venerdì, 31 ottobre 2008

Complice le uscite della Hobby & Work, mi sono gustata finalmente i cinque film di Angelica in dvd (il secondo è difettoso, però...), dimenticando per un attimo il mio cinismo da veterofemminista e zitella quarantenne e acida, anche perché al cinema e nei romanzi, diciamocelo, le storie d'amore sembrano davvero una cosa per la quale vale la pena. Parallelamente mi sto anche rileggendo i libri, e devo dire che il bello delle passioni è che crescono con te, e quando le riprendi in mano dopo anni ti accorgi che hanno delle cose nuove da dirti, perché tu sei cresciuto.
Per questo motivo ho apprezzato molto i riferimenti alla cultura celtica che ci sono nel primo romanzo e anche in Angelica si ribella, alla luce del mio nuovo interesse per i Celti e le loro tradizioni, interesse un po' deluso quest'anno da un Capodanno celtico milanese in tono minore, sarà stata la nebbiolina e l'atmosfera un po' autunnale.
I cinque film sono stati criticati perché poco fedeli ai libri e considerati snobbisticamente dei polpettoni; sarà, ma per conto mio sono e restano dei classici del genere. In un'epoca senza computer graphic hanno ottime scenografie e costumi, oltre che un dispiego di mezzi evidenti, fatto tutto a mano, artigianalmente, e non ci sono svarioni storici allucinanti (qualche scarsa concordanza come anni nel secondo film, la cameriera che chiude una lampada con un interruttore nel primo film, i bagni della protagonista sono un pretesto per mostrarla ma sono fuori tempo nel Seicento, quando non ci si lavava e poco altro, ma cose che non si notano, se si pensano agli errori madornali de Il Gladiatore, film che ha vinto sei Oscar, e che non trovo brutto ma insomma certe cose non dovevano farle passare!).
Al di là della considerazioni solite che faccio sempre sul fatto che Angelica si vede che non ha mai frequentato i corsi Formatemp perché altrimenti col cavolo che sarebbe stata terrorizzata dal marito avendo conosciuto roiti ben peggiori (bleargh...), resta sempre il fascino di una storia d'accordo a tratti improbabile (ma la sospensione dell'incredulità ci deve essere), ma piena di fascino, di passione, una fiaba cruenta e romantica, che ha sempre un suo perché. Certo che il punteruolo che viene fuori nel primo film al processo a Joffrey somiglia un po' troppo al punteruolo con cui Mulder faceva secchi i replicanti alieni in X-Files,  e che nel terzo film ci sono atmosfere gotiche e xfiliane molto forti, ma meglio, quando si ritrovano altre cose che si amano, no? Comunque i gatti della scena della tortura sono veri, e francamente non riescono a darmi fastidio, sarà che sono i miei animali preferiti, ce ne è pure uno identico a Eusebio! Tra l'altro Michèle Mercier li adora, peccato che sia stata per contro poco accorta nella vita privata, invece che mettersi con un Teazzo poteva mettersi con il suo caro collega Robert Hossein, visto che era evidente che il loro non era solo un rapporto professionale.
Boh, basta con le futilità, non potevo più parlare di lavoro precario e dintorni.

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categoria:angelica, film in costume
giovedì, 30 ottobre 2008


