domenica, 28 settembre 2008


Stamattina mi sono immersa in Portici di carta e per tre ore ho percorso bancarelle su bancarelle di libri, scoprendo la nuova sede della libreria Druetto in via Cavour, comprando un libro sulla magia felina (senza sacrifici degli adorati mici, sempre meglio specificare!), un libro di miti celti, due cd di musica barocca e un cd di musica zingara, e soprattutto riempiendomi gli occhi di libri, scambiando chiacchere con gente intelligente, tipo un altro precario che come me a 40 anni è ripartito da zero, sfogliando bei libri e da un certo punto in poi sgomitando in mezzo a tanta, tanta gente che affollava il centro. Meno male che dicono che i libri non interessano a nessuno, e sono un passatempo da sfigati e racchie, giornate come quella di oggi ti rendono di buon umore...
postato da: gattaneilibri alle ore 16:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:libri, eventi, mercatini
domenica, 28 settembre 2008


Finalmente è uscito in dvd La bussola d'oro, uno dei più bei film fantasy degli ultimi anni, che purtroppo è andato incontro, non si capisce se per colpa del boicottaggio delle associazioni fondamentalistiche, ad un cocente flop (reale, non come quello inventato del secondo film di X-Files, di cui Chris Carter e company hanno modo di essere soddisfatti). L'Academy gli ha conferito un meritato Oscar agli effetti speciali, ma le probabilità che vengano trasposti in film i due bellissimi libri successivi di Philip Pullman sono ridotte al lumicino. Sarebbe davvero un peccato, perché riguardandolo mi gustavo davvero l'ottimo cast (Dakota Blue Richards è adorabile, la strega Eva Green è meravigliosa e Nicole Kidman in versione perfida è sublime, per citare solo le ladies!), le scenografie steam punk veramente originali nel panorama di oggi e i bellissimi effetti speciali legati al Daimon, a cominciare dall'adorabile Pan (mannaggia, ma come peluche non potevano fare lui in versione gatto invece che il pur simpatico Iorek?). Per non parlare del messaggio di fondo, un inno al libero pensiero, alla disobbedienza all'autorità costituita e tirannica, alla propria autodeterminazione. Io ci spero ancora nei due seguiti, anche perché il primo film, orbato della parte finale del romanzo, è davvero incompleto.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:59 | Permalink | commenti
categoria:cinema, letteratura, fantasy
domenica, 28 settembre 2008


Ho finalmente visto questa miniserie, che avevo registrato un paio d'anni fa dalla televisione, e che fa parte di una saga complessa, creata da Ursula K. Le Guin che ha ispirato anche il film d'animazione di Goro Miyazaki. Devo dire che di tutto questo universo, la miniserie tv è forse la cosa che ho apprezzato di più: ci mette un po' a decollare, ma poi si difende bene, con bravi attori (bello l'ordine delle sacerdotesse in cui spiccano la veterana Isabella Rossellini, mai arrivata ai livelli della madre, e la giovane Kristin Kreux, già Lana in Smallville e Biancaneve in un'altra miniserie) e una bella sceneggiatura. Il messaggio finale di questo film è la difesa e importanza della pace e l'importanza del proprio autocontrollo: per l'ennesima volta mi chiedo come si possa vedere dietro il fantasy messaggi nazifascisti...
postato da: gattaneilibri alle ore 15:51 | Permalink | commenti
categoria:fantasy, telefilm
sabato, 27 settembre 2008


Ci ha lasciato Paul Newman, un grande attore, una gran persona che si è battuta per mille cause, in primis la lotta alla droga e la lotta per un'alimentazione sana. Aveva 83 anni, era malato da tempo, ma in fondo, come ha detto qualcuno, non conta poi la fine della nostra vita, che per tutti è uguali, conta come viviamo la nostra vita. E Paul Newman l'ha vissuta bene, come attore, come oggetto di desiderio, come persona, come artista. Lo saluto, mi riguarderò presto uno dei suoi film che preferisco, Il sipario strappato di Hitchcock, splendido film di spionaggio in piena guerra fredda.
postato da: gattaneilibri alle ore 19:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, attori
sabato, 27 settembre 2008


