mercoledì, 28 maggio 2008


A vent'anni dalla prima lettura, ho riletto Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, il secondo libro fantasy che ho letto (il primo è La storia infinita di Michael Ende) e devo dire che è sempre notevole.
La saga di re Artù vista dal punto di vista di Morgana, sacerdotessa della Dea, con lo scontro tra il mondo libero e matriarcale del paganesimo e il bigottismo del cristianesimo (rappresentato bene da Ginevra, personaggio qui a dir poco odioso) ha sempre il suo fascino e il suo perché. Peccato che il film non sia stato all'altezza del libro, ma non era facile. Un capolavoro comunque.
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categoria:donne, fantasy, femminismo
lunedì, 26 maggio 2008


La scorsa settimana ho riletto due gialli insoliti e molto belli, al femminile, che avevo già letto circa cinque anni fa: Il lago delle lingue morte di Carol Goodman e La bambina che amava la morte di Fiona Mountain. Due storie senza le caratteristiche dei thriller e dei polizieschi (inseguimenti, sangue, sensazione), psicologici, che indagano nell'animo umano.
Il lago delle lingue morte è incentrato su Jane, una professoressa di latino che torna ad insegnare nel college in riva al lago dove aveva studiato da adolescente e dove aveva visto morire le sue più care amiche, dopo il fallimento del suo matrimonio. Le cose ricominciano, tra reminescenze di cultura classica, riti pagani, ricordi, omosessualità femminile latente. Un bel libro, colto ed appassionante.
La bambina che amava la morte racconta le indagini di Natascia Blake, ex bambina abbandonata ed adottata diventata genealogista per scoprire i segreti delle famiglie, che aiuta una ragazza discendente forse da una pittrice preraffaellita. Imperdibile per chi come me ama questa corrente artistica, e non solo.
Tra l'altro, Fiona Mountain ha scritto altri libri su Natascia, ma per ora sono inediti in Italia.
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categoria:thriller, gialli, mystery
sabato, 17 maggio 2008




Come femminista convinta e separatista, devo riconoscere che uno dei più bei romanzi dalla parte delle donne degli ultimi anni l'ha scritto un uomo: Khaled Hosseini, già autore de Il cacciatore di aquiloni, con Mille splendidi soli ci porta in una realtà orrenda, raccontandoci la storia di due donne afghane. Mariam, figlia illegittima di un uomo ricco, sposa infelice di un uomo violento, e la più giovane Laila, figlia di intellettuali, rimasta orfana nella guerriglia, costretta a sposare lo stesso marito di Mariam. Una storia dove l'autore, un uomo, non nasconde l'orrore della violenza non solo talebana contro le donne, chiuse in casa, schiavizzate, picchiate, annientate (non dimentichiamoci che nemmeno nella civilissima Svezia la causa principale di morte per le donne è per le violenze dell'uomo, e poi c'è chi critica le donne come me che non vogliono mettersi nelle mani di un uomo), una storia di speranza, solidarietà femminile, riscatto e disperazione, che ti lascia alla fine con gli occhi lucidi e un groppo in gola. Ma con la speranza, e la consapevolezza che forse tanti dei nostri problemi, derivati dal consumismo e da altre idiozie, sono ben poca cosa rispetto a quello che succede altrove. Da leggere. E speriamo che ne facciano un bel film.

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categoria:donne, femminismo, oriente, romanzi
venerdì, 16 maggio 2008


Mi sono letta in rapida sequenza tre libri di Maeve Binchy, autrice irlandese che mi era stata consigliata, e dalla quale, francamente, mi aspettavo molto di più. L'amica del cuore, Amiche e Ritorno a Tara Road iniziano non male, ma poi si trascinano per pagine e pagine con vicende raccontate in maniera non pregnante, dove l'Irlanda è solo uno sfondo sfocato, e non protagonista. Continuo a preferire decisamente Rosamunde Pilcher, che fa vivere personaggi e ambienti con una perizia ineguagliabile. Questi tre libri mi hanno per lo più annoiata.
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categoria:donne, irlanda, romanzi al femminile
domenica, 11 maggio 2008