Kore Sospira l'altro giorno ha raccontato del disprezzo che aveva uno dei questi piazzisti porta a porta che credono di aver capito tutto della vita solo perché fregano pensionati e casalinghe a più non posso, e Carlin Petrin ha ricordato l'importanza dei contadini nella nostra società. Due cose sacrosante, che fanno capire che la crisi attuale non sia solo quella legata alle borse e alla banca, ma derivi da una visione delirante e contorta della società e della vita.
A questo mondo sono essenziali le professioni cosiddette umili: i contadini, gli operai, chi fa le pulizie, sono lo scheletro della nostra società, chi fa andare avanti tutto, coloro senza i quali tutto crolla. Ma anche le professioni culturali, gli insegnanti, i giornalisti, gli scrittori, i musicisti, i ricercatori, sono essenziali per la società, perché la rendono migliore, più libera, la fanno crescere, sviluppano il senso critico, riempiono il mondo di cose belle (cosa sarebbe il nostro pianeta senza le bellezze artistiche prodotte in oltre quattromila anni?), sono il cuore e il cervello della società.
C'è un disprezzo, da parte di affaristi, procacciatori e piazzisti da un lato verso i lavori umili (ma come fai a dire che è meglio fare le pulizie invece che lavorare in un call center, mi disse una cretina di fronte al mio rifiuto di fregare ignari utenti con Tele 2 a provvigione) e dall'altro verso le professioni culturali (il cretinovski che ha incontrato Kore Sospira con la sua BMW per la quale suggerirei un utilizzo alternativo al soggetto, peccato che entri con difficoltà dove dovrebbe mettersela!). Un disprezzo a volte giustificato in nome del vil denaro (io guadagno di più di un contadino, di un operaio, di un insegnante, di un bibliotecario e quindi matematicamente sono meglio di loro), a volte con altri discorsi vuoti, tipo Tutti sti fannulloni e bamboccioni che preferiscono mangiare pane e orgoglio piuttosto che venire qui con grinta a vendere, cose veramente assurde.
A queste care personcine, che non fanno niente per rendere migliore la società, perché sono inutili se non dannosi, vorrei far notare che l'auto che guidano c'è grazie al lavoro degli operai, quello che mangiano c'è grazie al lavoro dei contadini e che è inutile che facciano i gradassi con il denaro e quanto vendono e quanta grinta hanno, perché la loro mancanza di intelletto e la loro frustrazione, in tutti i campi, è talmente evidente da renderli patetici...

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categoria:lavoro
giovedì, 30 ottobre 2008


Domani sera si festeggia la festa importata di Halloween: come amante della cultura celtica, so benissimo quali sono le origini di una festa che per secoli è stata da noi in Italia tramutata in Ognissanti. Era l'inizio dell'anno nuovo secondo i Celti, quando i confini tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventavano sottili, l'inizio di un periodo di riposo per la natura, in attesa della risurrezione che ricomincia poi con Imbolc. Una festa che la mia bisnonna festeggiava già con le zucche anni prima del boom attuale (io non l'ho mai conosciuta, è morta nel 1966), che è tornata indietro come boomerang dagli Stati Uniti alcuni anni fa, dove è principalmente una festa per bambini, e che è stata adottata anche qui da noi, con iniziative valide, quali il Capodanno celtico di Milano, dove si torna al vero nome del giorno, Samhain.
Ed io vorrei partire richiamandola Samhain. Mi piace l'atmosfera autunnale, fatta di odore di caldarroste e di foglie rosse (stamattina alla biblioteca di Villa Amoretti era splendida), mi piace ricordare chi non c'è più o pensare che per un giorno all'anno forse ci guardano più vicino (pur essendo io di base agnostica), mi piacciono le zucche e i gatti neri (e spero che nessun idiota faccia cazzate la prossima notte!!!), mi piace l'aspetto anche macabro della vicenda, essendo io un'amante del genere gotico, delle storie di streghe, di fantasmi e di vampiri, dei cimiteri monumentali. Ma questo puttanaio commerciale che gira intorno ad Halloween mi sta ogni anno più antipatico: i negozi pieni di carabattole di pessima qualità e made in China, e il tutto diventa l'ennesimo pretesto per festeggiare in discoteca la festa, con tutti i locali notturni che si scatenano e la gente pecorona che ci va malgrado il periodo di crisi.
Ho sempre odiato festeggiare il 31 dicembre, e infatti, a parte un paio di tentativi penosi anni fa, sono anni che lo passo a casa. Per anni ho festeggiato Halloween invece con amici, a casa d'altri, a vedere film horror, in costume horror e mi sono divertita, ed era anche divertente girare per le strade di Torino ed incontrare altri geek in costume. L'ultima volta, due anni fa, in giro era invece pieno di tamarri da discoteca in cerca di rimorchio e non c'era praticamente più nessuno in costume: tristissimo. Per cui, per il secondo anno di fila me ne starò a casa da sola (anche perché le persone con cui festeggiavo in parte sono in preda a crisi di asocialità peggiori delle mie in parte sono a Lucca Games), a guardarmi un film magari di vampiri o di streghe, cercando di recuperare il vero significato di Samhain, lontano da discotecari e altre menate.
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categoria:celti
giovedì, 30 ottobre 2008


