lunedì, 30 giugno 2008


Una critica che viene spesso mossa a noi appassionati di lettura (libri e fumetti poco importa) è quella di essere dei pantofolai, cioè dei tipi che amano stare a casa a leggere anziché uscire con gli altri. A parte il fatto che non so che male ci sia a comportarsi così (non si beve, non ci si droga, non si crea danno al prossimo, non si fa vandalismo), mi riconosco in questo ritratto solo in parte.
Perché sono anche una pantofolaia, ma non solo. Mi piace passare le domeniche a casa, quando fa freddo o piove, ma quando fa caldo adoro prendere un treno ed immergermi nel verde, a camminare. Ogni tanto mi siedo a leggere l'immancabile libro che ho portato con me, ma poi riprendo. Adoro viaggiare, da sola, non ho paura di prendere treni o aerei per andare a visitare bei posti: e quando sono in viaggio tutto sono tranne che una pantofolaia, visto che la mia giornata tipo è dalle 8 del mattino alle 9 e mezzo di sera in giro a camminare. Non sono mai stata una sportiva, ma forse soltanto perché gli sport che andavano per la maggiore quando ero più giovane erano gli sport di squadra, e io non mi trovo bene ad interagire con gli altri, nemmeno sul lavoro. Il mio motto è chi fa da sé fa per tre. Uno sport solitario, tipo il trekking o le passeggiate a cavallo, mi attirerebbe molto. Quando in giro c'è un film che mi interessa o un evento da seguire, o una mostra, o un museo da visitare parto e vado a vederla. Non sarò molto socievole (del resto io basto a me stessa) ma non sono certo una pantofolaia!
Senza contare i viaggi che fai con un libro. Un libro mette in moto i tuoi neuroni, e anche se sei fisicamente in poltrona, mentalmente sei... mille miglia lontane!
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categoria:leggere, critiche, passatempi
lunedì, 30 giugno 2008

A giorni inizieranno i saldi in tutte le principali città italiane. Dato che comunque ho il guardaroba pieno di abiti, non sono una modaiola, non sono una fighetta, detesto apparire e non sono vanitosa, non parteciperò a questo rituale che rende molte donne delle perfette cerebrolese (sono e sarò sempre femminista, ma certi atteggiamenti femminili, quali l'isteria e la spendaccioneria mi fanno sentire solidale con le critiche che fanno gli uomini). Anche perché a me viene l'angoscia a girare tra negozi di abbigliamento, scarpe e cosmetici (meglio i mercati, dove i prezzi sono bassi tutto l'anno e dove c'è più colore e allegria!), e preferisco come sempre le mie adorate librerie. Dove si trovano offerte tutto l'anno, e non solo nel periodo dei saldi. Senza che ti rifilino dei libri ridotti male, come capita spesso nei negozi di abbigliamento: ricordo ancora la maglietta sporca di fard e di non so cosaltro che volevano rifilarmi in un noto negozio, e alle mie lamentele mi è stato risposto: Eh beh, la lava! Bella risposta, forse mi fa anche un po' schifo comprare una maglia sporca, no?
Il bello di amare i libri è che non sei schiavo di una stagione per comprarli: in qualunque momento ti aspetteranno dove vuoi, con nuove e splendide storie.
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categoria:librerie, negozi
lunedì, 30 giugno 2008



Sono arrivata, nelle rivisioni di X-Files, all'episodio The Unopened file, cioè il season finale della seconda stagione e l'inizio della terza. Questo è uno degli episodi migliori, la mitologia al suo meglio, prima di diventare confusa, se non il migliore. Il tema della super razza, storicamente vero, si riaggancia in fondo ai supersoldati della nona stagione.
Il complotto alieni governo che prende piede e ha toni anche realistici, il richiamo ai crimini degli scienziati nazisti e ai crimini dei governi occidentali che li aiutarono a fuggire, le fila degli eventi delle prime due stagioni ripresi in mano, lo splendido personaggio di Albert Austin (grande che finalmente nella vita reale i Sioux abbiano riavuto una parte delle loro terre!), Topastro carogna e bastardo come non mai ma terribilmente da saltargli addosso, Skinner grandioso, il rapporto stupendo tra Mulder e Scully... c'è tutto in questi tre episodi, piccoli capolavori, che consiglio anche a chi non è fan di X-Files, per diventarlo.
Due cose: peccato che si sia deciso di far morire Melissa Scully, perché era un gran bel personaggio. Non dico che bisognasse farla diventare la fidanzata di Mulder, ma meritava più spazio. Seconda cosa, non so come si possa dire che Scully era fredda e danneggiava Mulder. In questo episodio rischia e perde molto per lui, si occupa del suo collega con tutto il suo affetto e la sua cura, e attaccarla solo perché non gliela dava (che poi... ci si può immaginare tutto, per conto mio i due sono stati amanti sotto i nostri occhi senza che ce ne accorgessimo!) è veramente puerile.
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categoria:telefilm, x-files
lunedì, 30 giugno 2008

