
Le femministe dicevano l'utero è mio e me lo gestisco io: frase un po' riduttiva, per fortuna non siamo solo organi sessuali, e io dico la vita è mia e me la gestisco io.
Voglio essere libera di poter scegliere di rifiutare un lavoro non dignitoso, ai limiti della truffa, sottopagato e inconcludente, senza sentirmi dare della bambocciona, della fannullona, della casalinga frustrata (come femminista dico e ripeto: meglio casalinghe che operatrici di call center o piazziste porta a porta!), della povera illusa, della persona che non sa adattarsi. E voglio essere libera di criticare chi invece sceglie di fare sti lavori del menga, perché non lo fa per vera necessità di campare (può star fresco...) ma solo per avere quattro spiccioli in tasca da sperperare in menate consumistiche.
Voglio essere libera di scegliere di non sposarmi e di non avere figli, senza che nessuno mi dica che sono egoista, con problemi, una che non ha valori, una che non vuole crescere, una delle responsabili della denatalità del nostro Paese (ampiamente compensata da quanti bambini nascono nel Terzo Mondo, cosa vogliamo fare di questo povero pianeta?). Voglio che nel mio Paese resti una legge civile come la 194, che permette alle donne rimaste incinte in maniera indesiderata di potersi tirare indietro all'ultimo momento. Voglio, anche se non frequento uomini, che i contraccettivi siano in libera distribuzione qui e ovunque, per chi sceglie altri stili di vita. E voglio che chi vuole figli e non riesce ad averli per via naturale o non vuole frequentare uomini (donne single e lesbiche) possa averli con una procreazione assistita non disumana.
Voglio essere libera di non frequentare uomini senza sentirmi dire che tanto lo faccio perché cessa come sono nessuno mi vuole, perché sono una stupida, perché sono una che non sa godersi la vita, perché ho tutte cose sbagliate nella testa: se preferisco i gatti, i libri, i musei e i viaggi ad avere rapporti con l'altro sesso, rivendico il diritto a vivere così, io sono felice, voi che mi criticate lo siete? E voglio che non ci sia più come unico modello di vita quello dell'eterosessuale in coppia, ma che le coppie omosessuali abbiano la stessa dignità, e anche i single.
Voglio essere libera di non partecipare al gran calderone del consumismo, che dovrebbe risolvere il problema della crisi, peccato che quest'ultima sia stata proprio causata in parte dal consumismo. Voglio essere libera di non spendere, di non fare vita sociale, di basare la mia vita sulla cultura, di starmene da sola, senza che nessuno mi critichi o mi rompa le scatole.
Voglio poter vivere finché la mia vita sarà degna di essere chiamata tale, finché potrò alzarmi dal letto, mangiare cose buone e non essere alimentata con un sondino, fare le coccole al mio gatto, leggere libri e fumetti, emozionarmi per un film o per un brano di musica, girare, viaggiare: non voglio essere ridotta a vegetare per anni e anni in un letto come Eluana e tanti altri. La legge sul testamento biologico in via di approvazione nel nostro bel Parlamento è un oltraggio alla libertà di tutti, una vergogna in un Paese democratico.
Io dico a questi bei moralisti: volete farvi alimentare forzatamente anche se siete ridotti ad un vegetale? Nessuno ve lo vieta. Volete tenere un figlio anche se è frutto di uno stupro? Cavoli vostri. Volete starvene sposati con qualcuno che vi cornifica e vi picchia? Prego, accomodatevi. Non volete seguire il vostro cuore, amando qualcuno del vostro stesso sesso o standovene da soli? Contenti voi... Ma non avete alcun diritto ad imporre agli altri le vostre idee, a rovinare le vite degli altri. Le vostre vite, rovinatevele come volete, tanto sarete voi e solo voi a pagarne le conseguenze. Ma quelle degli altri sono sacre.