L'attrice Emma Watson, interprete del personaggio di Hermione in Harry Potter nonché nuova testimonial di Chanel, ha detto che lascerà per qualche anno le scene una volta terminata la serie di Harry per iscriversi all'Università. Non sa ancora se andare in America a studiare letteratura o se rimanere in Inghilterra a studiare Storia dell'arte. Mi sembra una scelta davvero coraggiosa, in un'epoca in cui conti solo se sei gnocca, sexy e se la dai via, ma in cui la cultura non ha proprio nessun peso. Ben vengano altri modelli, soprattutto per le giovanissime, che tra quelle ignobili Winx sculettanti (veramente, aridateci Sailormoon!!!) e le Veline dovrebbero essere incentivate a fare qualcosa di più intelligente che non basarsi su valori effimeri e idioti. Mi piaceva già prima Emma Watson, adesso mi piace ancora di più.
E a proposito di cultura, complimenti (ironici...) ai ragazzi che volevano iscriversi all'Università di Scienze storiche di Forlì, che hanno tirato in ballo che Matteotti è stato assassinato dalle Br, che Piazza Fontana è il nuovo luogo dello shopping e che i Fratelli Rosselli sono degli imprenditori delle scarpe: cari fanciulli, piantatela di rimbambirvi con Il Grande Fratello e di andare a fare i cazzoni in discoteca e mettetevi a studiare, non si nasce imparati, ma un po' più di cultura è d'obbligo. Io quelle cose le sapevo tutte già a vent'anni, ma già non andavo in discoteca e non guardavo menate alla tele.
postato da: gattaneilibri alle ore 13:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:harry potter, scelte, attrici
sabato, 27 settembre 2008


Su Buongiorno di ieri di Massimo Gramellini si parlava di una mamma che in autobus a Milano raccontava come se fosse la cosa più normale di questo mondo alle sue bambine la trama dell'ultimo film di Ozpetek (che parla di violenza familiare) e che finiva per il giustificare il gesto con cui il padre uccideva i suoi due bambini con un poverino, era tanto triste, e altrimenti non avrebbe più potuto vederli.
Gramellini auspica un ritorno alle vecchie fiabe. Io sono da sempre una lettrice di fiabe, e nella mia biblioteca fanno bella mostra sia libri che mi sono stati regalati oltre trent'anni fa, sia libri che ho comprati in anni più recenti, come la splendida collana della Mondadori di Fiabe etniche e quella della Newton Compton sulle fiabe più famose. Nella fiabe è vero, si parla di orchi e streghe che mangiano i bambini, di altri cattivi, ma c'è una cosa catartica alla fine: il cattivo perde, viene sempre punito, e il buono, anche se è piccolo, povero, solo, insignificante, vince. Le fiabe danno la speranza che può vincere la tua situazione e capovolgere gli eventi se sei intelligente, astuto, generoso, e che devi passare attraverso la paura per uscire vittorioso. Non trovo sbagliato che una madre possa anche raccontare il film di Ozpetek, ma trovo sbagliato che giustifichi un padre che uccide i suoi bambini: una persona che fa una cosa così è un mostro, un essere vile, che non merita nessuna pietà e nessuna compassione. Non dico che deve essere massacrato e torturato, ma almeno non giustificato, questo sì.
postato da: gattaneilibri alle ore 12:50 | Permalink | commenti
categoria:fiabe, attualità
sabato, 27 settembre 2008