Ho scoperto che molti puristi della montagna detestano Bardonecchia, perchè lo ritengono un posto da fighetti e perditempo. Forse queste persone non sanno guardare oltre a fare le vasche in via Medail, d'accordo, c'è gente che va a Bardonecchia per quello, a me via Medail non spiace e non mi spiacciono alcuni negozi (Ugetti con i suoi krafen, la libreria Arke, la Creperie) ma ritengo che a Bardonecchia ci sia ben altro, e cose molto interessanti a livello di passeggiate e naturalismo. Oltre tutto molti fighetti si lamentano perché non ci sono discoteche, come se l'unica cosa della vita fosse impomatarsi per andare a rimbambirsi in quei posti da sfigati e da maniaci, ed ecco io amo Bardonecchia e non sono per mia fortuna né una fighetta né una discotecara.
Ieri ho passato una bella giornata a Rochemolles, antica frazione toccata dal recente alluvione. Ho fatto foto alla splendida cascata, mangiato antipasti tipici nella trattoria 'L Fouè, camminato in mezzo ai prati, non certo vestita da fighetta. Altri posti di Bardonecchia che adoro sono Valle Stretta con il rifugio e la passeggiata per il Lago Verde, Pian del Colle con la passeggiata per la diga e quella del maneggio che poi si unisce al Sentiero delle Borgate, Pian del Sole, il canyon verso la passeggiata del Pian delle Stelle, lo Jafferau rovinato purtroppo da un locale per fighetti e discotecari, la Tour d'Amun riemersa da secoli d'abbandono e lo splendido forte del Bramafam. Insomma, Bardonecchia offre molto anche a chi non è fighetto, chi cerca scalate e trekking duro trova ottimi itinerari. Solo, non definitemela solo un posto da fighetti!
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categoria:viaggi, montagne
lunedì, 30 giugno 2008





Dopo aver riletto i primi tre romanzi della saga, sono andata avanti con il quarto volume della serie de La straniera di Diana Gabaldon, Il cerchio di pietre. E devo dire che mi ha un po' delusa.

La prima parte è avvincente, con il ritorno di Claire in Scozia, i flashback sui vent'anni trascorsi, i problemi con il marito morto, la bella figura del suo collega di colore Joe, l'atmosfera scozzese anni Sessanta, gli echi del Sessantotto. Poi, quando Claire decide di rifare il viaggio nel tempo per andare da Jaime, tutto crolla, e si trascina per 200 pagine in maniera abbastanza piatta. Un libro iniziato bene, con paradossi temporali e viaggi, che alla fine arranca. Peccato. Leggerò anche il successivo, La collina delle fate, mentre non credo che poi andrò avanti con quelli ulteriori, ambientati negli Stati Uniti.


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categoria:donne, romance, romanzi storici
sabato, 28 giugno 2008