Pare che dai quarant'anni in su inizi il decadimento dei neuroni e vengano meno delle protezione delle cellule cerebrali, che portano quindi a minori prestazioni del cervello, le uniche che mi interessa avere. Visto che le aziende avevano già tante motivazioni per non assumerci, e dire che dopo i 35 anni un lavoratore è più motivato, serio, con meno grilli per la testa, e con più voglia di lavorare per mantenersi. Io spero che i miei neuroni restino dove sono per i prossimi quarant'anni, e che qualcuno di lavorativo voglia investire in me, nelle mie competenze e conoscenze.
Altra notizia allucinante, pare che in Italia abbiamo il discutibile primato delle madri over 40: così i datori di lavoro continueranno a non fidarsi di noi donne anche dopo i 40 anni, pensando che siamo lì pronte a farci mettere incinte dal primo che passa e a fregarli, senza pensare che non siamo tutte uguali., che ci sono donne che hanno ben altre priorità oltre a figliare, e che può succedere che se non hai fatto figli finora è perché proprio non ci tieni a farli Ci sono donne (senza offesa, ma io non condivido questa loro follia, mi sa tanto di egoismo e di deliri di grandezza, ma possibile che devi fare un figlio per dare un senso alla tua vita, che non conti niente altro, lavoro, carriera, cultura, studi, povero femminismo!) che hanno questa fregola di procreare anche quando sarebbe bene stare molto attente (i rischi connessi a ogni gravidanza, sovrappeso cronico, diabete, gestosi, complicazioni varie, crescono con l'età, oltre all'aspetto da film di Alien del parto...), ma restano (si spera!) comunque una minoranza,  sobillate da alcune vip privilegiate che possono contare su soldi, training per riprendersi dallo sfascio della gravidanza e baby sitter che guardino i pargoli, tutte cose che le donne normali non hanno, nascoste dietro luoghi comuni quali prima non ho trovato l'uomo giusto e altri, che io proprio non condivido. Per me non è mai stato il momento giusto per portare altri esseri umani in un mondo sovrappopolato, né per mettermi in mano ad un uomo che si aspetta di essere servito e riverito e questo momento non verrà mai. E spero davvero che le aziende lo capiscano!
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categoria:vita, attualità
mercoledì, 29 ottobre 2008
Ieri mattina ho fatto un breve giretto con qualche curriculum che mi avanzava presso alcune agenzie per il lavoro che ci sono vicino a casa mia, giusto per non lasciare intentate delle strade, e ho detto chiamente ad una di queste che non voglio svendermi con il curriculum che ho, che se avessi comunque bisogno di soldi per mangiare accetterei lavori umili (pulizie, operaia, campagna), ma che dato che non ho questa necessità impellente (ce l'avrò forse in futuro, essendo io single e volendo vivere da sola senza stare sulle croste di nessuno/a) vorrei aspirare a qualcosa d'altro. Spero che capiscano che non devono chiamarmi per i call center, lavoro senza futuro, che non ti permette di guadagnare i soldi per vivere e che non ti permette nemmeno di crescere professionalmente e di trovare altre gratificazioni.
La flessibilità Italian style è una grandissima, chiedo scusa per il francesismo, inculata, visto che porta solo a precarietà e a squalificazione dei lavoratori, a differenza di quello che succede all'estero.
E se trovo sbagliata la flessibilità sul lavoro, la trovo ancora più sbagliata nella vita privata, perché non vedo come mai uno deve sopportare i difetti altrui solo per non stare da sola e per avere un barlume di vita sociale. Onestamente, non mi va di frequentare gente che si permette di giudicare le mie scelte di vita lavorative e personali, in maniera oltretutto antipatica, e non mi va di frequentare gente che si permette di condizionare il mio tempo libero, pensando che io preferisca la loro compagnia e i loro stupidi passatempi allo stare da sola, con le mie cose, a fare le cose che davvero amo e mi piacciono. Detto questo, nel mese di novembre mi aspettano due eventi sociali, un raduno con un gruppo fantasy e un incontro con un'associazione otaku, e a queste cose non dirò mai no, perché sono legate alle cose che amo fare. Ma al resto... bah, torno nella mia torre d'avorio piena di cultura, l'unico posto in cui sono davvero felice.

