martedì, 29 aprile 2008


Sto concludendo il mese leggendo tre saggi di Margherita Giacobino su femminismo e omosessualità, molto, molto intriganti.
In uno, Lilian Fadermann un'antologia, l'autrice si limita (si fa per dire) a tradurre i saggi di una famosa femminista lesbica americana, che si è occupata di far emergere storie omosessuali tra donne nei decenni e secoli passati. In particolare ho adorato la descrizione dei matrimoni bostoniani, unioni tra donne colte nell'Ottocento che non volevano sottostare al giogo del matrimonio e trovavano una perfetta comunanza di intelletto e intenti con una loro simile. Potrebbe essere il mio sogno, se non fossi diventata ormai troppo cinica.
Nel secondo, Guerriere, ermafrodite e cortigiane, Margherita Giacobino racconta percorsi insoliti e trasgressivi di donne nella letteratura: ho scoperto con sorpresa che ci sono state tantissime donne scrittrici nella storia, misconosciute perché non erano uomini e non sia mai una donna che non si occupa del marito e dei figli (stesso discorso che sento oggi, sono stata bollata come stramba e con problemi perché ho risposto ad un tizio che ci provava con me che alla sera preferisco stare a casa a scrivere con il mio gatto invece che uscire con un uomo!), e ho gradito molto il capitolo su Carmilla, una delle storie gay che preferisco, anche se finisce male (sto progettando da tempo un remake con lieto o quasi lieto finale, magari inserito nel Buffyverse).
Il terzo, Orgoglio e privilegio, racconta la storia della letteratura lesbica, campo misconosciuto, almeno da noi: io in tema ho già letto vari libri, da Il pozzo della solitudine (datato ma mi è piaciuto) alle raccolte di Principesse azzurre, ma ho scoperto che ho ancora molto su cui lavorare :-)))
Sono felice di avere la possibilità di leggere questi libri e sentire le storie di queste donne (alcune terribili, basti pensare alla guerra che fecero negli States contro i bar frequentati da lesbiche), certo che non mi sarebbe spiaciuto che fossero usciti vent'anni prima, avrei avuto un'adolescenza meno confusa e non mi sarei sentita un pesce fuor d'acqua!
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categoria:donne, saggi, femminismo, omosessualità
martedì, 29 aprile 2008




Mi sto rileggendo tutti i libri di Marion Zimmer Bradley (IMHO veri e propri capolavori del fantasy) e questo mese mi sono immersa di nuovo in Le querce di Albion e La signora di Avalon, i due prequel del suo più grande successo, Le nebbie di Avalon, ma da lei scritti in un secondo tempo.

Le querce di Albion è praticamente la storia narrata nella Norma di Bellini, l'amore impossibile tra una druida e un legionario romano; La signora di Avalon è la storia della discendenza dell'unione tra i due amanti infelici, fino all'avvento di Merlino e del Pendragon, e alla storia di Viviana, la signora del Lago prima di Morgana. Due libri inferiori al magico Le nebbie di Avalon, ma pieni delle tematiche care all'autrice: il potere delle donne, la religione al femminile, il femminismo magico, lo scontro tra culture diverse, la tolleranza come base di tutto. Belli belli belli.

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categoria:donne, fantasy, libri femministi
martedì, 29 aprile 2008


Mi avevano parlato de Le cronache di Ambra di Roger Zelazny come di un capolavoro assoluto della letteratura fantasy, alla base anche di diversi giochi di ruolo. Io avevo quindi grandi speranze nel libro, speranze che non sono state del tutto esaudite.
Intendiamoci, non è un brutto libro, anzi non sono due brutti libri, visto che sono due volumi. Ma la storia è spesso caotica,  i personaggi non riuscitissimi, e non sempre ti prende.
Indicherei altri libri fantasy come capolavori. Questo si può leggere, ma senza particolari trasporti.
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categoria:fantasy
martedì, 29 aprile 2008


