mercoledì, 30 luglio 2008


Avevo già sentito questa notizia, ma è girata di nuovo: pare che i boss della Fox volessero come protagonista di X-Files Pamela Anderson, e dobbiamo alle insistenze di Chris Carter, che era rimasto incantato da Gillian Anderson, se ci siamo trovati un personaggio così bello e completo, e non una tettona... Per carità, non credo che Pamela Anderson sia così stupida come vogliono farci credere, personalmente ho apprezzato che abbia detto apertamente di essere vegetariana e contraria alle pellicce, ma con Gillian... non c'è storia!
In lizza per il ruolo di Scully c'erano però altre attrici che non sarebbero state male: a parte quella che poi ha fatto Phoebe, la ex di Mulder in Ice, fecero il provino anche Cynthia Nixon, futura Miranda di Sex and the city, che sto rivedendo ragazzina in Amadeus di Forman, e che personalmente non mi sarebbe dispiaciuta come Scully (e mi piace molto come persona), e Melissa Gilbert, ex Laura de La casa nella prateria, che come rompiscatole con i capelli rossi un po' castrante non sarebbe stata male, anzi forse più pesante di Gillian. Comunque... onore e gloria a Gillian che ha avuto la parte!
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categoria:telefilm, attrici, x-files
mercoledì, 30 luglio 2008


La prossima fatica di Tim Burton, regista che stimo oltre ogni limite (il vero Batman è solo quello fatto da lui, non me ne faccio niente dei Batman successivi!) sta per realizzare un nuovo film su Alice nel Paese delle meraviglie, con Johnny Depp nel ruolo del Cappellaio matto. Che dire se non che sarà un film che mi fionderò a vedere? La storia di Alice è apripista di tutte le storie di ragazzine curiose che affrontano l'ignoto, e poco mi importano le illazioni secondo cui Lewis Carroll fosse attirato dalle fanciulle in fiore, attrrazione che si limitava a quanto pare solo a fotografarle e nemmeno in pose così audaci.
Per Alice ricordo come un must assoluto le illustrazioni del grande Arthur Rackham, uno dei sommi illustratori vittoriani, tra liberty e fiaba. E ad un videogioco ispirato ad Alice sarà realizzato anche un film con Sarah Michelle Gellar, la Buffy televisiva.

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categoria:classici, fiabe, protagoniste
martedì, 29 luglio 2008
Mi trovo a proporre una moratoria su certe cose che davvero sopporto sempre meno: chiamatemi zitella acida, intollerante, razzista, ma non ce la faccio più.
Propongo una moratoria delle telefonate dei call center, sia a casa che in ufficio. Basta, non ce ne frega niente delle vostre offerte del cavolo, mollate sti lavori di merda che tanto non vi daranno futuro (e nemmeno presente), andate a fare i bamboccioni o le casalinghe, avreste più dignità, o fate le pulizie, raccogliete la frutta in campagna, ma basta, non vi sopportiamo più. E se a casa rompete le scatole (perché non è detto che se uno è a casa non ha nulla da fare e può ascoltare le vostre fregnacce, e questo vale sia per i pensionati, che per le casalinghe, quello che fareste meglio ad essere voi, e lo dice una femminista che è da sempre contraria che una donna si faccia mantenere da un uomo, ma insomma in certi casi se l'alternativa è il call center è doveroso!, sia per la gente che magari in quel momento è a casa e si sta rilassando...), le rompete ancora di più in ufficio, dove la gente ha ben altro da fare che darvi retta. Basta, i lavavetri hanno più dignità di voi, o forse loro una scelta non ce l'hanno, voi ce l'avreste, soprattutto se siete laureati e vi siete venduti così in basso.
Propongo di conseguenza una moratoria delle proposte delle agenzie per il lavoro di lavorare nei call center: ma pensate davvero che una laureata, quasi con un master, che sa le lingue, sa usare bene il computer, e ha fatto e fa altro, abbia voglia di fare la piazzista telefonica a vita, dopo che ci è già scappata due volte visto che conosce il significato delle parole dignità e orgoglio? L'altro pomeriggio una nota agenzia per il lavoro mi ha tempestata di sms proponendomi un call center ad Ivrea, con turni 24 ore al giorno 7 giorni su 7: ma in che lingua vi devo dire che ste offerte non mi interessano? C'è pure scritto sul mio curriculum, ma lo sapete l'italiano, sapete leggere?
Terza moratoria: basta con sti maschietti che solo perché ti vedono da sola si sentono autorizzati a provarci. L'ultimo, nell'ordine, un vecchio bavoso e cesso domenica a Chatillon, che mi ha impedito di starmene seduta in pace ad ascoltare musica e a leggere la biografia di Sissi del conte Corti, perché mi rivolgeva attenzioni schifose, cominciando a farmi il terzo grado, come ma sei qui da sola, ma sei sposata, ma hai figli, ma come ti chiami, ma TE NE VAI A CAGARE ROITO, NESSUNO TI HA CHIESTO NIENTE! E più sono cessi, meno sanno stare al loro posto, dai ciccioni puzzolenti agli utilissimi corsi Formatemp agli idioti che vedono in te la madre dei loro figli e continuano ad insistere anche quando gli hai detto che sei allergica ai marmocchi, ai roiti ai quali false amiche che è meglio perdere che trovare lasciano i tuoi recapiti. Basta, di voi non ne voglio sapere!
Ribadisco il concetto... ma come faceva Angelica a respingere quel gran Topolone di suo marito pensando che fosse brutto... si vede che ai suoi tempi non c'erano i corsi Formatemp e altre fetecchie...
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categoria:cinema, vita, lavoro, zitellaggio
lunedì, 28 luglio 2008

