martedì, 31 marzo 2009


L'altra sera ho finito di vedere gli episodi di Angel, con quel series finale al cardiopalma in cui la vicenda termina di brusco. Avrei potuto scrivere tante cose: quanto sono carini Angel e Spike insieme, che tristezza la storia di Wesley e Fred (che se la serie non fosse stata cancellata si sarebbe risolta in un altro modo), che personaggio tosto è Illyria, demone che sente dentro di sé le debolezze umane, amore e passione compresi, bisogna che mi metta a scrivere fanfiction in argomento, Angel con Buffy è una delle serie migliori degli ultimi anni, speriamo di vedere il fumetto pubblicato in italiano e speriamo che facciano un film sull'onda di Twilight.
Ieri ci ha lasciati Andy Hallett, il demone cabarettista Lorne: la sua uscita di scena nel telefilm era grandiosa, comunque tornava nel seguito a fumetti. E invece nella vita reale ci ha salutati, a soli 33 anni, per un infarto. Non so più chi diceva che ci affezionamo ai personaggi dei telefilm perché nel nostro inconscio diventano nostri familiari, visto che li vediamo in continuazione per mesi, per anni. Lorne mi piaceva moltissimo: il suo interprete vivrà per sempre in lui, certo che poteva andare altrimenti...
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categoria:telefilm, buffy, morte, angel
martedì, 31 marzo 2009

Avevo visto i libri di questa serie in libreria, ne ho trovato uno in biblioteca e con molta prontezza era il secondo, per cui sono arrivata a metà strada. Premettendo che amo la letteratura per ragazzi perché molta fa invidia a quella per adulti (un esempio per tutti, Harry Potter!), che amo le storie di vampiri anche se cominciano ad inflazionare un po' troppo, ed amo le storie di pirati anche se idem come sopra, ho trovato questo libro dignitoso ma niente di più. Un'avventura già sentita, c'è pure la scelta di ambientare il tutto nel futuro (ma avevamo già un pirata dello spazio con Capitan Harlock!), ma alla fine la storia è avventurosa ma non ti prende più di tanto. O meglio, non prende più di tanto la sottoscritta, cresciuta a pane e Salgari, che tornerà a leggere quanto prima. Comunque il vantaggio delle biblioteche è questo: farti leggere tanti libri senza poi pentirti dopo di aver speso dei soldi in un libro non eccelso. Forse leggerò anche gli altri della serie, se li troverò nello stesso posto.

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categoria:avventura, letteratura per ragazzi
martedì, 31 marzo 2009


Ho letto due libri che hanno come comune denominatore quello di trattare della storia vista dal punto di vista delle donne: Quante donne di Enzo Biagi e Di testa loro di Marta Boneschi. Il primo raccoglie una serie di articoli scritti dal famoso giornalista, di cui avevo ammirato le affermazioni a favore degli omosessuali ma non quelle contro gli animalisti: ha il difetto di molti libri costruiti da una raccolta di articoli, la frammentarietà, ma ci sono brani interessanti, come quello su Virginia Woolf e Vita Saville West. Di testa loro di Marta Boneschi raccoglie i ritratti di dieci donne, tra cui Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Lucia Bosé, Alida Valli, Lina Merlin, Franca Viola e racconta la loro vicenda umana e come hanno saputo andare, ciascuna a loro modo, contro i tabù del tempo. Bello, con una particolare simpatia per Rita Levi Montalcini, mia concittadina, una donna che noi donne dovremmo prendere ad esempio per l'esempio che ci ha dato, quello di una donna che non ha bisogno di un uomo per essere felice perché basta a se stessa con il suo cervello.
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categoria:donne, storia
domenica, 29 marzo 2009