Ho letto quattro volumi della saga romance dei De Burgh di Deborah Simmons, usciti nella Harlequin Mondadori. Che dire? Mi hanno convinta solo a metà, e dire che a me i romance piacciono, pur essendo femminista separatista. Il livello letterario e contenutistico di questi quattro libri non è all'altezza di altri del genere, da La straniera (un capolavoro) a Il cavaliere d'inverno, da I giorni del thé e delle rose a La scarpetta di diamanti.
Il lupo del Wessex, il primo, avrebbe potuto farmi desistere da leggere gli altri: stereotipato, con tanto di fanciulla pura e innocente perseguitata, prevedibile, senza particolari lampi di genio. La gorgone e il cavaliere, il secondo, è carino invece, una versione de La bisbetica domata con substrato sociale e storico. Carino è anche Briganti e cavalieri, ma sono di parte, c'è il personaggio di una ragazza che si traveste da uomo, e tutto quello che mi ricorda Lady Oscar (che non sto seguendo in tv, preferisco guardarmelo quando voglio io in dvd) mi piace. Abbastanza deludente La strega e il cavaliere, e dire che dalle premesse mi aspettavo di più, un po' di sana magia, ma la trama è stracca e già vista, o meglio già letta.
In ogni caso, nel genere Medio Evo, c'è di molto meglio.
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categoria:romance, romanzi storici
domenica, 13 aprile 2008


Detesto nella maniera più assoluta gli outlet di abbigliamento come quello di Serravalle Scrivia, fatti apposta per far spendere un mucchio di soldi alle donne delle classi meno abbienti, che puntano sull'apparenza quando dovrebbero investire sulla cultura e su altri valori. Non ci ho mai messo piedi e non ci metterò mai piede, ho avuto basta nella vita di isteriche che pensano solo ad acquistare maglie di Sisley, scarpe di Camper e altre idiozie.
C'è però un outlet dove vorrei andare: a Frassineto Po è nato il primo outlet dei libri, che raccoglie soprattutto volumi di case editrici minori, che non hanno avuto possibilità di farsi conoscere, e ai quali viene data una nuova vita. In attesa che io possa trovare un modo per andare a Frassineto Po, invito tutti a visitare il sito dell'outlet.
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categoria:acquisti, librerie
domenica, 13 aprile 2008


Ho una storia curiosa da raccontare.
Venti giorni fa vado nell'edicola dietro casa mia, vedo un nuovo titolo della collana Superpocket gialli (che raccoglie la letteratura di genere), W di Jennifer Lee Carrell. Leggo la trama, e vedo che centrano enigmi, misteri e l'opera del bardo Shakespeare, con una parte della storia ambientata a Londra. Lo devo comprare, visto che adoro Shakespeare, Londra, gli enigmi e tutti gli annessi e connessi. Ho divorato questo libro la scorsa settimana. E ieri prendo in mano La Stampa e scopro che nel nostro Paese è uscito in sordina, ma che ora in Gran Bretagna sta avendo un successo strepitoso, tanto da indurre dei ragazzini che non hanno mai letto niente del Bardo ad andare a recuperarsi le sue opere e a sognare come massima aspirazione di assistere ad una sua tragedia al Globe Theatre. Senza contare che lo trovano superiore al più blasonato Codice da Vinci (che io ho comunque amato). Quindi dobbiamo aspettarci delle nuove edizioni di lusso, e un possibile film.
Io ho già messo le mani su questo piccolo tesoro. Lo consiglio caldamente. E per rimanere nel genere misteri, consiglio anche I codici del labirinto, La fratellanza della Sacra Sindone (lo so, sono campanilistica) e Il segreto del millennio.
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categoria:mistery, gialli, best seller
lunedì, 07 aprile 2008


Non ho mancato nessun appuntamento con i libri di Tracy Chevalier, che mi piacciono per il rigore storico e l'amore per l'arte, e ho letto con piacere L'innocenza, che mi ha catapultata nella Londra settecentesca, parallela alla Parigi rivoluzionaria, raccontandomi la storia di alcuni giovani, che frequentano lo scrittore e incisore William Blake, precursore del romanticismo.
Un ritratto fedele di un'epoca conclusa, spietata ma affascinante. Tracy Chevalier non mi ha delusa nemmeno questa volta, questo libro non è al livello de La ragazza con l'orecchino di perla, ma appartiene ad una vena felice dell'autrice. Non credo che avrei potuto vivere nel Settecento, senza acqua corrente, senza bagni decenti, senza diritti, senza illuminazione notturna, ma un viaggio da quelle parti è sempre efficace e bello.
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categoria:arte, romanzi storici, scrittrici
sabato, 05 aprile 2008


