domenica, 31 agosto 2008


Dopo Barry Lindon, ho letto anche La fiera della vanità, sempre di Thackeray, di cui conoscevo il bel film di Mira Nair (che mi sono prontamente riguardata). Che dire? Barry Lindon libro è splendido, ed è stato specchiato alla perfezione da Kubrick nel suo capolavoro sfarzoso e crudele. La fiera della vanità libro è pregevole, ma lungo, frammentato: meglio l'ottima trasposizione filmica, che rispetta in pieno l'atmosfera dei primi decenni dell'Ottocento, attraverso l'epopea dell'ambiziosa Becky Sharp, pronta a tutto per emergere, come Barry, e destinata ad una fine comunque meno amara. Trovo che Reese Whiterspoone abbia dato il meglio di se stessa in questo film, ma tutto l'insieme è davvero impeccabile.
postato da: gattaneilibri alle ore 18:57 | Permalink | commenti
categoria:libri, film, storia, classici
domenica, 31 agosto 2008


Sono sempre più soddisfatta con me stessa per aver ripreso a studiare e aver rifiutato lavori di merda come i call center (il cancro della nostra economia, spero che Guariniello o chi per lui faccia chiudere tutti sti posti e li mandi tutti a spasso, visto che non ci arrivano da soli che è meglio a quel punto stare a casa invece che lavorare per una paga da fame che non ti dà prospettive e fare un lavoro senza dignità). Il tutto è da ricondurre al consumismo: non si dà alla gente dignità ed indipedenza (soprattutto se sei una donna), ma la si spinge a farsi sfruttare perché altrimenti sei un pelandrone e un bamboccione (tanto con i lavori precari e sottopagati non riesci ad essere indipendente, e quindi fai male comunque a criticare chi cerca altro e sta a casa nell'attesa). Il consumismo ha rovinato la gente in giro, è alla base del delirio che ci vorrebbe far fare più figli, perché più bambini = più consumatori, ed è anche una delle cause di rotture di scatole come le telefonate a casa e le vendite porta a porta, nell'illusione che la gente comprerà a più non posso.
Ho deciso di spendere soldi, o meglio investire soldi, solo in cultura e affini. Libri, musica, dvd (ovviamente contenendo le spese), cinema, musei, mostre, viaggi. Per quello che riguarda l'abbigliamento, me ne frego di essere all'ultima moda, ho gli armadi pieni di cose che ho accumulato e che continuerò ad indossare finché andranno a pezzi. Non faccio vita sociale, perché mi fa ridere la gente che piagnucola perché non arriva a fine mese e poi tutte le sere deve uscire e andare a cena fuori e poi in giro per locali perché non sa stare da sola e non ha voglia di farsi due spaghetti e un uovo al burro. E devo dire che sto benone. Certo, questo mi ha portata a isolarmi molto dal mondo, ma francamente non mi va che altri mi impongano uno stile di vita spendaccione, con annessi e connessi che vanno da piagnistei sul non riuscire a trovare l'anima gemella, deliri da orologio biologico e giudizi trancianti contro il mio desiderio di cultura, di libertà, di indipendenza, di anticonformismo. E oggi: ultima gita a Bardonecchia, anche se il tempo non è molto clemente!
postato da: gattaneilibri alle ore 06:48 | Permalink | commenti (3)
categoria:cultura, lavoro, consumismo
sabato, 30 agosto 2008