Stamattina ho fatto la solita gita mensile in fumetteria, alla libreria 901 di Vittorio Pavesio in via di Nanni. Ho visto che sono usciti i nuovi dvd di Goldrake (che comprerò decisamente più avanti, ho altre spese, comunque mi spiace che non abbiano messo Barbara de Bortoli nel ridoppiaggio di Maria), ho avuto notizia che l'ottava stagione di Buffy a fumetti uscirà in italiano a fine agosto (finché non lo vedo non credo) e ho preso qualche fumetto, tra cui Julia, di cui apprezzato molto la storia di questo mese, I misteri di Smiling Lake, e la lettera pubblicata, di una quarantenne che difende il mio stile di vita, quella di donna libera che non ha bisogno del matrimonio e della maternità per sentirsi completa.
Se penso che ho vissuto per tanti anni senza fumetterie... Le librerie sono state una mia passione sin da bambina, stimolata forse anche da papà, nonna paterna e zio, ma le fumetterie ho iniziato a frequentarle all'inizio degli anni Novanta, quando sono diventata una otaku a tutti gli effetti. Ricordo ancora Al fumetto club quando era in pieno borgo San Salvario in via Saluzzo, ricordo i sabati pomeriggio passati alla Libreria Nord della Rinascente (dove feci anche la presentazione della rivista Sushi insieme ai miei compagni di avventura di allora), ho visto nascere e morire una fumetteria in corso Palermo, il primo Star Shop di fronte a Mirafiori e Defcon a due passi da lì,  e nascere e vivere altre fumetterie, in alcune vado poco come Universi di carta in via Baretti, in altre vado spesso, come la 901, il Tappabuchi (un saluto speciale al bellissimo Boris, cagnolino Terranova che sta crescendo!), e più di rado la Libreria Nord, Figuriamoci (che si è trasferita vicino al Museo del Cinema in via Montebello), lo Star Shop di via del Martinetto. Ho scoperto a Torino Comics che hanno aperto una nuova fumetteria a Chieri, ho visitato l'anno scorso quella di Venaria e mi è parsa bella, non ho ancora visto quella di Rivoli, a Torino comunque ci sono anche una fumetteria in via Beaulard e Al fumetto club che ora è in via Arcivescovado.
Uno dei miei sogni nel cassetto era aprire una fumetteria. L'ho archiviato (anche perché il mio progetto era portare a Torino Forbidden Planet, un po' ambizioso), ma sono contenta che altri mi abbiano rubato l'idea.
Per quello che riguarda le fumetterie fuori casa, segnalo Fumetto & Lettura a Pinerolo, La Borsa del fumetto a Milano, una fumetteria dentro le mura di Lucca di cui non ricordo il nome, Album a Parigi (peccato che ero con una scocciatrice che mi ha rovinato la visita!), le fumetterie di Annecy e Chambery (con angolo oscariano), ovviamente Forbidden Planet a Londra, Dublino, Edinburgo e Glasgow, e altre fumetterie più piccole che ho visto sempre a Londra, a Dublino e a Edinburgo. Mi sono già informata su quelle di Vienna, tedesco permettendo.
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categoria:fumetti, librerie, fumetterie
sabato, 28 giugno 2008


Ieri sera sono andata uscita dal master a fare una coda dalla dottoressa della mutua per un medicinale. Faceva caldo, c'era una marea di gente, ma tutto sommato il tempo mi è volato. Perché? Perché avevo il mio fido lettore di mp3 nelle orecchie con la musica e in mano un libro da leggere.
Se dovessi dire di ricordarmi negli anni di essermi annoiata, direi una bugia: perché ho sempre in mano un libro che mi fa passare il tempo. Una volta è successo: due anni fa, quando dovevo ritornare dalla Scozia, non lasciavano per motivi di sicurezza tenere libri in mano e l'aeroporto di Glasgow non è il massimo come posto dove stare in attesa che parta l'aereo. Mi sono consolata sfogliando riviste di pettegolezzi inglesi, sai che roba... Toglietemi tutto, ma non i libri!
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categoria:hobby, lettura
sabato, 28 giugno 2008