In questi giorni in una mailing list a cui sono iscritta sui libri e l'amore per la lettura una componente della lista ha raccontato di aver lasciato dopo due anni il fidanzato perché non amava i libri e la cultura e non avevano più niente da dirsi. Per me resta un mistero come abbia fatto a sopportarlo per due anni, sarà che l'attrazione fisica mi lascia terribilmente scettica (tranne quando si tratta di Nicholas Lea e compagnia), comunque l'importante è che l'abbia capito.
Ho sempre sostenuto che senza interessi in comune non si può andare oltre ad una semplice conoscenza formale, e sono sempre stravolta quando sento gente, forse soltanto molto spaventata dalla solitudine, sostenere di voler invece avere amici e fidanzati (e amiche e fidanzate, ovvio!) con cui non hanno niente in comune. Ma che vi raccontate?
Ho risolto il problema fidanzati non sposandomi né fidanzandomi, sono uno spirito libero, non fa per me la vita di coppia, e nemmeno i legami (oltre alla mia totale mancanza di istinto materno e spirito di dedizione all'altro che non siano gatti e libri!), e mi rompe che ci sia periodicamente qualche maschietto che ci prova con me (che oltretutto ho in linea di massima altre preferenze...) e che continua a rompermi le scatole pur non avendo niente in comune con me, e che continua ad insistere dopo che gli ho detto che non c'è trippa per i gatti. Sai che vita noiosa sarebbe per me, dover stare con una persona che non mi stimola sul piano culturale e intellettuale, e che critica il fatto che io adoro passare ore a leggere e a scrivere invece che conversare, accudire o fare altro... Meglio da sola!
Per quello che riguarda le amicizie, ho sempre cercato delle persone che avevano interessi simili ai miei, e anche così sono rimasta delusa poi dalle cose non in comune che scoprivo di avere con questa gente, che poi mi spingevano a non frequentarle più. In particolare ho troncato i rapporti con tre fanciulle: la prima condivideva la mia stessa passione per cinema e telefilm, peccato che fosse una pettegola cattiva sempre pronta a dire cattiverie sul conto del prossimo, oltre ad avere strane manie sataniste; la seconda condivideva la mia passione per i gatti, ma era di estrema destra (con tanto di foto del Duce in casa...), pronta a giudicare in maniera sgradevole le mie scelte lavorative (ad ascoltare lei dovevo continuare a fare la precaria per due euro all'ora nei call center, che idiota!) e di quelle single ossessionate dal trovarsi un uomo, l'opposto di me che sto benone da sola e che mando a cagare tutti i maschietti che hanno la malaugurata idea di provarci con me, come ho fatto con un suo amico che voleva sbolognarmi; la terza condivideva in un primo tempo la mia passione per i manga e per X-Files, ma poi con il passare degli anni si è rivelata una schiava del consumismo, che si divertiva solo a fare shopping di abbigliamento o a vedere bambinate al cinema, pronta anche a lei a salire in cattedra a dare consigli non richiesti (anche lei mi consigliava di tenermi il lavoro nei call center, ma quando si è ignoranti...). La cosa allucinante è che sta tizia continuava ad insistere per frequentarmi anche dopo che le avevo detto che preferivo fare altro, visto che con lei non condividevo più nessun interesse, e per scaricarla ho dovuto tirar fuori la sua brutta abitudine di non saldare i debiti.
Con queste premesse, più vado avanti e più ho voglia di starmene da sola. Posso cercare delle persone per degli incontri estemporanei, raduni e simili (mi manca un po' il vecchio club dei manga la domenica pomeriggio, ma stava diventando un legame troppo forte) ma senza approfondire più di tanto l'amicizia oltre a quello che può essere un attimo di incontro in comune. Mi piace avere delle conoscenze piacevoli, ma non legami soffocanti, e comunque in tutti i casi ci devono essere interessi in comune: ma che ci raccontiamo altrimenti? Ma che squallore!
postato da: gattaneilibri alle ore 12:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:cultura, vita, scelte
sabato, 27 settembre 2008