Qualche tempo fa ho assistito in una mailing list in lingua inglese su Angelica a cui sono iscritta ad un interessante parallelo con Buffy: praticamente, alla domanda qual è l'eroina contemporanea che può essere assimilata alla Marchesa degli angeli, è stato fatto il paragone con la Cacciatrice dei vampiri creata da Joss Whedon.
Che dire? A prima vista potrebbe sembrare un paragone azzardato: Angelica e Buffy sono entrambe protagoniste di storie, entrambe bionde, ma le loro storie sono di genere diverso. In un caso ci troviamo di fronte ad un feuilleton storico, nell'altro ad un telefilm contemporaneo di genere fantastico. Ma pensandoci meglio, ci sono delle somiglianze. Angelica lotta per raggiungere la felicità in una dimensione che può sembrare molto domestica (ritrovare il marito e i figli), mentre la lotta di Buffy è apocalittica contro le forze del male, anche se alla fine anche lei vuole dare un futuro a sua sorella e salvare i suoi amici. E magari un giorno essere felice con l'uomo di turno, chiaro che nel nuovo millennio il vivere con un uomo non può più essere prioritario nella vita di una donna. Entrambe celebrano la forza delle donne comunque, entrambe appassionano con le loro avventure, nel primo caso tra cortigiane, pirati, sultani e mendicanti, nel secondo tra vampiri, streghe, demoni, intellettuali e nerd. Entrambe ricordano che è difficile essere donne comunque, ma che bisogna provare a farcela e a lottare per star meglio. Sì, il parallelo non è poi così azzardato.
Viene spontanea una domanda: come sarebbe Sarah Michelle Gellar nel ruolo di Angelica, visto che si vocifera di un remake. Boh, io continuo a preferire Scarlett Johannsson o Charlize Theron per il ruolo (Gillian Anderson sarebbe stata perfetta ai tempi de La casa della gioia), però una possibilità a Sarah, che vedo meglio in ruoli moderni, gliela darei comunque.
postato da: gattaneilibri alle ore 13:48 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, letteratura, telefilm, buffy, angelica
sabato, 30 agosto 2008


Domani è il 31 agosto, lunedì inizia settembre e riprendo a lavorare, con lo stage del master. Dovrei essere una zitella arida e triste, a cui le vacanze mettono la depressione, secondo gli stereotipi dominanti per i quali una donna è completa solo se ha un uomo vicino e dei marmocchi di cui occuparsi. Peccato che non sia così, ho passato un bel mese di vacanze, durante le quali ho fatto un mucchio di cose, giusto anche per sfatare il principio che se non hai una famiglia di cui occuparti e/o non accetti i lavori che ti offrono fai una vita vuota e senza senso.
La settimana di ferie a Vienna e in Austria è stata bellissima, e Vienna rimarrà nel mio cuore. Ma anche a Torino ho fatto delle belle cose. Ho continuato a girare per musei in questo mese di agosto, e concluderò oggi con una visita di nuovo alla mostra della Cina al museo di antichità e domani con tre mostre a Bardonecchia. Sono riuscita ad andare su in montagna ed a fare gli itinerari che mi ero prefissata, e ho fatto la mia solita gita annuale a Briançon. Ho sistemato un po' di cose in camera, alleggerendo l'archivio. Ho affrontato e sistemato un crash down del mio computer, con tanto di riformattazione. Ho trascurato un po' la scrittura, ma ho letto e riletto parecchi libri, e visto parecchi film e telefilm.
Da lunedì si ricomincia, e sono contenta. Del resto, a me stare con i colleghi da fastidio solo se sono rompiscatole invadenti che indagano sulla tua vita privata, giudicano le tue scelte personali e pretendono che tu li frequenti in pausa pranzo e nel tempo libero, e dove sono adesso per fortuna queste cose non succedono. Nel mese di settembre mi aspettano inoltre il secondo film di X-Files, un lavoro sui fumetti ancora un po' vago, la manifestazione C'era una volta il re a Rivoli, una manifestazione celtica a Novara, forse alcuni concerti di Settembre musica, la manifestazione Portici di carta l'ultima settimana di settembre e vorrei organizzare una gita a Racconigi e/o altre visto che ho visto che ci sono delle proposte della GTT verso il Lago Maggiore. No, non credo che passerò il mio tempo a piagnucolarmi addosso perché sono sola e incompleta: ho troppe cose da fare!
postato da: gattaneilibri alle ore 07:51 | Permalink | commenti
categoria:vita, vacanze, musei, giri
venerdì, 29 agosto 2008