Dato che a me i libri che ho amato piace rileggerli, mi sono riletta la trilogia di Cronache del mondo emerso di Licia Troisi, uscita negli anni scorsi. C'è chi ha criticato questi libri, trovandoli troppo semplicisti e infantili: io personalmente li ho riadorati, e non solo per spirito campanilistico, visto che l'autrice è italiana e si è affermata, con anche traduzioni all'estero, in un mondo in cui sono gli anglofoni a dettare legge.
Il fantasy è un genere che mi piace in generale molto, sul quale non ho mai condiviso le assurde bagarre tra destra e sinistra (avrei un aneddoto su Tolkien e la destra ma lo racconto un'altra volta) e che, partendo da alcuni capisaldi, tra cui appunto Il signore degli anelli, ha saputo inventarsi e reinventarsi con nuove tematiche, a cominciare da quelle femministe.
Non si può non voler bene al personaggio di Nihal: fanciulla fragile ma guerriera, ultima sopravvissuta della sua stirpe, forse è uno stereotipo, ma uno stereotipo che trasuda umanità da tutti i pori, che ti commuove e ti appassiona nella sua ricerca di se stessa in un mondo sconvolto da una guerra scatenata da un Tiranno, con un finale che ti lascia dubbioso su quanto si possa divivere il mondo nettamente tra buoni e cattivi. Tutti possono avere del bene in loro, tutti possono arrivare a commettere il male. Questione di scelte, e di circostanze. Bello anche il personaggio di Sennar il mago, e struggente Laio, il piccolo scudiero eroico.
Licia Troisi ci ha dato una trilogia che può piacere sia ai ragazzi che agli adulti, con tematiche eterne, e un senso del ritmo che ti incatena. Li ho ridivorati, adesso leggerò gli altri.
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categoria:fantasy, scrittrici
venerdì, 27 giugno 2008




Ho rivisto il film North Country la storia di Josie, vibrante apologo contro le molestie sessuali sul luogo di lavoro (io i maschietti li castrerei per molto meno che per le porcate che fanno in quel film, anche soltanto se osano molestarmi mentre leggo per impormi la loro squallida compagnia..) e devo dire che al di là del valore intrinseco del film, rovinato da un finale forse troppo retorico e molto da Attimo fuggente, quello che spicca è davvero l'interpretazione di Charlize Theron.

Bella è bella, io la vedrei bene a fare una figlia o una sorella minore di Michelle Pfeiffer. Ma soprattutto è brava, e questo le ha permesso di affrancarsi dai ruoli di bionda oca. Mi è piaciuta anche in altri film: ne Le regole della casa del sidro, che ho amato molto più del libro, robusto film liberal, in Sweet november, dove era perfetta come hippy con un doloroso segreto (ma il più bravo era Jason "Malfoy" Isaacs nella parte del gay) e anche in Monster, tragica storia di come può una donna arrivare ad essere una serial killer.

Che progetti ha Charlize? Sbaglio, o è un po' che no si fa più sentire?

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categoria:attrici
venerdì, 27 giugno 2008


Un responsabile di un'associazione inglese sui giardini ha recentemente detto che i giardini della reggia di Venaria sono brutti. Da allora è un continuo di accuse e constatazioni.
Io mi ricordo di come era ridotta la reggia di Venaria un po' di anni fa. Nel 1993 ci andai a vedere una mostra sui vampiri (era l'anno di Dracula di Coppola): era un giorno di pioggia, e ricordo che provai depressione aggirandomi in corridoi bui e cadenti, circondati da mari di fango.
L'altro giorno sono tornata su, credo per la decima volta in un anno. Ho visto un tugurio ridiventare uno splendore, ho visto del fango sparire e ripopolarsi di aiuole, alberi, prati, costruzioni, roseti, pergolati, vita. La reggia di Venaria brutta? No, non è brutta. La sua storia mi ha dato speranza, mi ha fatto credere che nella vita si può anche migliorare, anche quando tutto sembra perduto, se si ha fiducia in te.
Certo, il parco di Versailles sarà più curato, e anche quello di Hampton Court. Ma non sono stati abbandonato per oltre due secoli, come è successo a Venaria. Quello che è stato fatto in quell'angolo che fino a non molti anni fa volevano trasformare in case popolari ha dell'incredibile, del magico. Con tutto il rispetto per il responsabile inglese, ma i giardini di Venaria non sono brutti, non fanno schifo. Miglioreranno nel tempo certo, qualcosa si può modificare, ma quello che hanno restituito a tutti noi è già incredibile.
Ricordo quel giorno del 1993 come un brutto sogno. Oggi percorrere via Mensa per arrivare a Venaria è qualcosa di splendido e esaltante. E basta sempre criticare!
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categoria:musei, castelli, giardini
venerdì, 27 giugno 2008