Corre voce, e l'ha riportata anche Alessandra Comazzi su La stampa dell'altro giorno, che la stagione in onda attualmente di Cold case in America sarà l'ultima. La serie costa troppo, infatti è uno dei telefilm più curati, e come ricostruzione d'epoca, e come colonna sonora, e forse gli attori, che ci hanno dato una serie di ritratti dei tanti modi possibili di essere single (di ritorno, per scelta, con una figlia, per mancanza di occasioni), vorranno dedicarsi ad altro. Si può anche dire che è bene chiudere prima che la serie caschi troppo di livelllo, senza contare che l'ambientazione a Philadelphia è forse un po' riduttiva, alla fine viene da dire ma quanti omicidi irrisolti ci sono stati nella città sede della dichiarazione d'Indipendenza?
Comunque, a prescindere dal fatto che i personaggi mancheranno a tutti noi fan, e speriamo di vedere gli attori in tanti altri film e telefilm (sono tutti bravi e capaci...) ciò non toglie che ho trovato Cold case una delle serie migliori tra la miriade di serie poliziesche che sono emerse in questi ultimi anni. Il pathos, il tema della giustizia che però non sana le ferite, l'attenzione per i diritti umani, il fatto che non ci siano mai cattivi assoluti (tranne forse il maniaco della fine della terza stagione), la serenità nel dolore, il tema dei vinti vittime e carnefici:  poche serie mi hanno coinvolta così, ho apprezzato i vari CSI e mi piace molto Senza traccia, ma Cold case è su un gradino più in alto. E mi spiace tantissimo che per ora non usciranno i dvd, pare per ragioni di diritti d'autore per tutta la musica riprodotta nella serie. Lily con i suoi gattoni e il suo appartamento da single mi mancherà, e non solo lei.
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categoria:telefilm, protagoniste
domenica, 29 marzo 2009


Ho preso questo libro di Chantal Thomas in biblioteca perché attratta dall'argomento: Rivoluzione francese e Maria Antonietta. Scritto come un romanzo, narra la storia di una dama di compagnia della regina e degli ultimi giorni vissuti a Versailles, a cavallo della Presa della Bastiglia, e prima di scappare all'estero. Argomento interessante, ma il libro non mi ha entusiasmata più di tanto, avendo letto molto altro sul tema non ha aggiunto molto. Ma passare un paio d'ore a Versailles è sempre bello.
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categoria:storia, settecento, maria antonietta
domenica, 29 marzo 2009


Tradizionalmente, la cultura principe nell'opprimere i diritti delle donne viene vista come quella islamica, e in parte non si può dire che non sia vero. Ma ci sono oppressioni anche in culture più accettate e più vicine a noi e se la cronaca torinese di questi giorni riporta la raccapricciante storia di un padre padrone di dieci figli (già questo simbolo di degrado morale e materiale) che per venticinque anni ha segregato e stuprato sua figlia e del fratello di questa, stupratore di lei e anche delle sue quattro bambine, ci sono purtroppo mille situazioni all'apparenza non violente in cui le donne vengono oppresse.
La vicenda di questo romanzo di una decina d'anni fa di Pearl Abraham si svolge negli Stati Uniti e racconta la storia di Rachel, figlia di ebrei chassidi, branca dell'ebraismo (religione per molti versi moderna e liberale) in cui le donne devono portare i capelli rasati dopo il matrimonio, calze spesse ed antiestetiche, coprirsi la testa con un foulard, non leggere libri non religiosi e obbedire al marito. Rachel vuole portare i collant come le sue coetanee, vuole trovarsi un lavoro, va a lezioni di nuoto di nascosto per imparare a diventare soccorritrice (per la sua cultura non ci si può mettere in costume da bagno) e soprattutto adora leggere, i libri di Charlotte Bronte, di Barbara Cartland, di Victoria Holt, tra lo scandalo della sua comunità e della sua famiglia, dove un padre severo ma in definitiva assente perché perso in sogni di grandezza per la comunità è appoggiato da una madre terribile di fronte alla ribellione della figlia. Alla fine divorzierà dal marito impostole dai genitori e tenterà una strada lontana da casa. Un libro non leggero, che fa pensare a come cose banali come un romanzo rosa o un paio di collant possano diventare il simbolo dell'emancipazione per una ragazza.
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categoria:femminismo, romanzi, scrittrici
domenica, 29 marzo 2009