Come single karmica, femminista convinta e separatista, nonché allergica ad una visione tradizionale della vita, sono sempre contenta quando qualche donna dice di no come me al matrimonio e alla maternità per la sua libertà. E ho letto con piacere questo articolo su La Stampa di oggi che parla delle ragazze giapponesi e del loro rifiuto per il matrimonio. Mica sceme, le fanciulle, anche perché a casa loro, più ancora che in Italia, sposarsi equivale alla rinuncia di fisso al proprio lavoro, e al passare la vita a fare la serva ad un marito che a casa ci sarà ben poco, agli eventuali pargoli e agli immancabili suoceri. Oddio, da noi non si sta molto meglio: nel migliore dei casi passi otto ore a sgobbare per poi arrivare a casa e fare tutti i lavori tu, nel peggiore sei una casalinga e basta, senza indipendenza economica. Francamente, grazie no, tenendo conto del fatto che in questi anni ho dovuto respingere corteggiatori indesiderati che mi proponevano proprio una vita di cacca di questo tipo, salvo poi reagire di fronte al mio deciso rifiuto dandomi dell'egoista, della persona con problemi e della povera infelice, quando gli infelici e gli egoisti erano loro, che pretendevano di distruggere la mia libertà con il loro squallore. E non mi consola sapere che questi problemi spesso le hanno anche le coppie gay.
Massima simpatia per le ragazze giapponesi, continuate così, e io me ne sto bene da sola. E sono preoccupata vedendo le giovani ragazze italiane invece vedere nella vita di coppia (rigorosamente etero, ovviamente) l'unica possibilità di vita, e ritrarsi spaventate di fronte a gente come me che ha fatto della solitudine e della libertà la sua ragione di vita, con domande idiote del tipo: Ma non hai paura di trovarti poi davvero sola? No, non ho paura. Temo di più la routine, la limitazione dei miei spazi, tanti lavori di cura ingrati per persone di cui non me ne frega niente (non amo i bambini, non ho istinto materno e di genitori mi sono bastati ed avanzati i miei come rottura di scatole!), il non poter fare le cose che amo per fare cose che detesto o di cui comunque non me ne frega niente. Lasciamo poi perdere le mie coetanee ossessionate dall'orologio biologico (io il giorno che vado in menopausa brinderò con litri di birra!) per procreare e dalla ricerca dell'uomo giusto per terra e per mare, con tutte le cretinate di contorno, compresi i tentativi di sbolognarti squallidi maschietti conosciuti in chat che di loro poi non vogliono saperne. E poi che cosa se ne fa di un uomo una femminista separatista come me? Non vale nemmeno il discorso del salame e del maiale, perché sono vegetariana!

postato da: gattaneilibri alle ore 18:53 | Permalink | commenti (6)
categoria:libri, giappone, femminismo, oriente, società
venerdì, 29 agosto 2008

Mannaggia di una miseria... credevo che fosse una bufala estiva, e invece è proprio vero che il sesto film di Harry Potter, Harry Potter e il principe mezzosangue, un pre finale teso e coinvolgente, è stato rinviato alla prossima estate. Il motivo ufficiale è per dare spazio ad alcune bambinate della Pixar e dintorni, come se Harry Potter interessasse solo ai bambini e non fosse ormai un prodotto per adulti e adolescenti. Mi spiace molto, aspettavo con ansia fine novembre per fiondarmi sulle nuove avventure di Harry e dei suoi amici.
Boh, mi consolerò con altri film in uscita, in primis con I want to believe, sperando che non esca solo nelle multisale tipo Pathé Lingotto per le quali ho maturato un'allergia...

postato da: gattaneilibri alle ore 10:36 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, harry potter, fantasy
venerdì, 29 agosto 2008


Approfittando del fatto che sono a casa, ho fatto una splendida scoperta culturale: la biblioteca del Museo del cinema, nella sua nuova sede di via Matilde Serao, che purtroppo durante l'anno lavorativo non è aperta di sabato rendendomi impossibile la sua frequenza. Ieri mattina ho passato dei bellissimi momenti, sfogliando riviste inglesi e francesi di cinema, tv cult e fumetti, e libri, e trovando tanto materiale sulle mie passioni, i manga, X-Files e Buffy in testa. Visto che sono interessati a queste cose, ho deciso di portare loro del materiale che avevo doppio su X-Files e che non riuscivo a piazzare: delle videocassette, alcune riviste in inglese e la guida alla quinta stagione. Non ho mai visto gente così felice, mi hanno fatto un mucchio di ringraziamenti. E mi sento felice, perché è bello aiutare gli altri e condividere le proprie passioni, anche se poi si è resta una zitella acida e asociale come è la sottoscritta. E a Torino cominciano a sbucare i poster pubblicitari di I want to believe, me molto felice!
postato da: gattaneilibri alle ore 10:29 | Permalink | commenti
categoria:cinema, biblioteca, x-files
mercoledì, 27 agosto 2008