 



Per il master che sto svolgendo sto continuando a leggere libri sul giornalismo, ed uno in particolare mi è molto piaciuto: Tredici giornalisti quasi perfetti, di David Randall, editori Laterza. Il libro traccia i profili di alcuni giornalisti e giornaliste dall'Ottocento ad oggi, con perizia e commozione, rivelandoci ritratti di persone davvero in gamba e particolari, spesso trascurati dalla Storia ufficiale.
Si comincia con William Howard Russell, il primo corrispondente di guerra della storia, che narrò gli orrori e le menzogne governative della guerra di Crimea; si continua con Edna Buchanan, cronista di nera, e poi autrice di thriller, dall'incredibile stile; si continua con Abbott Joseph Liebling, testimone della Grande depressione e della seconda guerra mondiale, e poi si passa a George Seldes, un giornalista che diede fastidio a tutti i potenti, da Joseph Mac Carthy a Benito Mussolini; bellissimo il ritratto di Nellie Bly, fanciulla ottocentesca che seppe essere testimone attenta di mille eventi lavorando sotto copertura (una Sidney Bristow di Alias ante litteram!), e curioso anche Richard Harding Davis, che raccontò il tramonto della Belle Epoque e l'avvento della Grande guerra. Ingiustamente misconosciuto Januarius Aloysius MacGahan, che denunciò il massacro etnico contro i bulgari dell'Impero ottomano; incredibile la vita di James Cameron, che seguì in maniera fedele la nascita di Israele e India, e commoventi i reportage sulla Grande Guerra di Floyd Gibbons. Per finire, ci sono i ritratti di Hugh McIlvanney, autore di pezzi sportivi, del commovento reporter di guerra caduto sul fronte Ernie Pyle, dell'eclettica e contemporanea Anne Leslie e di Meyer Berger, che raccontò tra le altre cose la clamorosa condanna di Al Capone.
Un libro che consiglio a tutti perché racconta tante storie, che confluiscono nella Storia dell'ultimo nostro secolo.
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categoria:giornalismo, saggi
domenica, 27 luglio 2008