Avevo letto con piacere Jonathan Strange e il signor Norrel di Susanna Clarke, affresco dell'Inghilterra all'inizio del Novecento tra magia e realtà, e ho voluto leggere i racconti della medesima autrice, ambientati più o meno nello stesso universo del suo romanzo. Carini, molto ispirati al folklore inglese: quello che è splendido in questo libro sono i disegni di Charless Vess, già collega di Neil Gaiman per Stardust ed altre opere.
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categoria:fantasy, fiabe, scrittrici
venerdì, 27 marzo 2009


Conoscevo già Patrizia Carrano per alcuni suoi saggi sulle attrici del cinema: in questo libro, breve ma denso, si concentra su tutta una serie di ritratti di donne, che sfidarono le convenzioni di una società maschilista per seguire l'amore, il potere, la propria autoaffermazione. Sono donne molte diverse tra di loro: nello stesso libro trovano spazio Camille Claudel, Cristina di Svezia, Madame de Montespan, George Sand, Wallys Simpson, Elisabetta I, la regina Margot, Cristina di Belgioioso, Sissi e Isadora Duncan, per citarne alcune, ma tutte hanno avuto un loro perché, hanno fatto una sfida, hanno seguito i loro desideri, pagandone il prezzo spesso, ma rimanendo nel mito. Pittrici, scrittrici, cortigiane, regine, intellettuali, artiste, ma tutte con quel qualcosa che ce le fa ricordare ancora oggi. Sulle loro tombe (io ho visto quella di Sissi) c'è chi ancora porta dei fiori, siamo qui che parliamo ancora di loro, vengono fatti dei film e scritti dei libri, o dedicati anche dei siti web a loro: e questo qualcosa vorrà pur dire.
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categoria:donne, biografie
venerdì, 27 marzo 2009


Avevo sentito parlare dei romanzi di Alberto Ongaro e del suo amore per il cappa e spada, e ho iniziato a leggerli con questo libro, trovato in biblioteca. Divertente, pieno dei clichés del genere, ma che non annoiano, tra duelli, scambi, rapimenti, amori, intrighi, crudeltà. 250 pagine che volano leggere, con un inizio e una fine ai giorni nostri, per dare una parvenza di realtà all'insieme. Carino, cercherò gli altri libri di Ongaro.
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categoria:romanzi storici, feuilleton
venerdì, 27 marzo 2009


Ho amato molto i romanzi della scrittrice tedesca Charlotte Link, gialli spesso a sfondo storico. Con questo romanzo ha iniziato una trilogia sulla storia della Germania, dalla Prima Guerra mondiale ai giorni nostri. Qui si parte con lo scoppio della Grande Guerra e si arriva alla crisi del 1930, passando per la rivoluzione bolscevica e la sinistra ascesa di Hitler. Il tutto fa da sfondo alla vicenda di Felicia, ragazza viziata e poi donna, divisa tra due amori, il cinico Alex e l'idealista rivoluzionario Maxim.
Mi è piaciuto come pagina di storia, come ricostruzione di eventi di cui si parla meno rispetto ad altri: la Grande Guerra, massacro immane, con i suoi orrori, è ormai quasi dimenticata, così come la Rivoluzione d'ottobre, e qui rivive bene. La storia però è a tratti copiata da Guerra e pace, a tratti da Via col vento, Felicia somiglia molto a Rossella O'Hara, e questo rende alla fine un po' prevedibili certi sviluppi. Un libro comunque piacevole.
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categoria:romanzi storici, scrittrici
venerdì, 27 marzo 2009