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categoria:vita, lavoro
mercoledì, 29 ottobre 2008
Nei mesi mi sono creata alcuni profili in alcuni siti internet noti a molti utenti, usati come vetrina per promuovere se stessi anche in ambito creativo e lavorativo, che è poi quello che a me interessa. Non faccio nomi. Nella scheda che ho compilato, ho indicato chiaramente che non cerco relazioni né sessuali né sentimentali, tanto meno con uomini, e che non voglio figli. E questi siti non sono siti di incontri a sfondo porno o di agenzie matrimoniali, anzi sono siti che spesso vengono usati da creativi per promuovere loro stessi e i loro lavori. Con queste premesse doverose, vorrei capire come mai vengo periodicamente contattata da utenti di sesso maschile (ma c'è stata anche una coppia) con richieste che vanno da conosciamoci e frequentiamoci a cose che non sto a dire, perché potrebbero esserci dei minorenni in ascolto.
Ma possibile che questa società del cavolo pensa che noi donne single siamo delle assatanate in cerca di sesso o delle disperate che si piangono addosso perché vogliono trovare il padre dei loro figli? Possibile che non si pensa che una può voler stare da single perché le va bene così, perché c'è altro da fare che andare a uomini (con i roiti in giro, vorrei ben vedere, la vita non è certo un episodio di Sex and the city o un film di Angelica!), che non tutte abbiamo la vocazione per il matrimonio e la maternità, ma possiamo aspirare ad altro? E' vero che i mass media, pieni di ragazzine sculettanti e mezze nude, e di altre meno ragazzine alle quali viene solo chiesto se sono sposate, fidanzate o con figli (come se per una donna non ci fosse altro, studiare, lavorare, avere interessi, essere impegnate nel sociale non conta nulla per sta mentalità maschilista condivisa da tante donne purtroppo, a cominciare da quella demente di Antonella Clerici!), non aiutano, ma vivvaddio c'è mica solo quello che esce dal tubo catodico! E' vero ci sono tante donne single disperate che non vedono l'ora di trovarsi un uomo o si divertono ad andare a caccia di uccelli (contente loro...), ma sono ben visibili, perché venire a rompere l'anima a una single come la sottoscritta, che sta bene da sola? Pensano di portarmi sulla retta via? Tutto quello che otterranno sarà un bel vaffanculo!!! Come se non bastassero i rompiscatole che incontri per strada, in treno, ai corsi Formatemp, che tra l'altro più sono roiti e più ci provano, ma se ne stiano al loro posto, ma chi li vuole!!!
E sempre in argomento rottura di scatole, chi sono ricomparsi alla porta di casa mia? I venditori porta a porta della Folletto, altre piattole insopportabili!

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categoria:internet, vita da zitella
lunedì, 27 ottobre 2008
Cerco lavoro, e un lavoro serio, perché non ho la vocazione a fare la squillo, né la casalinga frustrata, né l'operatrice telefonica (non fa per me morire di fame e nemmeno truffare il prossimo al telefono): per cui ecco il mio curriculum, sono graditi consigli e divulgazioni:
Dati personali: 
Anno e luogo di nascita: 1968 Torino
Stato civile: nubile
Residenza: Torino
Recapiti: E-mail: mountaingirl@email.it

Obiettivi:
Interessata a lavorare nel settore giornalistico editoriale, nel settore grafico, nel settore amministrativo contabile, nel settore della segreteria, dei beni culturali e delle biblioteche

Titoli di studio:
2008 Master in giornalismo, metodi e tecnologie per la comunicazione plurimediale organizzato dall'Università del Piemonte orientale in collaborazione con l'Enaip di Torino, con votazione 99/110; Competenze acquisite: sistema dei mass media, statistica e strumenti di ricerca, storia dell'editoria, dizione, grafica, impaginazione, fotoritocco, web design e content management, gestione del suono, gestione video;
1998-1999 Qualifica di specializzazione in tecnico sviluppo software presso l'Enfap di Torino; Competenze acquisite: programmazione su Java, Java script, Visual Basic e Html;
1996-1997 Qualifica di specializzazione in tecnico multimediale presso lo Ial di Torino; Competenze acquisite: grafica su Photoshop, web design, realizzazione prodotti multimediali, pacchetto Office, database;
1994 Laurea in lettere moderne indirizzo letteratura italiana presso l'Università degli studi di Torino, con votazione 101/110; Competenze acquisite: nozioni di biblioteconomia e archiviazione, letterature comparate, storia moderna e contemporanea, storia del cinema e del teatro, sociologia, antropologia, semiologia;
1987 Diploma di maturità scientifica;