Oggi ho partecipato per il secondo anno consecutivo ad Usseltik, la manifestazione celtica presso il castello di Ussel, sopra Chatillon, in Val d'Aosta. Ho fatto foto (la foto sopra è dell'anno scorso), ho comprato un cd del Clan Wallace, ho ballato al loro concerto, ho mangiato e soprattutto bevuto birra, idromiele e vino speziato. Bellissimo. Non è l'unica festa celtica che visiterò: il 24 agosto sarò a Celtica a Courmayeur, quest'anno meno commerciale e più culturale (e già mi piace, pur adorando i mercatini celtici), il 14 settembre sarò a Novara per una nuova manifestazione e a fine ottobre andrò al Capodanno celtico. Nell'attesa di aggiungere alle mie visite di terre celtiche Bretagna e Galizia, e di tornare in Irlanda e Scozia. Sarebbe davvero bello che queste feste celtiche si moltiplicassero: oggi ce ne era una, in tono minore, a Chiomonte in Val di Susa,  ma perché non farne anche in Torino o a Bardonecchia o altrove? In fondo, i Celti sono i nostri antenati!
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categoria:feste celtiche, rievocazioni storiche
domenica, 27 luglio 2008
Da un recente sondaggio di non so più quale rivista americana, risulta che la più bella donna del mondo è udite udite quell'essere insulso che risponde al nome di Paris Hilton! Evidentemente, qualcuno dovrebbe cambiare spacciatore, perché come si fa a dire che quella sciacquetta che ha solo tanti soldi (neanche poi più tanti, visto che il nonno l'ha diseredata) e che non è niente di niente, visto che non è né un'attrice né una cantante né una soubrette né un'artista (le sue perfomance massime sono guidare in stato di ebrezza, fare filmini porno con il moroso di turno e le pubblicità di Vodafone o cosa era...), sia bella è un'impresa che va oltre ogni logica. E prima che qualcuno mi dica che sono gelosa di Paris Hilton (come si era detto quando in un altro blog avevo osato criticare Carfy, meglio nota come Mara Carfagna), dico ma facciamoci furbi, la bellezza è altrove.
Chi ha stilato questa classifica demenziale non ha mai sentito parlare di personcine che rispondono ai nomi di Nicole Kidman, Charlize Theron, Monica Bellucci (che come attrice è penosa ma come bellezza è favolosa), Sharon Stone, Michelle Pfeiffer, Gillian Anderson, Scarlett Johanson, Sabrina Ferilli, Sophie Marceau, Cate Blanchett e tante altre. Naa, se voglio vedere qualcuna di bella mi guardo le foto di Gilly incinta di sei mesi alla prima del secondo film di X-Files o mi riguardo i film di Angelica... La cosa triste è però che, al di là dei sondaggi demenziali, una Paris Hilton venga considerata un modello dalle ragazzine di oggi come vita: una che non sa fare un tubo, che non ha studiato, che non lavora, che non fa nemmeno un po' di beneficienza.. che pena!
A proposito di più belle del reame, ecco qualcuna di veramente bella.... Paris? Pfui!










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categoria:gossip, varietà, attrici
sabato, 26 luglio 2008



