ama il cinema inglese di qualità, quello che non è comunque mai noioso, che ti porta per mano dentro i tormenti dell'anima e dei sentimenti, nascosti da una patina di grazia. Un bel film, in cui spicca il personaggio di Sebastian, giovane omosessuale tormentato da sensi di colpa assurdi e dalle regole sociali. Da vedere, e tenere d'occhio le splendide vedute iniziali di Oxford (che nostalgia...) e l'intermezzo insolito e splendido nei calli e nei giardini di Venezia.
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categoria:cinema, film in costume
sabato, 27 giugno 2009


In questo profluvio di romanzi fantasy e fantastici, risulta difficile trovare qualcosa che non riprende clichés, come ormai quello diffusissimo della ragazzina sfigata che incontra uno strafigo che, te pensa, è anche un vampiro.
La saga della guerra delle streghe di Maite Carranza, tre libri che ho divorato d'un fiato, è un esempio di storia originale. L'autrice, di Barcellona, riprende in mano i miti mediterranei sulle streghe, mescolandoli con quelli nordici, mesoamericani e dell'Europa dell'Est, trascinando il suo lettore per mano nello scontro mortale tra le streghe bianche Om e le streghe malefiche Od, tra folklore e colpi di scena, con al centro la giovane Anaid, un personaggio a cui non puoi non affezionarti. Da leggere e rileggere, in attesa che qualcuno, magari Guillermo del Toro, faccia un film.
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categoria:fantasy, romanzi, gothic, scrittrici
sabato, 27 giugno 2009


Spesso sento fare delle critiche al cinema italiano, tra cui la più frequente è quella di non essere abbastanza incisivo e appassionante. Cosa condivisibile, ma ci sono film che si salvano. Come questo, storia della giornalista italiana uccisa in Somalia, modello di vita per tutti coloro che credono nella verità e nel dovere di dirla: avendo visto anche il film su Veronica Guerin con Cate Blanchett, devo dire che Ilaria Alpi il più crudele dei giorni non ha nulla da che invidiare. Entrambe storie vere, entrambe storie di grandi donne.  E concordo con chi mette Giovanna Mezzogiorno tra le grandi attrici di oggi, splendida e di talento come poche riescono ad essere.
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categoria:cinema, attualità, attrici
sabato, 27 giugno 2009


Ho visto finalmente questo film che mi era stato consigliato proprio da un altro blogger (anzi un'altra blogger), con la splendida Gene Tierney, Vincent Price e in un ruolo secondario Jessica Tandy, diventata famosissima poi da anziana. Tratto da un romanzo di Ania Seton, da noi sconosciuta ma maestra di tutte le autrici di romance d'oltre oceano, prima fra tutte la compianta Kathleen E. Woodiwiss, il film ricorda Jane Eyre e i romanzi gotici, in uno spendido bianco e nero. Datato se si ragiona in maniera razionale, splendido se si ragiona con la parte emotiva. Da vedere assolutamente se si amano i classici del cinema.
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categoria:attrici, classici del cinema
mercoledì, 24 giugno 2009


Ventidue anni fa ad oggi avevo già dato i due scritti della maturità. Non ho mai fatto festeggiamenti negli anni che si sono succeduti per ricordare la maturità, ma un pensiero all'essermi liberata dal liceo e da tutte le sue menate (di cui orrende quelle dell'ultimo anno, dove ero oggetto di bullismo per la mia diversità), quello sì. In un bel pezzo di Buon giorno dell'altro giorno su La Stampa Massimo Gramellini rimpiange la sensazione di possibilità infinita che si ha a quell'età: io ricordo solo che ero felice perché il mio adorato gatto Matteo era appena arrivato da me e per l'ennesima replica dei film di Angelica, nulla di più. Mi sento più piena di infinite possibilità oggi, che non sono più adolescente, che dopo tanti sbandamenti credo finalmente di aver capito cosa mi piace fare come lavoro, che ho capito che il mio destino può essere solo zitella o gay e che quindi con gli uomini è meglio che non ci abbia niente a che fare, che ho fatto alcuni dei viaggi che volevo, che ho ripreso in mano gli amori veri di una vita (cultura e scrittura, non ci sarà mai una persona, nemmeno una donna, per la quale posso provare cosa provo per queste due cose...), che mi sento serena ed appagata. Certo, spero in un lavoro gratificante (e occhio che quello che è gratificante per me cento ad uno non lo è per altri, visto che ho sempre detestato discoteche, vita sociale, sesso e quant'altro va per la maggiore...), ma per il resto per me è ok essere così. A 19 anni non riuscivo a dirlo, e per questo sono contenta di non avere più quell'età.
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categoria:vita, scuola
martedì, 23 giugno 2009