Le femministe dicevano l'utero è mio e me lo gestisco io: frase un po' riduttiva, per fortuna non siamo solo organi sessuali, e io dico la vita è mia e me la gestisco io.
Voglio essere libera di poter scegliere di rifiutare un lavoro non dignitoso, ai limiti della truffa, sottopagato e inconcludente, senza sentirmi dare della bambocciona, della fannullona, della casalinga frustrata (come femminista dico e ripeto: meglio casalinghe che operatrici di call center o piazziste porta a porta!), della povera illusa, della persona che non sa adattarsi. E voglio essere libera di criticare chi invece sceglie di fare sti lavori del menga, perché non lo fa per vera necessità di campare (può star fresco...) ma solo per avere quattro spiccioli in tasca da sperperare in menate consumistiche.
Voglio essere libera di scegliere di non sposarmi e di non avere figli, senza che nessuno mi dica che sono egoista, con problemi, una che non ha valori, una che non vuole crescere, una delle responsabili della denatalità del nostro Paese (ampiamente compensata da quanti bambini nascono nel Terzo Mondo, cosa vogliamo fare di questo povero pianeta?). Voglio che nel mio Paese resti una legge civile come la 194, che permette alle donne rimaste incinte in maniera indesiderata di potersi tirare indietro all'ultimo momento. Voglio, anche se non frequento uomini, che i contraccettivi siano in libera distribuzione qui e ovunque, per chi sceglie altri stili di vita. E voglio che chi vuole figli e non riesce ad averli per via naturale o non vuole frequentare uomini (donne single e lesbiche) possa averli con una procreazione assistita non disumana.
Voglio essere libera di non frequentare uomini senza sentirmi dire che tanto lo faccio perché cessa come sono nessuno mi vuole, perché sono una stupida, perché sono una che non sa godersi la vita, perché ho tutte cose sbagliate nella testa: se preferisco i gatti, i libri, i musei e i viaggi ad avere rapporti con l'altro sesso, rivendico il diritto a vivere così, io sono felice, voi che mi criticate lo siete? E voglio che non ci sia più come unico modello di vita quello dell'eterosessuale in coppia, ma che le coppie omosessuali abbiano la stessa dignità, e anche i single.
Voglio essere libera di non partecipare al gran calderone del consumismo, che dovrebbe risolvere il problema della crisi, peccato che quest'ultima sia stata proprio causata in parte dal consumismo. Voglio essere libera di non spendere, di non fare vita sociale, di basare la mia vita sulla cultura, di starmene da sola, senza che nessuno mi critichi o mi rompa le scatole.
Voglio poter vivere finché la mia vita sarà degna di essere chiamata tale, finché potrò alzarmi dal letto, mangiare cose buone e non essere alimentata con un sondino, fare le coccole al mio gatto, leggere libri e fumetti, emozionarmi per un film o per un brano di musica, girare, viaggiare: non voglio essere ridotta a vegetare per anni e anni in un letto come Eluana e tanti altri. La legge sul testamento biologico in via di approvazione nel nostro bel Parlamento è un oltraggio alla libertà di tutti, una vergogna in un Paese democratico.
Io dico a questi bei moralisti: volete farvi alimentare forzatamente anche se siete ridotti ad un vegetale? Nessuno ve lo vieta. Volete tenere un figlio anche se è frutto di uno stupro? Cavoli vostri. Volete starvene sposati con qualcuno che vi cornifica e vi picchia? Prego, accomodatevi. Non volete seguire il vostro cuore, amando qualcuno del vostro stesso sesso o standovene da soli? Contenti voi... Ma non avete alcun diritto ad imporre agli altri le vostre idee, a rovinare le vite degli altri. Le vostre vite, rovinatevele come volete, tanto sarete voi e solo voi a pagarne le conseguenze. Ma quelle degli altri sono sacre.

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categoria:vita, attualità
giovedì, 26 marzo 2009