Detesto i pettegolezzi e il gossip, a parte il fatto che ultimamente riguarda gente talmente squallida (Paris Hilton, Mara Carfagna, le veline, i tizi del Grande Fratello) da essere totalmente assurdo. Mi sono fatta giusto quattro grasse risate quando Harry d'Inghilterra ha tirato una bella renza alla festa del compleanno di sua nonna la regina Elisabetta.
Però... ci sono alcune personcine che mi ispirano. E proprio in questi giorni, con la concomitanza  della prima del secondo film di X-Files e il ritorno dei film di Angelica in prima serata e il loro arrivo in dvd in edicola (non ho rivisto il film in tv ma mi sono fatta mettere da parte il dvd dalla mia giornalaia), mi sono trovata a pensare che due coppie che, in tempi diversi, ci hanno fatto sognare, come Robert Hossein e Michèle Mercier da una parte e David Duchovny e Gillian Anderson dall'altra sembrano ben di più che semplici colleghi di lavoro...
Qualcuno ha tirato fuori per entrambi i casi che si detestassero e detestino al di fuori del lavoro: cosa che è successa, ad altre coppie. Due esempi famosi? Clark Gable e Vivien Leigh, in Via col vento, che si ignoravano completamente, e i mitici Fred Astaire e Ginger Rogers , che non si potevano vedere, lui omosessuale represso, lei dai voraci appetiti sessuali etero, per uomini molto più giovani di lei.
Ma non è questo il caso né di Robert e Michèle allora né di David e Gillian oggi, che hanno ammesso di frequentarsi e sentirsi, in un rapporto che i due più anziani hanno definito amicizia e che i due più giovani hanno definito qualcosa di molto particolare... Ci sono poi parecchie storie su entrambi riguardo ad attrazione fisica più o meno velata, fuori programma di Fight the future, giri insieme nella Roma della Dolce vita e quant'altro, e per David e Gillian c'è addirittura chi vede in Piper, la figlia di Gilly, una  somiglianza familiare più con il partner lavorativo che con l'allora marito dell'attrice, presto sparito dalla sua vita. Ci sono anche inquietanti analogie riguardo a mariti e mogli guastafeste: Michèle Mercier rinunciò ad andare oltre il quinto film di Angelica spinta dal suo allora marito, che poi le rovinò la carriera, e ci fu chi disse che il tizio era molto geloso di Robert Hossein; David Duchovny è stato spinto dalla moglie Tea Leoni (un personaggio diciamo molto poco amato da noi fan di X-Files, io l'ho soprannominata miss Palo nell'Ano) a lasciare X-Files, e la stessa cara Leoni non ha mai nascosto la sua aperta antipatia per Gilly, arrivando anche a cose poco simpatiche nei suoi riguardi. E Duchovny si è detto preoccupato di come Tea potrebbe reagire ad un paio di scenette molto shipper del secondo film di X-Files, questo dopo che ha interpretato ultimamente il ben più esplicito telefilm Californication: ma già, lì Gilly non c'era.
Che dire? Mah, i nostri beniamini saranno stati e sono tutti e quattro bravi attori, ma certo che certe cose è difficile credere che fossero pura finzione fino in fondo. In fondo ti trovi a lavorare con un (o una) collega di lavoro attraente, e non è che fate gli operai, gli impiegati o i programmatori Java, ma si vengono a creare anche delle situazioni un po' equivoche, in senso buono. Non so, la scena della statua di Angelica o la scena del corridoio di Fight the future.... E' vero che bisogna saper scindere la realtà dalla fantasia, ma uno sognare non costa niente, due materia su cui speculare ce ne è e tanta. Alla faccia di chi grida allo scandalo, soprattutto nel caso di David e Gillian.
Bene, ora bisogna che mi dedichi a cose più impegnative, altrimenti questo blog diventa peggio di Novella 2000...
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categoria:film, telefilm, x-files, angelica
sabato, 26 luglio 2008


Ieri sera non ho rivisto il primo film di Angelica, anche perché li ho tutti registrati in italiano nonché su video dvd in francese in copia da dvd. Io mi faccio sempre una battutina sul primo film... ma porka di una pupazza, ma come cavolo fa Angelica a respingere quel gran gnocco di Joffrey, solo perché è sfregiato (capisco che non aveva mai visto il mitico Harlock...)? Ma porka di una pupazza, vedesse i roiti che vengono dietro alla sottoscritta, tra bamboccioni (copyright by Tommaso Padoa Schioppa) che cercano una sostituta della mamma, separati maschilisti che si aspettano che io mi faccia carico di tutta la loro famiglia, cessi immondi con il desiderio di procreare, ciccioni puzzolenti che contestano la mia passione per la lettura e il mio essere vegetariana e altri casi pietosi in confronto ai quali Eugene Tooms di X-Files era una meraviglia!
Ehm, mi ricompongo. Pensando ad uomini affascinanti come Robert Hossein, devo dire ch al giorno d'oggi qualcuno che lo ricorda c'è.
Sono l'unica che quando vede il professor Piton di Harry Pitton, il bravo ed affascinante Alan Rickman, pensa anche al conte di Peyrac? Piton poi è un personaggio molto particolare, mi piace davvero tanto. E Rickman è ancora più affascinante anche fuori.


Gerard Butler, l'interprete di 300 e de Il fantasma dell'Opera, sarebbe perfetto a fare Joffrey, magari accanto ad un'Angelica interpretata da Charlize Theron o Scarlett Johanson:


E per finire come uomo di gran fascino che non starebbe male in costume vorrei citare anche Mitch Pileggi, Skinner di X-Files , Skinnettone per gli amici: un suo perché ce l'ha, non gli ho ancora perdonato di aver sparato a Topastro Krycek, ma sono molto contenta che ci sarà nel secondo film di X-Files:

 
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categoria:cinema, harry potter, telefilm, attori, x-files, angelica, sbavi
giovedì, 24 luglio 2008

