sabato, 28 febbraio 2009


Ho deciso di affrontare un libro che avevo comprato un po' di tempo fa, Q di Luther Blissett, considerato un caso letterario di pochi anni fa. Obiettivamente è un romanzo storico che restituisce un'idea abbastanza vera e esaustiva dell'Europa all'alba della Riforma protestante. La storia, frutto di varie mani, è però frammentaria e poco armonica, dispersiva e poco incisiva: interessante come documento storico, ma poco coinvolgente come romanzo. Detto questo, lo consiglio comunque a chi ama questo periodo storico.
postato da: gattaneilibri alle ore 20:28 | Permalink | commenti (2)
categoria:romanzi storici
sabato, 28 febbraio 2009


E' stato il primo divo del cinema, il primo oggetto del desiderio per milioni di donne, nel dopoguerra di un conflitto che aveva decimato la popolazione maschile aprendo alle donne, soprattutto in America, la possibilità di lavorare e diventare protagonista di consumi e stili di vita: Rodolfo Valentino è in mostra al Museo del cinema, nonché al centro di svariate iniziative nella mia città, e sono andata alla Mole stamattina. Per ragioni anagrafiche, non ho conosciuto ovviamente direttamente il fenomeno Valentino, esauritosi negli anni Venti: ma in questo personaggio dagli occhi tristi e dal destino proverbiale, Eros e Thanatos uniti, lo stesso fato di Marilyn Monroe, Jean Harlow e James Dean, ho visto molti punti di interesse. Se non altro nella follia collezionistica dei cimeli esposti, in cui ho riconosciuto la stessa passione che mi ha spinta a raccogliere negli anni materiale su film e fumetti.
postato da: gattaneilibri alle ore 20:11 | Permalink | commenti
categoria:musei, attori
sabato, 28 febbraio 2009


Alcuni giorni fa l'oasi naturalistica Le Baite, che ospitava diverse specie di animali selvatici, tra cui numerosi uccelli da preda, è stata data alle fiamme: l'attentato è stato rivendicato dall'Alf.
Sono da sempre animalista: sono diventata vegetariana da alcuni anni, sono assolutamente contraria alle pellicce, alla vivisezione, agli allevamenti intensivi, all'abbandono, odio la gente che fa del male agli animali e sono i contatto con numerose associazioni animaliste. Conosco di fama l'Alf, una delle associazioni più radicali, ma la cosa mi puzza e non poco: non sono stati loro, per quello che mi riguarda, perché non permetterebbero mai di far morire di una morte orrenda, tra le fiamme, gli animali che dicono di amare. Può essere o qualcuno che li vuole diffamare, o cose più prosaiche, tipo racket e simili. Stamattina ho dato dei soldi alla Lav, e mi sono fatta dare del materiale per bimbi che metterò in mano alla mia nipotina: io ci provo a fare in modo che abbia una coscienza civile su certe cose, perché non si può continuare ad ignorare cosa succede ai nostri compagni di viaggio su questa terra, i nostri amici animali.
postato da: gattaneilibri alle ore 19:59 | Permalink | commenti
categoria:animalismo
giovedì, 26 febbraio 2009
Il Garante della Privacy aveva stabilito di mettere fine alle telefonate a casa per offerte commerciali e telefoniche, ma il nostro caro Governo, così attento alla cultura della legalità, ha approvato un emendamento per cui i cari operatori telefonici, tutti quei bamboccioni che piangono miseria e fame (mai fatto un giro in Africa, fanciulli? Vengono fuori cose deliranti, gente che preferisce vendere piuttosto che mangiare o comprarsi le medicine) se su Facebook osi definirli per quello che sono, dei truffatori rompipalle che si venderebbero la madre solo per avere quei quattro soldi con cui non si pagano da mangiare e un tetto sulla testa ma cretinate consumistiche, continueranno ad importunare pensionati, casalinghe, lavoratori in pausa pranzo, madri di famiglia, stranieri, usando anche dati presi in maniera truffaldina. Me ne sono già accorta, vedi le telefonate che mi sono arrivate in questi giorni sul cellulare da alcune fallite che non hanno trovato niente di meglio che vessare per conto di Wind Infostrada.
E' uno schifo. L'unica cosa che mi consola, si fa per dire, è che per fortuna ci sono sempre meno di questi bamboccioni che si svendono per alimentare il consumismo, lo dimostra la continua ricerca dei caporaletti delle agenzie per il lavoro di operatori telefonici e le scenate isteriche o telefonate di supplica con cui affrontano il tuo rifiuto a lavorare nei call center. Comunque la tattica per quello che mi riguarda sarà una e una sola: telefono spento in faccia appena sento cosa dicono (se sti tizi non hanno la dignità di trovarsi un lavoro migliore, magari più umile e manuale, o di accettare di fare per un po' ancora i disoccupati o le casalinghe io ho di meglio da fare che ascoltare le loro minchiate) senza replica e lotta senza quartiere su Internet per far capire che gente sono. E in ogni caso ad aver rovinato il mercato del lavoro italiano non sono stati gli extracomunitari, poveracci, ma questi svenduti per due soldi, con la complicità delle agenzie per il lavoro e dei nostri simpaticoni governanti. Ecco anche due pareri, uno da Infoconsumatori e uno da Newsfood.
postato da: gattaneilibri alle ore 17:30 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, attualità
giovedì, 26 febbraio 2009
San Valentino è passato, io ho festeggiato san Faustino, ma ecco un bacio che mi piace: Mulder e Scully in Fight the future.

