venerdì, 20 novembre 2009

Ho scoperto Almodovar grazie a Tutto su mia madre, e da allora cerco di vedere sempre i suoi film, perché mi piacciono : melodrammi eccessivi, forse improbabili, ma di gran fascino. Anche questo non delude, anche se è inferiore a Tutto su mia madre e ad altri. E se Penelope Cruz è ormai forse un po' troppo inflazionata (ma è bravina), tutto l'insieme, questa esaltazione dell'amore per il cinema e del potere del racconto è affascinante e unica. E poi, onestamente, io sono alla ricerca di alternative valide ai blockbuster alla 2012 o New moon: non ho più l'età per le americanate!
postato da: gattaneilibri alle ore 15:26 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Film preferito di Martin Scorsese, di Francis Ford Coppola, di Brian de Palma e di Michèle Mercier, Scarpette rosse è un melodramma fiammeggiante sul mondo della danza classica, in cui una ballerina non saprà scegliere tra una carriera che adora ma che la distrugge da dentro e un amore che la farebbe vivere ma farebbe morire l'arte che è in lei. Improbabile forse, datato anche, ma di grande fascino: e la rossa Moira Shearer ha il fascino che solo le rosse avevano, così come le scene di danza mi fanno rimpiangere di aver mollato la danza classica da bambina: un sogno che mi è rimasto nel cuore e che ancora oggi mi fa sognare di fronte a quei cigni chiamati ballerine.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:20 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Un thriller tra politica e giornalismo, con una vecchia volpe della carta stampata (il povero Russel Crowe, ormai gli anni passano anche per lui) in coppia con una giovane blogger di Internet, ad indagare sugli altarini nascosti di un amico del giornalista, diventato membro del congresso. Gli elementi c'erano tutti per una buona riuscita, compresa la grande Helen Mirren nel ruolo di direttore di giornale, ma il film alla fine non mi ha convinta. A tratti noioso, con un finale scontato. Belli i titoli di coda sulla rotativa del giornale, ma è un po' poco.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:14 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Finalmente sono riuscita a vedere questo film, di cui avevo visto il remake, gioco di bravura alla corte di Riccardo III e di Eleonora d'Aquitania, magistralmente interpretati da Peter O'Toole e da Katharine Hepburn.

Una pagina di storia e di lotte familiari, un film di impianto teatrale che ti appassiona, una storia antica ma attuale, tra giochi di potere di un mondo in cui stavano nascendo gli Stati moderni. Nel ruolo del futuro Riccardo cuor di Leone, Anthony Hopkins, che diventò poi famoso quasi da anziano facendo Hannibal Lecter. Un film da vedere, per chi ama la storia al cinema e il grande cinema.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:09 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Ho amato poco la serie I love shopping della Kinsella, perché avendo avuto a che fare nella vita reale con una shopping dipendente lo trovo un argomento su cui non scherzare; mi sono piaciuti invece sia Sai tenere un segreto? che La signora della casa, ma qui l'autrice si è superata.

Lara, ragazza che si trova ad un bivio, finita invischiata in una società in collaborazione con un'amica che come da copione si è rivelata una lazzarona, non sa rassegnarsi alla fine di una storia d'amore mediocre ed è oppressa dallo zio self made man di successo (ma non mancheranno i colpi di scena) presenzia al funerale di una prozia mai conosciuta e morta ultracentenaria salvo trovarsela di fronte in fantasma giovane. Con l'aiuto di questa ragazza irriverente e ribelle degli anni Venti, la sagace Sadie che visse anche un grande amore, Lara saprà dare una svolta alla sua vita, ricominciare da capo e scoprire chi era veramente quella vecchietta che nessuno considerava.

Ci sono un paio di pezzi di questo libro che mi hanno commossa: quando Lara scopre la vera identità della sua prozia (non spoilero) e quando, di fronte ai vecchietti della casa di riposo, si rende conto che loro sono ancora tutti giovani dentro, sono ancora i giovani che erano, e siamo soltanto noi non ancora vecchi a discriminarli e isolarli. Tutti vorremmo avere una prozia Sadie che ci aiuti. Bello.
postato da: gattaneilibri alle ore 15:05 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