L'unico motivo per cui vorrei essere miliardaria è per passare la mia vita a viaggiare: detesto le Ferrari, gli abiti firmati, le feste, la mondanità e tutto l'ambaradan, ma viaggiare è vivere per me.
Ci sono un miliardo di cose splendide da vedere o rivedere al mondo.
A Roma, vicino al museo romano di Crypta Balbi, hanno trovato una via romana antica, con botteghe, templi ed affreschi: una delle prossime volte che tornerò giù sarà una mia meta, insieme ad altre cose, comprese Villa d'Este e Villa Adriana a Tivoli.
A Londra, al British Museum, hanno aperto una mostra sull'imperatore Adriano, da me sempre adorato, protagonista dello splendido romanzo Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenauer: ecco Londra è uno di quei posti dove bisognerebbe andare sempre.

Una mia collega di lavoro (sì, perché malgrado le apparenze non sono una bambocciona solo perché non voglio lavorare nei call center, voglia di lavorare ne ho e tanta) andrà a Parigi quest'estate. Parigi è il posto dove sono stata più volte, l'ultima volta che ci sono andata la vacanza mi è stata rovinata da una deficiente che credevo mia amica e che ha fatto solo danni per cui non sono riuscita a fare le cose che volevo (motivo per cui io preferisco viaggiare da sola), comunque la nostalgia di ricordare il Louvre, il Musée d'Orsay, Versailles, l'Hotel de Cluny e tutti quei posti splendidi. Le ho consigliato alcune visite: a parte Fontainbleau e Saint Germaine en Laye che conosce già (due castelli splendidi), le ho detto di andare a Vaux le Vicomte (il castello di Fouquet che ispirò Versailles), a Giverny alla casa di Claude Monet e a Chantilly, presso il castello dei Condé. Che voglia di tornare...  Mi sono stati citati anche la Normandia, la Bretagna con Mont st. Michel e i castelli della Loira, da me visitati oltre vent'anni fa.
Quest'anno mi aspetta Vienna, per l'anno prossimo ci sono varie idee, vedrò.
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categoria:viaggi, mostre
mercoledì, 23 luglio 2008


Ieri ho mandato un commento al Buon giorno di Gramellini in cui se la prendeva con il qualunquismo e l'abulia contemporanei, ricordando che amo la natura, ho detto no ad una paga da fame in un call center e leggo in pausa pranzo. Ho ricevuto l'appoggio di alcune persone, tra cui la simpatica Lucy, ma c'è stata una pazza psicopatica, tale Anna Musti (non so nemmeno se questo sia il suo vero nome) che mi ha insultata nel forum dandomi della bambocciona, della fagnana, dell'orgogliosa e dell'esibizionista perché udite udite ho osato rifiutare la grande fortuna di lavorare in un call center (meglio casalinga, e per dirlo io che sono femminista è proprio una cosa forte) e oso vantarmi di leggere un pausa pranzo e di avere una cultura, e invece non valgo niente. Sta pazza mi ha scritto anche in privato, continuando ad insultare il mio stile di vita e dimostrando in pieno di essere una folle psicopatica. Diciamo che purtroppo ha una certa tendenza ad attirarle le pazze, povera me, tra pazze e maniaci sessuali faccio sempre delle accoppiate, ma ecco, potrei presentarli tra di loro, così trombano alla mia salute e mi lasciano in pace.
Ho avuto la prova per l'ennesima volta che se leggi sei vista pericolosa: perché sai andare controcorrente, perché non ti pieghi a situazioni che altri accettano solo per avere i soldi per alimentare un po' di consumismo (non certo per vivere e mangiare loro e i loro familiari), perché non ti annoierai mai e perché comunque hai qualcosa che loro non hanno. Del resto, nel call center da cui sono scappata, sconsigliavano di leggere nelle pause perché ti stancavi (ma non era perché così pensavi ed un bel giorno li avresti mandati a cagare?) e ti facevano ritirare i libri se li tenevi fuori sul bancone perché i libri distraggono e bisogna essere concentrati su sta merda di lavoro che si sta facendo. Ma per piacere...
Mi sento superiore... dovrei ringraziare questa povera frustrata (tra l'altro, c'è qualche volontario/a, non conosco le sue preferenze sessuali, che avrebbe voglia di darle una mano?) perché mi ha fatto sentire molto meglio. Sono sempre più fiera della mia vita.. che non è da bambocciona!
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categoria:letture, ribellioni, passatempi
mercoledì, 23 luglio 2008