 
 
postato da: gattaneilibri alle ore 16:51 | Permalink | commenti
categoria:x-files
mercoledì, 25 febbraio 2009


Alcuni amici di penna di una mailing list letteraria mi avevano consigliato questo romanzo di Dodie Smith, autrice de La carica dei 101, manificandomelo, per cui, dato che è di difficile reperibilità, mi sono subito fiondata quando l'ho visto alla Biblioteca di Settimo.
Bella l'atmosfera british, delizioso che il tutto si svolga in un castello (e vengono ricordate le devastazioni che venivano fatte in epoca vittoriana su costruzioni di era medievale o Tudor), carino il personaggio di Cassandra, aspirante scrittrice, ma la trama è un po' tanto esile, poco incisiva, anche se il tutto si può leggere anche solo come quadro di un'epoca ormai remota e passata. Non lo definirei un capolavoro, ma un libro piacevole sì.
postato da: gattaneilibri alle ore 16:34 | Permalink | commenti
categoria:romanzi, scrittrici
martedì, 24 febbraio 2009

Sempre trovato presso i miei pusher chiamati biblioteche, ho letto questo breve romanzo di Cristina Brambilla, che tra l'altro inizia in una maniera abbastanza urtante, con una madre che obbliga la figlia di 13 anni che non si è ancora sviluppata a sottoporsi ad un'umiliante visita ginecologica: meno male che ho superato il trauma di quella che è comunque una violenza, perché mi sono trovata di fronte ad una storia davvero avvincente, tra maledizioni arcaiche, streghe, potere delle donne, antiche sette, nemici, il male che riemerge se vogliamo un po' troppo in stile La terza madre: forse troppa carne al fuoco per 240 pagine, ma il libro si fa leggere con passione, e devo dire che l'ho trovato più avvincente di Wicked lovely.

postato da: gattaneilibri alle ore 16:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:donne, fantasy
lunedì, 23 febbraio 2009


Ho voluto leggere, approfittando del servizio bibliotecario di Settimo torinese, Wicked lovely di Melissa Marr, che mi era stato presentato come una brutta copia di Twilight. Ma la storia mi intrigava, e devo dire che qualcosa di positivo in questo libro c'è.
Le cose che non ho apprezzato sono state il solito schema trito e ritrito di lui, lei e l'altro (no, lo slash non c'è!) e la storia della ragazza mortale un po' sfigatella che attira le attenzioni del ragazzo non mortale è presa da Twilight. Detto questo, ho apprezzato però molto la scelta come creature fantastiche del mondo del Piccolo Popolo, con tanto di citazioni dotte di autori e di leggende nel corso del romanzo. Poteva venire fuori migliore, ma è un libro piacevole, e comunque per una volta non ci sono i vampiri di mezzo, con tutta la simpatia che provo per loro comincio ad essere un po' stufa.
postato da: gattaneilibri alle ore 16:01 | Permalink | commenti
categoria:fantasy, fiabe
lunedì, 23 febbraio 2009