Ieri mattina sono andata a farmi un giro alla Tesoriera, in corso Francia, un luogo magico, che mi colpì anni fa, dal tram 1, mentre stavo andando a prendere il mio adorato micio Matteo. Un angolo di Settecento in pieno Torino, uno sfondo da film in costume alla Lady Oscar o alla Angelica, che ospita, ancora per poco (ma si spera che torni) la Biblioteca Musicale di Torino. Mi sono persa nei saloni stuccati, che sono da restaurare (la biblioteca chiuderà per restauri infatti per un po' di tempo), e ho trovato un altro luogo bellissimo dove passare del tempo. La Biblioteca tra l'altro ha libri, riviste anche poco note sulla musica barocca, una delle mie grandi passioni, e cd. Unico neo: perché un posto così deve essere chiuso il sabato? Come sempre si pensa ai pensionati, alle casalinghe e agli studenti, e non alla gente che lavora, e che avrebbe in un posto come questo una valvola di cultura e sogno per il week end.
postato da: gattaneilibri alle ore 18:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, castelli, palazzi
martedì, 26 agosto 2008

 

Spesso i nostri giornali, sempre attenti a raccontarci cosa fanno le aspiranti Veline e i concorrenti del Grande Fratello, se ne escono raccontandoci che tizio o caio, famoso attore o attrice del cinema o della tv di qualche anno fa, non fa più niente, o sta avendo dei problemi a non finire. Non sempre è vero, e i nostri giornali farebbero bene a informarsi meglio. Ecco alcuni esempi di questa cattiva informazione.



Marlene Jobert, la bellissima mamma della splendida Eva Green, non si è trasformata in una casalinga dopo la nascita delle sue due bambine (avvenuta nel lontano 1980). Continua a recitare in teatro, in radio, in televisione, e scrive. E la figlia ha preso dalla mamma la stessa poliedricità.


Robert Hossein, l'affascinante marito di Angelica, non è un vecchiaccio triste e solo, ma ha continuato a lavorare nel mondo del teatro e del cinema, dirigendo e interpretando film e spettacoli teatrali, anche di grandissimo successo, come il recente Ben Hur.


Gillian Anderson, l'indimenticabile Scully di X-Files, non è triste a Londra per i suoi insuccessi (come avevano scritto su Tv Sorrisi e Canzoni) ma ha ottenuto grandi consensi e per i suoi lavori in teatro (nel 2009 tornerà in Casa di bambola di Ibsen) e per le sue interpretazioni, dosate e in prodotti di qualità, come lo splendido sceneggiato The Bleak house dal romanzo di Charles Dickens.
Per cui pensiamoci bene prima di dire che un attore o un'attrice ha visto la sua carriera finire...
postato da: gattaneilibri alle ore 16:13 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema, teatro, attori, attrici, x-files, angelica
martedì, 26 agosto 2008
Quando vedo un attore o un'attrice che mi piace in un ruolo particolare, cerco sempre di andare a recuperare le altre interpretazioni dello stesso o della stessa, avendo a volte delle piacevoli sorprese, a volte delle delusioni.