La storia di Claudia Hampton, corrispondente dall'Egitto durante la seconda guerra mondiale, ha momenti molto affascinanti, ma per lo più è confusa, poco affascinante, poco coinvolgente: non so se è un problema mio l'avere difficoltà ad appassionarmi più di tanto a certi libri, ma con queste premesse mi aspettavo ben di più.
postato da: gattaneilibri alle ore 14:57 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Christian Jacq, autore di Ramses, fenomeno editoriale ante Dan Brown, è un profondo conoscitore dell'antico Egitto e in questo saggio di una decina d'anni fa ci immerge nel come vivevano le donne lungo il Nilo. Fu il mondo antico in cui ebbero maggiori libertà: potevano essere sacerdotesse e imprenditrici, faraone e intellettuali, ereditavano, potevano non sposarsi e non avere figli e non venire biasimate per questo, erano medici specialisti, scoprendo prima del tempo la moderna omeopatia e ginecologia, avevano libero accesso alla contraccezione, potevano far parte di comunità religiose solo femminili. Non a caso scandalizzarono greci, romani, ebrei e chiunque venne in contatto con loro. Un libro molto affascinante, l'ho preso in biblioteca ma lo cercherò da comprare, perché è da avere.
postato da: gattaneilibri alle ore 14:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

Isabel Allende mi ha fatta appassionare alla letteratura sudamericana, mi piacciono i viaggi nel tempo e questa storia di Leticia Wierzchowski, che racconta di un amore giovanile latinoamericano di Garibaldi, Manuela, e delle sue sorelle. Un argomento sulla carta bellissimo, ma il libro non mi ha detto granché, si trascina troppo, poteva essere più affascinante, anche perché è una storia vera. Manuela Gonçalves morì ai primi del Novecento, non si sposò mai e rimase fedele al ricordo dell'eroe dei due mondi, che le preferì la tragica Anita e che andò dalla parte opposta della terra ad inseguire i suoi sogni.
postato da: gattaneilibri alle ore 14:49 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 20 novembre 2009

I seguiti e le riletture non sono sempre felicissimi, ma il mio amore per Sherlock Holmes e la letteratura inglese mi aveva spinto ad avvicinarmi a questo romanzo di Laurie M. King, che ha dedicato una serie di libri a nuove avventure di Sherlock negli anni Venti con un'improbabile consorte di sesso femminile. Forse ho cominciato dal peggiore, sta di fatto che questo libro, pur avendo molte cose che mi piacciono, non ultima un'atmosfera indiana non mi ha convinta: piatto, poco coinvolgente, uno di quei libri che finisci a fatica solo perché devi e che ti dimentichi subito. Spero che gli altri della serie siano meglio.
postato da: gattaneilibri alle ore 14:42 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 14 novembre 2009

Mi piacciono da sempre le storie di donne famose e particolari, anche messe insieme in un saggio, e ho letto con curiosità questa antologia di Rosemary Dinnage, che parla di donne come Katharine Mansfield, Karen Blixen, Clementine Churchill, Simone Weill. Interessante, anche se a tratti un po' troppo frammentario, con capitoli dedicati alla stregoneria oggi e alle ragazze autistiche un po' troppo fuori tema. Comunque si può leggere. 
postato da: gattaneilibri alle ore 12:28 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 14 novembre 2009
 

La fantascienza richiede una certa dose di sospensione dell'incredulità, e questo è il guaio peggiore di questo film, che presenta uno scenario assolutamente non credibile, quello che le donne di tutto il pianeta siano diventate sterili da diciott'anni: semmai rischiamo il problema opposto, la sovrappopolazione, a causa del bigottismo religioso e sociale e delle pressioni delle multinazionali a cui fa comodo avere tanta carne da sfruttare, e che portano all'ostacolo di ogni politica che possa aiutare le donne a liberarsi dall'obbligo della maternità. Del resto sei vista male se non vuoi figli nei Paesi occidentali, figuriamoci nei Paesi del Terzo Mondo!

Passato questo problema I figli degli uomini, ambientato in uno scenario a metà strada tra la Guerra fredda e certi anime giapponesi, non è poi male: certo, questo discorso del bambino che salva è un po' retorico e superato, certo, si vedranno reminescenze bibliche e mitiche, ma almeno è un film di fantascienza pensato per un pubblico adulto e non necessariamente schiavo degli effetti speciali. Clive Owen non è male, grandioso Michael Caine in versione fricchettone anni Sessanta invecchiato, con tanto di splendido cane e splendido gatto che spero si siano salvati. Certo meglio di 2012 (alla larga dalle americanate piene di effetti speciali!)
postato da: gattaneilibri alle ore 12:18 | Permalink | commenti (4)
categoria:
venerdì, 13 novembre 2009

Ricordo una riproduzione della locandina di questo film sulla mia antologia della scuola media per pubblicizzzare il linguaggio del cinema, scelta coraggiosa, tenendo conto che si tratta di un film vietato ai minori di 18 anni. Da allora ho sempre cercato di vederlo e finalmente ci sono riuscita. Innanzitutto complimenti (ironici) per l'assurdo titolo italiano, traduzione molto impropria dell'originale e sobrio Don't look now, da un racconto gotico di Daphne du Maurier, autrice già di Rebecca e Gli uccelli.