Mi avevano magnificato questo film di Muccino, ma devo dire che sì, si può vedere, ma andrei cauta a parlare di capolavoro e a scomodare Frank Capra. Anche perché, detestando le devianze della new economy, tutto l'insieme mi ha lasciata perplessa. Il protagonista era quanto meno sprovveduto a pensare di poter mantenersi vendendo costosissimi apparecchi medici (praticamente, l'equivalente della Folletto, io detesto i lavori porta a porta perché non sono lavori, ma truffe travestite..) e il fatto che vada a fare il promotore finanziario con tanto di lavoro iniziale in pratica in stile call center è quanto meno allucinante. Con la crisi che ha mandato in tilt un modello di economia basato sulle transazioni e la borsa, questo film sembra datato e poco incisivo. Comunque, si può vedere, e Will Smith è bravo e simpatico.
Curioso che gli Stati Uniti, unico Paese democratico, abbiano nella loro Costituzione un richiamo al diritto di essere felici, principio illuminista poco praticabile in senso assoluto, ma nobilissimo come assunto. Ma invece che questa storia di venditori porta a porta diventati promotori finanziari (tutti i giorni mi arrivano mail in cui mi propongono lavori di questo genere, le cestino, non sono lavori...) c'è una storia dalla vita reale di ricerca della felicità ben più interessante e edificante.
Khadijah Williams è nera ed è cresciuta per le strade della California, insieme alla baby madre, che l'ha concepita a soli 14 anni, e alla sorellina minore. Ha una sola passione: lo studio, va a scuola in mille posti diversi, nascondendo che dorme per strada o in motel sgangherati, lavandosi nei bagni pubblici per non puzzare, prendendosi le canzonature dei compagni di scuola perché è una secchiona ed è povera e quelli dei colleghi di sua madre che la vedono troppo diversa, Un'outsider sempre e comunque. Khadijah Williams ha superato test ed esami di ammissione, ed andrà ad Harvard. Ecco, questa è una storia che il cinema dovrebbe raccontare. E se dai diamanti non nasce niente, ma dal letame nascono i fiori, pensiamo invece a tutte le menate che abbiamo copiato dagli Stati Uniti (le vendite porta a porta, i fast food, i call center, il lavoro ultraprecario, le discoteche, i centri commerciali, le multisale) e non a questo, l'idea che chiunque, anche un fiore cresciuto in mezzo ai rifiuti, può essere e diventare grande, può cambiare la sua vita, perché da noi la flessibilità funziona solo verso il basso (come ha sottolineato quel coglione di Sacconi quando ha detto che noi laureati dovremmo fare gli operai e gli imbianchini, che poi, per carità, sempre meglio che fare gli operatori di call center e i venditori della Folletto...) e non verso l'alto.
Tutte le volte che vedrò d'ora in poi un bimbo zingaro o mendicante penserò a Khadijah, a cosa può nascondere quel bimbo dentro di sé.
Comunque, c'è un'altra cosa che copierei dagli Stati Uniti: FUORI I DIVORZIATI DAL NOSTRO PARLAMENTO...
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categoria:cinema, attualità
martedì, 23 giugno 2009


Avevo apprezzato molti film dei fratelli Coen, e trovo che Javier Bardem, interprete di film splendidi come L'ultimo inquisitore e Mare dentro, sia uno dei migliori attori contemporanei. Questo film però non mi ha convinta in pieno, ho trovato Bardem poco più che una macchietta (l'Oscar glielo avrei dato come Pedro in Mare dentro, un film a cui continuo a pensare) e tutto l'insieme un po' scontato e già visto. Fatto bene, ok, ma tutto si perde. Emerge lo sceriffo di Tommy Lee Jones (il gemello perduto di Mitch Pileggi, lo Skinner di X-Files) e la splendida Kelly Mac Donald, scozzese un po' a disagio, e attrice che vorrei vedere più spesso.-
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categoria:cinema, attori, attrici
martedì, 23 giugno 2009


Devo dire che Charlotte Link, autrice di gialli con spunti storici e di saghe che ricalcano Via col vento, non mi delude mai. E nemmeno questo bel thriller, ambientato tra la Germania, dove avviene un terribile duplice omicidio, e la Costa Azzurra (posto che detesto e dove ho passato la peggiore vacanza della mia vita, mille volte meglio Genova della foto di qui sopra) dove si è ritirata una ex assistente sociale che ha perso la voglia di vivere, delude. Anzi, appassiona e diverte, tra mille colpi di scena, ricordi drammatici di infanzia, scavando nei sentimenti, spesso negativi, delle persone. Lo consiglio tra l'altro a chi ha un'idea romantica del matrimonio... i mariti qui sono o assenti e offensivi o pericolosi. Bello, comunque, anche se non all'altezza de La casa delle sorelle o La donna delle rose, che restano i due migliori.
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categoria:romanzi, gialli, scrittrici
martedì, 23 giugno 2009


Ho letto finalmente tutti e tre i libri della serie di John Passarella su Wither, saga stregonesca sull'onda di Stephen King e di Buffy. Il primo libro è molto bello, pur ricalcando in qualche punto It, il secondo non è male, il terzo si affloscia un po' con l'introduzione del personaggio del Wendigo che è decisamente di troppo. Comunque sono libri che consiglio ai fan di Buffy, di X-Files e del genere horror, non capolavori, ma divertenti e scorrevoli da leggere. Sono editi dalla Gargoyle books, che non sarebbe male che si dedicasse anche alla letteratura di genere scritta da noi italiani..
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categoria:streghe, horror, romanzi
venerdì, 19 giugno 2009


Si sente dire che l'eutanasia sia l'espressione di una cultura di morte: eppure in questo film, premio Oscar  (meritatissimo) come migliore film straniero, ispirato alla storia vera di Ramon Sanpedro, pescatore paralizzato in un letto per quasi trent'anni che alla fine degli anni Novanta dello scorso secolo lottò per il suo diritto a morire con dignità (non potendo più vivere con dignità) si respira un amore per la vita come raramente si vede, al cinema e nel mondo reale.
Ramon scrive poesie, si innamora ricambiato, sogna di volare, sogna il mare, rivendica la sua scelta, e i personaggi intorno a lui, dall'avvocatessa Julia (la bella e brava protagonista di El orphanato Belem Rueda) destinata ad una fine analoga per colpa di una malattia degenerativa al nipote che lo aiuta con il computer (e al quale è affidata una delle scene più strazianti del film), dal fratello che non condivide la scelta di Ramon alla dolce Rosa, a tanti altri rappresentano la vita in tutte le sue sfumature.
Una vita che non si arrende alla morte, ma che rivendica un diritto fondamentale, per tutti: quello di vivere una vita secondo i nostri desideri, dell'essere padroni di noi stessi, fino alla fine. Qui a Torino l'hanno inserito in una serata sul caso Englaro, a me sembra più la storia di Piergiorgio Welby.
Un film toccante, commovente senza essere mai patetico, sostenuto da una colonna sonora trascinante e gioiosa,
mai retorico, realistico ma nello stesso tempo onirico, la storia di una persona che amava talmente la vita da non sopportare una vita che non era più tale. Da vedere, per commuoversi e riflettere.
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categoria:cinema, diritti, attualità
venerdì, 19 giugno 2009


Mi era stato segnalato questo film come ispiratore dello spagnolo El orphanato, che a me è piaciuto molto, e ho voluto vederlo, attratta anche dalle atmosfere. Una fotografia suggestiva, la location dell'orfanotrofio è azzeccata, ma il film in sé non mi ha convinta, e non solo per una gratuita e orrenda scena di violenza contro dei gattini, ma per l'insieme, abbastanza scontato per il genere, e per le interpreti, non eccelse, e migliore comunque la coprotagonista mezza pazza della protagonista, ragazza incinta sfuggita a un destino di violenze in casa dei suoi precedenti datori di lavoro. Meglio El Orphanato mille volte.
Una curiosità: l'arcigna direttrice del collegio è interpretata da Catriona Maccoll, famosa presso gli otaku per essere stata Lady Oscar nel film omonimo, non eccelso nemmeno quello, a dire il vero. Ma devo dire che la Catriona è molto più affascinante oggi che da giovane, meno bambola: ha quasi lasciato il cinema e come la sua collega Catherine Schell, l'indimenticabile Maya della seconda stagione di Spazio: 1999, gestisce un bed and breakfast in Francia.
postato da: gattaneilibri alle ore 16:49 | Permalink | commenti
categoria:cinema, horror, attrici
martedì, 16 giugno 2009


Sull'onda de Il codice Da Vinci è uscita tanta roba, non ultimo questo romanzo di Scott Mariani dove trovano spazio tante mitologie: da quella degli alchimisti (che a me affascina molto, complici le leggende su Torino e gli alchimisti e la passione per il marito di Angelica) a quella dei catari, dal nazismo esoterico agli intrighi fantapolitici. Un romanzo appassionante, a tratti molto stereotipato (con tanto di cattivo ricalcato sull'albino del Codice...), con una scontata storia d'amore, ma che nonostante tutto si fa leggere, e in fretta. Bello il tema della ricerca del potere dell'immortalità, carino il personaggio femminile, non male quello maschile anche se puzza di Fox Mulder lontano un miglio con tanto di sorellina scomparsa.
Ecco, è il classico libro adatto a questa stagione.
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categoria:misteri, romanzi
martedì, 16 giugno 2009


Mi ero persa questo film, che rappresenta uno dei tanti tentativi di David Duchovny di scrollarsi il personaggio di Fox Mulder: tentativo direi fallito, perché il suo personaggio, pur carino (il fratello di un trans drag queen che cerca di accettare il suo congiunto e nel frattempo si prende una cotta per una drag queen non sapendo che si tratta di una donna travestita) non è memorabile. Soprattutto di fronte a quei due cicloni di Nia Vardalos e Toni Collette, strepitose. Il film è una commedia sull'onda di A qualcuno piace caldo, piacevole, divertente e con una buona colonna sonora. Da consigliare a chi ama i musical e le storie sulla diversità, perché in maniera soft presenta degli interrogativi non così scontati.
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categoria:cinema, x-files
lunedì, 15 giugno 2009


Mi era sfuggito questo film al cinema, l'ho scoperto catalogando in biblioteca e ho voluto vederlo, se non altro perché adoro Cate Blanchett e i filmoni storici. E devo dire, davvero bello: certo, la storia di Charlotte, giovane scozzese (con tanto di splendide riprese della Scozia, ferrovia sospesa già usata in Harry Potter compresa) che si arruola nell'Intelligence britannico durante il secondo conflitto mondiale per ritrovare il fidanzato disperso in Francia, e che in Francia affiancherà la Resistenza, può sembrare a tratti già vista, ma l'insieme è appassionante, un filmone pieno di azione, passione, eroismo e cattiveria come ne vorresti vedere di più. Un filmone che riecheggia i melodrammi ma senza copiarli pedissequamente come nel caso di Intrigo a Berlino.
Splendida la Blanchett, magistralmente doppiata da Claudia Catani, la voce di Dana Scully tra le altre, e tra gli altri interpreti segnalo Michael Gambon, Silente in Harry Potter, sublime nel ruolo di signorotto di campagna indurito dalla vita ma pronto a rischiare tutto per aiutare due bambini ebrei.
Il film è tratto da un libro, La guerra di Charlotte di Sebastian Faulkner, che vedrò di procurarmi.
postato da: gattaneilibri alle ore 09:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, attrici, film storici