Di Michèle Mercier, Angelica, avevo visto diversi altri film negli anni Ottanta, soprattutto commedie all'italiana accanto a mostri sacri del nostro cinema. Divertente in particolare ne I mostri, nell'episodio L'oppio dei popoli, in cui fa una moglie che tradisce il marito Ugo Tognazzi che si sta rimbambendo davanti alla televisione, e anche nel film Frenesia d'estate, in cui interpreta una ballerina che si finge ragazzo. Aveva fatto poi anche altri film in costume: il film su Lady Hamilton, che dal titolo italiano Le calde notti di Lady Hamilton sembrerebbe un film porno, in realtà non è niente male, con i due bravi attori di teatro John Mills e Richard Johnson (ex di Kim Novak) al fianco di Michèle e poi ricordo anche un bel film sui pirati e la Scozia inglese, dove Michèle recitava al fianco di Peter Cushing, il dottor Van Helsing dei film classici di Dracula. Per quello che riguarda Robert Hossein, l'ho visto in film come Madame Sans Gene, con Sofia Loren (purtroppo la coppia dei due non funziona), Il riposo del guerriero con Brigitte Bardot (l'hanno ridato oggi, la cosa migliore sono le scene a Firenze), Nell'anno del Signore con Claudia Cardinale (uno dei film migliori che ha fatto IMHO, anche se lui di meriti ce ne mette pochi, i mattatori sono i nostri Manfredi, Tognazzi e Salerno), Lamiel dal romanzo di Stendhal (dove c'è una super scena hot), Bolero di Lelouch, un film che vorrei rivedere.  Ha fatto poi altri film con Michèle, il suo grande amore,  dove si vedeva comunque il feeling fuori dallo schermo: vorrei vedere L'amante infedele, in originale La seconde verité, perché sono una grande appassionata di film gialli.


David Duchovny mi piace alla follia quando fa Mulder, ma onestamente al di fuori di questa parte non l'ho molto apprezzato. Kalifornia è un bel film, anche se violento e duro, ma film come Sacrificio finale, Julia has two lovers e altri dove il nostro Duko si mostra sotto tutti i punti di vista non sono decisamente capolavori. Red shoes diaries nel genere erotico soft non è male, ma niente di che. Non parliamo poi degli exploit di Evolution e di Return to me (scena a Roma in piazza del Pantheon a parte). Tutto sommato era meglio Playing God, mai uscito in Italia al cinema. Un film con il Duko che non mi è spiaciuto, ma non per suoi meriti, è stato Connie e Carla, dove le due grandi mattatrici erano le bravissime Nia Vardalos e  Toni Collette. Vorrei vedere Californication. Diverso è il discorso di Gillian Anderson, che non ha mai fatto film porno (come girava la voce qualche tempo fa) e che ha fatto film che ho adorato, come Basta guardare il cielo, L'ultimo re di Scozia, Scherzi del cuore e soprattutto il suo capolavoro La casa della gioia, uno dei miei film preferiti in assoluto. Aspetto con ansia di avere sue notizie riguardo ai prossimi ruoli, in particolare sul ruolo della giornalista Martha Gellhorn.


Mi riprometto da tempo di recuperare gli altri film di David Boreanaz, lo splendido Angel del Buffy e Angelverse. Non era male Valentine, anche se l'ho visto con una persona decisamente sgradevole e rompiscatole. In ogni caso trovo David bravissimo in Bones, credo che siano pochi gli attori che possano dire di aver infilato così bene due personaggi da serial cult. Per quello che riguarda Sarah Michelle Gellar, ho adorato sia Cruel Intentions (vedere Buffy diventare così vacca mi ha quasi scioccata) che The grudge, un film che mi ha davvero terrorizzata. Aspetto di poter vedere altre interpretazioni di Sarah, come Suburban girl e soprattutto Veronika decide di morire, dal bel libro di Paulo Coelho.


Jennifer Garner mi è piaciuta tantissimo come Elektra in Daredevil (unica cosa bella di un film mediocre insieme alle due splendide canzoni degli Evanescence) ma ancora di più nella deliziosa commedia Trent'anni in un secondo. Spero di vederla presto in altri film. Michael Vartan nel ruolo di Lancillotto ne Le nebbie di Avalon era carino, ma niente di più. Speravo meglio.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:attori, buffy, attrici, x-files, angelica
lunedì, 25 agosto 2008