Grazie a Lady Oscar e all'influsso della mia nonna paterna, pazza e controcorrente, ho una passione sfegatata per la regina Maria Antonietta, anche se indubbiamente non è stata una donna perfetta, tutt'altro, ma tra charme e tragedia, tra amore e morte, tra sfarzo e dramma, ha un suo perché. Ho letto e possiedo molti libri in argomento, ho anche ritrovato due libri che avevo dato via per sbaglio molto belli, e mi sono fiondata a leggere Il diario segreto di Maria Antonietta di Carolly Erickson, ultimo saggio uscito in ordine di tempo.
L'autrice dichiara, in maniera onesta, che il libro non è realtà storica ma romanzata, e che ha aggiunto varie cose, tra cui alcuni personaggi (Erik, un amore giovanile di Antonietta poi sua guardia del corpo, Amélie, una fanatica rivoluzionaria ex cameriera della regina, Sophie, una fedele confidente): apprezzabile, ma la storia non decolla. I fatti noti vengono raccontati in maniera stiracchiata, il personaggio di Antonietta è snaturato rispetto alla realtà storica, le new entry sono delle macchiette senza cervello e cuore e le aggiunte inventate non convincono. Meglio allora il film di Sofia Coppola, che rilegge senza romanzare.
A questo punto io preferisco un romanzo storico dichiarato, su un personaggio inventato (che si chiami Lady Oscar, Angelica, D'Artagnan o Claire Randall poco importa), con incontri e scontri con la Storia vera, ma in maniera più appassionante e genuina. Si può leggere Il diario segreto di Maria Antonietta: ma io preferisco allora una biografia documentata, come quella di Jean Chalon, mai tradotta in italiano, o quella di Antonia Fraser.
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categoria:donne, biografie, romanzi storici
sabato, 10 maggio 2008


Quest'anno ho deciso di non partecipare al Salone del libro, e non già per boicottaggio contro Israele (concordo con Dario Fo, però, bisognava invitare anche la Palestina). Amo questa kermesse, che ricordo di aver vissuto dalla prima edizione, saltandone in mezzo alcune (nel 1997, 1999, 2000, e dal 2002 al 2004), ma amandone altre. Ma ci sono alcune cose che mi lasciano perplessa.
Il biglietto, 8 euro, senza avere sconti e omaggi su niente all'ingresso. L'impossibilità di uscire e rientrare per andare a mangiare qualcosa di decente e di vegetariano, magari, visto che l'anno scorso ho dovuto girare quattro punti ristoro per trovare un panino senza carne. E non ultima, l'invasione di quei truffatori della finta beneficenza, che entrano ed escono a loro piacere, fregandosene di quando vengono cacciati, rompendo l'anima ai visitatori. Quest'anno passo, vedremo l'anno prossimo.
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categoria:eventi
sabato, 10 maggio 2008


Dopo aver visto il film, ho letto Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini, e devo dire che la sua fama di best seller di qualità è più che meritata. Una scrittura asciutta ma appassionante, che ti porta in un mondo di orrori ma non ti toglie la speranza, che parla di temi universali senza essere mai banale.
Anche se il libro è più articolato e più profondo, non condivido chi ha stroncato il film come inadeguato: la pellicola di Mark Foster rispecchia l'intreccio del libro in maniera fedele, e lo traspone in immagini efficaci e commoventi. Ora leggerò Mille splendidi soli e aspetterò il film omonimo con interesse.
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categoria:oriente, letteratura contemporanea, film da libri
sabato, 10 maggio 2008