I seguiti dei classici sono sempre terra minata, e se si possono accettare nei limiti delle fanfiction, spesso diventano indigesti se sono presentati non come prodotti di fandom. L'indipendenza della signorina Bennett di Colleen Mac Collough, autrice di Uccelli di rovo, mitico best seller anni Ottanta, si distacca in parte dalla mediocrità, presentando un seguito di Orgoglio e pregiudizio vent'anni dopo, incentrandolo sul personaggio di Mary, l'unica figlia che non si è sposata e ha dedicato la sua vita ad occuparsi degli anziani genitori, come fanno ancora le figlie oggi, sentendosi dare delle bamboccione che non hanno voglia di lavorare.
Lo spunto di partenza è ottimo, così come lo sguardo disincantato che l'autrice lancia sul fallimento esistenziale delle altre sorelle Bennett, tutte infelicemente sposate, Elizabeth in testa, rovinate dalle continue gravidanze, dai tradimenti, dall'egoismo dei mariti, dallo squallore di varie evasioni dal matrimonio. Mary vuole vivere la sua vita, essere indipendente, in un mondo che non consentiva alle donne questo e decide di imbarcarsi in un'avventura per conoscere meglio la realtà inglese per poter poi scrivere un libro come il suo autore preferito, il libellista Angus. Tutta la prima parte è divertente, poi il libro diventa più avventuroso, ma alla fine cade di tono, verso un finale abbastanza scontato e poco incisivo. Era meglio osare di più, comunque è un romanzo piacevole.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:romanzi, scrittrici, seguiti
lunedì, 23 febbraio 2009


Sulla notte degli Oscar: non mi pronuncio su The milionaire che non ho visto ma che adesso conto di vedere insieme a Benjamin Button (che non mi attirava ma mi hanno convinta), potevano premiare Valzer con Bashir ed evitare l'americanata Wall E (che fa parte di quel genere di film d'animazione alla Ratatouille che detesto, bambinate, aridateci i Disney classici e viva Miyazaki), mentre devo dire che sono molto soddisfatta per gli Oscar agli attori protagonisti.
Ok, Sean Pean l'aveva già vinto di recente, ma ben venga, in questi periodi di omofobia (in America sono stati messi al bando i matrimoni gay, in Italia si dà spazio ad un cretino che fa passare l'assunto che i gay sono degli instabili e dei malati, lasciamo stare cosa succede in altri Paesi...) un Oscar per un film sui diritti civili, che ricorda l'impegno dei gay ad essere visibili, senza isterie e esibizionismo, ma con semplicità. Vorrei che qualcuno mi spiegasse in che modo gli eterosessuali possono essere minacciati dai gay: semmai è il contrario, soprattutto per quello che riguarda le donne gay, che devono sottostare alle avances non richieste da parte di maschietti etero che non sanno tenere il Walter a posto e che pensano che tutte le donne senza un uomo vicino siano delle assatanate di sesso etero con il primo che passa o peggio ancora delle disperate in cerca di un uomo forte a cui appoggiarsi. Comunque bravo Sean!
Kate Winslet è una delle mie attrici preferite dai tempi dello splendido Creature del cielo (d'accordo, Peter Jackson ha fatto Il signore degli anelli, ma il suo capolavoro resta questa fiaba oscura), l'ho adorata in tutti i film che ha fatto e sono felicissima che finalmente abbia vinto l'Oscar: certo, anche la grande Meryl lo avrebbe meritato, ma Kate lo meritava da tempo. E il suo personaggio di The reader, donna in cerca di una redenzione impossibile dagli sbagli del passato e ancora di più dalla sua ignoranza, è davvero bello e intrigante, ci pensavo giusto ieri.
postato da: gattaneilibri alle ore 06:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:cinema, attori, attualità, omosessualità, attrici
domenica, 22 febbraio 2009


Stamattina domenica di cultura, con la visita al Museo di scienze naturali, snobbato da molti per altri musei, ma in realtà uno dei più attivi di Torino. Ci sono in mostra le foto del Wildlife Fund, splendide (ce ne sono un paio di piante meravigliose!), c'è una mostra sulle miniere e una mostra su una spedizione in Tibet, ma la cosa più bella è che si può finalmente vedere il secondo piano, dove c'è una minimalista mostra su Galileo di arte contemporanea, e dove si viene immersi in spazi grandiosi, ancora un po' da restaurare ma splendidi. Poi oggi a Torino è una splendida giornata di sole e si sente quasi aria di primavera, o forse sono io che ho troppa fantasia.
postato da: gattaneilibri alle ore 11:38 | Permalink | commenti
categoria:mostre, musei
domenica, 22 febbraio 2009