Sto rileggendomi i libri di Angelica (e adesso che ho tutta la serie in dvd mi riguarderò anche i film) e devo dire che a distanza di anni, ormai adulta e non più alle prese con i turbamenti ormonali da adolescente che mi avevano spinta a leggere questi libri pensando di trovarmi di fronte a chissà quali romanzi erotici (tra qualche anno può leggerseli con calma anche mia nipote!), li sto apprezzando molto, soprattutto per la ricostruzione storica, precisa e puntuale, e per i mille dettagli che ti danno sulla Francia del Re Sole e sulla situazione allora nel mondo. Dei romanzi che non vanno solo liquidati come romanzi d'amore, ma che sono ottimi quadri di un'epoca crudele ed affascinante. Qualcuno ha detto che i libri di Angelica sono l'equivalente per il romanzo storico de Il signore degli anelli per il fantasy: direi che sono d'accordo.
postato da: gattaneilibri alle ore 12:29 | Permalink | commenti (1)
categoria:libri, romanzi storici
sabato, 27 settembre 2008

L'altro giorno su La Stampa si parlava di un tizio che soffre di turbe psichiche che, dopo aver visto il film Il codice da Vinci in televisione, avrebbe accoltellato un prete in preda a visioni sataniche. Personalmente, la mia simpatia per i preti è ai minimi storici dopo le esternazioni antianimaliste di quel prete veneto e l'ennesimo caso di un prete pedofilo qui in Piemonte, ma non credo comunque che un film come il Codice da Vinci possa spingerli ad odiarli (sono già buoni loro per questo, battutaccia), oltre tutto il film in questione non contiene messaggi satanisti, quanto piuttosto una visione alternativa della nascita del cristianesimo. Non siamo sicuri che sia piuttosto colpa della follia umana?
Sempre su La Stampa si parlava del caso delle due ragazze francesi che si sono incontrate su Internet e che hanno deciso di suicidarsi insieme: le due giovani venivano chiamate Thelma e Louise. Forse il giornalista in questione non si ricorda la trama di Thelma e Louise, film splendido, storia di due donne che si ribellano al potere maschilista e iniziano a fuggire insieme e che muoiono suicide perché ormai l'alternativa sarebbe venire abbattute dai cecchini o finire nel braccio della morte. Le due  ragazze francesi esprimono con il loro gesto un disagio profondo, purtroppo Internet ha tanti aspetti positivi ma anche tanti aspetti negativi, perché permette a tante, troppe persone di far conoscere il proprio folle disagio.
Il caso allucinante del ragazzo cecchino in Finlandia ha fatto dire ad alcune persone che è tutta colpa di telefilm come Walker Texas Ranger se si diventa così: premettendo che a me Walker Texas Ranger non piace perché lo trovo cretino, la classica americanata del cavolo (niente a che vedere con telefilm di ben altra levatura come X-Files, Buffy o Alias!), mi pare riduttivo pensare che un telefilm possa causare certe reazioni, e se anche le causasse, bisognerebbe scavare nel vissuto personale di una persona, nel suo rapporto con la società e in che tipo di società si vive (qualcuno diceva che la Finlandia è recentemente passato da uno Stato socialista di tipo scandinavo al capitalismo all'americana più selvaggio, per cui devi guadagnare soldi ed essere di successo, altrimenti non sei niente, questo è pericoloso non i telefilm!), o riconoscere che ahimé, tra di noi, nascono le mele marce. Cosa che i popoli antichi avevano già capito millenni fa.
postato da: gattaneilibri alle ore 12:23 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, attualità
venerdì, 26 settembre 2008
Un prete della provincia di Venezia ha attaccato in una lettera gli animalisti, dicendo le solite menate: che amiamo gli animali più dei nostri simili (mah, a me non risulta che un animale non abbia mai inventato Auschwitz, e fosse solo per quello), che preferiamo prendere animali invece che fare figli (e te credo, in un mondo sovrappopolato come questo è da puri incoscienti continuare a riprodurci!) e che preferiamo dare i soldi per gli animali piuttosto che per il Terzo Mondo (quando si dice avere la coda di paglia, è colpa del bigottismo della Chiesa e della sua opposizione ad ogni politica di pianificazione familiare se nel Terzo Mondo muoiono di fame, senza contare tutti i soldi che si incassano invece che finire a destinazione...)