Ho ripreso in mano i libri di questa autrice inglese, famosissima negli anni Trenta e Quaranta, e devo dire che li ho apprezzati di nuovo molto, per il loro intreccio tra romanzo storico e gothic.
Rebecca la prima moglie è un classico assoluto, trasposto anche al cinema da Alfred Hitchcock in un bel filmone con Laurence Olivier e Joan Fontaine, e più recentemente in un musical in cartellone a Vienna e in uno sceneggiato italiano che non ho visto dove la perfida miss Danvers era la nostra bravissima Mariangela Melato.
Sua bellezza Mary Anne racconta la storia di una cortigiana, amante del principe di Galles, antenata dell'autrice. Sempre storia di antenati dell'autrice nel bel Il calice di Vandea, un affresco riuscitissimo della Rivoluzione francese e soprattutto della controrivoluzione che avvenne in Vandea e Bretagna. Il generale del re racconta invece la guerra civile inglese attraverso la storia d'amore insolita tra un generale fedele a Carlo I e Honor, amore di gioventù dello stesso, rimasta invalida, e che lui torna nei giorni cupi del conflitto. Sono libri che consiglio sia alle amanti dei romance storici sia a chi ama i gialli.
postato da: gattaneilibri alle ore 19:12 | Permalink | commenti (1)
categoria:cinema, gothic, scrittrici
lunedì, 25 agosto 2008
Auguri papà, ieri era il tuo ottantesimo compleanno. Purtroppo tu non ci sei più da quasi dieci anni, hai festeggiato il tuo ultimo compleanno con noi dieci anni fa giusti.
Mi spiace che quando te ne sei andato ero in pieno scazzo post adolescenziale nei tuoi riguardi, e so di averti delusa. A distanza di anni, ho deciso di seguire di nuovo i tuoi consigli lavorativi per ritornare alle mie vecchie passioni. Mi spiace che tu non ci sia più e che cento a uno non mi puoi vedere, perché il mio spirito laico mi impedisce di pensare che dopo ci sia un posto, fosse anche un Ponte dell'Arcobaleno dove adesso sei felice con il nostro micio Matteo e il tuo cane di quando eri ragazzo Giulio. Ciao papà...
postato da: gattaneilibri alle ore 18:53 | Permalink | commenti
categoria:vita, famiglia
sabato, 23 agosto 2008


Durante le mie navigazioni su Internet ho trovato questo articolo di Valerio Evangelisti in cui si parla di Angelica.
Mi sono piaciuti molto i toni da Nuovo cinema Paradiso di una parte dell'articolo, un po' meno i gossip che ci sono sotto, e non solo perché ho sempre un po' di antipatia per chi spettegola così senza senso.
Dunque, Valerio Evangelisti sostiene che Robert Hossein ha organizzato alcuni anni fa una festa a Parigi per celebrare il quarantesimo anniversario dei film di Angelica, e che non avrebbe voluto deliberatamente invitare Michèle Mercier perché ormai era vecchia e brutta. Evangelisti poi ci regala alcuni gratuiti giudizi personali su Hossein definendolo un brutto vecchiaccio zozzo (più o meno, in mode Marchese del Grillo on) e dicendo che tanto a lui e ad altri spettatori del suo personaggio non gliene poteva fregare di meno perché si beavano con Angelica. Ora, i giudizi personali lasciano il tempo che trovano, brutti vecchiacci zozzi diventeremo tutti se non togliamo il disturbo prima, e personalmente sulle preferenze personali per uno o più personaggi meglio non prendere posizioni troppo nette. Dopo quasi 40 anni di peregrinazione su questo pianeta sono arrivata ad una visione panteista dell'attrazione fisica: se l'oggetto del desiderio è bello, poco mi importa se è del mio sesso o del sesso opposto. Il problema è poi sempre  quello: se è bello. Cosa che si vede ormai solo al cinema, nei telefilm e nei dintorni.
Comunque, al di là delle osservazioni e giudizi personali (tra l'altro avevo sentito dire che Robert Hossein avrebbe dovuto fare il nonno di Sophie ne Il codice da Vinci, forse poi l'idea di fare il nonno dell'eroina dopo essere stato in tanti film l'amante della stessa non gli è piaciuta...), non credo assolutamente a questa menata secondo cui Robert non avrebbe voluto invitare Michèle volutamente alla festa, di cui peraltro non ho mai sentito parlare. Mi sa di palla d'oro della rete, quasi come le menate che metteva in giro Joan Rivers su Gillian Anderson che maltrattava la figlia Piper. So che Michèle si era un po' alterata nel 1995 quando Robert aveva realizzato in teatro uno spettacolo su Angelica, interpretando lui Jeoffrey accanto ad una ragazza molto più giovane di lui, e lì francamente non me la sono sentita di darle tutti i torti, perché non puoi a quasi 70 anni fare una parte che facevi trent'anni prima come se niente fosse. Ma so anche che la cosa era rientrata, anche perché tra i due interpreti dei nostri eroi c'è un rapporto... particolare, si vede che dietro c'è rimpianto, nostalgia o cos'altro, basta vedere come Robert guarda ancora oggi Michèle.
Comunque, la notizia è un'altra: Robert Hossein e Michèle Mercier dovrebbero ricomparire insieme nel telefilm francese Vénus et Apollon, nel ruolo l'una della madre di una delle protagoniste, titolari di un salone di bellezza, e l'altro di un antico amore della stessa che si ritrova con lei. Alla faccia di chi inventa balle...
postato da: gattaneilibri alle ore 16:57 | Permalink | commenti
categoria:gossip, angelica
sabato, 23 agosto 2008