Premetto che non seguo da quasi vent'anni il festival di Sanremo, perché non sopporto tutta la tv generalistica fatta di Sanremo, reality, buone domeniche, prove del cuoco, domeniche in e loffie varie, preferendo programmi culturali e curiosi, film, cartoni animati e telefilm. Potrebbe anche fregarmene poco che un tizio che farebbe meglio a cambiare mestiere e a non fare il cantante perché è penoso (succede di giudicare Povia così, quando tu ami ascoltare Fabrizio de André, i Pooh, Bruce Springsteen, David Bowie, Elton John, i Queen, i Beatles, Elvis Presley e altra gente che ha o aveva una vaga idea del significato della parola cantare) canti una canzone come Luca era gay e arrivi anche secondo, il che la dice lunga sulla media della qualità delle canzoni proposte.
Il problema è che non posso fregarmene, perché viviamo in un Paese in cui ci sono associazioni bigotte religiose che si permettono di fare manifestazioni in cui oltre ad attaccare le donne che non vogliono avere figli sostengono che gli omosessuali sono dei malati da curare; viviamo in un Paese prostrato a 90 gradi davanti alle gerarchie cattoliche che hanno detto in pratica che è giusto che in certi Paesi puoi essere torturato o anche messo a morte solo perché ami una persona del tuo stesso sesso, un Paese in cui si moltiplicano gli atti di bullismo e violenza contro gli omosessuali, uomini e donne. Viviamo in un Paese che vuole imporre a tutti la vita eterosessuale di sposati con figli come l'unica possibile, e soprattutto per le donne, quindi guai quando vogliamo stare single e/ siamo gay. Viviamo in una società in cui c'è chi si permette di criticarti nel tuo sito e blog perché sei gay con motivazioni del tipo: Agli uomini piace la fica, alle donne piace il cazzo, è naturale così, se non accetti questo sei fuori (faccio notare l'esprit de finesse espresso in questa frase) o in cui ti dicono per forza sei gay, brutta come sei nessun uomo ti vorrà mai, ma ammazzati che è meglio e altre amenità.
Povia? Conosco il genere, anni fa ho avuto a che vedere con una tizia così, una lesbica che non si accettava, cattiva e pettegola con tutto il mondo, che mi ha pure accusata di averla molestata (non mi sarei mai messa con lei perché era piena di fisime e di cattiverie, imbranata e detestava viaggiare!), che ha tradito se stessa mettendosi con un uomo e disseminando in giro perle di saggezza del tipo Le delusioni sentimenali che ho avuto non mi hanno tolto la voglia di innamorarmi o peggio ancora non mi hanno fatta diventare una schifosa invertita, e che andava in giro su Internet a scrivere SONO ETERO a caratteri cubitali come a convincersi. Sono poveri infelici, che si nascondono dietro la massima è meglio la serenità che la felicità (frase sacrosanta in campo lavorativo, ma delirante nella vita privata), ipocriti perché rovinano la vita ad un'altra persona che non è quella giusta per loro, ma alla fine sono cavoli loro. Cavoli loro finché non diventano persone pubbliche come Povia, che in una stupida canzonetta fanno passare il messaggio che è meglio un'eterosessualità di facciata che renderà solo infelici che vivere fino in fondo la propria vita. E questo nella nostra società non ci voleva proprio.
Comunque, potrei dirmi anche indignata per il milione di euro che si è beccato Bonolis per condurre Sanremo mentre in giro le aziende licenziano alla grande e le agenzie per il lavoro ti offrono lavori talmente indecorosi che allora è meglio essere disoccupati o casalinghe, ma non voglio infierire. Per fortuna in queste sere ho visto altro: Senza traccia martedì, Voyager mercoledì e la quarta stagione di Angel le altre tre sere. Non rinunciamo mai ad essere ciò che siamo: e Luca non era gay, Luca è un povero infelice.
postato da: gattaneilibri alle ore 11:31 | Permalink | commenti (10)
categoria:attualità, omosessualità
sabato, 21 febbraio 2009
Week end dedicato al cinema: dopo Inkheart ieri, oggi sono andata a vedere The Reader, nel centrale Ambrosio, affollatissimo da cinefili, e in coda dai discorsi ho capito di non essere l'unica a detestare le multisale e uscire la sera.
Ci sono stati tantissimi film sulla tragedia della Shoah, mi immaginavo per questo film qualcosa di simile a Music Box, film dove una figlia interpretata da una strepitosa Jessica Lange si doveva confrontare con il passato nazista del padre Armin Mueller Stahl, che per me sarà sempre Strunghold in Fight the future. In realtà ci sono delle differenze, e sono altre le cose che emergono da questa storia dolente di vinti, senza buoni né cattivi.
La voglia di vivere della giovinezza in una nazione distrutta dalla guerra e dal nazismo, la voglia di non dimenticare, gli impulsi erotici (non ho trovato questo film scabroso, scandalizza tanto che una bella donna ultratrentenne faccia sesso con un ragazzo, come mai il contrario, ragazzine dato in pasto ad uomini, non crea problemi?), l'amore per la lettura, il rimpianto, l'impossibilità di cambiare, il potere nefando dell'ignoranza che distrugge la vita di una donna impedendole di fare le scelte giuste e umane: tutto converge in un film d'autore che non annoia e fa riflettere, che ti lascia con un groppo in gola per il destino dei suoi protagonisti. Non c'è possibilità di redenzione per Hannah, che in quell'amante giovane e irruento aveva cercato un risentirsi viva dopo quello che aveva fatto, ma che rifiuta di scagionarsi, e per Michael ci sarà forse una possibilità di essere capito quando ormai più che adulto, solo e con il rimorso di aver lasciato la donna che l'ha segnato al suo destino (ma era la cosa da fare in quella foga di trovare capri espiatori alla tragedia di una nazione) si confida con la figlia.
Due cose per finire: ho trovato un po' anacronistico che un ragazzo negli anni Cinquanta godesse di tutta quella libertà, compresa quella di andarsene via per due giorni con la sua amante. Un po' forzato che nessuno, tranne Michael, si sia mai accorto dell'analfabetismo di Hannah. Detto questo, se non danno l'Oscar a Kate Winslet, attrice che adoro dai tempi di Creature del cielo, mi incavolo sul serio.
postato da: gattaneilibri alle ore 19:39 | Permalink | commenti
categoria:cinema, attrici
sabato, 21 febbraio 2009