Leggevo che la campagna sanitaria partita l'anno scorso per promuovere la vaccinazione di tutte le bambine di 11 o 12 anni contro il papilloma virus, trasmissibile solo per via sessuale e unico responsabile del cancro all'utero è miseramente fallita perché solo una percentuale bassa ha fatto vaccinare le figlie. Ho sentito parlare di ignoranza e tabù, ma personalmente dico meno male. Perché trovo quanto meno delirante imporre a delle bambine delle terapie per un possibile stile di vita che non è detto che abbracceranno.
Posso capire, anche se è terrificante da certi punti di vista, che in Gran Bretagna si parli di distribuire la pillola del giorno dopo alle giovanissime senza avvisare i genitori, anche perché in certi casi bisogna scegliere il male minore o la riduzione del danno. Ma imporre a delle bambine che a tutto dovrebbero pensare tranne che a fare sesso di vaccinarsi contro le conseguenze di una loro futura promiscuità, ecco questa la trovo una forma di integralismo pericolosa. Un po' come il vaccino contro la rosolia obbligatorio per le ragazzine perché la rosolia può mettere in pericolo una futura maternità (e chi non vuole figli?) e altri integralismi del genere.
Detesto gli assurdi proclami moralistici del pastore tedesco e dei suoi amici, ma detesto anche questa imposizione di stili di vita, quali fare figli e fare sesso (rigorosamente etero, le donne vergini e lesbiche non rischiano di ammalarsi di cancro all'utero, quindi è inutile che vadano a fare il pap test e il vaccino, e anche chi non ha una vita eterosessuale promiscua rischia ben poco...), come obbligatori per tutte le donne, degli imperativi da vivere, con obblighi di comportamenti da seguire fin da bambine. Se si vorranno fare pap test e vaccini vari contro rosolia e simili, si decideranno quando e se farli, se saranno indicati per lo stile di vita se si è scelto.
Dal canto mio, ho sempre stracciato la lettera di invito al pap test, mi sono ribellata a fare il vaccino contro la rosolia perché tanto non voglio figli e non avrei mai fatto quello contro il papilloma. Sarebbe come se si andasse a fare una terapia contro la tossicodipendenza anche se non ci si droga..

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categoria:femminismo, attualità
giovedì, 26 marzo 2009


Per la serie non c'è solo la Gelmini che fa cavolate (ma non consola) pare che in Inghilterra ridurrano le ore di storia alle elementari per fare più ore di informatica. Ora, mi sembra un'emerita cavolata, e non solo perché la Gran Bretagna ha una storia gloriosa, in cui confluiscono i Celti, i Romani, la battaglia di Hastings, la Magna Charta e l'Habeas Corpus, Enrico VIII che li ha liberati dall'osteria del Vaticano, la grande Elisabetta I, idolo delle zitelle, la rivoluzione di Cromwell, il periodo d'oro sei settecentesco, la Reggenza, l'era vittoriana, le vicissitudini del Novecento, la guerra contro Hitler, i Beatles, Lady Diana e Harry Potter. Ma perché la storia è importante, e solo studiando il passato si può capire il presente ed evitare di fare le stesse cazzate già fatte nel futuro. Internet è divertente, può essere utile, ma come cosa in più.
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categoria:cultura, attualità
giovedì, 26 marzo 2009


Puntuale è uscito il nuovo film di Miyazaki, unico regista di anime nipponici che riesce ad arrivare regolarmente nelle nostre sale a contrastare lo strapotere di Disney, Pixar & C. Più infantile dei precedenti, tra i quali ho adorato Il castello errante di Howl, Laputa, Nausicaa e La città incantata, ma comunque curato, un inno all'ecologismo e ai rapporti tra generazioni, pieno di poesia, con una bella colonna sonora. Una rilettura della fiaba de La Sirenetta che ti fa riflettere. La domanda è: ma un film così potrà piacere a questi gagni maleducati, dipendenti dal bullismo e dalle figurine puzzolenti?
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categoria:cinema, anime, otaku
giovedì, 26 marzo 2009


Avevo letto con piacere la trilogia de La ragazza della torre di Cecilia Dart Thorton, autrice fantasy che pesca a piene mani nel folklore e nelle fiabe. Ho trovato in biblioteca Il pozzo delle lacrime e solo dopo mi sono accorta che è il secondo volume di un'altra trilogia. Comunque il filo logico c'è abbastanza, è una bella avventura, non così coinvolgente come la saga de La ragazza della torre, ma non mancano i riferimenti fiabeschi, sempre graditi. Finale aperto e tragico allo stesso tempo, con la scomparsa di alcuni dei personaggi principali, ma come era già successo nel primo libro, che cercherò.
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categoria:fantasy, romanzi