Mi avvicino al fantasy sempre un po' titubante: lo amo molto come genere, ma queste saghe infinite hanno il potere di disorientarmi.
Ho letto La spada della verità, primo tomo (950 pagine) di una saga di Terry Goodkind esaltata da Marion Zimmer Bradley prima di morire, e non mi ha deluso. Un intreccio complesso ma non caotico, con bei personaggi, soprattutto femminili, e la lotta tra bene e male arricchita da vari elementi. Solo che adesso devo leggere anche gli altri, e sono tutti di queste dimensioni! Peggio per me, ma tanto leggere è sempre un tale piacere...
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categoria:fantasy
sabato, 10 maggio 2008


Avevo preso questo libro in una sessione di bookcrossing organizzata qui a Torino dalla Fnac attirata dalla trama: ma mi ha un po' delusa, malgrado ci fossero ottime premesse, un intreccio giallo, passato e presente, un antico palazzo inglese.
L'autrice Sally Beaumann mette tanta carne al fuoco, raccontando la storia di tre sorelle protagoniste di un ritratto, soprattutto della più piccola delle stesse, l'infelice Maisie, e raccontando le storie di chi gravita intorno a loro, tra gli anni Sessanta e oggi, con un tragico segreto nascosto. Ma la narrazione è contorta, e il romanzo vola solo in alcuni passaggi, mentre in altri si trascina. Peccato.
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categoria:gialli, romanzi contemporanei
sabato, 10 maggio 2008


Il secondo libro che ho letto durante il mio soggiorno romano è stato L'allée du roi, di Françoise Chandernagor, che ricostruisce sotto forma di autobiografia apocrifa, la vita di Françoise d'Aubigné, marchesa di Maintenon, compagna morganatica della vecchiaia del Re Sole. La forma dell'autobiografia apocrifa può essere discutibile, ma la Chandernagor ha un ottimo stile di scrittura, e ci restituisce bene la vicenda umana di questa sorta di Cenerentola, nata in una famiglia di ugonotti e poi ispiratrice della revoca dell'editto di Nantes che portò alla diaspora dalla Francia degli stessi, moglie bambina del poeta infermo Scarron e poi governante dei bastardi reali di Madame de Montespan e di Luigi XIV, in attesa di diventare la moglie del suo tramonto, tra guerre che indebolivano un antico prestigio (non ultima, quella contro il duca di Savoia qui a Torino nel 1706) e la morte di quasi tutti i suoi eredi. Un libro piacevolo e dotto da leggere, con una chiosa finale che fa riflettere. Madame de Maintenon, nel suo esilio dorato nel collegio per ragazzine di Saint Cyr, scrive: Ho avuto freddo per tutta la vita, come se niente possa aver soddisfatto lo spirito di una donna forse troppo in anticipo con i suoi tempi.
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categoria:donne, storia, biografie
sabato, 10 maggio 2008


Mentre ero in viaggio in treno per Roma ho letto la biografia di Cristina di Svezia di Veronica Buckley recentemente uscita per gli Oscar Mondadori, che mi ha preparato ad alcune atmosfere romane. Tra l'altro, ho visitato anche la residenza romana di Cristina, Palazzo Corsini, a due passi da Trastevere.
Come fascino di personaggio, anche se diverso, metto Cristina sullo stesso piano di Elisabetta I d'Inghilterra e di Sissi. Donna colta e infelice, lesbica con un disgusto che condivido per la vita eterosessuale (non voleva essere trattata come vengono trattati i campi dai contadini al momento della semina) ma capace di provare un grande amore platonico, in stile Mulder e Scully prima maniera, per il cardinale Azzolini, mecenate, abiurò il luteranesimo per essere libera di lasciare la Svezia e di vivere la vita che amava, tra Roma e la corte di Francia, dove si macchiò anche di un crimine, quello del cortigiano Monaldeschi. Una bella figura, donna che si traveste da uomo e butta alle ortiche le consuetudini del suo tempo e i doveri, per vivere una vita all'insegna della libertà e dell'arte. Il libro è ben scritto e ti fa amare il personaggio di Cristina.
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categoria:donne, saggi, biografie