Altri corsi di specializzazione:
2007 Corso di sviluppatore web organizzato da Manpower; Corso di Oracle organizzato da Ad Interim; Corso di grafico pubblicitario su Photoshop e Illustrator organizzato da Manpower; Corso di programmatore Java organizzato da GI; Corso di programmatore Visual Basic organizzato da Adecco;
2006 Corso di tecnico meccanico organizzato da GI; Corso di selezione e amministrazione del personale organizzato da Manpower; Corso di contabilità organizzato da Dimensione del lavoro; Corso di addetto commercio estero organizzato da Manpower; Corso di addetto marketing e vendite organizzato da Lavoropiù;
2004 Corso di paghe e contributi organizzato da Manpower su Spiga; Corso di marketing organizzato da InJob;
2003 Corso di contabilità organizzato da Manpower; Corso di inglese commerciale organizzato da Manpower;
2002 Corso di paghe e contributi organizzato da Adecco su Inaz;

Esperienze lavorative

2008
Grafica, correzione bozze, ordine archivio presso la casa editrice Press Centre di Torino nell'ambito del master di giornalismo. Mansioni: impaginazione documenti con Indesign, scansioni e rielaborazioni immagini con Photoshop, correzione bozze, redazione archivio sul computer, riordino bibliografico;
Redazione di testi e acquisizione immagini per conto della casa editrice Coniglio di Roma, per un progetto riguardante i fumetti;

2001-2007
Impiegata amministrativa, data entry e segretaria per svariate agenzie per il lavoro, tra cui Manpower, Kelly Services, Etjca, per conto di svariate aziende, tra cui Ipagas, Unioncaf, Caf Uil, Sews Cabind, Prima Industrie, Noicom. Mansioni: realizzazione database su computer, redazione testi, gestione telefonate in entrata e in uscita, gestione posta, web designing, inserimento e controllo dati, riordino magazzino e logistica, registrazioni contabili, amministrazione del personale, redazione modelli 730, Unico e Red, controllo prezzi;

2005-2008
Collaborazioni ancora in corso con alcuni giornali e portali on line, quali Il Monviso di Pinerolo, Ubc fumetti, Leggere donna, Tunué, Terre di confine;

1997-2001
Web designer e grafica presso la Techne di Torino; Impiegata amministrativa e grafica presso l'Università degli studi di Torino; Redattrice e grafica presso una casa editrice di fumetti; Docente di informatica di base e Office; Help desk informatico con mansioni di installazione e assistenza; Web designer presso il Collegio Einaudi;

1996

Segretaria presso un'agenzia immobiliare;

1993-1996
Collaborazioni presso alcune testate giornalistiche, quali Il Monviso di Pinerolo, Torino 7, Leggere donna, Il nostro tempo, Fumo di china; Lezioni private di inglese e materie letterarie ad allievi;

Altre attività

Traduzioni dall'inglese e dal francese;
Lavori di grafica e web sul pc;
Realizzazione database di libri;

Conoscenze linguistiche e informatiche
Ottima conoscenza della lingua inglese, scritta e parlata;
Ottima conoscenza della lingua francese, scritta e parlata;
Rudimenti di giapponese;
Sistemi operativi: Windows 3.11, 95, NT, 98; Me, XP e Vista; Linux; Macintosh;
Office: Word, Excel, Access, Power Point, Open Office;
Grafica e impaginazione: Photoshop, Illustrator, Freehand, Indesign, Pagemaker, X Press, Corel Draw, Corel Photopaint, Corel Painter, Fireworks, Photoimpact;
Web e multimedia: Dreamweaver, Front Page, Flash, Director, Premiere, Drupal, World Press;
Applicativi specifici: As400, Sap, Dylog;
Programmazione: Java, Java script, Visual Basic, Oracle, Sql;
Utilizzo di vari dispositivi collegati al pc: macchina fotografica digitale, scanner per fogli, scanner per diapositive, stampante, lettore mp3;
In possesso della Patente europea del computer;