Continuando le visioni degli episodi di X-Files in attesa del film, mi sono vista le due parti di Colony, episodio mitologico in cui vengono gettati ulteriori semi per lo sviluppo futuro della vicenda, introducendo il personaggio del Cacciatore di taglie alieno, interpretato da Brian Thompson, visto poi anche in Buffy.
Siamo sempre nelle prime stagioni, il tono è teso, l'atmosfera di Vancouver impagabile, interessante il riferimento all'attualità americana con gli attentati ai medici abortisti (anche se qui poi gli sviluppi sono altri), e un bel po' di Mulder angst con il ritrovamento di quella che dice di essere sua sorella Samantha, la sua perdita e il sequestro di Scully (oh povera Scully, dicevano che subiva nelle ultime stagioni, ma anche all'inizio, tra il sequestro ad opera di Duane Barry e il Cacciatore di taglie che la butta sul tavolino di vetro non scherzo), e anche una scenetta finale vagamente shipper. Ho rivisto con piacere il tutto, notando però come la qualità delle videocassette venga ormai compromessa anche soltanto tenendole lì a prendere polvere.
Resta il rimpianto che la storia di Samantha, punto di partenza di tutta la vicenda di Mulder e della sua ricerca, non abbia avuto una sua fine più interessante: in un primo tempo si parlava di un secondo film nel 2001 su Samantha, poi per vari motivi tutto è stato chiuso con Closure nella settima stagione. E resta anche il rimpianto che poi il tema dei cloni non sia stato ripreso dopo in parallelo con i supersoldati.
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categoria:telefilm, x-files
giovedì, 26 giugno 2008


Se poi sono donne lo sono ancora di più.
Certo, una persona che legge difficilmente conoscerà la noia, visto che ci saranno sempre i libri a riempirle la vita. Mi capita di leggere in pullman, in treno, in coda, nello studio del medico, e mi lamento poco di ritardi e affini.
Una persona che legge avrà di meglio da fare di perdere tempo con falsi amici e qualunquisti vari, perché avrà sempre di meglio da fare.
Una persona che legge non avrà così bisogno di rapporti bulimici con il suo prossimo, perché avrà sempre i suoi libri da leggere, migliori della stragrande maggioranza della gente e della stragrande maggioranza dei rapporti umani.
Una persona che legge si farà meno intortare dal suo prossimo, che sia datore di lavoro, collega, compagno di scuola, politico, uomo di religione, e accetterà meno di farsi mettere i piedi in testa nella società, al lavoro, in famiglia.
Se poi è una donna, di sicuro avrà sempre i libri ad appagarla, che possono essere ben più appaganti della ricerca spasmodica di un uomo, della maternità a tutti i costi, di una vita da serva senza aperture mentali. Ecco perché per secoli ci hanno impedito di leggere, ecco perché in certi Paesi ci impediscono ancora di studiare.
Negli anni mi sono scontrata con vari qualunquisti di ambo i sessi, che non capivano la mia passione per i libri, e cercavano di frapporsi tra me ed essa: li ho allegramente allontanati dalla mia vita. E poi, francamente, che te frega se negli intervalli di tempo o in coda al bar io leggo un libro? Perché dovrei preferire ascoltare i tuoi discorsi vuoti o subire le tue avances? A proposito, non c'è nulla che mi faccia più inca22are che essere disturbata mentre leggo. Sono pericolosa perché leggo? Ne sono fiera e me ne vanto.
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categoria:rompiscatole, lettura, società
mercoledì, 25 giugno 2008

In attesa del secondo film, sto continuando le mie visioni degli episodi della mitologia di X-Files e ho rivisto la trilogia di Abduction, che ha dato il via agli episodi mitologici veri e propri. Il tutto è nato perché Gillian era incinta e dovette assentarsi per partorire la piccola Piper, dopo aver dissimulato la gravidanza alla belle e meglio.
Che dire? Le prime stagioni restano comunque le migliori, e anche l'avvio della mitologia era ottimo: peccato che non hanno saputo sfruttare gli input fino alla fine, eliminando in maniera arbitraria i membri del Consorzio nella sesta stagione, non valorizzando fino in fondo il personaggio di Krycek e poi anche quello di Marita (quei due facevano faville insieme, grrr), e poi confondendosi con la storyline di William. Ma qui le premesse erano ottime.
Solo, ho notato qualche buco di sceneggiatura: come fa Duane Barry ad arrivare a Scully? E il ruolo di Smoking Man non è chiaro, che centra lui con Barry? Stessi buchi che ho notato in Tooms: il case file avviene a Baltimora, ma poi cosa succede, e come riesce ad entrare e a trasferirsi dove abitano i nostri due eroi? Detto questo, ce ne fossero serie come X-Files, altro che Lost! Mi fa anche tenerezza vedere Mulder e Scully giovani...
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categoria:telefilm, x-files
mercoledì, 25 giugno 2008