Ho riletto questo libro di Joanne Harris, che devo dire che resta, per quello che mi riguarda, il suo preferito. Dentro ci sono una marea di cose che adoro: il Seicento francese, il paganesimo al femminile, le magie, i saltimbanchi, le comunità di donne, l'avventura, il senso del picaresco, le brume della Bretagna. Il capitolo di storia dei conventi di donne, così come dei Beghinoff in Belgio, andrebbe riscritto non solo sotto lo sguardo critico di Manzoni e di Diderot, ma anche come uno dei pochi spazi in cui nei secoli passati le donne potevano studiare, rifugiarsi dalla violenza degli uomini, realizzarsi con vari lavori, e anche scoprire passioni diverse. La Harris in questo libro dà il meglio di sé, l'ho trovato superiore a Chocolat.
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categoria:donne, romanzi storici
martedì, 22 luglio 2008

In un commento di un lettore del blog si è parlato delle fiabe da paura antiche, quelle che ti facciano accapponare la pelle con streghe, magie e orchi. Io le ho lette e le leggo tuttora, e ritengo che faccia bene alla gente leggerle. Perché è importante saper avere paura.
Mi viene in mente oggi, con la notizia di fronte della sedicenne morta per overdose in Veneto. L'altra settimana c'è stata la ragazza in Spagna che si è fidata dell'ultimo che passava e che avrebbe dovuto non essere così ingenua e incosciente da capire le vere intenzioni del malintenzionato. Qui si vuole esaltare l'incoscienza come coraggio, il fare esperienze sempre più sballanti come segno di vita. Invece una dose di paura ci va, per essere in fondo più coraggiosi e capire i rischi che ci sono. Rischi che non devono impedire di vivere una vita vera e completa, degna di essere vissuta. E poi, ma che gusto ci sarà mai a drogarsi, sballarsi, cercare emozioni sbagliate a destra e manca? Forse, perché a forza di annebbiare le emozioni vere, la paura, la bellezza, la commozione, c'è bisogno di cercare emozioni in cose assurde: la dipendenza da droga, da sballo, da sesso, da alcool, da shopping e compagnia bella. E in quest'ottica perversa capisci come possano prosperare questi lavori sempre più simili a schiavitù, gente che va a vendersi per quattro soldi in un call center o alla Lidl solo per poter pagarsi una serata in discoteca.
Leggessero invece le fiabe di paura, dove si impara che esiste il rischio e il pericolo, e che l'ultimo dei poveracci, se è in gamba e intelligente, può diventare principe, re, eroe. Ma già, essere intelligente è un difetto, in una società dove conti solo se hai l'ultimo modello di cellulare, se passi le tue nottate a sballarti in discoteca e se non vesti con quattro stracci costosi e firmati.

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categoria:vita, fiabe
martedì, 22 luglio 2008




Il colosso Mattel ha vinto una causa contro il loro ex dipendente inventore delle bambole Bradtz che dovrà molto probabilmente farle sparire dal mercato. Francamente trovo le bambole Bradtz tra gli orrori peggiori che mente umana abbia mai concepito: come si fa a mettere in mano a delle bambine delle bambole conciate come delle battone di periferia e proporgliele come modello di vita? Non che le Winx siano tanto meglio, infatti speravo che la Disney vincesse la causa contro di loro. Non che la Mattel sia poi il massimo: resta sempre una multinazionale, e per colpa sua hanno chiuso i battenti fabbriche storiche di bambole italiane come la Furga, la Sebino e la Zanini & Zambelli.

Sono una patita di bambole da una vita, ho riscoperto le Barbie in età adulta grazie alle Barbie da collezione, di cui ho preso i pezzi che rispecchiano i miei interessi e le mie passioni: Mulder e Scully, la Barbie irlandese, la Barbie indiana, la Barbie nipponica, le Barbie delle fiabe e altre. Colleziono ed amo anche altre bambole, sia antiche, ereditate di famiglia, sia più recenti, con particolare amore per le splendide Zanini & Zambelli. Al momento ho interrotto per motivi di soldi e di spazio la mia collezione, ma non escludo di riprenderla, con bambole belle. Ma le Bradtz no!!!