Punti di forza
Flessibilità, entusiasmo, libera da impegni familiari, disponibilità a seguire corsi di formazione mirati, precisione, creatività, versatilità, predisposizione al lavoro autonomo, predisposizione al lavoro sul pc e sul web;

Disponibilità
No a: lavoro notturno e festivo, contratti partita Iva e a provvigione;
Sì a: stage, contratti a tempo determinato, full time, part time, contratti a progetto con retribuzione fissa, contratti tramite agenzia per il lavoro, contratti a tempo indeterminato, contratti di collaborazione per ottenere il patentino da pubblicista, trasferimenti in altre città italiane o all'estero a fronte di proposte lavorative interessanti, lavori di collaborazione da casa;
No automunita, mi muovo verso qualunque posto di lavoro raggiungibile con i mezzi pubblici;

Altre attività e competenze extra lavorative
Redazione testi scrittura creativa e saggistica, viaggi, trekking, cura e interesse per gli animali domestici, cinema, lettura di romanzi, saggi, riviste e fumetti, conferenze, eventi culturali, novità libraie e musicali, collezionismo, antiquariato, musei, arte, grafica, ecologismo, alimentazione vegetariana, realizzazione, grafica e implementazione di siti web, organizzazione archivio libraio e musicale;

Autorizzo la trasmissione dei dati ai sensi della legge 196 del 2003
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categoria:lavoro, curriculum
domenica, 26 ottobre 2008

Ho riletto questo romanzo di Salgari, fuori dai cicli dei Corsari e di Sandokan, e devo dire che l'ho trovato davvero appassionante e divertente, uno splendido ritratto dell'Oriente arabo, a tratti forse stereotipato, ma ricco di avventure, di esotismo, di passioni e crudeltà. Consiglio questo libro a chi di Salgari conosce solo Sandokan e Il Corsaro Nero, ma anche a chi non ha mai letto niente, e legge Clive Clusser e Wilbur Smith. E consiglio questo libro anche a chi ama i romance a sfondo storico. Il personaggio che amo di più? La fiera principessa algerina Amina, personaggio incredibile, che oggi meriterebbe di essere lei l'eroina della storia.

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categoria:libri, avventura
domenica, 26 ottobre 2008


Ho trovato nella mia biblioteca ancora questo romanzo di Jules Verne: l'ho letto ma l'ho trovato inferiore agli altri che avevo letto prima, a cominciare da Il giro del mondo in 80 giorni, più simile a un racconto lungo che a un romanzo vero e proprio. Recupererò gli altri di Verne in biblioteca.
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categoria:libri, avventura
domenica, 26 ottobre 2008


Ho finalmente letto Il conte di Montecristo il romanzo, che mancava ai miei classici, e ho visto lo sceneggiato omonimo con Depardieu, che non avevo seguito perché scoraggiata dalle troppe pubblicità. Bello, avvincente, teso come un thriller, con forse qualche lungaggine di troppo al centro il libro, mentre il film riflette lo spirito dell'opera, con alcune modernizzazioni comunque efficaci (il giudice feticista, il pubblico ministero marcio dentro e che si è macchiato d'infanticidio che condanna a morte la popolana che aiutava le donne a interrompere le gravidanze indesiderate), e un ottimo cast, in cui spiccano ovviamente il grande Depardieu, magistralmente doppiato da Giancarlo Giannini, e Jean Rochefort. Un ruolo minore per il figlio di Depardieu Guillaime, morto prematuramente dopo una vita discutibile. In ogni caso lo sceneggiato con Depardieu mi è piaciuto di più del film hollywoodiano su Montecristo di qualche anno fa, dove però c'era stata la grande interpretazione di Richard Harris nel ruolo dell'abate Faria, che qui scompare dopo poco.
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categoria:film, attori, romanzi
sabato, 25 ottobre 2008