Ovviamente i soliti troll si sono schierati dalla sua parte, forse bisognerebbe chiedersi perché siamo in tanti a preferire gli animali ai nostri simili, spesso è colpa di questi ultimi, che fanno ben poco per farsi amare. Senza contare che il caro monsignore in questione, che farebbe meglio a prendersela con la corruzione della sua azienda, si dimentica un grande santo come san Francesco, che farebbero meglio tutti a prendere come esempio. E sull'amore che tanti preti dispensano ai bambini più che agli animali non vorrei pronunciarmi, visto che razza di amore è.
Diciamo che sono sempre più contenta di essere atea. Comunque, sono e rimango animalista, ma negli ultimi due anni ho manifestato contro il lavoro precario, per i diritti delle donne e per i diritti degli omosessuali.. L'anno scorso a Natale ho fatto offerte sia alla Lav che ad Emergency, sia alla Lega per il Gatto che all'Unicef (sul quale sono piovuti gli strali della chiesa dopo che ha organizzato dei corsi di educazione sessuale per le bambine dei Paesi del Terzo Mondo). Strano, gli animali non centrano...
postato da: gattaneilibri alle ore 11:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:religione, animalismo
venerdì, 26 settembre 2008
Un'altra accusa che viene mossa a noi single è quella di mangiare male, perché siamo tanto infelici per carenze affettive e quindi ci rimpinziamo di cibo scadente e bevande alcoliche, diventando sempre più tristi e sovrappeso. Ci vorrebbe Doggett (che fine ha fatto a proposito? Lo vedremo mai nel terzo film di X-Files) per definire una cosa come questa per quello che è, una puttanata bella e buona, che si basa su stereotipi di filmetti, senza tener presente le famiglie in cui ci si rimpinza di porcherie, tanto che i nostri cari pargoli sono tra i più obesi d'Europa.
Oppure si dice che noi single siamo viziati e compriamo le costosissime monodosi, come no, forse soltanto chi ha stipendi stratosferici, sempre più difficili da ottenere, perché sembra che se non hai una famiglia da mantenere tu non abbia bisogno di soldi, almeno secondo questi simpaticoni che stanno nelle alte sfere.
Io sono single, sono vegetariana da alcuni anni e non credo di mangiare male. A parte il fatto che ho smesso del tutto di andare da Mac Donald (dove andavo saltuariamente già prima, e solo a mangiare insalate e patatine perché i loro panini alla carne mi facevano schifo ancora prima di diventare vegetariana) dopo che ha licenziato in tronco una dipendente rea di aver offerto il suo misero pranzo aziendale ad un ragazzino maghrebino che chiedeva l'elemosina, da tempo mi sforzo di scegliere posti dove si mangia bene, senza spendere capitali (e ce ne sono, non esiste solo Mac Donald se si ha un basso budget) e a casa cerco di alimentarmi in maniera equilibrata. Da quando non mangio più carne ho smesso ovviamente di mangiare salumi e simili, che adoravo, e di sicuro ci ho guadagnato in salute. Mangio tanta pastasciuttta (viva la dieta mediterranea), la pizza quando posso, la farinata idem, tante insalate, tanta frutta, tanta verdura, un po' di formaggio di cui sono ghiotta (non ce la faccio per ora a diventare vegana, anche se il prezzo del formaggio rema contro, per fortuna che ultimamente vado a comprarlo a Porta Palazzo), ogni tanto un uovo, dello yoghurt, mette poco sale mentre adoro le spezie, peperoncino in primis.
Pur non avendo nessuna vocazione a fare la casalinga, adoro fare da mangiare (nei miei sogni folli ci sarebbe anche quello di aprire un ristorante vegetariano a buon mercato come Food for thoughts di Neal Street a Londra o Cornucopia di Grafton Street a Dublino o Potato shop di Cockround street di Edinburgo): sono brava a fare pastasciutte, calde e fredde, torte salate, cous cous, risotti caldi e freddi, verdure varie, insalate. E mi diverto tantissimo, sarà che per me fare da mangiare è un diversivo rispetto ad altre cose. Non c'è bisogno di essere clienti assidui di Eataly per mangiare bene (a proposito, auguri per la nuova sede a Tokyo), basta organizzarsi. E poi io adoro girare per negozi e mercati a comprare cibo, non quanto andare in libreria ma certo di più che andare in giro per negozi di abbigliamento: non vedo l'ora che sia domani mattina, quando farò un bel giro a Porta Palazzo per formaggi ed olive condite, con una puntatina da Ceni, splendido negozio che vende thé, spezie, cereali, legumi e tante altre cose. Ma perché è così difficile credere che noi single possiamo avere una vita gratificante?
postato da: gattaneilibri alle ore 10:02 | Permalink | commenti (5)
categoria:cibo, vita da single
venerdì, 26 settembre 2008