Per la serie cento di questi giorni, segnalo che oggi è il compleanno di Alan Rickman, attore affascinante e bravo, che in una società dove a 35 anni ti dicono che sei troppo vecchio/a per lavorare e che quindi se non hai trovato un lavoro fisso sono cavoli tuoi, anzi è colpa tua, a 63 anni è riuscito a raggiungere un grandissimo successo di critica e pubblico, grazie anche al ruolo del professor Piton in Harry Potter, il personaggio più affascinante ed intrigante, e si prepari chi non si è spoilerato sugli ultimi film, perché ne verranno fuori delle belle!
Io l'avevo già notato in Robin Hood principe dei ladri, dove insieme a Morgan Freeman erano gli unici due che recitavano, in Ragione e sentimento e in quel film dove faceva l'attore di teatro che scopriva di avere una relazione con la figlia di cui non ricordo il titolo. Un attore affascinante, che ti ammalia senza essere un bello, e che recita davvero. Auguroni!

postato da: gattaneilibri alle ore 13:53 | Permalink | commenti (6)
categoria:cinema, harry potter, attori
venerdì, 20 febbraio 2009


Tra tutti i libri fantasy che ho letto, ho amato in maniera particolare Inkheart di Cornelia Funke ed attendeva con ansia il film. Caruccio, certo un po' faticoso in certi punti, ma con alcune cose molto valide. I panorami delle Alpi liguri e della Liguria, con tanto di collaborazione della Piemonte film commission, location insolita al cinema e molto gradita e non solo per campanilismo; le interpretazioni dei bravissimi Jim Broadbent, abbonato al fantasy (era in Narnia, è qui, ci sarà anche in Harry Potter) dopo una carriera invidiabile che l'ha visto anche in Bridget Jones nella parte del papà, qui perfetto nel ruolo di scrittore di fantasia disilluso dalla realtà e Helen Mirren, topo di biblioteca e grandissima attrice anche in ruoli leggeri; Paul Bettany, uno degli attori più affascinanti di questi ultimi anni (mi dimentico sempre di lui quando faccio la hit parade dei fighi imperiali); il mercatino dei libri antichi con tanto di libreria antiquaria all'inizio e la splendida libreria di Elinor, veri nirvana per un topo di biblioteca come la sottoscritta (anzi, una gatta); e soprattutto il messaggio di fondo, il potere enorme della fantasia, della scrittura e della lettura, cosa possono creare queste azioni, tra le poche apprezzabili degli esseri umani, insieme a creare arte. Un film piacevole per i ragazzi, ma che può piacere anche a noi adulti, finito in se stesso e che quindi non richiede eventuali seguiti, usciti in libro.
postato da: gattaneilibri alle ore 17:39 | Permalink | commenti
categoria:cinema, fantasy, romanzi