No, non voglio parlare delle cose dei Sette Nani di Biancaneve che tenevano la loro casetta zozza da fare schifo ma erano simpatici, né delle cose di Barcarola, il nano amico di Angelica che nei film ha fatto pure una brutta fine, porello. No, vorrei parlare di un paio di cosine dette da un nano che molti di noi italiani conoscono che mi hanno urtata più del solito, già non è che lo sopporti molto, io ho l'idiosincresia per i piazzisti, sopporto giusto solo i vù cumprà ma quelli della Folletto, dell'Euroclub e i falliti dei call center non li posso vedere, e il nano gli somiglia molto...
Comunque: ha detto che bisogna essere ottimisti e non pessimisti. Io non saprei: tra guerre, crisi energetiche, sovrappopolazione e ora anche crisi cronica non so come si faccia ad essere ottimisti, anzi lo troverei davvero da incoscienti essere ottimisti. Francamente come laureata che si sente proporre solo di fare la piazzista telefonica (meglio disoccupata a vita o casalinga, piuttosto) ho messo da tempo da parte l'ottimismo. E questa è una chicca.
L'altra chicca del nano è che non bisogna ridurre i consumi, anzi continuare a spendere e spandere. Che soldi, vorrei che qualcuno me li spiegasse, io ho dovuto tagliare i miei consumi dedicati alla cultura, libri in testa, con sommo rammarico, perché nessuno mi vuole fare lavorare in maniera decente e dignitosa, e come ho già detto meglio disoccupata che piazzista telefonica pagata a provvigione (se c'è un diavolo che si porti all'Inferno tutti quegli esseri senza dignità che lavorano nei call center e fanno le vendite porta a porta, morti di fame e truffatori, tanto purtroppo il diavolo mi sa che non c'è, beh che finiscano tutti pazzi, aridi, impotenti, dallo strizzacervellli, e coperti dagli insulti di noi che veniamo vessati da loro! e tanti di questi idioti hanno votato proprio per il nano, si vede che si ritrovano nei suoi valori, mi fate schifo e basta, sono fiera di non essere una merdaccia come voi). Sono fiera di non fare vita sociale, perché non devo fare dei regalini di Natale del menga a della gente di cui me ne frega meno delle caccole che mi tolgo dal naso (o delle scoregge che faccio la sera a letto) e non vado ad alimentare questo cancro di consumismo, e se già prima avevo deciso di dare un ulteriore taglio alle spese, adesso ne sono certa. Così come il mio rifiuto verso la vita tradizionale delle donne è stato rafforzato dalle paroline di Mara (che sostiene che una donna è protetta e felice in ambito familiare, immagino che anche quella tizia di Verona ammazzata dal marito con i tre figli lo fosse, no? Del resto la famiglia è la peggiore oppressione delle donne, sono felice di essere libera da impegni familiari, come indico anche sul curriculum), così il mio rifiuto verso il consumismo è stato rafforzato dal nano.
Farò un giretto al mercatino di Natale, ma solo per vedere di aiutare qualche artigiano strozzato dalla globalizzazione, e anche qualche giretto ai mercatini benefici, Mondo gatto, Boby Bazar, Bartolomeo. Ma per il resto... fanculo al consumismo e a chi lo sostiene, schiavetti sottopagati a fare lavori del menga in testa!