Il commento di Moonflower mi portano a fare alcune precisazioni sul lavoro e sulle problematiche ad esso connesso, rimandando per una trattazione impietosa dei call center anche a questo altro mio blog, Come uscire dai call center
E' sacrosanto dire che non sempre si può fare il lavoro dei propri sogni, e che spesso, soprattutto in una situazione come quella attuale, bisogna adattarsi. Ma c'è modo e modo di adattarsi e ci sono priorità e priorità.
Ho varie conoscenze che hanno fatto e fanno lavori cosiddetti "umili" come le pulizie, l'operaio o il commesso: massima stima e rispetto per queste persone, sia che facciano questi mestieri per un periodo di tempo limitato in attesa di trovare qualcosa di meglio, sia che siano i lavori con cui si sostentano. A prescindere dal fatto che in Italia, e non so quanto giustamente, può succedere che un operaio o una collaboratrice domestica riescano a guadagnare di più di un ricercatore universitario, e che magari avrà più possibilità di progettare una sua vita. Una vita certo non lussuosa, ma dignitosa, come quella che so che fanno persone di mia conoscenza che fanno i lavori di cui sopra.
Ci sono poi "lavori" totalmente inutili, quali i call center e i lavori di vendita aggressiva, oltre alle truffe della finta beneficenza: "lavori" nati da una degenerazione del consumismo, che vuole far credere che tutti in giro siano potenziali clienti ed acquirenti di prodotti non richiesti ma che vengono pompati, con le ovvie conseguenze di violazione della privacy, di sfruttamento dei lavoratori, di falsa crescita di posti dove in realtà c'è un turn over continuo: ecco, io a questo dico no, e dico che è assurdo e immorale che questi siano i posti che vengono proposti a tante persone qualificate. "Lavori" dove sei mobbizzato da un idiota, chiamato supervisor o team leader, con serie turbe psicologiche, nonché una frustrazione sessuale di fondo allucinante (anche perché sono sempre cozze da competizione conciate da maialone croniche o roiti allucinanti che fanno i simpaticoni), che vuole che tu venda e basta, e poco importa se freghi l'anziano che potrebbe essere tuo nonno, la casalinga che potrebbe essere tua madre, l'extracomunitario che tanto è da fregare perché è straniero. "Lavori" dove sei circondato da gente senza ideali e senza morale, tutti bamboccioni che stanno ancora con mamma e papà o scemotte che si sono stufate di fare le desperate housewives (anche perché con quello che guadagni in un call center non ti paghi nemmeno un letto al dormitorio pubblico e un pasto caldo dalle suore), dove si ringalluzziscono e si esaltano solo se riescono a mettere a segno l'ennesima truffa ai danni di qualche poveraccio a cui chissà che palle hanno raccontanto. "Lavori" che nei Paesi più avanzati del nostro vengono considerati quello che sono, truffe ai limiti della legalità, mentre da noi hanno la benedizione delle agenzie per il lavoro, di vari qualunquisti che ti dicono che è meglio un call center che non lavorare (meglio fare la casalinga, allora, e detto da una femminista separatista come me è un'affermazione forte!), cretinetti che vogliono farti sentire una pelandrona e in colpa perché non li accetti e altre amenità del genere. Io spero davvero che Guariniello o chi per lui li faccia chiudere, perché questi call center sono una delle tante vergogne del nostro Paese: e senza offesa, ma non accetto chi li difende, anche perché sono indifendibili.
Abbiamo bisogno di soldi per mantenerci e mangiare? Non abbiamo paura allora di andare a lavorare in campagna, di fare le pulizie, di lavorare al mercato, di fare gli operai, perché potremo avere di che vivere dignitosamente. Ma i call center, per piacere, no.
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categoria:lavoro, attualità
sabato, 25 ottobre 2008


Vorrei augurare buona pensione, ma tanto la mente di persone in gamba non va mai in pensione, a due grandi professori dell'Università di Torino che in questi giorni stanno andando in pensione.
Gianni Vattimo, ordinario di Filosofia Teoretica, protagonista di battaglie per la laicità della società e i diritti degli omosessuali, teorico del pensiero debole, ha fatto l'ultima lezione l'altra settimana: mi spiace non aver dato esami con lui, vedrò di recuperare i suoi testi, ma è e resta un grande.
Gian Luigi Beccaria, docente di Storia della lingua italiana, mi ha fatto non poco faticare all'Università, è stato l'unico esame che ho dovuto dare due volte. Ma di lui ho uno splendido ricordo, e anche delle sue lezioni.
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categoria:cultura, università
sabato, 25 ottobre 2008