Sempre per la storia corsi e ricorsi storici e nelle storie, devo dire che ho notato una certa analogia tra il personaggio di Desgrez, magistralmente interpretato da Jean Rochefort, nella serie di Angelica, e il personaggio di John Doggett, il bravo ed affascinante Robert Patrick, nelle ultime due stagioni di X-Files. Entrambi fanno parte delle forze dell'ordine, uno come prima avvocato e poi poliziotto (tra l'altro, Desgrez è un personaggio realmente esistito, fu lui ad occuparsi dell'Affare dei Veleni, e in molti vedono in lui il primo detective della storia, padre di personaggi reali e fittizi, e ispiratore di metodi ancora usati oggi dall'Interpol e dall'Unità comportamentale di Quantico!), l'altro come agente dell'FBI. Ed entrambi hanno il ruolo nella storia di angelo custode dell'eroina (in un caso Angelica, nell'altro Scully), innamorati persi della stessa, senza possibilità di essere ricambiati, perché in tutti e due i casi la storia deciderà diversamente.
Per quello che riguarda Desgrez ho apprezzato che almeno nei libri di Angelica tra lui e l'eroina ci fossero un paio di nottate torride di sesso: nei film la cosa resta molto casta e triste per il personaggio. Nel caso di Doggett, oltre a non amare tutte le cretinate che giravano all'epoca su Scully che non doveva tradire Mulder e le seghe mentali su un possibile ritorno di Mulder cattivo con Doggett che lo uccideva per poi poter trombare con Scully, ho apprezzato il suo attaccamento per Scully e il suo senso morale. E mi spiace che per ora sia sparito dall'X-Filesverse (si parla però già di un possibile terzo film sulla mitologia e i supersoldati in cui potrebbe ricomparire), con la sua sospirante Monica Reyes, personaggio interessante ma purtroppo per lui magra consolazione per non potersi mettere con Scully.
postato da: gattaneilibri alle ore 16:41 | Permalink | commenti
categoria:x-files, angelica
sabato, 23 agosto 2008


Nell'ultima settimana a Torino sono spariti 66 gatti neri, o di colonie o di case private, e pare che qualcuno abbia visto un'auto con due "signore" che andavano in giro a cercare i gatti neri e a chiedere dove li potevano trovare. Dubito che queste due schifose siano benefattrici: c'è chi dice che possano essere emule di Crudelia de Mon (io darei fuoco alle pellicce con dentro le troie che le portano...) o sataniste (e poi ci permettiamo di dare ad altre culture dell'ignorante quando abbiamo ancora chi crede a ste stronzate). Invito tutti gli amici dei gatti di stare con gli occhi aperti. E auguro a queste due schifose ogni male, sono loro il male, non i gatti neri!!!
Purtroppo nel 2008 c'è gente che crede ancora a ste minchiate. Del resto una delle persone con cui ho troncato ogni rapporto era una tizia che oltre ad essere una schifosa omofoba aveva pure manie sataniste.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:56 | Permalink | commenti (4)
categoria:gatti, animalismo