Dopo aver visto il film mi è venuta voglia di rivedere tutti gli episodi della serie e ho cominciato con il vedere la prima stagione. Continuo a pensare che Sex and the city sia una grande serie: quale altro telefilm può parlare di sesso in maniera così esplicita senza essere mai volgare? Senza contare poi gli argomenti proposti, non poi così banali dietro tonnellate di abiti firmati e scarpe di Manolo Blanik: nella prima stagione si parla del rapporto single sposati (e potrei dirne, visto che vengo sempre vista dagli accoppiati o da quelli in cerca come una poveraccia che si accontenta di stare da sola, mentre per me è esattamente il contrario) e del rapporto tra chi ha figli e chi non ne ha (e anche qui, possibile che una donna debba avere un figlio per legittimare la sua esistenza?). Una bella serie, poi gli episodi sono brevi, leggeri, volano via all'apparenza senza pensieri.
Chiaramente non mi identifico più di tanto nelle protagoniste: non ho i loro conti in banca e non ho il loro interesse smodato a stabilire relazioni con l'altro sesso. Ma mi piacciono, soprattutto Carrie e Miranda. Cynthia Nixon poi l'adoro da quando ho scoperto che è gay, e tra l'altro aveva anche fatto il provino per fare Scully in X-Files, me la sarei vista nella parte!
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categoria:telefilm, sex and the city
martedì, 24 giugno 2008


Gli ultimi due libri che ho comprato, La scuola dei desideri di Joanne Harris e Mondo senza fine di Ken Follett, hanno occupato due degli ultimi spazi disponibili nella mia parete di librerie Ikea. Non ho praticamente più spazio per i libri, la mia droga, le mie sigarette, l'unica cosa che mi appagano davvero. E nemmeno per i fumetti.
Negli anni ho provato a fare repulisti: dei libri per ragazzi, dei libri su Candy & Co, dei romance che in un attimo di femminismo non volevo più (sono rimasta femminista ma ho continuato a leggerli, anche se non credo che esistano nella realtà uomini come nei romanzi, nella realtà fanno pena quando non schifo), dei libri di storia di mia nonna (che ho cercato poi di recuperare). Tutti repulisti dolorosi, che mi deprimevano, legati non a caso a periodi di depressione e di autoannientamento della mia personalità, a cui mettevo riparo qualche tempo dopo ricercando i libri che avevo dato via. Non ho più provato a cercare i Flirts della Malipiero e i Betty della Capitol, ma i classici dell'Ottocento per ragazzi li ho poi ricomprati tutti aggiungendone di nuovi; ho recuperato tutti i libri di Candy & Co, i romance che avevo dato via più altri nuovi, i libri della nonna. Morale, non sono capace di fare repulisti nei libri, e non voglio nemmeno farlo. Mi capita di dare via quel singolo libro che mi ha delusa, magari in qualche posto del book crossing, ma niente di più. Stesso discorso per i fumetti, ho dato via delle collezioni di cui avevo letto solo il primo numero, non apprezzandolo, ma ora come ora ho tutte serie che amo (forse Inuyasha mi sta stufando, ma si libera mezzo scaffale e niente di più).
Per i cd ho ancora un po' di spazio (e stamattina ne ho preso uno nuovo alla Venaria, con le musiche di Lully padre e figlio per le feste reali, spettacolare!), audiocassette e videocassette non ne compro più di nuove e a volte riciclo quelle vecchie, con i dvd sono un po' ferma per ragioni economiche e perché sono sempre più selettiva su cosa prendere (cercherò a Vienna se trovo il dvd di Mayerling con Omar Sharif perché ho proprio voglia di rivederlo). Con le riviste ho fatto un bel repulisti lo scorso autunno, tenendo interi i numeri speciali su argomenti che mi interessavano e disfandone varie tenendo solo cosa mi piaceva. E ne compro comunque molto meno rispetto ad una volta. Devo studiare una soluzione per i libri e i fumetti, non vorrei darne via altri!
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categoria:libri, repulisti