Mi avevano magnificato questo film di Muccino, ma devo dire che sì, si può vedere, ma andrei cauta a parlare di capolavoro e a scomodare Frank Capra. Anche perché, detestando le devianze della new economy, tutto l'insieme mi ha lasciata perplessa. Il protagonista era quanto meno sprovveduto a pensare di poter mantenersi vendendo costosissimi apparecchi medici (praticamente, l'equivalente della Folletto, io detesto i lavori porta a porta perché non sono lavori, ma truffe travestite..) e il fatto che vada a fare il promotore finanziario con tanto di lavoro iniziale in pratica in stile call center è quanto meno allucinante. Con la crisi che ha mandato in tilt un modello di economia basato sulle transazioni e la borsa, questo film sembra datato e poco incisivo. Comunque, si può vedere, e Will Smith è bravo e simpatico.
Curioso che gli Stati Uniti, unico Paese democratico, abbiano nella loro Costituzione un richiamo al diritto di essere felici, principio illuminista poco praticabile in senso assoluto, ma nobilissimo come assunto. Ma invece che questa storia di venditori porta a porta diventati promotori finanziari (tutti i giorni mi arrivano mail in cui mi propongono lavori di questo genere, le cestino, non sono lavori...) c'è una storia dalla vita reale di ricerca della felicità ben più interessante e edificante.
Khadijah Williams è nera ed è cresciuta per le strade della California, insieme alla baby madre, che l'ha concepita a soli 14 anni, e alla sorellina minore. Ha una sola passione: lo studio, va a scuola in mille posti diversi, nascondendo che dorme per strada o in motel sgangherati, lavandosi nei bagni pubblici per non puzzare, prendendosi le canzonature dei compagni di scuola perché è una secchiona ed è povera e quelli dei colleghi di sua madre che la vedono troppo diversa, Un'outsider sempre e comunque. Khadijah Williams ha superato test ed esami di ammissione, ed andrà ad Harvard. Ecco, questa è una storia che il cinema dovrebbe raccontare. E se dai diamanti non nasce niente, ma dal letame nascono i fiori, pensiamo invece a tutte le menate che abbiamo copiato dagli Stati Uniti (le vendite porta a porta, i fast food, i call center, il lavoro ultraprecario, le discoteche, i centri commerciali, le multisale) e non a questo, l'idea che chiunque, anche un fiore cresciuto in mezzo ai rifiuti, può essere e diventare grande, può cambiare la sua vita, perché da noi la flessibilità funziona solo verso il basso (come ha sottolineato quel coglione di Sacconi quando ha detto che noi laureati dovremmo fare gli operai e gli imbianchini, che poi, per carità, sempre meglio che fare gli operatori di call center e i venditori della Folletto...) e non verso l'alto.
Tutte le volte che vedrò d'ora in poi un bimbo zingaro o mendicante penserò a Khadijah, a cosa può nascondere quel bimbo dentro di sé.
Comunque, c'è un'altra cosa che copierei dagli Stati Uniti: FUORI I DIVORZIATI DAL NOSTRO PARLAMENTO...