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categoria:bambole, collezionismo, bambine
lunedì, 21 luglio 2008
Mettiamo che io domani abbia un incidente, che venga investita da un'auto. Mettiamo che non muoia sul colpo, ma rimanga gravemente invalida, o peggio ancora, ridotta a un vegetale, collegata ad una macchina di ospedale. Mia madre passerebbe il suo tempo al mio capezzale, a guardarmi, cercando di ricordare in quella pianta la figlia che la criticava perché aveva fatto la casalinga, che amava viaggiare da sola e fare battutacce femministe separatiste sugli uomini. Mio fratello verrebbe anche lui a vedermi, non riconoscendomi più. Nè io potrei riconoscere lui. E mia nipote crescerebbe non ricordando più la zia childrenfree, che a parole detestava i bambini, ma che nei fatti le faceva vedere i cartoni della Disney e le portava i regali dai viaggi. Il mio gatto si aggirerebbe in casa, cercandomi per tutti gli anni a venire, senza più vedermi tornare da lui, e senza poi trovarmi sul Ponte dell'Arcobaleno ad aspettarlo.
Io dotrei salutare per sempre: master, lavori più o meno precari, amici, viaggi, il mio gatto, il mio sito web, tutti i miei libri, tutti i miei racconti, le mie collezioni, la mia musica, i miei film, i miei telefilm, le fiere del fumetto, la montagna, le feste celtiche. Il tutto per restare legata ad una macchina. Ed a questo dico no. Perché quella non è una vita, e nessuno deve obbligare un essere umano a subire una punizione in confronto alla quale la pena di morte, una delle barbarie massime, sembra quasi una cosa umana. La vita è bella, è tutto quello che abbiamo, ma per essere così deve essere degna di essere vissuta. Giorno per giorno, con tutte le piccole e grandi cose, il mio micio che ti fa le fusa al mattino presto, il lettore mp3 che suona musica celtica mentre aspetti l'autobus, il libro letto sulla panchina al parco, i saluti delle persone che incontri, il cercare su Internet le foto nuove del secondo film di X-Files, il segnarsi i vocaboli più importanti in tedesco e mille altre cose. Questa è la vita che voglio vivere. Non quella di un vegetale.
Sono arrivata alla conclusione di non pronunciarmi sull'esistenza o meno di Dio. Ma mi chiedo in nome di che Dio ci siano persone che vogliono questa bestialità, persone che si riempiono la bocca del rispetto della vita di fronte ad  un padre disperato che chiede che sua figlia venga liberata da questo obrobrio o ad un ammasso di cellule nel grembo di una donna, ma poi mai che tuonino con la stessa violenza contro mafia, turismo sessuale, traffico di armi, maltrattamenti sui bambini, guerre preventive e dintorni. Persone che portano una bottiglia d'acqua ad una poveretta che non può più né bere né mangiare invece di pensare a chi può e deve essere ancora aiutato davvero, a vivere bene. Per dare valore alla vita bisogna riempirla di cose belle e valide, ma a volte bisogna anche saperla interrompere quando non è più vita.
Io spero di vivere fino a novant'anni almeno, perché ci sono mille cose che voglio fare. Ma vivere come voglio io, non come decideranno degli altri per me.
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categoria:attualità, testamento biologico
lunedì, 21 luglio 2008


Ho preso in biblioteca e guardato ieri sera Serenity, di Joss Whedon, il film di fantascienza del creatore di Buffy. Continuo a preferire Buffy ed Angel, ci ha messo un attimo a conquistarmi, ma alla fine posso dire che è un film interessante, che riprende in mano una fantascienza non eroica, simile a quella di certi anime (Capitan Harlock in primis), con inquietanti analogie con la politica estera americana in Iraq e dintorni. Bello il personaggio di River, la ragazza guerriera e fragile, non mi spiace Malcolm, ex Caleb in Buffy, ma soprattutto ho adorato Zoe, la splendida Gina Torrese, già inquientate Jasmine in Angel e perfida Anna Espinosa in Alias. Adesso vorrei vedere la serie tv, perché non ho capito diversi passaggi, soprattutto iniziali.
postato da: gattaneilibri alle ore 06:56 | Permalink | commenti
categoria:cinema, fantascienza, telefilm