Ho finito di vedere ieri sera la quarta stagione di Alias, ricca di colpi di scena: efficace la perfida Elena Derenko interpretata dall'affascinante Sonia Braga, bello il personaggio di Nadia (ma si salverà, io non ho visto le ultime stagioni), forti i colpi di scena. Non capirò mai come JJ Abrams sia potuto passare da una serie vivace e piena di colpi di scena come Alias a quella palla colossale di nome Lost: avrà cambiato spacciatore.
Devo però dire una cosa: Michael e Sidney sono carini, simpatici, ma tra di loro c'è poca chemistry sul set: e dire che stavano anche insieme nella vita privata! Risultano freddi e poco coinvolgenti, niente a che vedere con altre coppie quali Mulder e Scully (dove si vedeva anche la chemistry nella vita reale, nonostante la Teazza o forse proprio a causa sua...), Angel e Buffy, Brennan e Booth. La coppia in Alias dove si vede la chemistry al massimo è quella dei genitori di Sidney, Jack Bristow e Irina Derenko: fanno faville insieme, io non so che rapporto ci sia nella vita reale tra Victor Garber e Lena Olin,  ma certo che la loro storia e le scene tra di loro sono ben più appassionanti di quelle tra Sidney e Michael, al secolo Jennifer Garner e Michael Vartan. Forse sarebbe il caso di cominciare a pensare a delle serie tv con protagonisti più attempati...
postato da: gattaneilibri alle ore 06:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:telefilm, alias
giovedì, 25 settembre 2008


Sono abbastanza vecchia per ricordarmi la Torino di venti, venticinque anni fa: un disastro, nessuna iniziativa culturale, un centro vecchio e poco restaurato. Oggi mi ritrovo in una città che ha trovato il suo posto come città d'arte e cultura, piena di bellissimi musei (il Museo Egizio a posto, mi ricordo il gap che c'era negli anni Novanta tra lui e il British, il Museo del cinema, il nuovo Museo d'arte orientale, Palazzo Madama, la splendida reggia di Venaria), di librerie, di eventi (dal Salone del libro a Torino Comics), di iniziative. Da non riconoscerla davvero, ho visto alla televisione un documentario sulla marcia dei 40 mila del 1980 (io facevo seconda media e mi ricordo bene il tutto) e facevo fatica a riconoscere la Torino di quelle immagini in bianco e nero. Ma anche la Torino di quando andavo a Palazzo Nuovo era completamente diversa. Diciamo che l'immagine di Torino di oggi è da promuovere senza dubbio.
Ma c'è un ma. A questa città ricca di cultura e di iniziative fa da contraltare una carenza vergognosa di posti di lavoro decenti e atti a soddisfare le esigenze delle persone colte che seguono la vita della città stessa. Il lavoro principale che viene offerto è operatore di call center, e poi ci si stupisce se aumentano gli inattivi, le persone che smettono di cercare lavoro. Per forza, se l'unica prospettiva è finire con una paga da fame a rompere gli zebedei al tuo prossimo, te ne stai a casa, se hai una famiglia guardi la tua famiglia (e io sono femminista convinta e da sempre contro alle casalinghe, anche se ho conosciuto casi singoli di gente che non se la passa male, ma se l'alternativa è il call center!), altrimenti fai altro, fai corsi, fai volontariato, scrivi. Questo crea una profonda schizofrenia, che io sento dentro di me per prima, tra una superficie sfavillante e interessante e dietro una vera città matrigna verso i suoi abitanti.
Quindi, non sono gli extracomunitari a rovinare la nostra città, quanto piuttosto un mercato del lavoro senza regole e senza futuro, che sta rigettando gente in gamba e con capacità ai margini della società.
postato da: gattaneilibri alle ore 06:56 | Permalink | commenti (3)
categoria:lavoro, torino
giovedì, 25 settembre 2008