Una copia di inglesi, segnati dalla morte tragica della loro bambina, decidono di passare un periodo a Venezia dove lui deve lavorare come restauratore: nella città lagunare si perderanno, soprattutto il marito, tra suggestioni e paure, ricordi della figlia morta, medium, serial killer reali, fantasia e realtà. C'è una bella contrapposizione tra scettico e believer (con un capovolgimento finale), una scena di sesso che all'epoca fece scalpore e che permette di ammirare le grazie della splendida Julie Christie, attrice e donna che ammiro tantissimo (vive tutt'oggi come una hippy in un paesino di campagna inglese, coltivando lei frutta e verdura) e un colpo di scena finale non particolarmente congruente ma che fa saltare letteralmente sulla sedia, a dir poco terrificante.

La Venezia del titolo è protagonista più ancora di Julie Christie e di Donald Sutherland: una città splendida e decadente, magnifica e inquietante, suggestiva e terrificante. Da vedere comunque, e vorrei leggere il racconto che l'ha ispirato.
postato da: gattaneilibri alle ore 16:13 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 12 novembre 2009

Ho letto un libro e rivisto un film sulla figura storica di Emma Hamilton, figlia di un fabbro nell'Inghilterra degli ultimi decenni del Settecento, diventata modella di artisti, moglie dell'anziano ambasciatore alla corte di Napoli, amante prima della regina Maria Carolina di Napoli, sorella di Maria Antonietta, e poi di lord Nelson, eroe assoluto della marina inglese, morta in povertà. Un'epopea a metà strada tra Moll Flanders e Lily Bart, che nel libro e nel film ha una trattazione diversa ma complementare.

Lady Hamilton del francese Gilbert Sinouè è una biografia travestita da romanzo, molto rigorosa ma nello stesso tempo molto appassionante, la storia della perdita di una donna che quando diventò protagonista della storia d'amore che la rese nota alla Storia non era più giovanissima secondo i dettami del tempo.

Le calde notti di Lady Hamilton di Christian Jaque, titolo italiano abbastanza idiota di Les amours de Lady Hamilton, interpretato dalla splendida Michèle Mercier, già marchesa degli angeli, con Richard Johnson, allora marito di Kim Novak, e a John Mills, ha alcuni cali di gusto abbastanza inquietanti (gli ammiccamenti sessuali in stile Giovannona coscialunga) ma è per il resto un melodramma ben riuscito, con splendidi costumi e ambienti, e una scena finale straziante, che riflette in pieno come Emma fu discriminata dalla pur libertina società inglese della Reggenza.








 

 
postato da: gattaneilibri alle ore 12:21 | Permalink | commenti
categoria:
mercoledì, 11 novembre 2009
 

Ho sempre amato i film di Tim Burton e mi piace molto Johnny Depp: due motivazioni valide per vedere questo musical in salsa horror, che riprende il tema della vendetta alla Conte di Montecristo (le premesse sono molto simili, lo svolgimento diverso), tra Grand Guignol e una Londra dickensiana magnificamente restituita da Dante Ferretti.

La storia è se vogliamo prevedibile (ma il colpo di scena finale non me l'aspettavo), il sangue è irreale e grandguignolesco, le canzoni appesantiscono il tutto, ma le atmosfere, le scenografie e i costumi sono splendidi. E Johnny Depp è un grande, ma anche Helena Bonham Carter e Alan Rickman non scherzano.
postato da: gattaneilibri alle ore 13:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 11 novembre 2009
 

In vista di una mostra a Palazzo Madama di ceramiche appartenute agli zar, e di una mostra a Racconigi sul centenario della visita di Nicola II, ho letto la bella biografia di Alessandra Feodorovna, ultima zarina di Russia, nipote della regina Vittoria e moglie di Nicola II. Biografia scritta da Greg King, di cui avevo letto già anni fa la storia di Ludwig.

La figura di Alessandra è affascinante quanto l'epoca in cui è vissuta: cresciuta in seno alle dinastie europee, ossessionata fin dall'infanzia dalla morte e dalla religione in seguito alle premature morti della mamma e del fratellino, moglie innamorata e contro tutti di Nicola II, mater dolorosa di un figlio emofiliaco e succube del sinistro Rasputin, donna semplice ma amante del lusso, martire di una rivoluzione forse anche doverosa ma che degenerò presto, Alessandra è un personaggio tragico e affascinante. C'è chi dice che il suo fantasma giri ancora a San Pietroburgo: senz'altro, non è un personaggio che si dimentichi.
postato da: gattaneilibri alle ore 13:20 | Permalink | commenti
categoria: