
Premetto che non sono mai stata una fan sfegatata né di Michael Jackson né di Farrah Fawcett (la mia preferita di Charlie's Angels era Kelly, Jacqueline Smith, mio amore segreto di preadolescente insieme a Maya di Spazio: 1999), ma le loro morti premature mi portano a fare delle considerazioni, in un momento della mia vita in cui la morte ha colpito prematuramente delle persone che conoscevo e in cui mi rendo conto della volatilità della vita.
Michael Jackson, bambino mai cresciuto perché mai stato bambino, con una storia che nemmeno Dickens o Malot sarebbero riusciti ad immaginare, con un vuoto nell'anima che ha cercato di riempire in tutti i modi finché non è diventato così grande da fagocitarlo, è il simbolo del dolore che nessun successo può cancellare. Mai stato a suo agio, forse soltanto quando era sul palco, sempre in cerca di quello che nessuno poteva dargli, un'infanzia infelice, Michael Jackson mi fa una gran pena e una gran tenerezza. Credessi direi che si è liberato, che adesso non è più la marionetta di nessuno.
Farrah Fawcett, splendida, eroina di una generazione di ragazze e ragazzine che non volevano finire a fare le casalinghe come le mamme, sorridente, una bambola bionda senza essere né volgare né dozzinale, è morta consumata dal male del secolo, con un finale degno del film più famoso (insieme a Barry Lindon) del suo compagno di una vita Ryan O'Neal, Love Story. Un'eroina che ha lasciato orfani i suoi fan, che avevano scoperto che anche dal tubo catodico potevano uscire i miti, miti di cui forse il proliferare della tv spazzatura e dei reality ci priveranno per sempre (ma vogliamo mettere le Veline con le Charlie's Angels? I protagonisti del Grande Fratello con Mulder e Scully? Ma per piacere, fateci sognare!)
La ricchezza non dà la felicità, né mette al ripiano dalle disgrazie e dalla morte, ma quando sei un mito vivi in eterno. Anche se gli dei, come dicevano i greci, potrebbero evitare di averti così caro di chiamarti troppo presto, come hanno fatto con Michael e Farrah, ma anche con Kurt Cobain, Freddy Mercury, Pavarotti, Marilyn Monroe, James Dean e tanti altri.
Michael sarà per sempre nel videoclip Thriller, Farrah correrà per sempre come Charlie's Angels. Grazie comunque per aver fatto sognare la gente, la cosa migliore che si può fare per i propri simili.
Michael Jackson, bambino mai cresciuto perché mai stato bambino, con una storia che nemmeno Dickens o Malot sarebbero riusciti ad immaginare, con un vuoto nell'anima che ha cercato di riempire in tutti i modi finché non è diventato così grande da fagocitarlo, è il simbolo del dolore che nessun successo può cancellare. Mai stato a suo agio, forse soltanto quando era sul palco, sempre in cerca di quello che nessuno poteva dargli, un'infanzia infelice, Michael Jackson mi fa una gran pena e una gran tenerezza. Credessi direi che si è liberato, che adesso non è più la marionetta di nessuno.
Farrah Fawcett, splendida, eroina di una generazione di ragazze e ragazzine che non volevano finire a fare le casalinghe come le mamme, sorridente, una bambola bionda senza essere né volgare né dozzinale, è morta consumata dal male del secolo, con un finale degno del film più famoso (insieme a Barry Lindon) del suo compagno di una vita Ryan O'Neal, Love Story. Un'eroina che ha lasciato orfani i suoi fan, che avevano scoperto che anche dal tubo catodico potevano uscire i miti, miti di cui forse il proliferare della tv spazzatura e dei reality ci priveranno per sempre (ma vogliamo mettere le Veline con le Charlie's Angels? I protagonisti del Grande Fratello con Mulder e Scully? Ma per piacere, fateci sognare!)
La ricchezza non dà la felicità, né mette al ripiano dalle disgrazie e dalla morte, ma quando sei un mito vivi in eterno. Anche se gli dei, come dicevano i greci, potrebbero evitare di averti così caro di chiamarti troppo presto, come hanno fatto con Michael e Farrah, ma anche con Kurt Cobain, Freddy Mercury, Pavarotti, Marilyn Monroe, James Dean e tanti altri.
Michael sarà per sempre nel videoclip Thriller, Farrah correrà per sempre come Charlie's Angels. Grazie comunque per aver fatto sognare la gente, la cosa migliore che si può fare per i propri simili.

