Per vari motivi, primo fra tutto l'eccessivo costo, non vado mai al Salone del Gusto e a Terra Madre, ma massimo appoggio per i principi su cui si basano. Combattiamo queste multinazionali che vogliono spingerci tutti a mangiare schifezze che ci faranno ingrassare e che porteranno alla miseria i contadini di tutto il mondo, ed è giusto condannare una società che alla quarta settimana mangia male perché si è mangiata tutti i soldi in cose futili, quali tv al plasma ed abbigliamento. Mangiamo meno, ma mangiamo meglio, e appoggiamo gli artigiani del cibo, i produttori agricoli, dipende la nostra salute e il futuro della nostra economia, che non deve essere certo lasciato in mano alle multinazionali che ci stanno distruggendo a tutti i livelli.
Massimo appoggio anche alla protesta degli universitari: giusto qualche tempo fa pensavo che i ragazzi di oggi alla fine sono apatici, pensano solo ad andare a rincoglionirsi in discoteca o a svendersi con lavori del cazzo come i call center solo per avere quattro soldi (e nemmeno quelli..) con cui alimentare il consumismo. Per fortuna che non sono tutti così, mi è piaciuto quello striscione che ho visto nel sito de La Stampa: "Ci volevate tutti veline e tronisti, ma vi sbagliavate!" E io aggiungo: ci vorrebbero tutti veline e tronisti, per poi diventare casalinghe frustrate e consumistiche o al massimo carne da sfruttare nei call center, ma per fortuna ci si sta ribellando.
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categoria:eventi, scuola, alimentazione, attualità
venerdì, 24 ottobre 2008
ma mi sono masterizzata!!!! Battuta del piffero...
Comunque ho preso 99/110, e ci voleva!!!!!
Ora mi guarderò attorno, comunque avviso che sentite dei vaffan e delle urla provenire da Torino sono io che sto maciullando verbalmente quelle stronze delle agenzie per il lavoro, che continuano a propormi i call center che dovrebbero usarli come carta igienica e supposta!!!
E adesso posso rimettermi in gioco davvero.
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categoria:vita, lavoro
giovedì, 23 ottobre 2008


E' stato appurato che Raffaele Sollecito, uno dei presunti assassini di Meredith a Perugia, era un patito di manga, così come la sua amichetta Amanda. E viene data la colpa ai manga se si sono buttati a fare quel gioco sciagurato che è costato la vita a quella povera ragazza. Parallelamente negli Stati Uniti, Paese dove un ginecologo che pratica un'interruzione di gravidanza è visto come un assassino ma dove la pena di morte viene accettata così come la guerra preventiva, un uomo adulto e vaccinato è stato inquisito perché acquistava a collezionava manga hentai.
Mi sembra tutta una follia assurda. Non è colpa dei manga se tre pazzi, esaltati e fatti (può essere che Amanda non ricordi niente, visto che faceva uso di sostanze stupefacenti) pensano che sia loro dovere violentare e massacrare una ragazza che ha come unica colpa il non voler essere una pervertita come loro; se vogliamo cercare delle colpe guardiamole nella famiglia, che mette al mondo i figli per dovere e poi li abbandona a loro stessi, in una società che promuove il consumismo a tutti i livelli e determinati modelli che se non li segui sei uno sfigato da punire (vedi fare la porca in giro, altrimenti sei una fallita), o mettiamoci l'animo in pace con il fatto che esistono persone problematiche e depravate, che non rispettano niente e nessuno. Ma non è colpa dei manga se succedono certe cose, facile spiegazione per problemi più complessi che non si vogliono affrontare.
E premettendo che a me i manga hentai non piacciono, non credo che collezionarli sia un crimine: se essere pervertiti si limitasse al collezionismo di fumetti porno, questo pianeta sarebbe molto migliore, ci sarebbe qualche segaiolo in più, ma nessuna molestia per strada, nessuna violenza sessuale, nessuno che si sente autorizzato a darti noia solo perché sei una donna. Gli Stati Uniti dovrebbero decidersi a fare qualcosa contro tutte le armi da fuoco che girano indisturbate, in mano a ragazzini, non per quattro vignette in bianco e nero con delle ragazzine disegnate mezze nude.
Sono una otaku da una vita, frequento la comunità otaku da tempo, e posso dire che i manga non creano comportamenti violenti e che l'hentai non fa diventare pervertito chi non lo è già di suo.
postato da: gattaneilibri alle ore 08:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:manga, attualità, otaku