Sull'onda della versione classica di Piccole donne, ho letto l'omaggio che ne ha fatto Marcela Serano con Arrivederci piccole donne. Una curiosità, innanzitutto, con uno stile un po' ingarbugliato (mi piacciono molto di più come scrivono, sempre parlando di autrici latinoamericane, Isabel Allende e Gioconda Belli). I personaggi ricordano le eroine di Louisa May Alcott, in un contesto moderno, tra due 11 settembre, quello del 1973, con il colpo di stato di Pinochet, e quello del 2001, con l'attacco alle Twin Towers. Nieves, la casalinga disperata, Luz, la fragile volontaria morta troppo giovane, Lola l'ambiziosa, sono comunque sotterrate come caratterizzazione e popolarità da Ada (che ha lo stesso nome di una mia odiosa prof di mate del liceo), l'intellettuale, la single convinta, lo spirito libero, l'omaggio a Jo. Un libro piacevole, ma non così indimenticabile, che mi ha fatto comunque venire l'idea di cimentarmi con una riedizione di Piccole donne, magari ambientata qui in Europa tra Otto e Novecento.
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categoria:donne, libri femministi personaggi femm
sabato, 05 aprile 2008


Amo molto il romanzo horror e gotico classico. E mi sono precipitata con curiosità su La donna in nero, tascabile da me acquistato per la modica somma di un euro a Mercanti per un giorno.
Poco più lungo di una novella, racconta una storia di fantasmi nell'Inghilterra ottocentesca con stile e spavento, coinvolgendoti e trascinandoti in un orrore che aumenta man mano, ma non diventa mai splatter o stupido. Una bella scoperta davvero.
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categoria:horror, paranormale, gothic
sabato, 05 aprile 2008


Da tempo mi sono prefissa pian piano di leggere tutti i romanzi storici di Alessandro Dumas padre: molti non sono reperibili in italiano, e tra questi i romanzi sul Settecento e la Rivoluzione francese.
Ho trovato nella libreria francese Voyelles di via San Massimo qui a Torino Le chevalier du Maison Rouge, basato sul fatto storico del complotto che ci fu per salvare Maria Antonietta dal patibolo. Da buona fan di Lady Oscar (sì, me lo sto rivedendo!) drizzo sempre le antennine quando sento parlare di questi argomenti e l'ho letto con piacere.
Non è al livello dei capolavori come I tre moschettieri o Vent'anni dopo, ma si legge comunque con piacere, tra colpi di scena e passioni, con una buona ricostruzione d'epoca e d'atmosfera. Se penso che Dumas ha scritto tutti i suoi libri a mano, lo ammiro ancora di più, era la vera creazione della scrittura. Tra l'altro ci fu anche uno sceneggiato negli anni Settanta su Le chevalier du Maison Rouge, mi piacerebbe vederlo. Adesso cercherò gli altri dello stesso ciclo.
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categoria:romanzi storici, feuilleton, cappa e spada
sabato, 05 aprile 2008




Ho riletto dopo un po' di anni La torcia di Marion Zimmer Bradley, uno dei primi romanzi fantasy che avevo letto.

In questo libro assistiamo alla storia dell'assedio di Troia visto dal punto di vista di Cassandra, la principessa troiana che aveva il dono della preveggenza ma che non veniva mai creduta per una maledizione di Apollo. Un bel modo per ripassare la mitologia greca, sempre con l'occhio femminista dell'autrice (che ho scoperto essere stata lesbica, anche se ad un certo punto della sua vita, come molte donne della sua età, si era sposata), che ci parla di matriarcato, di Amazzoni, di Dee. Un libro che dà molti spunti, non bello come Le nebbie di Avalon, ma che, nella vasta produzione dell'autrice, si situa senz'altro tra i migliori.

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categoria:donne, fantasy, romanzi fantasy