Trenitalia vuole, per combattere la sporcizia sui treni,  vietare l'accesso ai treni ai cani più grandi di 5 chili, cani guida dei non vedenti compresi. Mi ha fatto piacere, che a parte qualche idiota che ha detto che hanno ragione perché per chi è allergico gli animali sono fastidiosi (non hai idea di quanto sei fastidioso tu) in giro c'è stata una levata di scudi generale. Parliamoci chiaro, gli zozzoni siamo noi esseri umani: i cani non smangiazzano sui treni lasciando briciole e lattine, non riempiono di porcherie (assorbenti e pannolini in testa) i cesti della spazzatura,  puzzano meno di noi e danno molto meno fastidio degli umani, bambini in testa (viaggiare in un vagone dove c'è almeno un essere umano al di sotto della cosiddetta maturità sessuale è un'impresa che ti fa nascere istinti omicidi..). Lasciamo stare poi come gli esseri umani lasciano i cessi, e lì direi che la parità sessuale è stata raggiunta da un pezzo, anzi le donne, soprattutto in quei giorni, battono gli uomini di gran lunga. Le associazioni animaliste promettono battaglia, e Trenitalia farebbe bene a spendere più soldi in igiene, e i viaggiatori bipedi a lavarsi di più, essere più puliti e essere più silenziosi!
postato da: gattaneilibri alle ore 06:47 | Permalink | commenti (7)
categoria:animalismo
martedì, 23 settembre 2008


Leggo nel sito de La stampa che qui in Italia un marito criminale, con la complicità della colf asiatica, ha chiuso per tutta la notte il micio certosino di casa sul balcone al freddo e alla pioggia per punirlo di alcuni dispetti che gli aveva fatto. La moglie ha chiesto un risarcimento di 500 euro: troppo poco, dovrebbe divorziare e buttarlo fuori a fare il barbone, insieme a questa zozzona che dovrebbe tornarsene a casa sua (non sono razzista, tranne che contro le persone cattive e stronze, di qualunque provenienza siano). Lasciamo perdere i commenti deliranti dei lettori, da chi dà ragione al marito a chi dice che questa donna non sa dare il giusto peso ai valori, anteponendo un gatto a due persone: ripeto come sempre, gli animali non ammazzano, non truffano, non scatenano le guerre, non stuprano, per cui io li preferisco in generale alle persone. Per l'ennesima volta ringrazio di essere single, e consiglio i gattofili e cinofili che hanno la velleità di cercare l'anima gemella di essere molto selettivi sul fatto dell'amore per gli animali. Ricordo ancora uno dei film più crudi che avevo visto, un vecchio film francese con Jean Gabin e Simone Signoret, in cui lei uccideva il gatto adorato dal marito per gelosia. Per carità, io ho risolto il problema altrimenti, sto da sola, non voglio che il mio Eusebio corra dei rischi di essere trattato male o peggio.Tra l'altro, ricordo i deliri di alcune donne gay(per la serie certi problemi non ce li hanno solo gli etero) contro i gatti come portatori di malattie, toxoplasmosi in testa (sapete come viene la toxoplasmosi con i gatti? Dovete prendere le loro feci, tenerle da parte per una settimana e poi strusciarci dentro il naso, cosa che noi felinofili facciamo ogni giorno, no?), il tutto perché sono in pieno delirio materno. Bah, io so soltanto che il mio gatto non mi deluderà mai, e che non ci sarà mai nessun bipede che mi darà l'affetto e la simpatia che lui mi dimostra ogni giorno: ieri sera ci siamo guardati insieme gli episodi della quarta stagione di Alias!
postato da: gattaneilibri alle ore 06:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:gatti, animalismo